Ostenda-Virtus: il post partita di VNera

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Rimane senza vittorie il girone di ritorno di Champions per la Virtus Bologna, che cade anche a Ostenda, al termine di una partita dove, fatti i conti, la differenza è stata nei dettagli.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: sconfitta per 77-76.

ANDAMENTO: Virtus quasi sempre sotto nel punteggio, con Ostenda, però, che non scappa, anche per via dei ritmi molto compassati impartiti alla gara. I bianconeri soffrono a rimbalzo e sprecano tanto dai liberi, ma riescono comunque a ritagliarsi, con 21″ da giocare, il possesso della vittoria sul -1. M’Baye, purtroppo, ha una cattiva lettura della situazione (Qvale aveva posizione in post basso contro la guardia avversaria, TJ Williams) e finisce per prendere una penetrazione forzata che condanna la Segafredo.

L’andamento di offensive rating e punteggio in Ostenda-Virtus

FATTORE X DELLA GARA: in una partita persa di un solo punto, grande incidenza ha avuto l’insolito 13/21 con cui la Virtus ha chiuso la partita dai tiri liberi.

CLASSIFICA: Virtus che mantiene il primo posto con il record di 7-2. Dietro però sia Strasburgo (vincente a Bayreuth) che Patrasso (vincente a Lubiana) accorciano le distanze, staccate ora di una sola vittoria.

PROSSIME PARTITE: La Champions va in ferie fino al 9 gennaio, quando al Paladozza, ore 20.30, la Virtus affronterà il fanalino di coda Olimpia Lubiana. Il campionato, invece, non si ferma affatto: sabato 22 alle 21 i bianconeri saranno di scena a Brindisi per l’undicesimo turno.

LE PAROLE DI STEFANO SACRIPANTI NEL POST PARTITA

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. La lunetta dà, la lunetta toglie

Se dopo Pistoia avevamo detto come la precisione chirurgica ai tiri liberi della Virtus era stato uno dei fattori decisivi nella vittoria in terra Toscana, in 72 ore la questione si è ribaltata. La Segafredo arrivava alla partita di Ostenda con un buon 75% di squadra da dove conta uno. Così, il misero 13/21 messo assieme dagli uomini di Sacripanti è stato un macigno, in una gara che è corsa quasi sempre sul filo dell’equilibrio.

2. Cappelletti: minuti di qualità

In una serata dove, tra gli altri, non ha convinto molto nel suo ingresso in campo Ale Pajola, Pino Sacripanti ha buttato nella mischia Alessandro Cappelletti, che da un paio di partite non vedeva il campo. La risposta dell’ex Siena sono stati quasi 10′ davvero positivi: con lui in campo 22-16 il parziale Virtus, che in quel periodo ha registrato sia il proprio miglior rating offensivo (112,7) che difensivo (88,5).

IL DETTAGLIO CAMPO/PANCHINA DEI GIOCATORI VIRTUS


3. Rotazioni più corte del solito

Intervistato nel dopo partita, Marco Martelli ha detto come nella partita di Ostenda siano stati fatto alcuni “esperimenti” dallo staff tecnico virtussino. Una della differenze che, spulciando i dati, si trova è quella di rotazioni che sono state decisamente asciugate. Fino a ieri Sacripanti aveva usato in media 18 quintetti diversi a partita in Coppa. Sul campo di Ostenda, invece, si è limitato a 11 diversi schieramenti, dando più tempo sul parquet a vari quintetti. Forse una scelta voluta, per testare qualche nuovo equilibrio.

4. Brutte transizioni difensive

Forse a testimonianza di un po’ di fisiologica stanchezza mentale e fisica, a Ostenda la Virtus non ha fatto un gran lavoro sulle transizioni difensive, rientrando spesso in maniera pigra dopo un tiro sbagliato o una palla persa, lasciando così tiri comodi agli avversari. In aggiunta, questo, in più di un’occasione, ha sbilanciato la squadra che, senza equilibrio a rimbalzo, ha lasciato occasioni extra ai padroni di casa. In una gara, come detto, giocata sui dettagli, anche questo ha avuto un peso specifico non secondario.

IL DETTAGLIO DEI QUINTETTI SCHIERATI DALLA VIRTUS


5. Il problema di chiudere i quarti

Sempre tornando sul discorso dei dettagli, la Virtus ha giocato davvero male, in un modo o in un altro, gli ultimi possessi di ogni quarto. Giocate che a volte vengono sottovalutate, ma spesso hanno un peso specifico, anche mentale, non secondario, perché ti mandano in panchina a rifiatare con un mood completamente diverso. Nel primo quarto, sotto 20-16, dopo una recuperata di Pajola e con 12″ per il tiro, si è finiti con una conclusione forzata di Aradori da tre punti. A fine primo tempo è arrivato uno 0/2 ai liberi di Cournooh che poteva valere il pareggio a metà partita. L’ultima azione del terzo quarto, invece, dopo una bella combinazione Cappelletti-Kravic che era valsa il +3, ha regalato due liberi a Williams che hanno tenuto a un’incollatura Ostenda. Poi l’ultima azione della partita, di cui abbiamo già parlato diffusamente, sopra e nel recap. Quattro possessi mal giocati, in una partita decisa da un punto.

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Nickfiumi

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