La parola alle statistiche: spirito difensivo e bilanciamento in attacco per superare la FIAT

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Appuntamento del martedì che slitta di un giorno. Impegni personali ci hanno impedito di essere online ieri come d’abitudine. E quindi oggi doppia razione. Nel pomeriggio arriverà anche il consueto pezzo di analisi video.

Diamo, dunque, la parola alle statistiche avanzate per analizzare la partita della Virtus. E, ovviamente, non si può non partire dalla prova difensiva della squadra. Molto semplicemente, la migliore della stagione (tolta la non competitiva con Capo D’Orlando): 99.8 il rating difensivo. E tanto, se non tutto, di questo dato è frutto di un secondo tempo giocato con la bava alla bocca e la voglia di dare un segnale forte.

La Virtus vince con percentuali di Effective Field Goal e True Shooting peggiori. Più tiri liberi tentati, incidenza a rimbalzo offensivo e parecchie palle perse forzate alcune delle cause.

Da segnalare, in tal senso, la prova di Oliver Lafayette. Come sempre sulla bocca un po’ di tutti, spesso non in positivo, che però nella propria metà campo continua ad essere un fattore. E’ il terzo di squadra per rating difensivo e domenica il suo indicatore ha segnato un 91.3 di assoluto rispetto. Ha partecipato alla staffetta (con Umeh e Aradori) su Vujacic, poi se l’è vista con Diante Garrett. Andando sotto inizialmente, ma poi prendendogli le misure facendolo uscire dalla gara piano piano. E anche offensivamente, senza fare cose scintillanti a livello individuale, non ha danneggiato l’attacco bianconero. Il suo 116.6 di rating offensivo parla per lui. I problemi restano, è innegabile (è comunque penultimo in squadra per rating offensivo con 107.2), ma con la voglia di rendersi utile riesce spesso, comunque, a portare un contributo positivo alla squadra (+25.3 di net rating contro Torino, +2.2 in stagione). E, a ben vedere, era poi quello che ci si aspettava da lui quando è arrivato in estate.

Se poi, al suo fianco gioca lo Stefano Gentile dell’altro giorno gli scenari cambiano radicalmente. Le sue statistiche avanzate dicono quello che il suo tabellino “standard” non dice per intero: 141.1 di offensive rating, 101.2 difensive rating, +39.9 di net rating. Il rendimento del duo è la chiave per il gioco della Virtus, forse anche più di quanto valga per Pietro Aradori e Alessandro Gentile.

A oggi Lafayette e Stefano Gentile hanno giocato assieme sette partite: nelle tre partite vinte hanno 106,7 di offensive rating e 85.7 di defensive, un +20 tondo tondo di rating globale. Nelle quattro sconfitte il rating offensivo cala a 101.9 e quello difensivo schizza a 114. Fa -12.1 di rating globale. Una differenza di oltre 30 punti per 100 possessi tra vittorie e sconfitte.

Per fare un parallelo con la coppia Aradori-Ale Gentile, la loro oscillazione complessiva del net rating tra vittorie e sconfitte e sconfitte è di 22.8 punti per 100 possessi. Tanto, ci mancherebbe, ma sempre otto punti in meno.

Parlando di difesa, belle cose anche dallo stesso Alessandro Gentile, che non sempre ha dato il meglio di sé in quella metà campo. Certo, alcuni vuoti li ha avuti, ma il 95.6 di defensive rating è il miglior dato della sua stagione (sempre al netto della partita con la Betaland). Che fa passare in secondo piano una prestazione offensiva decisamente rivedibile (93.7 l’offensive rating, appena meglio di Baldi Rossi e Umeh, i peggiori di giornata). Se il numero zero comincia ad avere in maniera costante questo atteggiamento difensivo per la Segafredo gli scenari possono cambiare in maniera significativa.

Rapporto rating offensivo/difensivo della partita di domenica (Buono/Cattivo attacco/difesa sono concetti sempre relativi alla stessa partita e non assoluti)

Va poi aperto un capitolo per Klaudio Ndoja. Che nel silenzio è un giocatore che sta giocando una stagione solidissima fin qua. E’ il nuovo capitano e incorpora lo spirito Virtus ne migliore dei modi, andando in campo sempre con il massimo dell’energia ed essendo ben conscio dei proprio limiti. Su di lui c’era parecchi dubbi su come avrebbe potuto adeguarsi alla fisicità e ai ritmi superiori della serie A, ma l’albanese lo sta facendo alla grande. Certo, senza prestazioni che rubano l’occhio, ma portando, nei  suoi 15/20 minuti di impiego, rendimento costante. Qualche canestro da tre in attacco, applicazione difensiva e presenza a rimbalzo, difensivo e offensivo. Non è un caso, allora, che il suo net rating sia sempre stato in positivo, e neanche di poco, fatta eccezione per l’esordio sfortunato con Trento e per la sconfitta interna con Brescia. +4,7 è il quinto net rating tra i compagni. Con lui magari la squadra non decolla, ma nemmeno affonda. E in un roster non sempre di facile gestione, avere un giocatore dal rendimento certo, in positivo, è un plus non da poco.

Perché, ad esempio, ci sono giocatori come Michael Umeh e Kenny Lawson che da una partita all’altra hanno oscillazioni di rendimento vertiginose. I motivi li abbiamo in linea di massima sviscerati in passato: giocatori con caratteristiche fisiche particolari (Umeh esterno piccolo come taglia fisica, Lawson lungo non molto mobile e non altissimo) che li portano ad avere spesso problemi di accoppiamenti che possono tenerli fuori da una partita, così come in certi casi possono essere estremamente utili, avendo comunque entrambi ottime capacità realizzative se messi nelle condizioni ideali. Detto che per net rating sono terzo e quarto in squadra (Umeh +6.2, Lawson +5.4), il loro arrivare a queste cifre non è stato esattamente lineare, come dimostra il grafico seguente che traccia l’andamento del loro net rating nel corso delle undici partite fin qui giocate.

Spesso il rendimento dei due giocatori tende ad essere inverso

Se con Ndoja, però, la squadra non decolla e non affonda, le prestazioni del duo USA reduce dalla stagione in A2 ha invece parecchia influenza sull’esito delle partite.

Infine, torniamo a livello di collettivo. Come dicevamo anche nel post partita di lunedì, e come fatto notare anche da Ramagli in conferenza stampa, la Virtus ha bilanciato molto meglio conclusioni da due e da tre punti, uno dei grossi problemi avuti fin qua e che avevamo avuto modo di analizzare. Se prima della partita contro Torino i bianconeri tiravano in media oltre 26 volte da dietro l’arco contro soli 40 tiri da due, contro i piemontesi la musica è decisamente cambiata. 50 tiri da due. 20 da tre. Andando a cercare molto di più il fallo, stante anche una Torino spesso in bonus: 28 tiri liberi tentati sono il miglior dato stagionale. Un bilanciamento di tiro del genere ti permette di vincere anche contro una signora difesa come quella di Luca Banchi pur tirando con una percentuale effettiva di tiro inferiore, e non di poco, rispetto a quella degli avversari: 44% Virtus, 50% Torino.

 

Per adesso è tutto. Ci aggiorniamo più tardi con l’analisi video della partita.

Tutte le statistiche arrivano dal sito hackastat.wordpress.com

Nickfiumi

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