VNera Pod: puntata 14

VNera Pod
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Dopo più di un mese di assenza torna VNera Pod, il podcast di VNera.it per tutti i tifosi della Virtus Bologna.

CI siamo stabilizzati, ci siamo assestati, siamo tornati e ora ogni giovedì ci troverete online con i soliti approfondimenti sui temi più caldi in casa Virtus Bologna.

In questa puntata lo staff di VNera ha rivisto alcuni aspetti delle partite di Coppa Italia, analizzato le migliori e peggiori partite della stagione e chiuso con l’ormai solito giochino a cui invitiamo tutti a partecipare rispondendo sui nostri social: qual è la singola azione (fuori da quelle più famose) che più vi è rimasta impressa nella storia della Virtus?

Buon ascolto!

Ascolta “VNera Pod – Puntata 14” su Spreaker.

Film Room: cosa ci ha detto la Coppa Italia

Virtus
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Competizioni come la Coppa Italia sono sempre foriere di giudizi complicati: se non arrivi in fondo da vincitore l’ultima partita che ti rimane negli occhi è una sconfitta e, quindi, si ha la tendenza a dare un giudizio negativo a tutto tondo.

Non ha fatto eccezione la tre giorni di Firenze, con ancora la pioggia di triple di Diener che scalda gli animi bianconeri. Ma solo 48 ore prima era arrivato un inatteso a bellissimo successo sull’Olimpia Milano. A distanza di una decina di giorni, allora, riavvolgiamo un attimo il nastro delle due partite per provare a vedere cosa ha funzionato e cosa no nelle due partite virtussine.

QUARTI DI FINALE: ESECUZIONE DEL PIANO PARTITA, DIFESA, COLLABORAZIONE AVVERSARIA

La vittoria contro Milano è stata uno dei punti più alti della stagione bianconera fin qua. 38’ ai limiti della perfezione per la Segafredo, con il brivido finale che, comunque, non ha cancellato una partita preparata bene e giocata meglio. E’ rimasta nelle memoria collettiva, giustamente, la difesa di David Cournooh su Mike James: l’ex Cantù ha montato una guardia spietata sulla guardia meneghina il quale però, per onestà, va riconosciuto come molto abbia sbagliato anche per demeriti propri.

Da lì è passato molto del successo bianconero: senza riferimenti come Gudaitis, Nedovic e Tarczewski, Milano è andata in sofferenza offensiva con il proprio leader in serata totalmente storta. Ma anche attorno la Virtus ha fatto ottime cose dal punto di vista difensivo. Prima di tutto su James Nunnally, altro pericolo pubblico. Sacripanti, ovviamente, conosceva molto bene il suo avversario e ha istruito i suoi ad aggredirlo fisicamente sul pick & roll per non concedergli tiri o decisioni facili, ma anche a fare il possibile per togliergli il post basso, situazione che usa spesso per sfruttare i vantaggi in termini di centimetri e chili sui pari ruolo.

Nunnally, dall’alto del suo talento, ha prodotto comunque 19 punti con 7/11 al tiro, ma nel contempo perso cinque palloni e, dal secondo quarto in poi, fatto grande fatica per costruirsi il tiro.

L’altro giocatore a cui la Virtus doveva porre massima attenzione era Vladimir Micov, un professore che i bianconeri avrebbero potuto subire molto per la sua capacità di costruirsi un tiro praticamente in ogni situazione. Anche qui l’istruzione è stata chiara: aggressione sul palleggio, cercando di passare sul pick & roll e rimanendo sempre di fronte a lui, disturbando il più possibile la conclusione. Concetti esplicitati in maniera perfetta nel video seguente da Kelvin Martin e Yanick Moreira.

Anche qui, con il talento a disposizione Micov ha tirato fuori una partita da 17 punti e 8/13 dal campo, ma la buona difesa virtussina in più di un’occasione lo ha portato a dover lavorare molto più di quanto voluto dal palleggio, finendo talvolta a prendere tiri difficili sulla sirena dei 24” senza coinvolgere i compagni, già abbastanza  esclusi dal gioco dalla serataccia di Mike James.

Certo, in tutto questo, poi, non va dimenticato come le assenze milanesi abbiano anche aiutato gli uomini di Sacripanti. Cinciarini debilitato per via dell’influenza ha tolto un’opzione di playmaking che sarebbe stata vitale per l’Armani. Ma, soprattutto, la Virtus ha sfruttato al meglio tutti i difetti di Alen Omic, un gigante di 2.18 con una difficoltà tremenda a finire al ferro e scarsa voglia di rollare con forza verso il canestro.

SEMIFINALE: DIENER IN SERATA DI GRAZIA, PROBLEMI DI ACCOPPIAMENTO E TROPPI ERRORI INDIVIDUALI

La partita con Cremona, invece, ha presentato un quadro completamente diverso. La Vanoli è arrivata in piena forma, senza assenze e come la squadra che, fin qua, ha messo più in crisi i bianconeri. C’è stata un’azione emblematica in tal senso, nella quale, in pochi secondi, sono emersi tutti i problemi che hanno condannato i bianconeri: errori difensivi sulle proprie competenze individuali e cattivi accoppiamenti dovuti a una differenza di taglia difficile da contenere.

La Virtus, in realtà, a livello di approccio alla partita non aveva fatto per niente male nei primi 15’, abbassando il ritmo il più possibile in attacco (18 possessi nel primo quarto, tirando con in media 7” rimanenti sul cronometro dei 24), per muovere una difesa buona ma che, se sollecitata a lungo, tende a lasciare buoni tiri (14/17 da due punti per la Segafredo a fine primo tempo), e al contempo non far prendere ritmo all’attacco di Sacchetti. Poi i 5’ fatali, arrivati proprio nel miglior momento bianconero (23-29 a metà secondo periodo).

Lì la squadra si è disunita, cominciando a commettere errori difensivi di ogni tipo: individuali e di squadra. Nel video seguente, ad esempio, vediamo una sequenza di “buchi” che trasformano anche buone difese di squadra in undici punti a tabellone per la Vanoli.

E sono tutte competenze individuali mancate: uno contro uno mancati da Aradori, errore di lettura di M’Baye, dormita (non inusuale) di Punter.

A queste, poi, si sono aggiunte collaborazioni imperfette sul pick & roll di Cremona, che hanno regalato valanghe di 2+1 ai giocatori avversari (e che hanno mostrato come giocare contro Mathiang o Omic cambi, non poco).

La Virtus, a quel punto, ha perso il filo del discorso anche in attacco, iniziando ad aumentare il ritmo in maniera incontrollata (23 possessi nel secondo quarto, tirando in media con 10” residui sul cronometro dei 24). La ricetta perfetta per il disastro, perché, così facendo, a tutto quello visto fin qua si è aggiunta la transizione di Cremona. Già di per sé arma molto affilata, ancora più letale considerando le ataviche difficoltà della Virtus ad accoppiarsi difensivamente in quei frangenti.

In definitiva, la Coppa Italia è stato un passaggio sicuramente importante per la stagione virtussina: da un lato la fiducia data dal successo contro Milano, dall’altro la sveglia suonata nella sconfitta con Cremona che ha mostrato ancora una volta un aspetto cruciale. Questa squadra non può prescindere dalla concentrazione massima sui 40’ per vincere partite di un certo livello.

Recap Virtus-Cremona: la Vanoli si conferma bestia nera, Diener asfalta la Segafredo

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Terza partita, terza sconfitta per la Virtus contro Cremona. La Vanoli spadroneggia in attacco e mette la parola fine al cammino Virtus in Coppa Italia.

RISULTATO FINALE: sconfitta per 102-91.

VIRTUS BOLOGNA
VANOLI CREMONA
91PUNTEGGIO FINALE102
20PRIMO QUARTO21
44 (24)SECONDO QUARTO59 (38)
68 (24)TERZO QUARTO75 (16)
91 (23)QUARTO QUARTO102 (27)
SUPPLEMENTARI
6MASSIMO VANTAGGIO16
4CAMBI VANTAGGIO5
4:15TEMPO IN VANTAGGIO33:19

FATTORE X DELLA GARA: il terrificante secondo quarto di Cremona, che spara 38 punti con 13/17 al tiro, 6/7 da tre punti e caccia la Virtus fino al -16. Da lì sarà vana rincorsa.

IL TABELLINO

VIRTUS: Taylor 14, Punter 19, Cournooh 5, M’Baye 9, Moreira 4; Pajola, Cappelletti NE, Aradori 26, Martin 4, Baldi Rossi , Kravic 10, Berti NE. All: Sacripanti

CREMONA: Diener 26, Saunders 15, Crawford 19, Aldridge 9, Mathiang 19; Ruzzier 6, Stojanovic 2, Ricci 6, Gazzotti, Feraboli. All: Sacchetti.

STATISTICHE DEI SINGOLI

VIRTUS BOLOGNA
VANOLI CREMONA
26 AradoriPUNTI26 Diener
7 M’BayeRIMBALZI10 Mathiang
3 AradoriASSIST5 Saunders
4 M’BayePALLE PERSE5 Ruzzier
2 Punter e MartinPALLE RECUPERATE3 Mathinag
4 con unaSTOPPATE1 Stojanovic
27 AradoriVALUTAZIONE31 Mathiang
14 Kravic+/-23 Aldridge

STATISTICHE DI GIOCO

VIRTUS BOLOGNA
VANOLI CREMONA
23/35 (66%)Tiri da 220/36 (56%)
9/32 (28%)Tiri da 313/27 (48%)
18/24 (75%) Tiri liberi23/30 (77%)
27Rimbalzi difensivi26
11Rimbalzi offensivi7
38Rimbalzi totali33
10Assist18
18Palle perse15
7Palle recuperate7
4Stoppate1
26Falli20

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

STEFANO SACRIPANTI

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PROSSIMO IMPEGNO

Virtus che tornerà in campo sabato 2 marzo alle ore 20.30, al Paladozza contro la Reyer Venezia per la ventesima giornata di campionato.

Semifinale Coppa Italia, Virtus-Cremona: il pre partita

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Dopo la sbornia di giovedì sera contro Milano, la Virtus torna in campo contro la Vanoli Cremona per le semifinali di Coppa Italia. Gli uomini di Sacchetti, fin qua, sono stati la bestia nera della Segafredo.

GAME INFO

QUANDO: Sabato 16 febbraio, ore 18

DOVE: Mandela Forum, Firenze

TV: Eurosport 2 e Rai Sport HD

PROBABILI QUINTETTI

VANOLI CREMONAVIRTUS BOLOGNA
Travis DienerTony Taylor
Wesley SaundersKevin Punter
Andrew CrawfordPietro Aradori
Peyton AldridgeAmath M’Baye
Mangok MathiangYanick Moreira

INDISPONIBILI

Virtus: nessuno

Cremona: nessuno

IL CAMMINO DI CREMONA

La Vanoli ha vinto il suo quarto di finale per 82-73 contro Varese, di fatto controllando sempre la partita, tranne nella fase centrale del primo tempo. Gli uomini di Sacchetti hanno mostrato di essere superiori a una OpenjobMetis in calo e che sta dando l’impressione di aver esaurito la spinta del suo ottimo avvio di stagione. Cremona ha vinto con una grande prestazione del suo duo di esterni terribile: Wesley Saunders-Drew Crawford. 42 punti, 12 rimbalzi, 5 assist combinati per quello che è il segreto di Pulcinella della squadra gialloblù. Diener e compagni hanno retto bene l’urto a rimbalzo di una squadra forte nel fondamentale come Varese (49.4% di total rebound) e messo a referto la bellezza di 22 assist su 28 canestri complessivi realizzati.

PRONOSTICO VNERA: Cremona 55% Virtus 45%

QUOTE DELLA PARTITA: Cremona 1,67 – Virtus 2,10 (riferite al testa a testa)

5 APPUNTI SU CREMONA

1. Sono la bestia nera della Virtus fin qua

Poco da aggiungere. La Virtus in stagione ha perso due volte nettamente contro la Vanoli, dando l’impressione di aver contro una squadra contro cui non aveva le armi per competere alla pari. 66-84 a Bologna, 87-70 a Cremona. Problemi di accoppiamento difensivo con Saunders e Crawford. Sofferenze contro i centimetri di Mathiang. Problemi a gestire i ritmi offensivi proposti dalla squadra di Sacchetti. Le due gare di campionato sono state una Caporetto per la Virtus: 91.1 di offensive rating a Bologna, 96.9 a Cremona. 115.9 di defensive al Paladozza, 120.5 al Palaradi.

2. Il tiro da tre è la discriminante

Nei due scontri diretti la Virtus ha messo assieme due delle tre peggiori prestazioni stagionali al tiro pesante: 5/23 all’andata, 5/20 al ritorno. E il tiro da tre per i bianconeri è molto importante: 43% nelle vittorie in campionato, 29% nelle sconfitte. Questo è stato frutto anche di una difficoltà a decifrare i ritmi della partita, facendosi prendere dalla foga di un tiro veloce piuttosto che cercare conclusioni più ragionate. Spesso stendendo così il tappeto rosso al gioco in transizione dei cremonesi.

3. Taylor vs Diener il matchup chiave

Chi ha sofferto più di tutti la Vanoli è stato probabilmente Tony Taylor: 12 punti totali con 5/15 al tiro, cinque assist, quattro palle perse, -32 complessivo di plus/minus. Il suo duello diretto con Travis Diener sarà cruciale per la Virtus, anche in ottica difensiva, con il professore arruolato storicamente da Sacchetti che è il metronomo della sua truppa e impartisce ritmo ai suoi compagni in maniera mirabile, infischiandosene bellamente dei 36 anni denunciati dalla carta d’identità.

4. Il roster più lungo potrà essere un fattore?

Cremona, di fatto, gioca ruotando otto uomini e anche giovedì con Varese ha fatto così, con gli effettivi lombardi che sono stati tra i 36′ di Saunders e i 18 di Ricci. La Virtus, a sua volta, ha dovuto asciugare le rotazioni per avere la meglio su Milano (sette giocatori tra i 32′ di Taylor e i 16 di Martin), ma dall’altra parte ha avuto solo 19′ totali tra Punter, Pajola e Baldi Rossi. Dal bomber bianconero ci si aspetta una partita di riscatto dopo i problemi di falli patiti nei quarti di finale, ma anche Pajola potrà avere un ruolo non secondario. Nelle due partite contro Cremona ha dimostrato di poter tenere il campo (17′ complessivi) e sarà importante che riesca a dare una decina di minuti di riposo a un Taylor che arriverà con ancora nelle gambe un po’ di scorie della battaglia di giovedì. Occhio anche ad un possibile inserimento in corsa di Cappelletti per qualche minuto.

5. Qvale o Kravic?

Si pone la scelta per lo staff tecnico virtussino. L’avversario sembra essere molto più nelle corde del serbo, e infatti Qvale non ha giocato in entrambi i precedenti in campionato. Se contro Milano la scelta di portare nei dodici l’americano ha avuto perfettamente senso, oggi si potrebbe andare verso una scelta diversa. Ritenendo Moreira, al momento, inamovibile (uno dei pochi a salvarsi nella sconfitta di sabato scorso).

Coppa Italia, Virtus-Milano: il post partita di VNera

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Capolavoro Virtus, che elimina ai quarti di finale delle Final Eight di Coppa Italia la favoritissima Olimpia Milano giocando una partita a tratti perfetta, attacco e difesa. Avanti fino al +13 le VNere tremano nel finale pur avanti di 5 a 3″ dal termine. Ma l’instant replay è salvifico.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: Vittoria per 86-84.

ANDAMENTO PARTITA: L’avvio di partita sembrava non far presagire a una serata da leoni, soprattutto per la vena realizzativa di James Nunnally, subito caldissimo. Milano avanti fino al +8. Ma da quel momento si iniziava a capire che sarebbe stata una gara particolare. Meneghini senza Tarczewski e Gudaitis, oltre a Nedovic e Bertans. Affidati nel pitturato a un quasi impresentabile Omic. E Virtus, quindi, a far la partita sotto i ferri con un grande Moreira, chiudendo, al contempo, ogni pertugio in area dall’altra parte del campo. Guardia spietata del duo Cournooh-Taylor montata su Mike James, totalmente fuori partita. Parziale nel secondo quarto e gara ribaltata all’intervallo, proprio con una tripla dell’ex Cantù (41-36). Al rientro in campo fantasmi in vista per Milano incapace di trovare la via facile al canestro, con James a sparacchiare. Solo Nunnally abile a produrre qualcosa in attacco e biancorossi a fatica in partita grazie ai rimbalzi in attacco. 63-54 Virtus al 30esimo e massimo vantaggio di lì a poco sul 74-61, con M’Baye e Taylor sugli scudi. Il tap in di Martin per il +8 a 30″ dal termine pareva chiudere i conti, ma Milano dava un ultimo colpo di coda: due triple di Jerrels per il -2 a 1″ dal termine. Errore di Martin sulla rimessa, intercetto di Brooks e pazzesco fadeaway da sei metri. Ma fuori tempo massimo. Dopo un lungo conciliabolo gli arbitri annullavano. Game, set, match Virtus.

Il momento in cui abbiamo perso qualche anno di vita

FATTORE X DELLA PARTITA: la prestazione totale di David Cournooh. 27′ da mastino in campo. Su James, su Nunnally, su Micov. In generale su chiunque gli si sia parato davanti. +17 di plus/minus dando solido contributo offensivo anche (9 punti e 4 rimbalzi con 3/6 dal campo).

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PROSSIMA PARTITA: si torna in campo domani alle 18 contro Cremona per la prima delle due semifinali.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

David Cournooh e Pietro Aradori a fine partita

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. La difesa all’improvviso

La Virtus ha vinto la partita prima di tutto in difesa. Proprio laddove era andata a fondo pesantemente a Cremona non più tardi di cinque giorni prima. Pressione sulla palla, concentrazione, rotazioni di squadra col giusto timing. Il vantaggio in termini di centimetri, per via delle assenze di Milano, è stato concretizzato nella propria metà campo, dove l’Armani ha fatto una fatica tremenda a trovare canestri facili, alla lunga dovendo affidarsi alle invenzione di Nunnally e Micov. Decisivi i quarti centrali: 46-32 il parziale, con 136 di rating offensivo e 87 difensivo, tenendo, in quel lasso di tempo, gli avversari al 37% (10/27) da due punti, quando in campionato viaggiano ben oltre il 58%. Alla fine concesso 108.8 di offensive rating all’Olimpia, che in campionato viaggia a 122.

2. M’Baye con la partita dell’ex

Al terzo tentativo Amath M’Baye è riuscito a farsi rimpiangere almeno un po’ dai suoi ex tifosi. Partita tutta sostanza per il francese, che specie nei quarti centrali, quelli decisivi, ha fatto vedere il meglio, con un paio di highlights davvero da urlo. In mezzo i suoi canestri attaccando dalla media distanza, rimbalzi, intimidazione difensiva. Insomma, l’Amath che sempre vorremmo in campo.

3. Tutta l’esperienza di Pino Sacripanti

Stefano Sacripanti è, tra gli allenatori in attività, quello con più presenze alle Finali di Coppa Italia. Dal 2000 a oggi questa è la sua dodicesima partecipazione. Un’esperienza decisiva, che ieri si è vista tutta nella conduzione di gara. Dalla scelta a inizio partita di lasciare Aradori in panchina per cercare di mettere da subito un freno a Mike James con David Cournooh. A un paio di uscite dai time out gestite ottimamente. Alla bravura nello sfruttare sistematicamente i vantaggi vicino a canestro. La squadra in campo ci ha messo molto del suo, ma la partita è stata preparata alla perfezione.

4. Tony Taylor e il conto in sospeso con Milano

Che Tony Taylor sia un giocatore amante delle sfide difficili lo sapevamo. Ma le sue prestazioni contro una squadra del calibro dell’Olimpia Milano non possono lasciare indifferenti. Dopo i 23 punti di ieri, nelle tre partite fin qua disputate contro i biancorossi l’ex Banvit gira a 19 punti e 4 assist di media, col 56% dal campo in 30′. Un segnale abbastanza inequivocabile di come il numero sette sia un giocatore su cui fare serie riflessioni in ottica futura.

5. Una sofferenza a rimbalzo motivata

La Virtus ha sofferto parecchio a rimbalzo: 18 rimbalzi offensivi concessi, 39% di offensive rebound percentage per l’Olimpia. Numeri pesanti ma con dietro una motivazione abbastanza precisa. Molti dei rimbalzi offensivi milanesi sono stati frutto degli sforzi extra fatti dalla Virtus per impedire tiri facili. Laddove un uomo riusciva a battere il suo difensore sul perimetro, l’aiuto sotto canestro è sempre arrivato puntuale. Si è sempre cercato di mandare un uomo extra a contestare il tiro in ogni situazione, obbligando Milano a dover contare su percentuali al tiro da fuori che non l’hanno premiata. Certo, in questo modo sbilanciando la squadra a rimbalzo, dove Brooks in particolare è stato molto bravo a conquistare palloni.