Reggio Emilia-Virtus Bologna: il post partita di VNera

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Non si ferma più la Virtus. Settima vittoria consecutiva in campionato per i bianconeri che sbancano il PalaBigi di Reggio Emilia dominando la partita, vinta con il punteggio finale di 79-59.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: vittoria per 79-59.

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: si capisce da subito che la Virtus non ha intenzione di fermare la propria striscia di successi in campionato. Djordjevic lascia a riposo Julian Gamble per dar spazio in quintetto a Marcos Delia. Che approccia molto bene la partita, in entrambe le metà campo. Il protagonista vero, però, è Frank Gaines, che riscatta un paio di partite sottotono chiudendo già a quota 14 punti il primo tempo. In difesa i bianconeri mettono la solita intensità e Reggio Emilia ci capisce pochino. Il tiro da fuori per i padroni di casa non entra mai e velocemente iniziano ad arrivare vantaggi in doppia cifra per i bolognesi che dopo 20′ conducono 40-31. Il break decisivo arriva nel terzo quarto, dove la difesa virtussina tiene Reggio a soli undici punti realizzati, mentre in attacco si accende Vince Hunter. Il vantaggio si dilata fino ai venti punti che, praticamente, mettono in archivio la gara con dieci minuti d’anticipo.

FATTORE X DELLA PARTITA: la difesa virtussina stritola l’attacco reggiana che, di suo, si scontra con una giornata nefasta al tiro da tre punti. 2/19 per la Grissin Bon, condannata da percentuali così deficitarie.

PROSSIME PARTITE: si torna in campo mercoledì sera alle 20:30 sul parquet del Paladozza, per la prima partita del girone di ritorno in Eurocup contro Ulm.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Marcos Delia: chi ben comincia…

Marcos Delia fin qua lo avevamo visto solo per brevissimi scampoli di partita. Quello di ieri è stato, di fatto, il suo vero esordio. E il centro argentino non ha certo fatto rimpiangere Julian Gamble. Giocatore diverso, soprattutto fisicamente, si è dimostrato pronto e già discretamente inserito nei meccanismi. Difensivamente ha fatto vedere di essere assolutamente competente sull’uno contro in post basso, mentre in attacco non ha la forza di Gamble, ma usa bene le lunghe leve per trovare angoli di tiro. 10 punti e 5 rimbalzi in 20′. Ottima notizia per Djordjevic e la Virtus.

2. Totalmente dipendente… o no?

Per chi sosteneva che la Virtus fosse strettamente legata al rendimento del proprio duo di playmaker serbi quella di ieri dev’essere stata una partita sorprendente. Zero punti in 26′ Markovic, otto in 19′ Teodosic. Non certo i numeri di due trascinatori dell’attacco, almeno ieri. Intendiamoci, il dinamico duo non ha certo giocato male. Anzi. Il ritmo offensivo dettato ai compagni di squadra è stato eccellente come solito (14 assist in due), ma certo per una domenica la Virtus ha dovuto trovare punti da altri protagonisti. E ha dimostrato di poterlo fare anche su un campo difficile come il Pala Bigi.

3. Una difesa da battaglia

Miglior prestazione difensiva dell’anno, almeno fin qua. E di gran lunga. La Virtus si conferma una delle prime difese del campionato tenendo un attacco potenzialmente esplosivo come quello di Reggio Emilia a 59 punti e un rating offensivo di 77.9, dato di eccellenza assoluta. Si sono riviste tutte le cose positive che hanno contraddistinto i bianconeri fin qua: pressione sulla palla, rotazioni e cambi difensivi effettuati con timing eccellente, presenza a rimbalzo. Sotto i ferri è arrivata un’altra vittoria (55,8% di total rebound), non casuale: quando la difesa tiene e i meccanismi rispettano le giuste tempistiche è anche più facile avere gli uomini nelle posizioni corrette per catturare gli errori al tiro avversari.

4. Un assist per tutti

Venticinque assist per ventinove canestri. 86,2% di assist percentage. Se non è un record poco ci manca. La Segafredo ha fatto di nuovo frullare la palla in attacco in maniera quasi perfetta. Praticamente ogni singolo canestro è arrivato da un assisti di un compagno di squadra. E non si parla solo di Teodosic e Markovic: il resto della squadra ha prodotto undici assist complessivi. Certo, il dato delle palle perse rimane sempre altino (17 anche ieri), ma va notato come spesso, e ieri non ha fatto eccezione, buona parte di queste arrivi proprio dal duo di playmaker che, per trovare i loro passaggi illuminanti, prendono sempre qualche rischio extra, inevitabilmente da pagare ogni tanto.

5. La classifica facciamo finta che non esista…

Le uniche parole che si possono dire adesso sono “17.30 allenamento”

Noi stiamo con Sasha Djordjevic. Pensare a lavorare e testa bassa.

Però ecco… 7-0 e quattro punti di vantaggio sulla seconda (ok, con una partita in meno) sono proprio un bel vedere.

Nickfiumi

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