Carta d’identità: Frank Gaines raccontato da Fabrizio Provera, Carlo Perotti e Alessandro Palermo

Frank Gaines
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Dopo il grande colpo Teodosic, è Frank Gaines il secondo straniero firmato dalla Virtus Bologna per la stagione 2019/20.

Reduce da un campionato a Cantù dove, nonostante i problemi societari, è riuscito a trascinare la squadra lombarda ad una tranquilla salvezza, avvicinandosi più della Virtus ai play-off.

VNera per l’occasione ha parlato con Carlo Perotti di Basketinside, Fabrizio Provera di Ticino Notizie e Alessandro Palermo, addetto stampa della Pallacanestro Cantù.

LA CARRIERA

Dal 2008 al 2013 ha partecipato al campionato NCAA con la piccola Purdue Fort Wayne in Summit League, disputando un totale di 123 partite e registrando nella stagione da senior una media di 19,8 punti con il 34,4% da tre.

Dopo l’esperienza al college e la mancata chiamata in Nba viene selezionato al draft NBDL 2013 dai Maine Red Claws, con la prima scelta del secondo giro. Al termine della stagione verrà nominato “Giocatore più migliorato” del campionato.

Durante la sua esperienza nella lega di sviluppo gioca anche in Venezuela, con i Gigantes de Guayana, nelle cui fila disputa solo cinque partite, con una media di 15 punti, il 36% da tre e il 77 ai liberi in poco più di 20’ di utilizzo.

Nel 2014 arriva l’esordio in Italia a Caserta, dopo un’apparizione alla Summer League di Orlando con i Miami Heat. In Campania, però, dura poco: il 17 dicembre del 2014 si separa e approda a Pesaro chiudendo la stagione due mesi dopo e finendo l’anno tra DLeague (Oklahoma Blue) e Portorico (Caciques de Humacao).

Frank Gaines
Frank Gaines in maglia Pesaro

L’esperienza nel Vecchio Continente prosegue in Polonia, con il Wilki Morskie Szczecin, e l’anno successivo in Germania con il Rasta Vechta. Nel 2017/2018 è compagno di Yannick Moreira al Parma Perm, dove gioca una buona VTB League. Poi l’arrivo a Cantù, di cui ci parla Alessandro Palermo.

A Cantù Frank Gaines è stato una sorpresa per tutti. Arrivato in punta di piedi, è riuscito, molto velocemente, a smentire gli scettici già pronti a puntargli il dito contro dopo le brutte esperienze a Pesaro e Caserta. Personalmente sapevo di trovarmi di fronte un giocatore differente rispetto alle esperienze precedenti perché, nel frattempo, erano passati ben quattro anni. A mio avviso, un giocatore in un tale lasso temporale può cambiare radicalmente.

Quello che mi ha colpito di più in lui è sicuramente la sua abnegazione. Il cosiddetto “uomo in missione”. La scorsa estate sceglie di tornare in Italia per un unico motivo: cancellare totalmente il vecchio ricordo che gli appassionati di basket italiano avevano di lui per crearne uno nuovo. Vi svelo un aneddoto incredibile: a inizio stagione gli feci un’intervista nella quale lui mi disse che voleva diventare il capocannoniere del campionato.

Il suo ingaggio non fu preso benissimo dai tifosi proprio per quel ricordo negativo che aveva lasciato quattro anni prima. Decisi, dunque, saggiamente, di ammorbidire il suo pensiero, dicendo solamente che l’obiettivo di Gaines era quello di chiudere il campionato risultando uno dei migliori esterni della lega.

Alla fine ci è riuscito per davvero, diventando il re dei marcatori dello scorso campionato.

Detto ciò, Frank è un ragazzo con delle doti umane importanti. Un vero professionista, in tutto e per tutto. Esigente con se stesso e con l’ambiente che lo circonda. È un giocatore ambizioso, come avrete potuto capire, e molto intelligente sia dentro che fuori dal campo.

Ha visione di gioco e ottime letture. Inoltre, cosa da non sottovalutare nonostante i grandi numeri offensivi, è anche un buon difensore, oltre che un noto tiratore dall’arco dei tre punti.

Statistiche Tradizionali Carriera Frank Gaines

StagioneSquadraCampionatoGPMINFGMFGAFG%3PM3PA3P%FTMFTAFT%OFFDEFTRBASTSTLBLKPFTOVPTS
2013-14GigantesVenezuela521.14.611.60.3971.850.3645.20.7690.81.42.20.41.20.21.40.415
2014-15Caciques de HumacaoPorto Rico1932.68.5318.160.473.117.630.4074.956.210.7970.843.424.261.581.840.5832.5325.11
2014-15Pasta Reggia JuveCasertaLega A923.22.898.560.3381.114.220.2631.782.220.80.111.781.890.330.560.112.891.338.67
2014-15Consultinvest VL PesaroLega A619.52.337.830.2980.673.50.190.831.330.6251.171.172.330.1710.171.830.836.17
2014-15ComplessivoTotale3427.85.9413.790.4312.1560.3583.384.290.7880.712.593.2911.350.382.761.9117.41
2015-16King Wilki Morskie SzczecinPolonia3625.94.5310.190.4441.423.920.3621.922.750.6970.813.143.941.421.110.362.782.2212.39
2016-17SC Rasta VechtaBundesliga3229.15.1611.720.441.885.250.3572.814.160.6770.312.222.532.381.190.53.032.3415
2017-18Parma Basket PermVTB League2325.45.1311.870.4321.875.740.3262.873.740.7670.522.222.741.480.870.32.521.4315
2017-18Parma Basket PermEurope Cup427.97.2515.750.461.560.255.570.7861.52.541.51.2502.52.7521.5
2017-18ComplessivoTotale2725.85.4412.440.4381.815.780.3143.264.220.7720.672.262.931.480.930.262.521.6315.96
2018-19Red October CantuLega A3033.86.5714.770.4452.637.870.3354.535.870.7730.532.633.172.571.070.23.52.720.3
2018-19Red October CantuBCL4306.5130.53.758.50.4414.560.7511.52.52.251.250.253.751.521.25
2018-19ComplessivoTotale3433.36.5614.560.4512.767.940.3484.535.880.770.592.53.092.531.090.213.532.5620.41

CARATTERISTICHE FISICHE

Quello che colpisce a prima vista di Gaines è la lunghezza delle sue braccia: su un corpo di poco più di un metro e novanta sono attaccate due prolunghe che gli danno un’apertura di 206 centimetri.

Il tutto su un corpo che è un fascio di muscoli (circa novanta chili), compatto ma filiforme, e lo rende giocatore rapido ed esplosivo. Non è un saltatore impressionante, ma ha ottima velocità di base.

Come sottolinea Fabrizio Provera:

Un corpo super per essere una guardia

ATTACCO

Quest’anno è stato quello che si definisce un “volume scorer“. Ha avuto tante responsabilità (settimo in serie A per usage, 27%, tra i giocatori con almeno 15 partite giocate e 15′ di media in campo, dato in linea con la sua carriera), ma ha saputo essere abbastanza efficiente. 32 volte in doppia cifra su 34 partite complessive, ha prodotto oltre 20 punti di media con circa 14 tiri a partita, un buon rapporto.

Attaccante poliedrico, che sa fare discretamente diverse cose pur non avendo una go to move. La rapidità gli permette di essere pericoloso in uno contro uno e nei tagli lontano dalla palla. Se batte il suo uomo spesso arriva al ferro anticipando l’aiuto dei lunghi.

In caso contrario lo aiutano le braccia lunghe e il fisico compatto per reggere i contatti, pur non essendo, come detto prima, un grande saltatore. Ha chiuso la stagione con il 57% da due punti, terzo tra le guardie in serie A, sempre considerando i giocatori con ameno 15 partite giocate e 15′ di media in campo e con non meno di tre tentativi da due a incontro.

Gli highlights dell’incredibile prestazione sfoderata a Milano contro l’Olimpia

Da tre probabilmente tira più di quello che le sue cifre consiglierebbero. In carriera è un tiratore da 34,9%, percentuale ripetuta praticamente identica quest’anno, ma su quasi otto tentativi a partita. Può segnare, col suo jumper mancino, ma non è esattamente un cecchino. A volte tende un po’ ad accontentarsi, invece di, magari, attaccare l’uomo o muovere il pallone.

Può concludere passando sul pick & roll, ma anche in situazione di hand off o piedi a terra, come ci dice, ancora, Fabrizio Provera:

E’ dotato di un ottimo tiro piedi per terra e sa costruirsi la sua conclusione. A Cantù era il leader assoluto, in Virtus andrà valutata la sua coesistenza con Teodosic.

Sa trattare il pallone. Non ha le doti di un playmaker puro, intendiamoci, ma può essere quel portatore di palla secondario che quest’anno dovrebbe ricoprire un ruolo di prima importanza per la Segafredo. Può condurre il pick & roll in maniera competente.

Aggiunge Carlo Perotti:

E’ un passatore scolastico, senza grandissima visione di gioco, anche se il sistema di gioco di Cantù non era costruito per mettere particolarmente in luce simili caratteristiche. I suoi compagni giocavano molto per lui, bloccando per liberarlo e cercando di metterlo nelle sue situazioni ideali.

Statistche Avanzate Carriera Frank Gaines

StagioneSquadraCampionatoGPTS%eFG%ORB%DRB%TRB%AST%TOV%STL%BLK%USG%ORtgDRtgPER
2013-14GigantesVenezuela5.540.4744.017.595.733.642.803.090.8929.44125.2118.323.09
2014-15Caciques de HumacaoPorto Rico19.601.5552.7512.487.3510.2510.792.911.4631.87112.4116.721.75
2014-15Pasta Reggia JuveCasertaLega A9.455.4030.539.604.812.8612.271.290.5222.1986.7113.36.33
2014-15ComplessivoTotale34.555.5092.6811.226.667.6710.872.551.2428.45106.3114.617.55
2014-15Consultinvest VL PesaroLega A6.366.3405.637.116.281.769.012.710.8020.5982.6112.16.96
2015-16King Wilki Morskie SzczecinPolonia36.543.5144.1016.0010.0510.2316.312.381.6625.3699.2107.516.23
2016-17SC Rasta VechtaBundesliga32.554.5201.3210.425.6316.1314.752.241.9526.12101.5115.014.32
2017-18Parma Basket PermVTB League23.555.5112.5211.576.8711.039.601.851.2327.47108.9116.516.23
2017-18Parma Basket PermEurope Cup4.571.5086.2112.649.1113.0712.742.460.0036.19108.698.323.47
2017-18ComplessivoTotale27.558.5103.1511.727.2311.2710.231.951.0528.86108.8113.917.11
2018-19Red October CantuLega A30.585.5341.848.785.3613.1113.471.650.5726.71111.8113.216.59
2018-19Red October CantuBCL4.679.6443.986.065.0114.068.752.210.8926.45134.4109.427.90
2018-19ComplessivoTotale34.595.5452.068.525.3313.2112.991.710.6026.69114.1112.816.96

DIFESA

Non è un difensore di primissimo livello, ma con il tipo di caratteristiche fisiche a disposizione sa rendersi utile. Pericoloso sulle linee di passaggio, l’apertura di braccia gli permette di sorprendere l’attacco.

Scommette talvolta sul furto e questo, come conseguenza, porta ad esporre i suoi compagni di squadra quando la rubata non arriva, ma con le sue misure sa diventare stoppatore insospettabile per essere una guardia.

Frank Gaines
Uno scatto della passata stagione

I suoi punti di forza, comunque sono altrove, nella sua metà campo cerca più che altro di limitare i danni. Con quel tipo di fisicità, però, potrebbe essere congeniale alla difesa d’impatto che richiede Djordjevic, in particolare in caso di pressing a tutto campo.

Con la sua grande fisicità sopperisce ad alcune piccole lacune. Difende sulla palla con una buona intelligenza cestistica, anche se ha la tendenza a spendere falli ingenui. (F.Provera)

Una video analisi di Milos Teodosic

Milos Teodosic
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Come avevamo anticipato nella sua carta d’identità la settimana scorsa, eccoci qua a proporvi una piccola video analisi di Milos Teodosic.

Abbiamo fatto una scelta ben precisa, andando a prendere le sue due uniche partite ufficiali disputate sin qui nel 2019. Si tratta delle gare di qualificazione ai Mondiali giocate in febbraio con la Serbia, contro Estonia e Israele.

Scelta effettuata per una serie di motivi:

  • quest’anno in NBA ha giocato poco, spesso in frangenti di partita poco rilevanti (garbage time o simili), in un contesto comunque molto diverso da quello che è il basket FIBA;
  • le partite della stagione precedente sono state giocate prima dell’infortunio al piede patito a marzo 2018;
  • le gare giocate in Europa prima dell’esperienza NBA sono troppo vecchie e fanno riferimento a una versione del giocatore presumibilmente diversa da quella odierna.

La coppia di partite con la nazionale, invece, è la fotografia più recente del suo stato di forma. Disputate con una Serbia molto rimaneggiata, in un contesto che sarà, gioco forza, più vicino a quello che Teodosic tornerà ad affrontare.

Ne possiamo, dunque, trarre spunti migliori per quello che ci offrirà il futuro, a maggior ragione considerando la presenza di Sasha Djordjevic in panchina.

Le gare sono state disputate il 21 e il 24 febbraio di quest’anno. La Serbia ha perso 71-70 in Estonia e vinto, qualificandosi ai Mondiali, 97-76 con Israele.

La shot chart contro l’Estonia

A livello statistico Teodosic ha lasciato il segno: doppia doppia da 16 punti e 10 assist nella prima gara, 11 punti e 9 cioccolatini per i compagni nella seconda. Pur con una condizione fisica evidentemente non al top è stato in campo 31′ di media, sembrando spesso il miglior giocatore sul parquet, specialmente contro l’Estonia, gara in cui alla Serbia mancavano Lucic e Milutinov, presenti invece con Israele.

Il suo apporto è stato vitale: +31 il suo plus/minus in 62′ complessivi di utilizzo. Senza di lui i compagni hanno totalizzato un -11 in 18′.

La shot chart contro Israele

Al tiro è andato malino: 7/23 complessivo, anche se contro l’Estonia ha dovuto prendere più di una conclusione forzata, dettata dalle situazioni più che dalla sua volontà (4/14). La distribuzione dei tiri è stata estremamente sbilanciata verso il perimetro: 19 delle 23 conclusioni complessive sono state prese dietro l’arco, da cui sono arrivati tutti i suoi sette canestri totali (0/4 da due). Il tiro, in ogni caso, resta davvero bello da vedere e di una rapidità sorprendente nel caricamento.

Al ferro ha provato qualche escursione più con l’Estonia, guadagnandosi d’esperienza un paio di viaggi in lunetta. In generale l’impressione è stata di una forma fisica che non gli permettesse di andare a sfidare i lunghi avversari, cosa che, comunque, non è mai stata specialità della casa.

Va detto che, messi i piedi dentro l’area dei tre punti, ha confermato, ce ne fosse mai stato il bisogno, la sua straordinaria capacità di trovare il pertugio per un passaggio illuminante ai compagni (i 19 assist in due partite sono lì a testimoniarlo). Quindi il dato dei pochi tiri al ferro va visto anche sotto questo aspetto.

Quello che sorprende, per assurdo, è quasi più la sua capacità nel fare la “lettura facile” corretta, anticipando tutto quello che sta accadendo in campo, piuttosto del passaggio da highlight, che comunque prima o poi arriva.

La gestione del pallone non è sempre stata ottimale (nove perse complessive). In parte per due motivi: l’utilizzo sul lungo periodo gli ha fatto perdere un po’ di lucidità, in più ogni tanto ha provato il passaggio difficile, anche con un po’ di sufficienza, quasi annoiato dalla soluzione più comoda. Anche qui, un classico di Teodosic.

E’ stato il faro del gioco serbo, ma Djordjevic non ha comunque disdegnato di utilizzarlo off the ball. Sia facendo semplicemente iniziare il gioco da un altro compagno di squadra (il neo varesino Tepic su tutti, ma anche Milosavljevic e Avramovic in alcuni casi), per restituirgli rapidamente la palla ed entrare in un pick & roll in movimento, che utilizzandolo praticamente da guardia.

La prima situazione è stata quella privilegiata, per un motivo semplice: iniziando il pick & roll in corsa Teodosic spesso, prima ancora di ricevere il pallone, riesce a prendere vantaggio sul suo uomo, che deve adattare la propria difesa a una situazione dinamica, piuttosto che partire statico e con i piedi settati.

Questo, sommato alla capacità di Milos di passare palla in mano sui blocchi dei suoi lunghi, gli ha permesso spessissimo di guadagnare vantaggi considerevoli sul proprio marcatore. E Teodosic con vantaggio su una situazione di pick & roll è una sentenza, non lo scopriamo certo oggi.

La seconda situazione è stata residuale, usata in realtà spesso per fargli prendere un giro di riposo in attacco, ma anche per provare qualche volta a sfruttare i suoi 196 centimetri in post basso.

Le rimesse, lato o fondo, sono state tutte sue. Anche qui per una varietà di motivi: tornare a prendersi il pallone in situazione dinamica e entrare nel pick & roll, sfruttare le sue doti di passatore direttamente da rimessa e “rubare” due punti, ma anche per una buona capacità di bloccare, in situazione di rimessa dal fondo.

Non è che Teodosic faccia blocchi di marmo, ma d’esperienza in più di un’occasione ha saputo creare vantaggio per i suoi compagni, che hanno avuto ricezioni pulite.

La difesa… Beh, la difesa è stata la solita. In particolare contro l’Estonia gli errori e le distrazioni sono davvero stati tanti, mentre con Israele ha mostrato più impegno e concentrazione, giocando tutto sommato una partita onesta nella sua metà campo.

Resta comunque un ampio repertorio di svarioni: dormite dal lato debole, difese porose in uno contro uno, sia in recupero che statiche, difficoltà a rimbalzo e in difesa sui pick & roll.

Djordjevic ha provato a nasconderlo il più possibile sull’attaccante meno pericoloso ma, con cadenza precisa, gli avversari sono riusciti a sfruttare le sue lacune. In particolare l’accoppiata difensiva con Raduljca sui pick & roll è stato un discreto museo degli orrori. Questo è certamente il punto su cui, in stagione, si dovrà lavorare maggiormente per trovare un equilibrio.

In definitiva, le indicazioni da trarre sono assolutamente positive. Se partiamo dal presupposto di un giocatore che arrivava da due mesi abbondanti di inattività e con i postumi dei problemi fisici avuti, le sue prestazioni sono state incoraggianti. La prospettiva di averlo a disposizione dopo il Mondiale e con una preparazione fisica di tutt’altro tipo fa ben sperare.

Le partite con la Serbia hanno mostrato un giocatore che ha ancora a disposizione la maggior parte delle armi che ne hanno fatto uno dei migliori playmaker d’Europa. Certo, il suo gioco non è esente da difetti.

Ma se il Milos Teodosic che vedremo in bianconero sarà questo con una condizione fisica migliore, avremo certamente di che lustrarci gli occhi.

BONUS TRACK

Attaccare una zona a volte può essere così semplice…

Quando Israele si rende conto di cosa sta per succedere ormai è troppo tardi.

Come gioca Djordjevic in Nazionale?

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Dopo aver analizzato i giocatori adatti per Teodosic ora analizzeremo quali sono i giochi principali che usa Djordjevic in Nazionale serba e quindi con Teodosic.

Sono tre schemi molto utilizzati ma molto efficaci in nazionale grazie la presenza del talento serbo che può quindi esprimersi alla grande in campo.

Questi schemi sono stati appuntati e annotanti dalla Redazione guardando le gare di qualificazioni, dove la Serbia con Milos ha giocato contro Israele e Estonia.

1. Elevator

Personalmente è lo schema che più si addice alle nazionali balcaniche: portatore di palla in un lato, esterno nell’altro, i due lunghi portano un blocco frontale (di lato insomma dove tira meglio) liberando il tiratore che passerà in mezzo ai propri compagni liberandosi per il tiro.

Insomma i due interni si comportano con il difensore del tiratore come una porta di un ascensore che si sta per chiudere.

Lo schema l’abbiamo già visto con Djordjevic verso la fine e con un vantaggio considerevole nella gara di ritorno contro il Nanterre, ma Punter non era un tiratore puro infatti quel mezzo secondo in più con il palleggio per sistemarsi i piedi dopo la corsa, non creava il vantaggio di questo set.

C’è anche la variante Iverson con il blocco a trenino per liberarlo in un lato ma non lo metto che vi faccio già troppa confusione…

2. Punch wiper

Il classico schema visto in nazionale per rubare due punti o forse tre.

Praticamente il palleggiatore sceglie un lato dove c’è un uomo in post; l’uomo in post prende un blocco dall’esterno partito dal lato debole e lo fa liberare sul gomito; nel frattempo arriva il lungo in post e riceve palla; il palleggiatore quindi riceverà un blocco cieco dal giocatore liberandosi prima in lunetta e libero sul lato potrà decidere se colpire da tre o fare un arresto e tiro da due.

3. Zipper (hand off or Pick and Roll)

Quello che usa di più, quello che ha usato da quando è arrivato a differenza di Sacripanti, il suo schema in nazionale.

Ci sono tante varianti ma principalmente il palleggiatore sceglie un lato e la passa al primo esterno che si è liberato con un blocco cieco dall’ala grande e fa un dai e ricevi sull’esterno dal lato debole.

Nel frattempo il lungo blocca cieco sull’aiuto del primo blocco e taglia a canestro generando un vantaggio 2-1 nella zona opposta del campo.

Questi infine sono i tre maggiori schemi utilizzati da Djordjevic in Nazionale, no è detto che siano quelli automaticamente utilizzati in Virtus, ma se avete visto non ci sono troppe distinzioni tra playmaker e guardie così come ala grande e ala piccola: conta solamente la velocità di esecuzione e la qualità dei blocchi.

Carta d’identità: Milos Teodosic (presentato da Robert Flom di Clips Nation)

Milos Teodosic
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Ok, mettiamo subito le mani avanti: chi non conosce Milos Teodosic? Insomma, parliamo di uno dei primi quattro/cinque playmaker dell’ultimo decennio di Eurolega. Anche il più distratto degli appassionati lo ha visto giocare almeno una volta e conosce, in linea di massima, il suo genio cestistico e le sue caratteristiche fisiche e tecniche.

Quindi no, oggi non vi tedieremo con cose che, immaginiamo, già saprete bene di vostro o che, nel caso, potete facilmente trovare ovunque in internet. Nelle prossime ore, piuttosto, arriverà un approfondimento video sulle sue uniche due apparizioni ufficiali del 2019, per avere un quadro più chiaro di che giocatore aspettarci realisticamente.

Con l’arrivo di Milos, allora, abbiamo provato a concentrarci sul suo passato recente, ossia il suo anno e mezzo in NBA, che ha lasciato più di un dubbio a gettare qualche ombra su quello che è un curriculum europeo di livello eccelso.

Per farlo abbiamo parlato con Robert Flom, managing editor di Clips Nation, il blog del network Sb Nation che segue quotidianamente i Los Angeles Clippers e, quindi, ha avuto modo di vivere da vicino l’esperienza USA di Teodosic.

Prima di iniziare un paio di numeri per fare contesto. Teodosic in NBA ha giocato complessivamente 60 partite: 45 nel 2017/2018, 15 quest’anno, l’ultima il 15 dicembre. Undici minuti nella sconfitta contro Oklahoma City che hanno portato il suo totale a 150 nella stagione 2018/19. Il taglio definitivo è arrivato il 10 febbraio, momento in cui Milos è ufficialmente diventato free agent.

Le statistiche di Teodosic in NBA (qui la pagina)

Un insieme di problemi, fisici e di campo, hanno impedito alla sua esperienza oltreoceano di decollare. Vediamo allora di provare a capire un po’ meglio quello che è successo e le eventuali ripercussioni su quello che sarà il suo cammino in bianconero.

Robert, sappiamo che Milos ha avuto diversi problemi fisici nel suo periodo a Los Angeles. Esattamente di cosa si è trattato?

Nel suo primo anno Teodosic ha avuto un infortunio alla fascia plantare del piede sinistro in apertura di stagione. Questo gli ha fatto saltare parte della prima metà di campionato, dandogli problemi anche in seguito. Infatti, a fine marzo la situazione si è aggravata e il problema è diventato un vero e proprio strappo, che l’ha messo fuori dai giochi definitivamente. Quest’anno, invece, le cose sono state meno chiare. Ha saltato diverse partite per generici problemi a un polpaccio prima e alle ginocchia poi. Dal mio punto di vista, credo semplicemente il suo corpo ancora non fosse pronto e la sua forma fisica fosse insufficiente per reggere i ritmi che richiede la stagione NBA.

La partita di fine marzo 2018, contro Milwaukee, in cui Teodosic patisce l’infortunio che termina in anticipo la sua stagione

Lo scarso utilizzo avuto nell’ultima stagione è legato solo a questioni fisiche o c’è stato anche dell’altro?

Gli infortuni, ovviamente, hanno avuto un ruolo principale. In generale non ha mai dato l’impressione di essere pienamente recuperato. Nelle rotazioni è finito costantemente dietro agli altri giocatori, in particolare subendo la crescita del rookie Gilgeous-Alexander, che portava in dote difesa, capacità di segnare e taglia fisica, tutte cose che Milos non riusciva a dare. Questo, unito alla presenza di Patrick Beverley, ha ridotto all’osso i minuti disponibili. Quando ha potuto giocare, comunque, Teodosic non ha fatto male. Insomma, alla fine non ci sono sue enormi colpe in questa situazione.

In Europa Teodosic è conosciuto per il suo genio offensivo, nel passaggio e nella capacità di mettere in ritmo i compagni. Ma, al contempo, anche per una difesa non esattamente arcigna. Tutte cose che ha mostrato anche in NBA?

Assolutamente. L’età non ha limitato in alcun modo la capacità di Milos nel passare la palla e coinvolgere i compagni. Continua ad essere un signor playmaker e uno dei migliori passatori al mondo. Quando ha giocato con i Clippers ha letteralmente impazzato per il campo. Tra l’altro tirando molto bene, una sua dote assai sottovalutata, anche da distanza NBA (38% da tre nei suoi anni americani, 97esimo percentile in situazioni di spot up nel 2017/18, per Synergy).

Con lui in campo i Clippers hanno segnato oltre tre punti in più ogni cento possessi nel 2017/18. Il suo assist to usage ratio, ossia ogni quanto spesso un giocatore produce un assist in base a quanto ha la palla in mano, è stato costantemente oltre il 60esimo percentile (per Cleaning The Glass) e, sempre nel 2017/18, in situazione di pick & roll in cui sfrutta il blocco ha prodotto 1.07 punti per possesso, 83esimo percentile (per Synergy).

La difesa, purtroppo, fa parte del pacchetto. Non è che non ci provi, ma, semplicemente, è troppo lento e non abbastanza fisico per competere contro avversari che lo portano in post basso o per strappare i rimbalzi. Difensivamente, in un contesto NBA, è un enorme problema (nell’ultima stagione, seppur in un campione di minuti davvero ridotto, con lui in campo gli avversari hanno aumentato di quasi il 3% la propria effective field goal percentage, un dato peggiore del 93% dei giocatori NBA). Questa cosa potrebbe essere più contenuta in Europa, dove il livello fisico e atletico è inferiore. Comunque, credo sarà opportuno tenerlo spesso in campo con una guardia potente fisicamente o un centro intimidatore. Così da poter limitare gli effetti delle sue carenze.

In spogliatoio, invece, come si è relazionato con i compagni?

Credo che Teodosic fosse ben voluto in spogliatoio. Non ho conoscenza precisa dei suoi rapporti con tutti i suoi compagni, ma so che aveva stretto amicizia soprattutto con il gruppo “europeo” (Gallinari, Marjanovic, Gortat). Non ho mai sentito nulla di negativo su di lui. Certo, voleva giocare di più, ma non credo che questa abbia inficiato in qualche modo il suo rapporto coi compagni di squadra. Ugualmente non ho avuto indicazioni estremamente positive, nel senso che fosse un leader o comunque un giocatore di particolare rilievo in spogliatoio.

La “heat map” di tiro nei suoi anni NBA: dietro l’arco si è confermato un vero pericolo pubblico, tirando con il 38% che ha confermato il 39% avuto in carriera nel Vecchio Continente. Ovviamente le avventure al ferro sono state molto poche.

Per quello che hai visto in questa stagione e mezza, pensi che possa confermarsi un giocatore di alto livello in Europa?

Certamente. Come dicevo prima, le sue doti offensive non sono minimamente intaccate. Sa passare la palla divinamente, è pericoloso al tiro e, certamente, sa dirigere l’attacco di una squadra al meglio. Pur giocando due competizioni, il numero di partite disputate sarà ben distante dalle 82 NBA, dovendo giocare anche meno gare ogni settimana. Questo gli permetterà di logorarsi meno, rendendo meno problematica la sua forma fisica, che qui è sembrata abbastanza precaria. La difesa sarà carente, ma l’attacco più che compenserà il problema.

Qual è la squadra ideale per Milos Teodosic?

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In attesa del solito, tanto atteso, approfondimento per spiegarvi la carriera e le caratteristiche di Milos Teodosic intanto vi parleremo con quale tipologia di giocatori secondo la redazione di VNera, il talento serbo si trova bene molto bene.

Si perché il regista serbo è il punto di riferimento di questa squadra e bisogna costruirgli un nucleo di giocatori per farlo esaltare in campo.

1- Argenteria maneggiare in difesa con cautela

Sicuramente bisognerà proteggerlo difensivamente: se pur Milos abbia buone doti di anticipo e lettura nella propria metà campo (sempre sopra 1,24 in steal% nei suoi ultimi periodi in Europa), visto il suo ruolo da leader in Virtus si necessita un maggior lavoro da parte degli altri 4 giocatori in campo, nelle vesti o quasi di body guard.

2- AAA cercasi supplente in campo

Uno pensa che le maggiori qualità di Milos sono esclusivamente posizionandolo come playmaker… non è vero, Teodosic ha giocato le sue migliori partite mascherato da guardia con un esterno come DeColo, Aaron Jackson in Russia o Papaloukas e Patrick Beverley all’Olympiakos e ai Los Angeles Clippers o Markovic e Jovic in Nazionale. Tiene mediamente palla in mano sempre sopra 25% di Usg: una stima percentuale dei possessi utilizzati dal singolo giocatore rispetto a quelli di squadra (non come Mike James che supera il 30%) e sono molto sottovalutate le sue qualità lontano dalla palla come semplice tiratore, è ancora oggi il miglior tiratore da tre della storia dell’Eurolega non per caso…

3- tu blocca bene al resto ci penso io

Inutile scriverlo ma se avete provato a digitare il suo nome su YouTube avete visto tantissimi passaggi spettacolari dopo la situazione di Pick and Roll o di blocco cieco per liberarlo dall’avversario. Milos rende felice tutti ( Kurbanov, Printezis, Bircevic o Milosavjelic) se vengono fatti blocchi di livello per liberare la sua fantasia in campo. Per screen (ve lo scriviamo pure in inglese) però non intendiamo solo appoggiar il corpo contro il difensore ma anche tagliare e se lo esegui bene con i giusti tempi puoi diventare ricco sul boxscore.

4-se hai un buon tiro piedi per terra ti farò felice

Il sogno per qualsiasi tiratore o giocatore con peculiarità al tiro e avere un compagno di squadra come Milos Teodosic. Perché che tu stia in angolo o sei frontale a canestro, un modo comunque te lo trova: passaggi con lo spin, no look, schiacciati a terra; il tuo compito è quello di prendere il passaggio e far canestro come hanno fatto i vari Siskaukas, Mantzaris Papanikolau, Weems. Parliamo di un giocatore che non è mai sceso sotto il 35% di %Assist (La percentuale di canestri “assistiti” dal giocatore/squadra. Si ripartiscono quindi gli assist sui canestri segnati per comprendere quanti tiri sono segnati a seguito di un passaggio smarcante.)

5- i rimbalzi e il lavoro sporco sono opera tua, ma so come ripagarti

Abbiamo scritto e avete visto delle grandi doti di passatore e altruismo da parte del futuro numero 44 bianconero, ma infine vogliamo soffermarci su un fondamentale tanto chiacchierato lo scorso anno: i rimbalzi. Nonostante l’altezza Teo non è mai stato un grande rimbalzista perché ha sempre avuto giocatori che si occupavano alla grande: Augustine, Raduljica, Hines DeAndre Jordan, Marjanovic, insomma tutti grandi nomi e giocatori che amano stare nei pressi dei due ferri e controllarli.