Pre partita Virtus-Torino: guardia alta per non farsi sorprendere da una squadra imprevedibile

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Col morale alle stelle dopo le vittorie con Cantù e Strasburgo, la Virtus Bologna si appresta ad ospitare la FIAT Torino, per la settima giornata di campionato.

GAME INFO

Quando: Domenica 18 novembre, ore 17:30

Dove: Paladozza, Bologna

TV: Eurosport 2 e Eurosport Player

Classifica e risultati: Virtus a quota sei punti in campionato, al momento settima nella classifica avulsa. Torino, invece, è ferma a due vittorie e quattro sconfitte, in decima posizione.

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUS BOLOGNA FIAT TORINO
Tony Taylor Giuseppe Poeta
Kevin Punter Tyshawn Taylor
Pietro Aradori Tony Carr
Amath M’Baye Victor Rudd
Brian Qvale Jamil Wilson

INDISPONIBILI

Virtus: Kelvin Martin

Torino: James Michael McAdoo e Tekele Cotton (Carlos Delfino e Marco Cusin dovrebbero recuperare)

ANDAMENTO TORINO

La FIAT, finora, ha rispettato i pronostici di chi (noi compresi) a inizio anno la vedevano come squadra poco affidabile e con troppe incognite. Certo, gli infortuni non hanno aiutato (hanno saltato partite Cusin, McAdoo, Cotton, Delfino e lo stesso Larry Brown in panchina è mancato diverse volte), ma anche i continui stravolgimenti del roster hanno reso la situazione instabile: già quattordici i tesseramenti, ultimi entrati Marco Portannese e Momo Jaiteh, più Darington Hobson e Dallas Moore, che però arriveranno solo la prossima settimana con probabile taglio di Tyshawn Taylor. In tutto questo, il record complessivo in stagione dice tre vittorie (due in campionato e una in Supercoppa) e dodici sconfitte (0-7 in Eurocup). Di seguito gli highlights dell’ultima sconfitta in casa del Mornar Bar.

PRONOSTICO VNERA:

Virtus 60% Torino 40%

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LE PAROLE DI COACH SACRIPANTI NEL PRE PARTITA

5 SPUNTI SU TORINO

1. Un attacco che non funziona

La difficoltà ad avere un roster ben definito e rotazioni consolidate, si sono tramutate in campo in grandi stenti offensivi. La FIAT è quart’ultima in serie A per punti segnati (79,7) e terz’ultima per rating offensivo (104.1). Numeri che stonano abbastanza con i nomi e il talento presenti a roster, ma che, più di ogni cosa, testimoniano di una squadra che fin qua non ha saputo trovare una propria indentità.

2. Tante palle perse

Gli stenti dell’attacco si vedono anche alla voce palle perse, dove Torino è ultima per quanto riguarda il Turnover Ratio (ossia la percentuale di possessi di squadra che finiscono in una palla persa): 18,3%. Le colpe sono, abbastanza chiaramente, da trovarsi nel reparto playmaker: tutti e tre i portatori di palla torinesi (Taylor, Carr, Poeta) sono nella top ten del campionato (tra i playmaker che hanno giocato almeno tre partite e 15 minuti di media) in questa categoria statistica. Terzo Taylor con il 22% di turnover ratio, nono Carr con il 15%, decimo Poeta con il 14,6%.

3. Squadra attaccabile a rimbalzo (forse)

Il forse è d’obbligo, perché per domenica la FIAT avrà sia il nuovo arrivo Jaiteh (centrone francese di 2.11) che, probabilmente, Marco Cusin, il quale aiuta molto la causa con la sua esperienza. In ogni caso, finora, i piemontesi hanno faticato non poco sotto i ferri: tredicesimi a rimbalzo in serie A con solo il 47,7% di total rebound percentage (la Virtus è sempre ultima, col 46%). Statistica ancora peggiore in Eurocup, dove la FIAT è ultimissima con la miseria del 44,1% dei rimbalzi disponibili catturati (con la penultima, il Tofas Bursa, a quota 46%).

4. Tirano bene ma poco da tre punti

Una particolarità dell’attacco torinese sta nel tiro da tre punti: sia in Eurocup che in Campionato Torino ha buone percentuali da dietro l’arco (38% in serie A, quarta, 37% in Eurocup) ma, sul totale dei possessi gestiti, pochi tentativi: solo il 27% dei possessi in Eurocup (17esimi) e il 25% (13esimi) in campionato si conclude con un tiro da tre. Questo anche perché non è presente un vero e proprio tiratore. Ci sono giocatori capaci di segnare con buone percentuali, ma non il Kevin Punter della situazione. E, soprattutto, la maggior parte dei ragazzi di Brown, preferiscono il gioco fisico e in penetrazione.

5. Jamil Wilson e i rimpianti per quel che non è stato, occhio alle gambe di Carr

Sapete come su questa pagina ci abbia pianto il cuore non riuscire, praticamente, a vedere il vero Jamil Wilson lo scorso campionato. Purtroppo arrivò tardi e in una situazione molto complicata e non ebbe nemmeno il bonus dei playoff per mettersi in mostra. Quest’anno, tornato a Torino dopo il mancato arrivo di Royce White, sta mostrando tutto il suo repertorio. Finora 13,6 punti con 5,1 rimbalzi e il 54% al tiro in Europa, qualche difficoltà in più in Italia dove si ferma a 10 punti e 4 rimbalzi col 40% al tiro. Grande attenzione anche a Tony Carr, play/guardia 21enne, all’esordio nel Vecchio Continente e con due gambe alla dinamite. E’ il miglior realizzatore della squadra a quasi 14 punti di media. Sa attaccare con cattiveria ed è tiratore di quantità (siamo oltre i quattro tentativi a partita da tre punti) ma ondivago (32% in Eurocup, 55% in campionato).

 

Nickfiumi

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