Consigli per gli acquisti: chi vogliamo come centro

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È estate ed è tempo di mercato. Visto che quotidiani e siti buttano nomi più o meno verificati, anche noi di VNera vogliamo consigliare, RIPETIAMO CONSIGLIARE, qualche nome, prendendo spunto dal modo di giocare di Aleksandar Djordjevic.

In questi articoli, divisi per ruolo, troverete profili di giocatori che possono fare al caso della Virtus, ma che sono semplicemente suggeriti da noi, senza nessun sentito dire o rumors alle spalle.

Con quali centri ha giocato Sasha Djordjevic?

Raduljica, Milutinov, Kuzmic, Marjanovic. Quattro fenomeni, quattro centri che hanno caratteristiche diverse ma una logica lineare in Nazionale. Guardando all’esperienza al Bayern, se Devin Booker è diventato un centro rispettato molto lo deve a Djordjevic, così come Mike Zirbes. Per un periodo Sasha si è portato Raduljica ovunque, prima che arrivassero i dollari cinesi.

Quali sono i centri ideali per Djordjevic?

Crediamo che sia il ruolo più importante delle squadre di Djordjevic. Deve più o meno essere capace di far tutto (tranne portar palla sia chiaro!): visione di gioco in attacco, capacità di lavorare lontano e vicino alla palla e di proteggere l’area in difesa. Insomma la zona del campo chiave.

1. Colton Iverson

Uno dei nomi cercati dalla Virtus l’anno scorso. Stazza da centro vero (213 centimetri per 116 chili) che sa usare per farsi largo sotto canestro. Mani morbide per segnare in vari modi. Curriculum di tutto rispetto (Besiktas, Vitoria, Pinar Karsyiaka, Maccabi, 63 partite di Eurolega) e certo non vecchio (classe 1989). In carriera mai oltre il 107 di rating difensivo, quest’anno 20.6% di total rebound. Tenerife lo ha di fatto mollato, avendo preso Shermadini. Vale un all-in.

2. Zach Auguste

Giocatore diverso da Iverson. Meno centimetri (2.08) ma più muscoli. Meno fioretto, più spada. Signor atleta, specialista del rimbalzo offensivo (14.7% offensive rebound percentage) e più in generale rimbalzista di alto livello. Si è riscattato al Galatasaray dopo un anno al Panathinaikos dove ha sbattuto contro il muro dell’Eurolega. Tanta energia su un atleta che pare in crescita e abbastanza giovane (25 anni).

3. Ismael Bako/Tonye Jekiri

Due nomi assieme per un semplice motivo: se li è presi tutti e due l’Asvel per fare l’Eurolega. Ma erano nella lista entrambi da prima, quindi ce li mettiamo comunque. Bako è l’ennesimo bel giocatore che esce dal campionato belga, movimento sempre più in crescita. Centro dinamico, atletico, ottimo rollatore sui pick&roll. E’ stato uno dei protagonisti della sorprendente Anversa di quest’anno: 10 punti e 5 rimbalzi di media in 20′. Non un rimbalzista fenomenale (16.6% di total rebound) ma ottimo intimidatore (5% di block percentage). Jekiri, lui pure passato del Belgio due anni fa, ha un fisico incredibile (213 centimetri di muscoli) abbinato a buona coordinazione ed esplosività. Lui pure giocatore da pick&roll, con qualche soluzione in più in situazione statica. Al Gaziantep ha timbrato una stagione da 12+10, con numeri avanzati eccellenti a rimbalzo, in defensive rating e mostrando anche una buona propensione al passaggio (15% di assist percentage). Ah, Bako ha 23 anni, Jekiri 24. Decisamente un bell’investimento per i francesi.

4. Mouhammadou Jaiteh

Non fatevi ingannare dalla tremebonda stagione di Torino. Anzi, in quello scempio leggeteci il fatto che Jaiteh sia stato uno dei pochissimi a salvarsi. Stazza da centro vero (211×112), in attacco sa fare più cose: buon giocatore di pick&rol, ma anche con mani capaci di trattare il pallone nei pressi del canestro. A rimbalzo sa far valere eccome quel corpo che porta a spasso: 7 rimbalzi di media in 20′ alla Fiat. 24.2% di defensive rebound percentage, 17.8 di offensive. Giovane lui pure, 24 anni. Merita un chance dopo un’annata del genere.

5. Egidijus Mockevicius

Corpaccione lituano visto nella non irresistibile Pesaro dell’ultima stagione. Con tanti minuti a disposizione ha messo assieme numeri non indifferenti (doppia doppia da 11 punti e 11 rimbalzi). Certo, va fatta la tara al contesto in cui sono stati prodotti. Si è dimostrato un eccellente rimbalzista, specialmente offensivo, finendo ai primissimi posti in Serie A sia per numeri offensivi che difensivi. Non esattamente un intimidatore. In generale nella propria metà campo deve ancora crescere. Era in prestito dal Lietuvos Rytas che, immaginiamo, lo riprenderà volentieri per ritararlo in un contesto Eurocup dopo l’esordio tutt’altro che disprezzabile di due anni fa.

Consigli per gli acquisti: chi vogliamo come ala grande

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È estate ed è tempo di mercato. Visto che quotidiani e siti buttano nomi più o meno verificati, anche noi di VNera vogliamo consigliare, RIPETIAMO CONSIGLIARE, qualche nome, prendendo spunto dal modo di giocare di Aleksandar Djordjevic.

In questi articoli, divisi per ruolo, troverete profili di giocatori che possono fare al caso della Virtus, ma che sono semplicemente suggeriti da noi, senza nessun sentito dire o rumors alle spalle.

Quali sono le ali grandi che predilige Sasha Djordjevic?

Gente grossa, che sappia far un po’ tutto: difendere, prendere rimbalzi e portare blocchi. Sempre con pericolosità da dietro l’arco, requisito ormai indispensabile. Nel suo periodo in Grecia Djordjevic ha avuto James Gist e Antonis Fotsis, mente in Germania ha fatto un anno con Maxi Kleber (ora ai Dallas Mavs), poi sostituito dal fedelissimo Milan Macvan, e due con Danilo Barthel. In Nazionale, come solito, ha l’imbarazzo della scelta: Nemanja Bjelica, Stevan Jelovac, Borisa Simanic.

Quali sono le ali grandi ideali per Djordjevic?

Gente sopra i due metri, grossa fisicamente, con una buona mano da tre e pronta a far battaglia sotto canestro. Giocatori anche non eleganti da vedere ma efficaci. Di quelli che porteresti sempre in guerra quando le cose vanno male.

1. Augustine Rubit

Pupillo della redazione. Giocatore che nella semifinale di Champions contro la Virtus ha forse giocato la sua peggior partita stagionale, ma che resta un atleta meraviglioso. Tocco morbido, movimenti vicino canestro, esperienza (con Bamberg ha giocato in Eurolega). Non è un gigante (poco oltre i due metri) ma per il resto ha tutto quello che servirebbe a una squadra ambiziosa. E, infatti, le sirene in Eurolega per lui hanno cominciato a suonare non appena si è separato ufficialmente dal Brose.

2. Mouhammad Faye

Altro giocatore di livello Eurolega. Dove poi sarà il prossimo anno con la Stella Rossa di Belgrado, con cui si è conquistato il palcoscenico in questa stagione. Visto anche a Varese qualche stagione fa, ha disputato un’annata dove ha messo a disposizione atletismo sotto canestro (17% di total rebound e 4.5% di block percentage), segnando con discreti numeri anche da tre punti (35%). Non è uno scorer, ma uno utility guy di quelli che fanno comodo in tutti i contesti.

3. Jarrod Jones

Cominciamo ad andare su nomi un po’ più avvicinabili. Jones quest’anno ha giocato per il Monaco, dove ha disputato l’Eurocup, e in passato lo si era visto fare faville a Pesaro nel 2016/17. Ala con notevole stazza fisica (2.06 per 104 chili), può mixare gioco fronte canestro (37% da tre punti) e di forza nei pressi del ferro. A rimbalzo si fa sentire (14% di total rebound, 5.4 rimbalzi in 24′ quest’anno), mentre in attacco la sua selezione di tiro non è sempre il massimo (43% complessivo dal campo negli ultimi dodici mesi). Giocatore di qualità che quest’anno è riuscito a stare all’interno di una difesa di squadra di alto livello.

4. Suleiman Braimoh

Nome esotico, nigeriano di nascita, che sarebbe all’esordio in Eurocup. Completamente esploso nell’ultima stagione in Israele, in quell’Hapoel Eilat di cui avevamo già parlato nel capitolo riservato alle guardie. 15 punti e 6 rimbalzi di media in 27′ col 43% da tre punti. Misure non disprezzabili (2.04 per 105 chili), è un giocatore che sa prendersi responsabilità offensive (23% di usage), contribuendo a rimbalzo e dando anche copertura sotto canestro (1,3 stoppate a partita). A 29 anni rischi di inesperienza non dovrebbero essercene.

5. Kenny Gabriel

Dopo una stagione e mezza non troppo esaltante al Panathinaikos, condita comunque da 56 presenze in Eurolega, questo atletone si è trasferito in Turchia, al Turk Telecom, dove ha giocato una discreta stagione, pure lui disputando l’Eurocup. 9 punti e 5 rimbalzi di media in 26′, anche se con percentuali di tiro non proprio esaltanti (34% da tre, 43% complessivo dal campo). Fornisce comunque dinamismo, salti, rimbalzi: una dote che la Virtus dovrà cercare, considerando che i back up saranno Ricci e Baldi Rossi.

BONUS TRACK

  • Jarrod Uthoff: bianco, lungo e smilzo. 2.07 per 100 chili, ultima stagione, esordio in Europa per lui, allo Zenit San Pietroburgo, in Eurocup. E’ un po’ il contrario dei giocatori visti in precedenza. Tutto tranne che grande atleta. Ha movimenti eccellenti, però, per un giocatore della sua stazza e mani morbide (44% da tre su quasi tre tentativi a partita) e a rimbalzo comunque ci va (appena sotto il 14% di total rebound). Sarebbe una scommessa, anche perché quest’anno ha convinto solo a tratti (meno di 17′ di utilizzo), ma talento e potenziale ci sono;
  • Stevan Jelovac: uomo di grandissima esperienza dei campionati europei, che Djordjevic allena in Nazionale. Dopo la stagione 2012/13 passata a Caserta ha preso il volo, mettendo nel CV campionati a Rytas, Saragozza e Novgorod, per poi dividersi l’ultimo anno tra Bamberg e Gaziantep. Giocatore di qualità, praticamente sempre in doppia cifra in carriera. Grosso davvero (2.08 per oltre 110 chili), può quindi giocare doppio ruolo. In carriera da tre ha il 36% e quest’anno ha girato un filo sotto il 40. Buon rimbalzista. E’ uno, però, che in attacco chiede possessi;
  • TJ Cline: altro “biancone”, giovane in questo caso (24 anni), però con già due solide stagioni di esperienza alle spalle, tra Galatasaray e Hapoel Holon (in Champions quest’anno). 2.06 per 104 chili, ala perimetrale dotata di buona tecnica e tiro (40% in stagione sul oltre due tiri a partita). Non altrettanto l’atletismo anche se è più rapido di quanto si potrebbe pensare. Buona attitudine a rimbalzo, spicca per le doti di trattatore di palla che lo rendono passatore temibile (17% di assist percentage in stagione, due volte in tripla doppia nella stagione da senior al college).

Consigli per gli acquisti: chi vogliamo come ala piccola

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È estate ed è tempo di mercato. Visto che quotidiani e siti buttano nomi più o meno verificati, anche noi di VNera vogliamo consigliare, RIPETIAMO CONSIGLIARE, qualche nome, prendendo spunto dal modo di giocare di Aleksandar Djordjevic.

In questi articoli, divisi per ruolo, troverete profili di giocatori che possono fare al caso della Virtus, ma che sono semplicemente suggeriti da noi, senza nessun sentito dire o rumors alle spalle.

Quali sono le ali piccole che predilige Sasha Djordjevic?

Da commissario tecnico diciamo che le ali piccole che ha sempre allenato non sono mai stati veri numeri 3: Nikola Kalinic quando vuole mettere più chili e abbassare il ritmo, Vladimir Lucic quando vuole correre o spostare da guardia Bogdanovic. Con i Green d’Atene ha giocato con Sasha Pavlovic con risultati scadenti, mentre con il Bayern Monaco, invece, ha giocato con Nihad Dedovic.

Quali sono le ali piccole ideali per Djordjevic?

Grandi difensori e rimbalzisti ma soprattutto ottimi bloccanti. Con in aggiunta, ovviamente, la licenza di colpire da tre o su taglio a canestro quando si ha l’opportunità.

1. Nicolas Brussino

Lo abbiamo conosciuto nella finale di Champions a Maggio. Argentino, con grande taglia fisica (ben oltre i due metri). Giocatore bello da vedere, mano educata, pericoloso in post con la sua taglia. Nel platoon system di Tenerife giocava 17′ di media, dove ha messo in mostra un bel 38% da tre punti e una versatilità sempre molto utile al giorno d’oggi. Difensivamente non è un fulmine e a rimbalzo forse da meno di quello che la sua taglia gli consentirebbe, anche perché è abbastanza leggero. Gli spagnoli lo hanno appena liberato quindi, potenzialmente, è un nome prendibile.

2. Milton Doyle

Qui parliamo di un tweener che può giostrare più fra i ruoli di 2/3 che di 3/4. Atleta compatto, che viene da una solida stagione a Murcia (anche lui in Champions League), suo esordio in Europa peraltro. Non scontato fare bene in Spagna al primo anno nel Vecchio Continente. Tiratore ondivago (34% su cinque tentativi a partita), sa fare tante cose però. Può giocare il pick&roll vedendo lo scarico per i compagni, così come dare una mano a rimbalzo (rispettivamente 19% di assist percentage e 9% di total rebound percentage). In difesa va un po’ a intermittenza, ma quando è connesso può essere un bel mastino.

3. Jonas Mačiulis

Califfo dei parquet europei, già cercato dalla Virtus lo scorso anno. Leadership e qualità al servizio della squadra. 201 centimetri e fisico tosto che gli permettono di essere un’ala a tutto tondo. Può colpire da tre (39% quest’anno) e avvicinarsi a canestro. Trattamento di palla adeguato. Difesa nella media. E’ uno di quei giocatori che gli allenatori vorrebbero sempre e per certi tratti, con caratteristiche un po’ diverse, ricorda il Michael Bramos di Venezia, altro giocatore dal profilo ideale. Viene da un infortunio a un braccio nel quarto di finale Champions con Bamberg che a 34 anni è da valutare.

4. Bandja Sy

Atletone francese del Partizan. 203 centimetri, longilineo. E’ un signor atleta, capace di gesti atletici poderosi che col tempo ha messo su un tiro da tre punti accettabile (36% quest’anno su circa due tentativi a partita). Giocatore che al Partizan ha imparato a gestire i suoi minuti senza strafare (solo il 13% di usage in 22′ di media), cercando di rendersi utile in vari modi: rimbalzi, difesa, intensità. Forse non il primo della lista, ma una possibile alternativa.

5. Arnoldas Kulboka

Visto e apprezzato due anni fa a Capo d’Orlando, il talentino lituano ha vissuto una stagione molto complicata a Bamberg. Poco spazio per lui (29 partite a 13′ di media), in cui però ha mostrato tocco notevole da dietro l’arco (42% su oltre tre tiri a partita). E’ ancora molto leggero e, probabilmente, a livello fisico si è un po’ scontrato contro la sua nuova realtà. Resta però un signor prospetto con taglia fisica impressionante per il suo ruolo, parliamo di un 2.08 di soli 21 anni. Sarebbe una scommessa super intrigante.

BONUS TRACK

  • Xavier Cooks: sulla scia delle ali atipiche con taglia, che possono giocare i due ruoli, care a Djordjevic, c’è questo atleta australiano che si è messo in luce nel Wurzburg finalista di Europe Cup. Lungo e secco (203 centimetri per 84 chili), al suo esordio in Europa ha lasciato il segno con 11 punti e 5 rimbalzi di media, tirando col 40% da tre punti e mettendo lì cifre da non sottovalutare: 14% di total rebound percentage, 3.3% di block percentage e un ottimo 106.8 di rating difensivo. Giovane, 23 anni. Sarebbe un bell’investimento;
  • Dwayne Evans: stesso campionato, ruolo simile a Cooks. Evans è un’altra ala capace di coprire i due ruoli, anche se con caratteristiche diverse rispetto a Cooks. Decisamente più massiccio (201 centimetri per 104 chili) è un giocatore di energia, cui piace fare a sportellate. Giocava in Eurocup a Ulm quest’anno, nel girone di Brescia, quindi l’esperienza non gli manca. Ottimi i numeri a rimbalzo (15,7% di total rebound), non un mangia palloni (21% di usage), capace di segnare da dietro l’arco (36%). A 27 anni entra nel pieno della maturità cestistica;
  • Demetris Nichols: prendiamo un nome anche dal campionato nostrano. Quel Demetris Nichols che abbiamo visto ad Avellino e si è mostrato come ala dotata di movimenti felpati, tocco notevole (43% da tre punti) e taglia fisica di assoluto rilievo, 203 centimetri per 98 chili. Il suo pedigree parla di un passato tra CSKA Mosca, Panathinaikos e Cedevita Zagabria. Ha giocato in Eurolega e in Eurocup. E’ un altro che in attacco non divora gli spazi (sotto il 20% di usage quest’anno) e va a rimbalzo (14% di total rebound). Due limiti potrebbero essere l’età (34 anni) e il non essere esattamente un cuor di leone.

Consigli per gli acquisti: chi vogliamo come guardia

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È estate ed è tempo di mercato. Visto che quotidiani e siti buttano nomi più o meno verificati, anche noi di VNera vogliamo consigliare, RIPETIAMO CONSIGLIARE, qualche nome, prendendo spunto dal modo di giocare di Aleksandar Djordjevic.

In questi articoli, divisi per ruolo, troverete profili di giocatori che possono fare al caso della Virtus, ma che sono semplicemente suggeriti da noi, senza nessun sentito dire o rumors alle spalle.

Quali sono le guardie o shooting guard che predilige Sasha Djordjevic?

Partiamo dalla Serbia dove troviamo stabile, e ci mancherebbe anche, Bogdan Bogdanovic. Il giocatore dei Sacramento Kings è la guardia titolare della squadra, ma a volte si sposta anche in posizione di ala. Questo quando Djordjevic inserisce un’altra guardia per coprire difensivamente Teodosic. Al Panathinaikos Sasha ha avuto James Feldeine e Nikos Pappas. In Germania, invece, Reggie Redding. In definitiva Djordjevic vuole giocatori con grandi doti offensive e atletiche, che possano sopperire magari le carenze difensive con il fisico.

Quali sono le guardie ideali per Djordjevic?

Punti nelle mani, grandi tiratori e atleti, quindi chi sono i giocatori con quelle caratteristiche che consigliamo?

1. Drew Crawford

Lo conosciamo fin troppo bene, ahinoi. Ha massacrato la Virtus ogni volta che se l’è ritrovata contro e ha finito la stagione da MVP del campionato di serie A. 28 anni, 196 centimetri, compatto fisicamente, capace anche di trattare il pallone, versatile in difesa. Ha giocato una stagione veramente spaziale. Oltre 18 punti di media, un filo sotto al 37% da tre punti. E’ il prototipo del giocatore perfetto per il basket moderno. Ma al tavolo delle trattative, eventualmente, ci si siederà in folta compagnia.

2. Elijah Bryant

Una delle rivelazioni di questa stagione. Al primo anno in Europa, in uscita da BYU, ha giocato in Isreale, all’Hapoel Eilat, stesso campionato di provenienza di Drew Crawford. E’ partito subito forte, crescendo col tempo e affermandosi come uno dei migliori giocatori del campionato. Guardia con taglia (195 centimetri) è un discreto atleta che in campo non sta mai fermo, cercando sempre una linea di taglio quando lontano dalla palla. 17 punti di media, con oltre cinque rimbalzi, il 39.5% da tre, tutto con uno usage assai contenuto (poco oltre il 21%) e un defensive rating di 103. Un pensierino no?

3. Devyn Marble

Giocatore meno vistoso ma che porta sostanza alla causa. Fisico possente che gli permette di giocare due ruoli (guardia e ala), ha giocato una stagione in crescendo, dove ha recuperato condizione fisica col passare dei mesi. Il talento offensivo probabilmente non è pari agli altri giocatori di cui parliamo qui, sicuramente non al tiro (sotto il 30% da tre quest’anno). Però fa tante cose, si sbatte, può comunque segnare (13 punti di media quest’anno). Non una prima scelta ma una valida alternativa.

4. Nemanja Nedovic

Chiudiamo con due nomi che sono, di fatto, sogni e niente più. Il primo è la guardia di Milano, reduce da una stagione che ha mostrato, se ce ne fosse bisogno, l’immenso talento e un fisico estremamente fragile. Attaccante sublime, tiratore letale (43% da dietro l’arco in campionato), capace anche di andare a rimbalzo (quasi il 9% di total rebound percentage per una guardia è un buon rilievo). Come abbiamo potuto vedere nella partita del Paladozza con Milano, all’occorrenza può anche essere un signor difensore. Diciamo che è un modello a cui ispirarsi, non certo un obiettivo realistico.

5. Vanja Marinkovic

Qui si parla di uno dei maggiori talenti emergenti del basket europeo. Scelto al secondo giro da Sacramento all’ultimo draft NBA. 22 anni e una carriera fin qui spesa interamente nel Partizan Belgrado. Com’è normale che sia, ha ancora lati del suo gioco da sgrezzare, vedi il decision making. Ma ha fisico (198 centimetri), agilità e capacità di segnare in più modi a cui abbina una faccia tosta (a volte pure un troppo) che è molto serba. Non lo vedremo in Virtus, ma segnatevi il suo nome.

Consigli per gli acquisti: chi vogliamo come playmaker

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È estate ed è tempo di mercato. Visto che quotidiani e siti buttano nomi più o meno verificati, anche noi di VNera vogliamo consigliare, RIPETIAMO CONSIGLIARE, qualche nome, prendendo spunto dal modo di giocare di Aleksandar Djordjevic.

In questi articoli, divisi per ruolo, troverete profili di giocatori che possono fare al caso della Virtus, ma che sono semplicemente suggeriti da noi, senza nessun sentito dire o rumors alle spalle.

Quali sono stati i playmaker che ha allenato Sasha Djordjevic?

In Nazionale troviamo Milos Teodosic, playmaker di 196 centimetri con grande visione di gioco e ottima mano da tre punti. La difesa individuale è il suo tallone d’achille, con Djordjevic spesso costretto a coprirlo difensivamente. Al Panathinaikos? Dimitris Diamantidis. Stesse caratteristiche di Teodosic, con meno potenziale realizzativo, ma più difesa. Al Bayern? Ha iniziato con Anton Gavel, affiancandolo con uno scorer come Nick Johnson. Poi ha preso dalla Stella Rossa Stefan Jovic, alternandolo con il play tedesco.

Quali sono i playmaker ideali per Djordjevic?

Alti, grandi passatori, tiratori da tre punti e discreti difensori. Tenendo, chiaramente, Teodosic fuori dal listone, vediamo qualche nome con tali caratteristiche, o alcune di queste.

1. Travis Diener

Il professor Diener è il primo nome che viene in mente. Il motore dietro ai miracoli prima di Sassari e poi di Cremona. In costante movimento, non chiude mai il palleggio. Ottimo tiratore da tre (37% in carriera). Passatore eccellente, non necessariamente con la giocata che fa alzare dal seggiolino, ma sempre con la lettura corretta. Non è un gigante (185 centimetri), ma fisicamente solido. Certo, i 37 anni che dichiara la carta d’identità potrebbero essere un problema.

2. Jeremy Senglin

E’ nella lista non per caso. Infatti se lo è preso il Morabanc Andorra per sostituire Andrew Albicy. Ha giocato una signora stagione con Nanterre e la Virtus lo ha conosciuto da vicino. Taglia fisica normale, grande agilità. Capace di creare e crearsi il tiro. Playmaker moderno, capace di tenere alti i ritmi e leggere i momenti della partita. Ha viaggiato un filo sotto il 39% da tre quest’anno. Tendenzialmente più orientato a guardare il canestro, che a passare, pur non essendo un mangia palloni (22.6% di usage). Giovane, 24 anni. Come detto, resta un appunto e niente più. Giocherà in Spagna il prossimo anno.

3. Taylor Rochestie

Vecchia conoscenza del campionato italiano, passato da Biella e Siena. In mezzo si è costruito una solidissima carriera europea, giocando tanto in Eurolega (75 partite). Quest’anno è andato a prendere qualche dollaro facile in Cina, ma la sua stagione 17/18 alla Stella Rossa era stata di livello assolutamente buono, viaggiando con uno scintillante 40% di assist percentage. Triplista mortifero (42% in carriera) che in difesa non ti azzoppa. A 33 anni va verso fine carriera, ma qualche cartuccia da sparare c’è ancora.

Bonus Track

Aggiungiamo alla lista tre nomi, tutti molto diversi da loro ma che possono costituire profili interessanti per la Virtus che va a nascere:

  • JOE RAGLAND: ben conosciuto alle nostre latitudini. Ha preso il posto di Rochestie alla Stella Rossa, portandola alla tripletta composta da titolo di ABA Liga, Supercoppa ABA Liga e titolo del campionato serbo. Sarebbe quella che nel gergo delle scommesse si definirebbe una safe bet: giocatore su cui non ci sono dubbi, con enorme esperienza internazionale ad ogni livello. 29 anni, generale in campo, 39% da tre in carriera, passatore sopraffino (43.2% di assist percentage quest’anno). Da valutare se la Stella Rossa lo confermerà nel roster che affronterà l’Eurolega;
  • PARIS LEE: altro giocatore incrociato, anche se non direttamente, dalla Virtus in Champions League. Lee è stato il trascinatore della sorprendente Anversa. Taglia fisica un po’ ridotta per le richieste (siamo sul metro e ottanta), ma nessuna paura del contatto. Può segnare in svariati modi e sa mettere in ritmo i compagni: il motore dei Giants era lui quest’anno. 5 assist in 26′ di media, 35% di assist percentage. Il fisico sicuramente non lo aiuta, ma, in un contesto di squadra molto solido difensivamente, ha chiuso la stagione con un defensive rating di 101 da stropicciarsi gli occhi. Giovane, 24 anni;
  • SARUNAS VASILIAUSKAS: chi?!? Si ok, abbiamo messo un outsider assoluto. Giocatore totalmente fuori dai radar. Reduce, però, da una solidissima stagione in Turchia col Gaziantep, che lo ha portato anche a giocare le qualificazioni Mondiali con la Lituania. 30 anni, 188 centimetri. Era una promessa che si è un po’ persa per strada negli anni, giocando una carriera forse al di sotto delle sue possibilità. Quest’anno ha prodotto una stagione da 11 punti e quasi 5 assist col 40% da tre punti.