L’infrazione di 24″ contestata da Varese

Tempo di lettura 3 minuti
186 letto

In diversi, ieri, nel post partita, hanno cercato di capire che cosa sia successo nel finale di gara. Quando, a circa un minuto dalla fine, su una penetrazione di Tambone stoppata da Slaughter, gli arbitri hanno a lungo fermato il gioco, guardando diversi replay per poi decretare un’infrazione di 24″ a Varese dando il pallone alla Virtus, quando sul cronometro, teoricamente, sarebbero mancati ancora cinque secondi per l’azione d’attacco varesina.

Un pastrocchio che ha portato la società di casa ad annunciare che farà ricorso contro la decisione arbitrale.

Vediamo dunque nel dettaglio cosa è successo.

Come si vede, l’azione parte dopo il gran canestro di Gentile per il +2 Virtus, quando mancano un minuto e sedici secondi alla fine del supplementare.

L’azione di Varese comincia, ma dal tavolo il cronometro dei 24″ non viene fatto partire fino al minuto 1:06, “regalando” di fatto nove secondi all’azione dei biancorossi.

L’azione continua nell’indifferenza generale. Di tutti tranne che dello staff tecnico Virtus, che ha la notevole presenza di spirito di rendersi conto che l’azione stia durando troppo.

L’azione dovrebbe concludersi a questo punto. E infatti si può notare Ramagli con il suo staff che cercano di farlo notare agli arbitri.

La stoppata di Slaughter arriva con 48″ da giocare e 5″ teorici sul cronometro dei 24 per un’azione, però, che doveva già essere terminata da quattro secondi.

Resta altamente improbabile che il ricorso di Varese possa essere accolto, in quanto ciò potrebbe avvenire da regolamento solo per errate attribuzioni di punti.

Ad ulteriore conferma vengono le interpretazioni ufficiali FIBA 2017, dove un esempio specifico sui 24″ riporta quanto segue:

Il caso non è identico a quello verificatosi in Varese-Virtus, ma la circostanza che ne scaturisce è assimilabile.

Nell’esempio della guida il giocatore A3 può trovarsi nella condizione di tirare a canestro oltre lo scadere dei reali 24″, ma in buona fede, avendo il cronometrista resettato erroneamente il tabellone, che quindi indica ancora tempo residuo per l’azione offensiva. Nonostante questo, gli arbitri, constatato come il tempo sia in realtà scaduto,  dovranno annullare il canestro e dare palla alla squadra avversaria.

In linea di massima quello che accade qui. Varese gioca palla in buona fede, in quanto il cronometro dice loro che manchino ancora dei secondi al termine dell’attacco. Ma gli arbitri, nel momento in cui riconoscono che l’azione avrebbe dovuto concludersi già da diversi secondi, devono decretare l’infrazione di 24″ e consegnare palla alla Virtus. Come fatto.

Certo, in questo caso c’è l’aggravante dei quattro secondi in più giocati da Varese. Che però da soli non sono sufficienti a portare all’accoglimento del ricorso.

Nickfiumi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *