L’Editoriale di VNera: Luca Cocchi di Basketcity

Virtus
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Torna l’Editoriale di VNera, lo spazio per gli ospiti di VNera che ci dicono la loro sulla Virtus che si affaccia alla stagione 2018/19 ormai alle porte.

Oggi abbiamo il grande piacere di avere con noi Luca Cocchi, di BasketCity.

Finito il tempo delle chiacchiere si è passato ai fatti, partita la stagione praticamente in simultanea tra campionato e coppa.

Se gli impegni ravvicinati saranno un problema per la gestione dei tempi, degli allenamenti e soprattutto nella preparazione degli incontri sulle caratteristiche degli avversari, ci sarà però il vantaggio di non dover restare un’intera settimana a marcire sui perché di una sconfitta. Fin qui il cammino è stato in linea con le aspettative, squadra nuova in costruzione, bei lampi di gioco e sonni profondi, tenuta sui 40’ ancora lontana dal palesarsi.

Da un inizio dove la difesa pareva non pervenuta, vedi torneo di Olbia, e si provava a far partita in attacco, a situazioni dove si è verificato l’opposto, più tornei gestiti sui 70 punti subiti e situazioni offensive portate a termine più dal talento offensivo che dal gioco richiesto dal coach, sfruttare il centro in post basso e riaprire, così da coinvolgere tutti nell’attacco, situazione che porta anche a vantaggi difensivi avendo i 5 in campo maggiormente intraprendenti.

Il primo test concreto a Trieste ha palesato grossi difetti nel pitturato, evanescenti a rimbalzo e in difficoltà a chiudere l’area sui pick & roll, di fronte non una potenza del campionato ma una squadra con un roster ridotto per infortuni, su quel versante ancora molto da sistemare, dato per scontato che il difetto di atletismo non sia sanabile. Quello che si poteva prevedere, utilizzo di un 4 atipico come Martin per dare fisicità è divenuto legge immediata, unito al sapere di Baldi Rossi, che rimedia alla verticalità limitata col fosforo nelle letture, sia difensive (fin dove può), sia offensive.

Davanti invece lampi di gran gioco quando si va con l’inerzia in poppa, momenti di problematiche letture quando occorre costruire inseguendo l’avversario, e non potrà sempre essere San Punter a togliere le castagne dal fuoco. Ma i primi punti sono nel carrello, gli impegni di coppa non impossibili (2 casalinghe a fila) saranno utili sia per allungare il minutaggio positivo, sia per sanare eventuali sconfitte che il calendario di campionato mette in fila, Milano in casa non è roba banale, come non lo sarà Avellino a domicilio.

Il presidente Bucci aveva dichiarato di ritenersi soddisfatto nel chiudere il primo trittico con una vittoria, accontentato già al primo colpo, chissà che la squadra non provi a dargli ulteriori soddisfazioni.

Luca Cocchi