Milbourne grazia la Virtus sulla sirena: arriva finalmente la vittoria.

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Prima della partita con Brindisi Ramagli disse che serviva vincere. Non importava come. Di tacco al 94° o con un canestro di testa, ma bisognava prendere i due punti. E se il discorso valeva allora, figurarsi oggi.

E, a ben vedere, così è andata. Già perché il finale con cui la Virtus si porta a casa 79-78 il confronto di mezzogiorno con Cremona è un qualcosa difficile da raccontare nei binari della logica della pallacanestro. Virtus in bambola offensiva che crolla a -5 in apertura di ultimo quarto. Attacco che continua a non creare, quinta sconfitta in fila che è lì all’orizzonte, sempre più vicina.

E allora fuori i muscoli, giocate di energia per rimettersi in partita: di forza a prendere dei tiri liberi. Qualche pallone recuperato in difesa. Un canestro rubacchiato al ferro. Abbastanza per andare +5 a 2′ dalla fine.

E lì poi il delirio. Tra un tiro da tre folle di Lafayette, un preghiera al 24″ di Ale Gentile e un tiro senza senso di Stefano Gentile. Il tutto senza difendere, in sostanza. E concedendo così un 5-0 a Cremona per il pareggio. Poi addirittura il sorpasso a 8″ dal termine, con un fallo evitabile di Slaughter su Sims, diventato fattore dopo un primo tempo orrendo.

E così l’incubo di nuovo: -2 a 8″ dalla fine. Time out. Palla a Ale Gentie. Penetrazione di fisico. Fallo. 1/2.

Ma Sims ci fa la grazia di restituire l’evitabile fallo di Slaughter sull’azione precedente. E Slaughter non trema e sorpassa a 3.2″ dalla fine, sul 79-78.

C’è comunque un’ultima difesa da fare. E non è esattamente una difesa da manuale. Ndoja perde Milbourne che va al ferro indisturbato ma sbaglia clamorosamente il lay up della vittoria. Corregge in tap in, ma è fuori tempo massimo. E’ vittoria finalmente. Fa bene al morale, ma c’è tanto da lavorare come se si fosse perso.

La Virtus ha giocato la sua miglior pallacanestro nel primo quarto, quando l’attacco ha girato fluido sul buon impatto di Michael Umeh e di un Aradori che, però, alla lunga i sarebbe un po’ perso. 23-16 e un vantaggio che, ai classici punti, sembrava poter essere più ampio. Con anche cose discrete in difesa sfruttando un inizio terribile del duo Sims-Johnson-Odom per Cremona. Insomma, per una domenica sembrava si potesse andare incontro a una partita serena.

Mai illusione fu più atroce. Se sia per la scimmia delle quattro sconfitte filate o per effettivi problemi di organico e gioco, la Virtus di lì in poi si smarrisce e piano piano finisce per fare la partita di Cremona, che mischia quintetti, gioca piccolo e alza ritmo come suo solito. Gli uomini di Ramagli si perdono dietro questa trama della partita. Lawson e Umeh escono bene dalla panchina, ma l’attacco continua ad essere monotematico, generando troppi tiri da tre, anche se con tanti errori su piazzati aperti (Aradori 0/6 su tutti).

40-36 Virtus all’intervallo che diventa vantaggio Cremona subito nel terzo quarto. E vantaggio pure corposo (6/8 punti). Con Ale Gentile che fa a testate per entrare in partita senza riuscirci. E infatti una prima svolta c’è alla sua uscita. Con la Virtus liberata dagli isolamenti che scorre più fluida in attacco e con un 9-2 di parziale rimette la testa avanti: 57-56 dopo 30′.

L’ultimo quarto è una disperata rincorsa verso l’agognata vittoria. Con Cremona che gioca con più testa e la Virtus che prova a fare più bagarre, subendo anche a rimbalzo. Sims continua a far male. Johnson-Odom fortunatamente, a parte un paio di fiammate, fa più danni ai suoi che a noi. Kelvin Martin (migliore dei suoi, schiacciata da urlo in testa a Slaughter nel primo tempo) produce punti. La Virtus fa come può, aggrappandosi a un grande Slaughter. E riesce ad arrivare aggrappata nel finale, che per una volta sorride.

IL TABELLINO

Le cronache dai giornali online:

Corriere di Bologna 

Repubblica

Il Resto del Carlino

Ramagli in conferenza stampa (si ringrazia Laura Tommasini di SportPress per la collaborazione):

Il clamoroso errore finale di Milbourne che ha regalato la vittoria alla Virtus (dalla pagina Facebook Virtus):

Quattro chiacchiere nel post partita per un’analisi a caldo:

Ci sentiamo domani per analizzare più a fondo questa partita.

Buona domenica!

Nickfiumi

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