La parola alle statistiche: gli alti e bassi della vittoria contro Pistoia

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Ritorniamo sulla partita di martedì contro Pistoia che ha portato la terza vittoria consecutiva e l’aggancio momentaneo al treno di squadre che va dal quinto al settimo posto, in compagnia di Sassari e Trento. Come d’abitudine proviamo a vedere nel dettaglio un po’ di statistiche avanzate per trarre qualche indicazione in più su quello che hanno detto i 40’ di gioco.

Urge partire dalla prestazione di Alessandro Gentile. Che, come mostra il grafico, e come è stato abbastanza palese in campo, ha avuto la sua peggior giornata della stagione. Ritmo offensivo mai trovato, difesa che lo ha contenuto sfidandolo molto al tiro e difendendo in area in maniera fisica, ricevendo pochi fischi arbitrali. Non è stata solo la prima partita non in doppia cifra per punti, ma anche solo la seconda della stagione senza liberi tentati dopo Cantù.

Difesa di squadra di alto livello, tutti sotto 100 di defensive rating. Ovviamente oggi non ci possono essere livelli di “Cattiva difesa”

56.7 l’offensive rating individuale, 99.7 quello difensivo (di per sé non male, ma comunque il peggiore di squadra), per un net rating di -43.3, il peggiore in assoluto del suo campionato, in cui ha fatto così male solo all’esordio a Trento, dove ha terminato con -35.2.

Nonostante questo il numero zero ha avuto il secondo miglior plus/minus (ossia il parziale che la squadra accumula con un determinato giocatore in campo) di squadra con +10, dietro al solo Pietro Aradori. Un dato in netta controtendenza ma che conferma la sensazione che si è avuta nei secondi 20’ di partita: capito che non fosse la sua giornata dopo un primo tempo in cui ha forzato qualcosa per provare a mettersi in gara, l’ex Olimpia Milano ha giocato molto di più al servizio della squadra.

Dando una mano a rimbalzo e servendo assists (5), sbattendosi dietro e lasciando, nella metà campo offensiva, il proscenio a chi stava vivendo una serata migliore. Un atteggiamento positivo e che ribalta completamente la visione comune che lo vuole egoista e incapace di leggere i momenti delle partite. Se a Varese ha preso a spallate la gara portando la V Nera al successo, martedì ha avuto la coscienza di non forzare oltremodo per il bene comune.

E restando ai numeri, a oggi il suo plus/minus è sempre stato in territorio positivo tranne che nella trasferta di Brindisi, ed è il migliore di squadra in media (+7.2) e quarto di tutta la serie A tra i giocatori con almeno sei partite giocate e 10’ medi di impiego.

Su livelli di assoluta eccellenza, ovviamente, Klaudio Ndoja (160,7 di offensive rating, 85,9 di defensive) che in 13’ di campo ha condensato tutto quello che un allenatore vorrebbe vedere da un suo giocatore: applicazione difensiva e pericolosità offensiva. Il tutto dopo non aver toccato campo nei primi 20’ abbondanti di partita. L’identikit del capitano perfetto.

Ovviamente benissimo anche Pietro Aradori, autore di un clinic offensivo e che, ancora una volta dopo Varese, è stato chirurgico nel finale di partita con i due canestri che hanno deciso l’incontro.

Molto bene anche Michael Umeh, che continua a confermarsi un’arma utilissima dalla panchina. Come detto in altre occasioni altalenante nei suoi rendimenti, ma che può entrare dando attacco immediato (141.2 il suo offensive rating) e grande applicazione difensiva (98.1 defensive rating), al netto di uno svantaggio in termini di centimetri praticamente costante nei confronti dei pari ruolo.

In generale, comunque, va rimarcata la prova difensiva di squadra che, tolta  la gara con Capo d’Orlando, è stata largamente la migliore del campionato. La The Flexx è stata tenuta a 93.9 punti per cento possessi, un dato che da solo renderebbe la Virtus la miglior difesa del campionato con qualche chilometro di vantaggio sulla seconda.

Un numero che, peraltro, conferma come la Segafredo, tra le mura amiche, sappia ergere la propria difesa a fortino quasi inespugnabile. Prendendo in considerazione solo le partite casalinghe la difesa dei bianconeri, sempre parametrata sui punti concessi su cento possessi, sarebbe seconda solo a quella di Avellino, con un rating difensivo di 98.9. Peraltro avendo affrontato signori avversari come Venezia, Sassari, Brescia e Torino, oltre a Cremona, che ha un attacco particolarmente produttivo.

In generale la difesa della Virtus rimane una delle ancore a cui Ramagli e il suo staff possono sempre aggrapparsi. Con un rating difensivo di 104.2 i bianconeri sono quarti in campionato dietro Milano, Brescia e Torino e hanno ormai la consapevolezza che quando stringono le maglie nella propria metà campo possono giocarsela sempre con chiunque, a prescindere dall’attacco.

Non a caso nelle vittorie il rating difensivo è un ottimo 97.2 che crolla a 112.2 nelle sconfitte. Uno scompenso di 15 punti per cento possessi, molto più ampio di quello che si registra analizzando il rating offensivo, che passa dal 112.7 delle vittorie al 106.2 delle sconfitte. Un dato di per sé, peraltro, non pessimo (Milano, per esempio, ha un rating offensivo di 106.8).

Di fatto, se la Virtus è connessa nella propria metà campo la musica cambia radicalmente in positivo. Se ci sono vuoti come quelli visti a Desio contro Cantù o a Varese più difficilmente può essere un pur ottimo attacco a portare a casa la pagnotta.

E il secondo tempo contro Pistoia ne è stata la riprova. Con l’attacco fermo la palo con soli 27 punti realizzati è stata la difesa ha reggere la baracca e a consentire di raggiungere i due punti, tenendo, tra l’altro, a zero l’attacco toscano negli ultimi quattro minuti.

In tal senso la trasferta di domenica a Avellino sarà una prova del nove importante per verificare il valore degli ultimi tre successi. E, chiaramente, per cercare di muovere un passo decisivo verso la qualificazione alle finali di Coppa Italia.

Nickfiumi

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