Nanterre-Virtus: il post partita di VNera

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Brutta sconfitta per la Virtus in casa del Nanterre, nell’andata dei quarti di finale di Champions League. I bianconeri giocano bene e alla pari per trenta minuti. Poi escono mentalmente dalla partita e accumulano un -8 che non sarà semplice da recuperare mercoledì prossimo.

GAME INFO

Risultato finale: Sconfitta per 83-75.

La progressione di offensive rating e punteggio della partita

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Virtus che impatta bene la partita. Nanterre parte forte e va subito 12-5, ma la Segafredo reagisce prontamente, con l’ingresso in partita di un ottimo Chalmers. Gara fisica, si gioca la partita che vogliono i padroni di casa. I quali, però, non trovano le usuali percentuali da tre punti. La Virtus, così, sta a contatto e a tratti comanda. Il momento migliore è nel terzo quarto, quando sembra che i bianconeri possano prendere le redini dell’incontro. Poi il black out mentale. Chalmers e Punter entrano in battaglie di trash talk da cui escono sconfitti. Qvale-Moreira-Kravic non controllano un rimbalzo. Senglin si infiamma. E in un attimo il Nanterre scappa, arrivando anche al +11 di vantaggio. Gamble e Treadwell fanno malissimo sotto canestro, mentre Chalmers esce per cinque falli e gli altri sbagliano vagonate di liberi. Alla fine sono le iniziative personali di Taylor e M’Baye a limitare il passivo.

FATTORE X DELLA PARTITA: il nervosismo della Virtus, con Chalmers che finisce per mandare fuori giri i compagni col suo duello diretto con Segnlin. Decisivi anche i 14 rimbalzi offensivi concessi.

GLI HIGHLIGHTS DELLA PARTITA

PROSSIME PARTITE: Virtus in campo di nuovo domenica 31 marzo, alle ore 18, sul campo della Dinamo Sassari per la ventiquattresima giornata di campionato.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. A.A.A. centro cercasi

Uno dei principali problemi della Virtus è stato il rendimento del proprio reparto centri: Kravic, Qvale e Moreira, in ordine di rotazione, in attacco non hanno mai dato un riferimento credibile (8 punti complessivi con 3/7 dal campo), mentre in difesa hanno concesso maree di rimbalzi offensivi a Nanterre (14, 39% di offensive rebound percentage concessa), tanto da obbligare Djordjevic a schierare a lungo Baldi Rossi da “5” nominale. E’ una cosa che la Segafredo non può permettersi, specie contro una squadra che, in quanto a taglia, concederebbe abbastanza sia in termini di chili che di centimetri.

2. Palla ferma nel momento decisivo

Per 30′ si è osservata una buona Virtus, sia in termini di qualità del gioco che di voglia di lottare e pareggiare l’intensità dei padroni di casa. Poi, quando il clima è diventato incandescente, si sono ripresentati i vecchi problemi: circolazione ferma e tutto l’attacco ridotto a una continua ricerca dell’uno contro uno. Un dato sottolinea bene questo: dopo tre quarti la Virtus era a quota 12 assist serviti. Finirà a 13.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori (qui il foglio complessivo)

3. Buon lavoro per togliere il tiro da tre punti…

Non c’è stato, però, solo del negativo nella partita Virtus. In particolare gli uomini di Djordjevic hanno lavorato forte e molto bene per sporcare quante più conclusioni possibile da tre punti del Nanterre. Rotazioni di squadra energiche, uscita sui tiratori spesso esasperata per non concedere mai un tiro aperto e i risultati, in effetti, sono stati apprezzabili: 7/25, il 28% concesso a una squadra che viaggiava con oltre il 42%.

4. … pagato però sotto canestro.

Di contro, però, la Virtus ha pagato questa maggior attenzione sul perimetro subendo tanto nel pitturato. Nanterre ha sfruttato con furbizia la strategia difensiva bolognese in più occasioni e in particolare Haukur Pallson, specialista da tre punti se ce n’è uno, ha trovato tante penetrazioni al ferro: 14 punti con 5/8 da due e un solo tentativo (a segno) da tre, lui che tira con oltre il 50% da dietro l’arco. L’islandese in tutta questa stagione, incluse coppe e campionato, quaranta partite complessive, aveva segnato più di cinque canestri da due una sola volta. Nel finale poi i francesi hanno sfruttato il poco ordine virtussino per punire sistematicamente i bianconeri nei mismatch sotto canestro con Julian Gamble.

Il dettaglio dei quintetti schierati (qui il foglio complessivo)

5. Tiri liberi e rimbalzi offensivi: la solita solfa

Ormai rischiamo di essere ripetitivi, ma i problemi della Virtus dalla lunetta e a rimbalzo proseguono e continuano a inficiare pesantemente le partite: 17/26 dalla lunetta e 14 palloni lasciati agli avversari sotto canestro. Da un lato si continuano a vedere tanti errori anche da quelli che dovrebbero essere tiratori affidabili (gli errori dalla lunetta sono tutti di Taylor, Chalmers, M’Baye e Punter), mentre per Nanterre la gara dai liberi l’ha chiusa Gamble, uno che nel suo campionato ha il 48% da dove conta uno. Dall’altro, non fosse per un apporto offensivo davvero negativo, il meno peggio sotto le plance è stato Brian Qvale, tra i centri di ruolo. Yanick Moreira, in particolare, ha fatto una fatica tremenda a raccattare anche solo un pallone, mentre Kravic, un po’ a sorpresa, ha visto solo 10′ di campo.

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Nickfiumi

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