Che squadra è la Virtus senza Alessandro Gentile

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Continua la corsa contro il tempo della Virtus per recuperare Alessandro Gentile in vista della delicata partita casalinga di domenica con Avellino. Il numero zero virtussino è arrivato alla sesta gara saltata in stagione, tutte nel girone di ritorno, e la squadra ha bisogno di lui per poter essere al completo in un match che, se vinto, potrebbe garantire la qualificazione matematica ai playoff.

Ma in queste sei partite senza Gentile la Virtus com’è andata? Che squadra sono stati i bianconeri nelle occasioni in cui sono dovute scendere in campo senza il proprio giocatore di maggior impatto (almeno a livello numerico)?

Si può dare un’occhiata a quello che ci dicono le statistiche, considerando sei gare come un campione non particolarmente robusto, ma nemmeno troppo scarno, anche alla luce del fatto che le partite siano state giocate contro una discreta varietà di avversari: due squadre da playoff (Venezia e Varese), due fuori dalle otto (Torino e Pistoia) e due che lottano per non retrocedere (Capo d’Orlando e Pesaro). Di sei gare, peraltro, quattro giocate in trasferta.

Il primo dato che viene all’occhio è quello del rating difensivo, che migliora addirittura di dieci punti per cento possessi: si passa dal 106.4 (buono comunque per il sesto miglior rilievo del campionato) a 96.5 (che sarebbe per largo distacco il primo, posto che spetta comunque alla Virtus con 104.2). Va subito detto che, parlando di statistiche relative a sei partite, sono numeri che vanno presi con molto garbo: su un campione così ristretto basta una giornata particolarmente positiva o negativa a cambiare di molto lo scenario.

Ma è innegabile che la Virtus, senza Gentile, sia una squadra assai diversa in campo. Che, gioco forza, deve badare soprattutto a non prenderle, perché poi, dall’altra parte del campo, le possibilità di restituirle sono inferiori. Con Gentile, del resto, parliamo di un giocatore da oltre 17 punti a partita, che ha il secondo usage percentage (ossia quanti possessi di squadra, in percentuale, finiscono nelle sue mani) più alto del campionato dietro a Jason Rich. Di fatto, il solo averlo in campo significa poter risolvere senza troppi problemi diversi attacchi nel corso di un incontro.

I bianconeri, se non altro, si sono adattati alla situazione in maniera efficace. Abbassando i ritmi (73 possessi con Gentile in campo, 70 senza di lui), ma mantenendo invariata l’efficienza offensiva (107.8 di rating offensivo con Gentile, 107.4 senza). In sostanza: meno possessi ma usati con più chirurgia. E, di conseguenza, meno chance di segnare e creare break lasciate agli avversari.

E anche l’esito delle partite parla chiaro: quattro vittorie e due sconfitte quanto meno beffarde (al Taliercio e in casa con Varese per un totale di tre punti di scarto).

Ci sono, poi, cambiamenti abbastanza ovvi: sale la percentuale da tre punti, sia per quanto riguarda i tentativi sul totale dei tiri presi (32.4% contro il 29.5 con Alessandro a disposizione) che per la percentuale di realizzazione (36.1% contro il 31.9%). Scende il numero di tiri liberi guadagnati (18,7% dei tiri totali virtussini arriva dalla lunetta senza Gentile, che invece fa salire la percentuale a 20.3%), e, anche se non in maniera vertiginosa, l’impatto a rimbalzo (29,5% di rimbalzi offensivi catturati e 72,7% di quelli difensivi con Gentile, rispettivamente 27,8 e 70,8 senza di lui, uomo da quasi sette carambole a incontro). Crescono, in conseguenza delle maggiori percentuali da tre punti, i numeri di percentuale effettiva dal campo e true shooting, rispettivamente 53 e 56% contro il 51 e 54% con Gentile in campo.

Tra i singoli, interessante vedere come, parte dei punti mancanti per l’assenza dell’ex Olimpia Milano, li abbia portati Oliver Lafayette, che in queste sei partite ha aumentato la sua produzione a 12 punti col 41% al tiro (comunque un miglioramento rispetto al 32% degli altri ventidue incontri), registrando le sue due migliori prestazioni stagionali a Capo d’Orlando e domenica scorsa a Pistoia.

Ora, però, non si faccia l’errore di pensare che la Virtus sia meglio senza che con Alessandro Gentile. Semmai è una squadra, forzatamente, diversa e che ha avuto il grande merito di sapersi adeguare molto bene all’emergenza in cui si è trovata. Cambiando volto in maniera radicale e cercando di trovare nuovi punti di forza.

Volendo fare una sintesi, avere o meno Gentile porta un po’ allo scontro tra chi sostiene il famoso detto “l’attacco vende i biglietti, la difesa vince le partite” e chi, comunque, vuole vincere magari segnando un canestro più degli avversari.

Inoltre, adeguarsi a un’assenza di questo peso per un periodo limitato di tempo è un conto. Dover giocare a lungo senza un perno della squadra di quel peso è tutta un’altra cosa.

L’unica certezza è che ogni tifoso virtussino si augura di vedere Alessandro in campo domenica. Sperando che la Segafredo, con il roster quasi al completo, possa ottenere i due punti decisivi contro gli osticissimi irpini.

Nickfiumi

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