Il primo mese di Yanick Moreira in maglia Virtus

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Prima tranche di partite in maglia bianconera giocata dall’ultimo arrivato, Yanick Morerira. Undici gare disputate dall’esordio, molto positivo, del tredici gennaio a Varese. Andiamo allora a vedere come sta procedendo l’inserimento del centro angolano in questa Virtus.

Le statistiche di Moreira dopo 11 partite giocate

Le statistiche grezze parlano di un buon impatto sulla squadra. Quasi dieci punti di media con sei rimbalzi e un pelo sotto alla stoppata a incontro. Dato, quest’ultimo, in controtendenza con la sua carriera, dove non ha ma mai mostrato grandi doti di intimidatore. Non si è trasformato improvvisamente in uno stoppatore fenomenale, come dimostra il circa 4% di block percentage. Niente di eccezionale ma che rappresenta un netto miglioramento rispetto al 2% scarso tenuto in carriera. Siamo sempre su un campione di partite ristretto comunque e la sensazione è che la cifra possa andare a normalizzarsi sul lungo periodo: uno contro uno è difensore competente, ma in aiuto non offre quasi mai una copertura del ferro che crei grossi problemi ai penetratori.

Dal punto di vista offensivo, soprattutto, ha dimostrato di saper usare il suo bagaglio tecnico per essere efficace in attacco (doppia cifra in sette partite) anche quando non perfettamente inserito nei meccanismi di squadra. Ha confermato di avere tiro dalla media pungente, una buona attitudine al rimbalzo offensivo (quasi tre a partita, 15% di offensive rebound percentage), spesso anche solo alzando le prolunghe che ha al posto delle braccia, con discreta capacità di trasformare il rimbalzo in punti e di saper punire i mismatch in area contro giocatori più piccoli.

La capacità di produrre punti a giochi rotti è interessante

La gestione dei falli rimane un problema (2,6 in poco più di 20’ di media, quattro in tutte le ultime tre partite), mentre ai liberi ha numeri non disprezzabili fin qua (63% su poco meno di tre tentativi a partita). Di fatto ha steccato pesantemente solo l’ultima partita con Cremona, dove, forse, si sono palesati quei limiti di concentrazione di cui parlavamo nella sua presentazione e che lo hanno portato a fornire una prestazione davvero mediocre. Ma in generale, fin qua, non ci si può certamente lamentare del suo impatto.

Venendo, invece, alla “convivenza” con i compagni di squadra, ovviamente ancora c’è del lavoro da fare. Il ruolo di centro è delicato sia in attacco che in difesa. Nella metà campo offensiva spesso sui pick & roll è questione di decimi di secondo la differenza tra una giocata riuscita e una palla persa, e per questo ci vuole tempo per affinare i meccanismi. Considerando poi che sulle situazioni di gioco a due Moreira ha tendenze abbastanza diverse rispetto a Kravic e Qvale, due giocatori abituati a “rollare” forte verso il canestro, a differenza dell’ex Paok, più aduso ad aprirsi per il tiro o l’attacco frontale.

I numeri offensivi della Virtus con lui in campo insieme a Tony Taylor, non casualmente, per ora sono abbastanza asfittici: 103.2 di offensive rating su oltre 300 possessi giocati assieme. Moreira non ha l’atletismo di Kravic per andare a inchiodare alley oop, né la fisicità di Qvale per stampare blocchi di granito. Quindi anche il playmaker bianconero sta pian piano scoprendo i modi migliori per servirlo.

Tutte condizioni che al momento lo portano ad essere il giocatore con cui la Virtus ha il net rating peggiore (-5,8) quando sta in campo, dato influenzato soprattutto da campionato e Coppa Italia, mentre in Champions League i riscontri sono decisamente migliori, anche alla luce della buone partite con Patrasso e Strasburgo.

La differenza di rendimento della Virtus con Moreira in campo o in panchina tra campionato e Champions League

In generale sta andando bene quando schierato con i titolari, o supposti tali, mentre va più in difficoltà nel corso della partita con i secondi quintetti, dove magari si cerca da lui qualcosa di più a livello offensivo e di presenza. Ha diviso il campo, sotto canestro, soprattutto con Amath M’Baye nei minuti in campo, coi due che formano una coppia abbastanza ben assortita in attacco e in difesa, comunque, non hanno penalizzato eccessivamente la Virtus (111,9 il rating difensivo di squadra nei minuti in campo assieme).

Decisamente più complessa la convivenza con Filippo Baldi Rossi, che non ha l’esplosività di M’Baye, capace di compensare il gioco più statico di Moreira. Con loro due in campo assieme la Segafredo si trova con un coppia di lunghi poco fisica e che offre poca copertura al canestro in difesa, specie in aiuto sulle penetrazioni che arrivano dal perimetro.

Baldi Rossi fa un pasticcio in difesa sul blocco ed espone Moreira a una delle sue difficoltà maggiori: proteggere il canestro in aiuto sul penetratore

Insomma, dopo il primo mese in maglia Virtus, si può dire che Moreira sia stato un bon acquisto. Ha confermato, in linea di massima, pregi e difetti che si conoscevano, facendo vedere di essere un valido giocatore, che può dare una mano per davvero a questa squadra. Ora resta da vedere se, da qui al termine della stagione, riuscirà a entrare ancora di più nel sistema di gioco virtussino.

Nickfiumi

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