Promitheas-Virtus: il post partita di VNera

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Prima sconfitta stagionale per la Virtus che cade sul campo del Promitheas in una partita in cui non ha mai trovato il feeling col canestro. Letale l’ultimo quarto di uno scatenato Langston Hall.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: sconfitta per 78-69.

Virtus

ANDAMENTO DELLA PARTITA: dopo Andorra, ancora un brutto approccio alla gara per la Virtus, che va sotto 0-10 in un amen. Da lì parte la rincorsa, che in realtà è ordinata e produce risultati. Soprattutto grazie al solito impatto di Teodosic e a un Hunter che fa di tutto in campo: attacco, difesa, recuperi, stoppate, contopiedi. Gara pareggiata, riaperta e poi sorpasso avvenuto. A metà è +2 Virtus, con statistiche al tiro deficitarie compensate dal dominio a rimbalzo. La sensazione è quella di una Segafredo tornata in controllo. Il secondo tempo, però, è un’altra storia. I bianconeri continuano a comandare nel punteggio, ma i troppi errori al tiro le impediscono di mettere tra se e gli avversari un margine di sicurezza. Così, entrata negli ultimi 10′ avanti solo di un punto, questa carenza diventa fatale. Perché Langston Hall diventa inarrestabile e con dodici punti nell’ultima frazione lancia il parziale decisivo per Patrasso: dal 58-57 Virtus il break lungo quasi tutto il quarto è di 18-6 per i padroni di casa, che festeggiano e portano a casa la partita.

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FATTORE X DELLA PARTITA: la Virtus paga una classica serata no al tiro: 4/27 da dietro l’arco per gli uomini di Djordjevic. Con numeri del genere, ovviamente, diventa molto difficile vincere, specialmente in trasferta. Particolarmente doloroso l’1/10 complessivo del duo Teodosic-Ricci, fino ad oggi i due migliori tiratori da fuori della squadra.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Una giornata storta al tiro non significa “abbiamo un problema”

Quel 4/27 da tre punti è ovviamente il dato che salta subito all’occhio. Se non si concretizzano i vantaggi creati segnando i tiri aperti, vincere diventa difficile, specialmente in trasferta. Ma da qui a pensare che la Virtus abbia un problema nel tiro da tre ce ne passa. Prima di oggi, tra coppa e campionato, la Segafredo viaggiava con un eccellente 38% di realizzazione su ventisette tentativi a partita. Poi la giornata storta può capitare a chiunque (volete chiedere a Milano?). Ma in sè non significa avere un problema da risolvere.

2. Dentro l’area ci sono state le vere difficoltà

Il dato che un po’ di più deve far riflettere, probabilmente, è quello delle percentuali di tiro da dentro l’area. Un particolare in cui la Virtus spesso eccelle, grazie alle capacità di Markovic e Teodosic di far andare dentro la palla a Hunter e Gamble. Ieri la Segafredo, togliendo i tiri generati da contropiede o palle perse, ha chiuso con 15/32 in area. Un 47% estremamente deficitario che ha tolto opportunità di realizzazioni comode. La coppia di lunghi virtussini ha sbattuto contro la stazza di Bogris. In particolare Gamble è stato protagonista in negativo nel momento in cui il Promitheas è andato in fuga. Interessante vedere come l’andamento della Virtus nel corso della partita abbia, di fatto, seguito quello delle percentuali in area.

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3. A rimbalzo le buone notizie

Nella sconfitta, comunque, le buone notizie non sono mancate. 49-29 il parziale sotto i ferri, ventuno rimbalzi offensivi catturati, solo due concessi. Questa è certamente una notizia positiva. Anche in una giornata storta al tiro, la Virtus ha dimostrato di saper rimanere unita, continuando a martellare sui suoi punti forti e non sbracando. Tra l’altro, il dominio a rimbalzo, ancora una volta, è stato generato da una selezione e qualità dei tiri presi spesso alta e dovuta a una circolazione sapiente. Che, anche se talvolta non risalta, è presupposto fondamentale per avere buona posizione a rimbalzo d’attacco.

4. Decisivo il rapporto assist/palle perse

Patrasso arrivava alla gara con numeri incredibili per quello che riguarda una statistica spesso sottovalutata: il rapporto assist/palle perse, che quantifica, in sintesi, la qualità della manovra offensiva di una squadra. 22 assist e 11 palle perse di media in Eurocup prima della partita con la Virtus. 24-9 addirittura nel campionato greco. Meglio anche della stessa Virtus, che pure nella statistica va forte. E nella gara di ieri questo dato ha ancora fatto la differenza: 19 assist e 12 palle perse il Promitheas, 13 assist e 17 perse per la Segafredo, che conferma la tendenza a buttare un po’ troppi palloni.

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5. Per la prima volta con un minimo di pressione

Sarà interessante ora vedere la reazione della squadra a una sconfitta particolare, che in sè porta meno elementi negativi di quanto si potrebbe pensare. Sabato c’è una trasferta complicata a Brescia. Mercoledì poi arriva Monaco, che stasera potrebbe raggiungere Virtus e Patrasso in vetta al girone. Un primo test, soprattutto mentale, per questa squadra. E per la società, che deve dimostrare di aver fatto tesoro della passata stagione, non perdendo la brocca alla prima difficoltà.

Nickfiumi

2 Comments

  1. Su una cosa non sono d’accordo: la Virtus ha un problema al tiro.
    Problema che è stato compensato dalla grande qualità dei due serbi ma che se si guardano le percentuali dei tiri liberi il problema emerge chiaramente.
    Ulteriore dimostrazione è il fatto che è quando il pick and roll non ci viene concesso o non riusciamo a prenderlo il nostro attacco fatica molto.
    Sinceramente non voglio fare l’allenatore da divano e non voglio sentenziare che il problema è nei giocatori o negli schemi, spero solo che la Virtus abbia un piano B per quando un’altra squadra giocherà come Patrasso

    • Però tiri liberi e tiri dal campo sono due cose diverse. Che ci sia un problema ai liberi è vero, ma si sapeva anche di avere giocatori con questa debolezza (Hunter e Gamble su tutti, ma anche Markovic non è mai stato un cecchino dalla lunetta).
      Da tre in realtà i numeri dicono che quella con Patrasso è stata una serata storta. Perchè sugli stessi tiri la Virtus, fin lì, aveva fatto il suo, peraltro tirando parecchio da tre (27 tiri a partita non sono pochi, specie per le abitudini di Djordjevic) e segnando col 38% che è un dato ottimo di squadra. Per esempio, con Venezia a lungo il tiro non è entrato, poi nell’ultimo quarto si sono sbloccati e si è vinta la partita.
      Insomma, il 4/27 di Patrasso a oggi è più una casualità.
      Prima di indicarlo come segnale di un problema effettivo crediamo che servano almeno altre prove.

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