La Virtus dopo 30 partite: un passo avanti, uno indietro

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Terza puntata del nostro consueto appuntamento che va a fare il punto sull’andamento della Virtus ogni dieci partite giocate. La situazione attuale parla di un record complessivo di diciotto vittorie e dodici sconfitte. Primi nel girone di Champions, con la partita decisiva contro Patrasso la prossima settimana, ottavi al momento in Italia, in attesa di ricevere Avellino domani.

Le ultime dieci partite dei bianconeri sono state queste:

Sei vittorie, quattro sconfitte. Arrivate quasi interamente in due strisce: cinque successi in fila tra la gara dell’Epifania con Brescia e quella interna con Trieste; tre ko, striscia ancora aperta, tra Besiktas, Milano e Strasburgo. Sconfitte europee, peraltro, che hanno in comune una gestione finale non perfetta, con gli errori decisivi da tre punti di Punter e M’Baye.

Le statistiche complessive dei giocatori nelle ultime dieci partite

Rispetto alla precedente striscia di dieci partite, la Virtus ha ritrovato unità difensiva, facendo registrare un rating difensivo di 107,4 tra campionato e Coppa, quasi sette punti meglio rispetto al mese e mezzo precedente. E certo, con questo centra il rientro, tanto atteso, di Kelvin Martin, ma, ancora di più l’impatto di un David Cournooh finalmente in crescita, purtroppo azzoppato, nel vero senso della parola, da un infortunio a Varese.

Già, perché la prima volta in cui la Virtus è riuscita ad essere al completo, proprio a Varese, dopo tempo immemore, ha subito perso il suo incursore difensivo. Segafredo che era al completo anche considerando l’arrivo del suo ultimo acquisto, Yanick Moreira, che sta permettendo a Brian Qvale di lavorare sulla sua schiena malconcia, giocando, al momento, solo in Champions League.

Nel periodo analizzato la Virtus ha toccato i migliori dati per quello che riguarda il tiro da due (51.1%) e da tre (38%) in campionato (4-2 il record), andando, al contrario, in picchiata ai tiri liberi (68%). Parte dei successi difensivi, poi, è venuta anche grazie alle percentuali degli avversari da dietro l’arco: solo il 32%, numero che era stato il 40% nelle prime cinque partite di campionato e il 36% nelle successive sei.

In Champions (2-2 il record) le cose sono andate un po’ meno bene. Ottima la vittoria sul campo di Bayreuth, troppo faticosa quella interna con Lubiana. Mentre la sconfitte con Besiktas e Strasburgo sono state anche figlie di momenti mentali non proprio eccellenti nel corso dei 40‘: contro i turchi si è pagato a caro prezzo un primo tempo da incubo, in Francia, invece, è stato fatale il passaggio a vuoto tra terzo e ultimo quarto.

I quintetti più utilizzati da Sacripanti in questo lasso di partite

Il quintetto più utilizzato in queste dieci gare è stato quello titolare in campionato: Taylor-Punter-Aradori-M’Baye-Moreira, in campo per 62 possessi offensivi e che ha prodotto discrete cose. 114 di offensive rating, 95 di defensive, +8 di plus/minus. Un segnale, come vedremo confermato più avanti, di come l’inserimento di Moreira all’interno della squadra proceda discretamente. A conferma di questo anche il fatto che il secondo quintetto più utilizzato con plus/minus positivo (+6 in 43 possessi) sia quello con Martin al posto di Aradori e lo stesso Moreira sempre al centro dell’area.

Da segnalare, nelle rotazioni di Stefano Sacripanti, come il coach virtussino stia iniziando a provare combinazioni particolari in campo, ad esempio, come visto a Strasburgo, Kravic e Moreira in campo assieme, oltre a continuare a dare qualche minuto a Alessandro Pajola insieme a Tony Taylor. Una soluzione che al momento dà risultati altalenanti: -7 il plus/minus in circa cento possessi condivisi sul parquet dai due.

Vediamo ora, nel dettaglio, come sono andati i giocatori nell’ultimo mese di partite, con la solita precisazione che tutte le statistiche che leggerete (e avete letto qua sopra) sono riferite solo alle ultime dieci gare disputate dalla Virtus.

Le statistiche On/Off dei giocatori nelle ultime dieci partite

Kevin Punter

Come tutta la squadra, è andato un po’ a strisce: molto bene contro Reggio e Trento, prima di tre gare consecutive sotto la doppia cifra, per poi rimettersi decisamente in carreggiata, sforando quota venti tre volte nelle ultime cinque. E’ stata un po’ contestata, ultimamente, la sua selezione di tiro e, in effetti, le sue percentuali globali non sono state eccelse (43.7%). Ma è comunque il riferimento offensivo per la Segafredo (+12.7 il net rating per la Virtus con lui in campo), confermando il fatto di andare a “scariche” dentro le partite. Resta la macchiolina di quell’ultimo tiro contro il Besiktas.

Tony Taylor

Probabilmente l’MVP di questo segmento di partite. E, se la Champions League è il regno di Kevin Punter, il campionato è quello di Tony. 16 punti e 6 assist di media col 50% al tiro nelle ultime sei in serie A, numeri davvero eccellenti. E’ apparso ancora cresciuto, maggiormente sicuro, anche con una gestione migliore dei falli. E’ sempre costretto a stare intorno ai 30′ di impiego, forse l’ultimo puntello che la Virtus, dovesse presentarsi l’occasione, dovrebbe pensare a mettere al roster.

Le statistiche dei giocatori nelle ultime sei partite di campionato

Yanick Moreira

Decisamente bene l’ultimo arrivato, che è entrato in punta di piedi, ma subito facendo sentire il suo peso. 8,8 punti di media con 6,3 rimbalzi in 18 minuti di utilizzo, tirando il 63% da due. Fino alla partita con Strasburgo si era diviso le partenze in quintetto con Brian Qvale, ma in Francia il posto da titolare è stato suo. Si conferma giocatore diverso sia dal capitano che da Dejan Kravic e atleta che farà molto comodo nel prosieguo della stagione. Le sue lunghe leve a rimbalzo stanno dando una buona mano, anche se non hanno azzerato del tutto le difficoltà bianconere sotto i ferri.

Dejan Kravic

La competizione interna ha fatto bene a Dejan che ha giocato un mese di buon basket, specialmente in campionato, dove nelle ultime sei partite ha girato in doppia cifra di media. Più in difficoltà in Champions, dove l’abbondanza dovuta all’arrivo di Moreira lo ha spesso relegato a minutaggi ridotti. Ora, però, Sacripanti lo sta provando anche da quattro in compagnia proprio dell’angolano. Tentativo intrigante da rivedere in futuro, magari in situazioni particolari, com’è stata quella di dover provare a arginare i 223 centimetri di Fall contro Strasburgo.

Amath M’Baye

Nel bene o nel male ormai si sa quello che Amath porta alla causa. Può essere un primo quarto da urlo come quello contro Varese, oppure scelte di tiro non sempre illuminate all’interno di momenti di vuoto. L’ex Milano, però, dalla sua ha il dare l’impressione di provare sempre a produrre il massimo. E i numeri dell’efficienza di squadra quando lui è in campo parlano in tal senso: 112,7 il rating offensivo della Virtus, ma soprattutto un eccellente 105,7 di difensivo nelle ultime dieci partite.

Momento non semplice per Pietro Aradori

Pietro Aradori

Mese da incubo per Pietro, che improvvisamente, dopo aver segnato come un indemoniato tra novembre e dicembre, ha perso la mira, inanellando una serie di prove davvero incolori. 8 punti di media in 24′ col 34% dal campo, +26.7 il rating di squadra con lui in panchina, saltando le partite con Trento e Reggio Emilia, tra le altre cose, per un infortunio muscolare che, forse, un po’ lo ha rallentato. Certamente i 21 punti nell’ultima partita con Strasburgo fanno ben sperare per il futuro.

Kelvin Martin

Atteso da tutti quasi come il Messia, Kelvin è rientrato in campo dopo tredici partite saltate. E la Virtus ha messo in fila cinque vittorie. Tutto merito suo? Ovviamente no, ma il suo impatto fisico e emotivo è stato abbastanza palese (+12.7 il net rating Virtus con lui in campo). Anche se, specie nelle ultime partite, ha dimostrato di volersi prendere qualche responsabilità offensiva in più, anche se con risultati per ora non apprezzabili (39% dal campo, con più di otto conclusioni a incontro). In sorprendente difficoltà contro Mardy Collins nella gara di Strasburgo.

David Cournooh

Prima dell’infortunio alla caviglia di Varese era forse il giocatore Virtus maggiormente sulla rampa di lancio. Uscendo dalla panchina stava iniziando ad avere quell’impatto tanto atteso, non solo difensivo: 121 il rating offensivo della Virtus con lui sul parquet, 62% da tre in cinque partite. La squadra, nell’immediato, ha risposto bene alla sua assenza, ma nelle ultime sconfitte è risaltato il vuoto lasciato.

Le statistiche dei giocatori nelle ultime quattro partite di Champions League

Alessandro Pajola

Tante parole spese su di lui ultimamente. Certo, non aiutato da un momento di forma davvero pessimo. Le statistiche offensive non sono nemmeno da prendere in esame, purtroppo resta questa riluttanza ad essere propositivo in attacco che, anche al netto di quello che da a livello di intensità difensiva e anche, in parte, di letture di gioco, lo rendono elemento non semplice da tenere in campo (unico giocatore con cui la Virtus va sotto il 100 di rating offensivo). La dirigenza ha puntato il dito su di lui chiaramente. In prestito non andrà. Bisogna capire cosa riserverà il futuro sul mercato.

Filippo Baldi Rossi

E’ andato bene nelle prima parte di quest’ultimo spezzone di partite: gare solide contro Reggio, Trento, Lubiana, Varese. Poi un crollo nelle ultime sconfitte che lo hanno fatto assomigliare di più al giocatore in difficoltà del primo periodo di stagione. La buona notizia è che il tiro da tre entra un po’ di più, anche se ancora non con percentuali esaltanti. Quella meno buona è che Sacripanti non ha voluto concedergli più di 13′ a incontro.

Brian Qvale

Difficile da valutare il capitano, che in campionato non gioca dalla partita con Brescia, andando a referto solo in Champions, per non sottoporre la sua schiena, almeno per il momento, al doppio impegno. In Coppa non è andato neanche male (8 punti in 20′ a Bayreuth, 13+6 col Besiktas), ma al momento il vero quesito è capire se riuscirà a tornare a poter gestire il doppio impegno settimanale.

Alessandro Cappelletti

Schierato in sei partite su dieci. Molto bene contro Trieste, poi ordinaria amministrazione, mostrando, comunque, di poterci stare a questo livello. Certo con un ruolo appositamente ritagliato su minutaggi contenuti. Al momento, però, sembra aver fatto un passo indietro nelle gerarchie.

Nickfiumi

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