La parola alle statistiche: ma dove vai se la difesa non ce l’hai?

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Sono passati due giorni dal tracollo di Cantù e ancora non si spengono i dolori causati dalla sconfitta della Virtus. L’atteggiamento difensivo dei bianconeri è stato per larghi tratti censurabile e ha consentito ai lombardi di giocare dal primo possesso la propria partita, sui ritmi da loro preferiti.

Scarsa attenzione, difesa porosa sugli uno contro uno, costruiti ad hoc da Sodini per i suoi esterni. Mancati aiuti difensivi. Cattivo bilanciamento a rimbalzo offensivo che ha portato a tante corse in campo aperto per la Red October e altrettanti punti in contropiede.

Sul taccuino ci sono tante di quelle cose evidenziate che non basterebbe una giornata per discuterle tutte.

A livello di statistiche, ovviamente, non ci sono grandi sorprese. In linea di massima troviamo quello che ci si aspetta: buoni rating offensivi a far da contraltare a numeri difensivi da tregenda. In più la conferma di un trend ormai consolidato: tanti tentativi da tre punti. Troppi, se rapportati alle percentuali di realizzazione.

Tra le varie cose, anche pochissimi liberi tirati.

La Virtus oggi è terza in serie A per percentuale di possessi che si concludono con un tiro da tre punti sul totale dei possessi giocati (30,9%). Mentre è decima per percentuale di realizzazione di questi tiri (32,8% da dietro l’arco). Una discrasia molto marcata che risalta particolarmente in questo grafico.

Sull’asse verticale troviamo la percentuale di tiro da tre punti, mentre in quella orizzontale la percentuale di possessi che si concludono con un tiro da tre punti sul totale dei possessi. In sostanza chi sta nel riquadro in alto a destra, quindi solo Venezia, ottimizza al meglio l’utilizzo del tiro da tre punti. Chi sta nel riquadro in alto a sinistra potrebbe usare meglio l’arma, avendo buone percentuali, ma tirando poco. Nel riquadro in basso a sinistra, invece, le squadre che limitano i danni: basse percentuali sì, ma anche un uso parsimonioso del tiro pesante. Infine, il riquadro in basso a destra. Che di fatto è il peggiore. E dove troviamo solo Virtus e Capo D’Orlando. Chi, pur avendo scarse percentuali nel tiro da tre punti, ne abusa.

E’ chiaro che il dato è conseguenza dei problemi di fluidità offensiva che, sistematicamente, la Virtus incontra (e su cui torneremo anche domani nell’analisi video). Ma è anche un dato su cui lavorare attentamente, perché, ed è successo con Cantù, tiri da tre presi per necessità (leggasi 24” che scadono) e non per volontà, più facilmente generano brutti rimbalzi che possono cogliere la squadra impreparata e lanciare gli avversari in contropiede.

 

La Virtus ha giocato, nella stessa partita, una delle sue migliori prove offensive (116.4, terzo miglior rating offensivo fin dopo le partite con Capo D’Orlando e Venezia) e, di gran lunga, la sua peggior prova difensiva (125.7 di rating difensivo), di fatto interpretando la partita al contrario di come avrebbe dovuto.

Se non altro, rispetto a Cremona, c’è stata una netta inversione di tendenza a rimbalzo. I bianconeri, specie in attacco, sono sempre andati in massa alla caccia di palloni, catturandone addirittura il 45% di quelli disponibili sotto il canestro avversario. Un numero davvero pazzesco (viene solitamente considerato un dato ottimo una cifra attorno al 20%). Marcus Slaughter ha fatto la voce grossa, prendendo il 25% dei rimbalzi offensivi totali, di fatto, è stata l’unica nota positiva di una partita, per il resto, disastrosa.

Anche le statistiche premiano la prova di Filippo Baldi Rossi, l’unico a salvarsi davvero dal tracollo (insieme, in parte, a Umeh, +13 di net rating). L’ultimo arrivato in casa virtussina ha messo insieme un net rating di +20.6, avendo impatto notevole in attacco (143.4 rating offensivo) e cercando di fare il suo in difesa (122.8 di rating difensivo, che di suo non è un buon dato ma è comunque migliore dal rating difensivo di squadra). La capacità di aprire il campo e i suoi centimetri hanno subito dimostrato di poter essere un’arma importante per la squadra, che in futuro dovrà continuare a sfruttarlo al meglio.

Con un ruolo ridotto (15’ di impiego), poi, ha fatto cose discrete Klaudio Ndoja, che da terzo/quarto lungo ha dimostrato di poter avere un ruolo di maggiore impatto rispetto a quando partiva da titolare. Pochi palloni toccati in attacco ma ben utilizzati (rating offensivo schizzato a 193.5 infatti, ma ovviamente influenzato dal poco utilizzo). Lui pure, però, finito abbastanza con la testa sott’acqua in difesa (131.4 rating difensivo, buono comunque per un +62.1 di net rating, da prendere con le pinze però, come detto sopra).

Tutto sommato positivo Oliver Lafayette, che ha limitato i danni per quanto possibile in difesa (118.4 di rating difensivo, secondo miglior rilievo dopo il 118.2 di Lawson) e fatto il suo in attacco (123.9 di offensive rating, +5.5 il saldo positivo).

Il problema, ovviamente, è stato nei giocatori che non hanno girato.

Nel grafico, relativo alla sola partita contro Cantù, troviamo sull’asse verticale il rating offensivo e quello difensivo sull’asse orizzontale. Partendo dalla premessa che “buona difesa” in questa partita non se n’è vista, abbiamo comunque preso il rating difensivo generale di squadra (125.7) come punto per dividere il grafico in quadranti. Considerando che, chi è stato sotto quel rilievo non ha certo prodotto grande difesa (il miglior dato è di Kenny Lawson con 118.2, cifra di per sé pessima), ma almeno è stato un po’ meglio degli altri.

Ovviamente il riquadro peggiore è quello in basso a destra. E lì troviamo i nomi dei tre giocatori più “pesanti” del roster: Alessandro Gentile, Pietro Aradori e Marcus Slaughter. Peraltro tendenza confermata da domenica scorsa, dove almeno  il lungo ex Real ha avuto la forza di fare le giocate decisive.

Le difficoltà di Gentile e Aradori sono un problema molto grosso per la Segafredo, che in estate ha puntato su di loro come propri “americani”, facendo, poi, una scelta ben precisa sul parco USA, con due giocatori esperti ma non decisivi in attacco come Lafayette e Slaughter e due scommesse come Umeh e Lawson. Che in serie A, gioco forza, hanno diversi problemi di adattamento.

Se non altro, Gentile nell’ultimo quarto è stato l’anima del tentativo confusionario di rimonta. Aradori, invece, è apparso di nuovo abulico, talvolta fuori dai giochi e costretto a prendersi tiri forzati piuttosto che all’interno del sistema. Con la crisi di tiro da tre che è continuata (0/5 che diventa 0/11 se sommata alla partita con Cremona) e certo non ha facilitato il suo ingresso in partita.

E se per una domenica in attacco comunque si sono prodotti numeri di tutto rispetto (87 punti in trasferta, non banale), entrambi non hanno contribuito a migliorare in un qualche modo l’andamento difensivo della squadra.

Resta dunque un quadro della situazione abbastanza desolante. Un’altra partita è passata e ancora si è rafforzata la sensazione di una squadra che sempre più si piega sulle sue debolezze.

Come al solito è tornata in discussione la posizione di Alessandro Ramagli. Ma il campo, ancora una volta, ha mostrato chiaramente come i problemi siano anche, se non soprattutto, altri.

 

A domani per l’analisi video della partita.

 

Numeri e statistiche da hackastat.wordpress.com

Nickfiumi

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