Piccoli bianconeri crescono: la stagione di Lorenzo Penna

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Siamo solo agli inizi di questa off season virtussina. Inizi di un’estate che, negli intenti, dovrà portare una netta ventata di cambiamento e un innalzamento degli standard in termini di risultati. Le voci già si rincorrono numerose. Presentato il nuovo AD Alessandro Dalla Salda, dietro la scrivania già si sa che, terminati i playoff di A2, arriverà Marco Martelli da Casale Monferrato. Per la panchina si insegue la solita triade di nomi, con attori vari di rincalzo.

Ma per il resto siamo ancora alle prime scaramucce.

Pertanto andremo oggi a concentrarci su chi la maglia della Virtus l’ha già vestita, ma quest’anno l’ha passato fuori da Bologna, in prestito, a maturare preziosa esperienza. E partiamo con Lorenzo Penna.

Per il piccolo playmaker bianconero, reduce da una positiva stagione con la squadra trionfatrice della A2 2016-2017, è appena andata in archivio una bella annata nelle fila della Andrea Costa Imola. Un campionato giocato a pieno ritmo (quasi 29’ di media) in una delle squadre rivelazione del girone est, che ha mancato per un soffio l’accesso ai playoff.

Le statistiche della stagione 17/18 di Lorenzo Penna

Una stagione vissuta sotto l’ala di un ottimo e navigato coach come Demis Cavina, con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere.

“Avevo cercato Lorenzo già un paio di anni fa a Tortona quando aveva 17 anni. Si infortunò Simoncelli e cercammo lui per chiudere la stagione perché lo conoscevo, anche se poi la cosa non si fece. Lo consideravo un giocatore di livello e che poteva già fare ottime cose. Questa volta l’abbiamo voluto qua a Imola per dargli un ruolo più importante e lui ha ripagato la fiducia in pieno.”

In effetti il ragazzo di Bentivoglio ha avuto da subito le chiavi della squadra in mano, di fatto essendo l’unico vero playmaker del roster (in squadra c’era Gasparin, play/guardia, mentre Patricio Prato gli ha dato supporto pur non essendo play di ruolo). E ha prodotto una stagione di assoluto rilievo, guadagnandosi a fine stagione il premio di miglior Under 21 del torneo.

“Sicuramente ha avuto un grande impatto dal punto di vista della continuità nel gioco, che per un ragazzo della sua età è una cosa assolutamente non scontata. Ha avuto tanti minuti a disposizione ma se li è guadagnati stando in campo sempre con un ottimo controllo della squadra, mostrando buone doti di playmaking e mantenendo un rendimento costante. Gli alti minutaggi che ha avuto sono venuti in conseguenza di questo, e per noi sono stati un valore aggiunto, visto che avevamo costruito una squadra molto giovane e quindi sapevamo avrebbe potuto avere alti e bassi nel corso della stagione [13-2 il record casalingo, 2-13 il record esterno nda].”

Lorenzo ha portato il suo bagaglio di gioco da subito. In attacco la capacità di attaccare l’uomo e reggere bene il contatto, riuscendo a finire al ferro nonostante i pochi centimetri grazie a un fisico decisamente tosto.

In difesa, poi, non ha risparmiato energie, dando alla causa le sue gambe fresche per cercare di mettere sempre la massima pressione al portatore di palla avversario sui ventotto metri. E i numeri sono dalla sua parte: sesto in tutto il campionato (tenendo conto di entrambi i gironi) per palle recuperate a partita, quinto per steal percentage (metrica che evidenzia quanti possessi avversari si sono conclusi con una sua palla rubata), terzo migliore dell’Andrea Costa e nei primi cinquanta del campionato per defensive rating.

Ovviamente ci sono state anche delle ombre, soprattutto dal punto di vista offensivo. Continua ad aver problemi al tiro (16/77, poco più del 20% da tre punti), cosa che, ovviamente, limita molto la sua efficacia: su 221 giocatori che hanno assommato statistiche sufficienti è 202esimo per effective field goal percentage e 192esimo per true shooting percentage. Quella del tiro è una lacuna che rimane dall’anno scorso, ma coach Cavina ha un’idea ben precisa a riguardo: “Vado controcorrente e dico che non è il tiro l’aspetto del gioco su cui lui deve lavorare di più. E lui per primo deve togliersi il pensiero di dover lavorare principalmente sul suo tiro. Lui adesso deve concentrarsi soprattutto su quelle che sono le letture di gioco e la comprensione della partita. Il mestiere del playmaker per capirci. Deve imparare a giocare in maniera efficace il pick & roll con diversi tipi di giocatore. Questo è ciò che viene sempre cercato in un playmaker e oggi spesso manca.”

In stagione ha mostrato una buona intesa con un lungo come Michele Maggioli, che ha la tendenza ad aprirsi per il tiro, mentre lo si è visto meno cercare, da situazioni di pick&roll, il “rollante” o comunque il passaggio per l’uomo sotto canestro. In generale, comunque, ha prodotto buoni numeri in termini di assist, finendo tra i primi venticinque del campionato sia per assistenze a partita che per assist percentage (il numero di canestri di squadra assistiti da lui).

“Gioca in un ruolo dove non è necessario essere dotati di natura in termini di centimetri e quindi deve essere bravo ad affinare tutto quello che è il bagaglio tecnico di un playmaker senza pensare troppo al lato realizzativo. Poi il tiro verrà col tempo, anche se dubito che potrà mai diventare uno specialista o un realizzatore in senso stretto. Sicuro ha tutto quello che gli serve per diventare un eccellente distributore di gioco, anche ad alti livelli.”

In effetti Penna ha caratteristiche che rendono difficile pensarlo come grande realizzatore a certi livelli. Il tiro, nella sua meccanica, non è malvagio, ma nemmeno continuo e forse manca di fluidità anche per la sua struttura fisica massiccia. In effetti concentrando il suo lavoro sulla gestione dei ritmi di gioco e della squadra potrebbe massimizzare il suo rendimento e negli anni a venire ritagliarsi un ruolo stabile anche al piano di sopra. In una versione 2.0 di Fabio Di Bella, del quale ricorda parecchie cose, per le caratteristiche fisiche e tecniche.

Sicuro, nell’immediato ci sarà da lavorare sulla gestione del pallone (ottavo per maggior numero di perse ogni cento possessi giocati, o turnover percentage, in tutto il campionato) e sulla comprensione dei momenti della gara, proprio come spiegato dal suo allenatore.

Guardando più in là, invece, ci affidiamo ancora alle parole del suo coach, che ci danno un’indicazione precisa su dove debba guardare Lorenzo per proseguire la sua crescita: “La categoria in cui giocherà il prossimo anno non deve essere la discriminante, quanto la situazione e il progetto che avrà per lui e intorno a lui. Deve sapere di essere in una situazione favorevole e soprattutto avere alle spalle un allenatore che gli dia fiducia e minuti in campo. Nel momento in cui avrà questo la sua scelta sarà giusta a prescindere dalla categoria in cui giocherà.”

Penna ha sfruttato come meglio non poteva questo anno passato in prestito, accumulando minuti, fiducia e misurandosi in maniera più costante con un livello di basket senior. Sembra ancora presto per pensare a un salto diretto in serie A, ma non ci sono dubbi che la strada intrapresa nel 2017-2018 sia la migliore per arrivarci nel minor tempo possibile.

Nickfiumi

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