Torino-Virtus: il post partita di VNera

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Secondo successo consecutivo della nuova gestione Djordjevic. Dopo la cavalcata di mercoledì con Le Mans i bianconeri passano agilmente anche a Torino e riprendono la rincorsa al treno playoff.

GAME INFO

RISULTATO: vittoria per 80-64.

ANDAMENTO GARA: Virtus che mette subito in chiaro la propria voglia di vincere, al cospetto di una FIAT che non sembra certo al 100% delle proprie possibilità. In attacco tutti portano contributo e la difesa si allunga anche a tutto campo per mettere in difficoltà i padroni di casa: 27-11 dopo 10′, 33-11 il massimo vantaggio poco dopo. A quel punto la Segafredo torna nelle proprie brutte abitudini, smettendo di giocare in attacco. Torino, più di inerzia che di voglia, rientra in partita e ricuce fino al -5 (35-40) a inizio secondo tempo. Djordjevic striglia i suoi e ottiene la risposta attesa, nonostante Kevin Punter sia rimasto negli spogliatoi per quello che sembra essere un calo di pressione. Aradori, Martin e Taylor prendono le redini in attacco e chiudono la partita. 54-45 a fine terzo quarto, l’ultimo periodo si apre con un 12-2 di parziale che manda i titoli di coda in anticipo.

FATTORE X DELL’INCONTRO: la differenza di approccio alla partita. Torino sembra non averne voglia, mentre la Virtus aggredisce ogni possesso, creando una voragine di 22 punti che risulterà decisiva per l’esito finale dell’incontro.

CLASSIFICA: Virtus ancora fuori dalla zona playoff, nona a quota 22, con due punti da recuperare alla coppia formata da Trento e Cantù, in compagnia di Trieste e con una vittoria di vantaggio sul duo Sassari-Brescia.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. LA DIFESA, ANCORA LA DIFESA

Altra prova estremamente convincente in difesa per la V. Dopo la miglior prova assoluta – in coppa contro Le Mans – arriva la miglior prestazione in campionato per punti subiti (64, erano stati 66 contro Avellino in casa). Sempre contro Avellino si era registrato il miglior defensive rating (90.2), a cui ci siamo avvicinati moltissimo stavolta con un eccellente 90.6. Solo quattro volte la Virtus era scesa sotto quota 100 punti concessi per 100 possessi. Certamente è questa una delle due più evidenti novità in quella che finora è la Virtus di Sasha Djordjevic.

Il dettaglio dei quintetti schierati (qui il foglio complessivo) 

2. ISOLAMENTO? MEGLIO UN EXTRAPASS

19 assist, secondo miglior dato stagionale per la Virtus (erano stati 22 nella solita partita super contro Avellino in casa), con un eccellente 59.4% di assist percentage. Ogni 10 canestri segnati dalla Virtus, ben 6 sono assistiti da un compagno. In attacco il cambio di idea cestistica che Djordjevic sta apportando rispetto al suo predecessore è forse ancora più evidente. Si vedono pochissime forzature,rare situazioni di isolamento, una ricerca costante del passaggio in più. Hanno fatto eccezione – nel momento peggiore, a inizio terzo quarto – un paio di isolamenti per M’Baye sul lato sinistro, a dire il vero infruttuose. Praticamente scomparse anche le situazioni di post basso per Moreira, dove non è particolarmente pericoloso, e nei rari casi in cui il lungo riceve in post fa essenzialmente da sponda per un gioco a tre sul lato forte o ribalta al lato debole. Come fa Kravic per Pajola in una delle più belle azioni della partita, conclusa con la bomba del prodotto del nostro vivaio.

3. L’USCITA DAL MOMENTO DIFFICILE

La Virtus, come in altre partite, ha avuto un momento difficile, all’inizio del terzo quarto. Djordjevic ne esce con alcuni cambi ed un paio di giochi molto efficaci. Prima Aradori perde Cotton che va a schiacciare: cambio immediato. Poi è Moreira ad essere in difficoltà davanti, dove forza un paio di conclusioni e sbaglia per confusione, ed in difesa, dove “buca” un paio di pick and roll, con Jaiteh gli prende un paio di rimbalzi in testa: timeout sul -5 e dentro Kravic. Da quel momento, assestata la difesa, in attacco tre situazioni consecutive di contropiede secondario spinte perfettamente da Taylor producono prima un assist per Kravic, poi un canestro e fallo, infine una tripla del nostro numero 7. Djordjevic non teme di cambiare un quintetto appena messo in campo se non funziona; alcuni quintetti fanno un’azione sola prima di cambiare un interprete, e lo dimostrano i 25 diversi quintetti schierati in 40′, massimo stagionale per i bianconeri. Un Taylor con grande personalità nel momento più difficile fa il resto.

4. LA GESTIONE DI ARADORI

Fino a questo momento la gestione di Pietro Aradori da parte di Djordjevic pare seguire una doppia idea. La prima è che Aradori possa – e può – difendere meglio di come spesso fa. Per cui, se difende sta in campo, appena non difende – appena, letteralmente – va in panchina un paio di azioni. Così ad esempio è successo nel terzo quarto, dove dopo un paio di azioni sul pino, in seguito ad un vistoso buco su Cotton, il capitano torna in campo e si sbatte alla grande in una eccellente difesa su Hobson, in particolare su un pick and roll dove in collaborazione di Kravic costringe ad uno scarico complesso che genera un pessimo tiro. La seconda idea è che Aradori sia un po’ un closer in attacco, come si direbbe nel baseball. Djordjevic pare saggiare i momenti della partita in cui Pietro, che è bravissimo nella selezione dei tiri e nelle letture offensive, può chiudere in attacco. Nell’ultimo quarto, silenziosamente, ne mette 15 e chiude il match. Rispetto ad altre partite lo si vede tirare spesso dagli scarichi e con ottimi risultati, senza crearsi il tiro dal palleggio come spesso è solito fare.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori (qui il foglio complessivo)

5. ANCORA SOFFERENZA SOTTO CANESTRO

La Virtus vince la gara a rimbalzo (40 a 35) ma soffre molto la fisicità di Mohammadou Jaiteh, centro atletico e fisicamente esuberante che chiude con 16+12, un eloquente 7/7 da due e 34 di valutazione, dominando i centri della Virtus che continuano a soffrire molto giocatori di questo tipo. In particolare Yannick Moreira è parso spesso in difficoltà contro il francese, nonostante i dieci rimbalzi. Resta questa probabilmente la carenza “strutturale” più evidente di questa squadra, che non ha uomini da opporre efficacemente a numeri 5 forti ed atletici.

Recap Torino-Virtus: bastano dieci minuti per spegnere la FIAT

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Parte bene anche in campionato la Virtus targata Djordjevic. Con un avvio di partita dirompente (+22 in apertura di secondo quarto) i bianconeri hanno la meglio di una FIAT Torino piuttosto arrendevole. I padroni di casa tornano a -5 nel terzo quarto, ma poi vengono definitivamente affondati. Calo di pressione per Punter che non rientra nel secondo tempo.

RISULTATO FINALE: vittoria per 80-64.

FIAT TORINO
VIRTUS BOLOGNA
64PUNTEGGIO FINALE80
11PRIMO QUARTO27
26 (15)SECONDO QUARTO38 (11)
45 (19)TERZO QUARTO54 (16)
64 (19)QUARTO QUARTO80 (26)
SUPPLEMENTARI
1 (1-0 1′)MASSIMO VANTAGGIO33-11 (12′)
1CAMBI VANTAGGIO1
0:24TEMPO IN VANTAGGIO39:25

FATTORE X DELLA GARA: la differenza di voglia e intensità del primo quarto. Torino passeggia, la Virtus aggredisce la gara e mette il break (27-11 il primo quarto, 33-11 al 12°) che vale la vittoria.

IL TABELLINO

TORINO: Moore 11, Hobson 9, Cotton 10, Jaiteh 16, McAdoo 6, Poeta 4, Wilson 5, Cusin, Portannese 3, Marrone NE, Guaiana NE, Anumba NE. All. Galbiati

VIRTUS: Taylor 16, Punter 8, Martin 12, Baldi Rossi, Moreira 6, Pajola 3, Cournooh 3, Aradori 17, M’Baye 6, Kravic 9, Cappelletti NE, Berti NE. All. Djordjevic

STATISTICHE DEI SINGOLI

FIAT TORINO
VIRTUS BOLOGNA
16 JaitehPUNTI17 Aradori
12 JaitehRIMBALZI10 Moreira
6 HobsonASSIST5 Taylor
4 MoorePALLE PERSE3 con due
3 HobsonPALLE RECUPERATE2 Moreira
1 McAdoo e JaitehSTOPPATE1 Kravic e Martin
34 JaitehVALUTAZIONE21 Taylor
-2 Jaiteh+/-17 Taylor

STATISTICHE DI GIOCO

FIAT TORINO
VIRTUS BOLOGNA
15/33 (45%)Tiri da 222/39 (56%)
6/25 (24%)Tiri da 310/28 (36%)
16/24 (67%)Tiri liberi6/13 (46%)
26Rimbalzi difensivi28
9Rimbalzi offensivi12
35Rimbalzi totali40
15Assist19
12Palle perse11
7Palle recuperate7
2Stoppate2
13Falli25

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

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PROSSIMO IMPEGNO

Virtus di nuovo in campo sabato 23 marzo alle 20:30, in anticipo al PalaDozza contro la Vuelle Pesaro.

Torino-Virtus: la prima di Djordjevic in campionato per riprendere la marcia

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Dopo la bella vittoria di mercoledì in Coppa la Virtus si rituffa nel campionato, dove è scivolata fuori dalle posizioni playoff. Coach Djordjevic (che dovrà lasciare in panchina due stranieri) proverà a ridare slancio alla squadra anche in patria, partendo dalla gara in casa di una Fiat Torino che ha problemi dentro e fuori il campo.

GAME INFO

Quando: domenica 17 marzo, ore 12

Dove: Pala Vela, Torino

TV: Eurosport 2, Eurosport Player

All’andata: vittoria Virtus per 82-79.

PROBABILI QUINTETTI

FIAT TORINOVIRTUS BOLOGNA
Dallas Moore Tony Taylor
Tekele CottonKevin Punter
Darington Hobson Pietro Aradori
James Michael McAdoo Amath M’Baye
Mouhammadou Jaiteh Dejan Kravic

INDISPONIBILI

Torino: David Okeke

Virtus: nessuno

Andamento Torino: la stagione della FIAT è stata un lungo calvario fin qua. Dall’esperimento fallito con Larry Brown, ai problemi di infortuni, con in mezzo una girandola di giocatori quasi infinita (diciassette tesserati, ad oggi) e ora i problemi finanziari saltati fuori da poco. Al capitolo stipendi i giocatori sarebbero in arretrato di due mensilità e anche ex giocatori vantano crediti dalla passata stagione. Il tutto mentre la proprietà, criticata a più riprese dal proprio stesso pubblico, starebbe cercando di passare la mano in una complicatissima trattativa col gruppo Leonis. In campo le cose sono andate male, per non dire malissimo: trentuno partite tra Eurocup (0-10) e campionato (6-15), e venticinque sconfitte complessive. In piena lotta per non retrocedere i piemontesi ora cercano punti vitali. Arrivano da due sconfitte in trasferta, a Milano e Brindisi, mentre in precedenza avevano sfruttato il fattore campo, vincendo contro Reggio Emilia e Sassari (sconfitta che portò alle dimissioni di Esposito sulla panchina della Dinamo).

L’analisi dell’ultima sconfitta della FIAT sul campo di Brindisi

FATE IL VOSTRO PRONOSTICO!

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5 APPUNTI SU TORINO

1. Attenzione al loro attacco

La FIAT, che ora ha assunto una conformazione definitiva a livello di roster, certo non manca di talento individuale. E i numeri offensivi lo dimostrano: sono il sesto attacco per punti segnati (83,5) e terzi per percentuale da dietro l’arco (38,9%). Hanno problemi nello sviluppo del gioco (tredicesime per turnover percentage con 16,4%), ma se trovano la giornata giusta possono fare male a tutti con i vari Moore, Hobson, Wilson e Cotton. L’approccio difensivo dovrà essere quello visto mercoledì in Coppa, per evitare di far prendere ritmo a un gruppo problematico ma con del potenziale.

2. Tra le mura amiche hanno fatto vedere le cose migliori

Certo, all’interno di una stagione orribile, ma fin qui Torino ha trovato i punti che la stanno tenendo in vita sul proprio campo. Se in trasferta gli uomini di Galbiati sono 1-10 in trasferta, in casa il bilancio è in parità, con cinque vittorie e altrettante sconfitte. E’ soprattutto la difesa che sale di un gradino: fuori casa la FIAT viaggia in versione groviera (118.7 di defensive rating), mentre al Pala Vela concede dieci punti in meno per cento possessi, attestandosi su un più umano 108.5 di rating difensivo.

3. La difesa resta il primo problema

Il talento c’è. L’attacco è stato capace di produrre, pur senza continuità, buone cose. Da dove vengono i problemi principali per l’Auxilium? Dalla difesa. Che sì, cresce nelle partite casalinghe, ma in generale resta un problema. L’aver costantemente cambiato giocatori, ed essere passati anche da un cambio in panchina, non ha permesso di costruire una difesa di squadra affidabile, pur avendo qualche elemento che nella propria metà campo potrebbe farsi valere (Cotton, Jaiteh, Cusin). I piemontesi concedono quasi 88 punti di media, col 56% da due e il 37% da tre (terzultimi in entrambe le statistiche). E anche a rimbalzo lasciano il 29% di rimbalzi offensivi agli avversari, quintultimi nella speciale graduatoria.

4. Dallas Moore e Darington Hobson: gli osservati speciali

Immagine di una squadra che ha cambiato completamente pelle: Moore e Hobson sono attualmente i leader della squadra. Entrambi non c’erano nella partita del Paladozza. L’ex Pesaro è la principale fonte d’attacco dei gialloblù. Playmaker nominale, che gioca molto per la soluzione personale. Dal suo arrivo (a fine novembre) produce quasi 17 punti di media col 45% da tre punti, su oltre cinque tentativi a partita. Hobson, invece, dopo un periodo di ambientamento (è arrivato a inizio dicembre), sta rendendo alla grande: nelle ultime sei ha segnato 16 punti di media, con 5.1 rimbalzi e 6.3 assist (10 contro Sassari), col 48% dal campo e il 39 da tre.

5. Quanto peserà l’extra campo?

Ce lo eravamo chiesti per la Virtus nel pre partita della gara di ritorno con Le Mans. La stessa domanda, anche se basata su motivazioni differenti, ce la possiamo porre per Torino: se è vero che nelle tasche dei giocatori mancano alcuni stipendi, quanto questo peserà sulla loro prestazione? Non è una domanda banale, perché una Torino sfilacciata e senza voglia di vincere è un’avversaria di un certo tipo. Di tutt’altro se i giocatori si metteranno alle spalle i problemi e scenderanno in campo con l’intenzione di dare il 100%.

Focus: quante triple deve segnare la Virtus per vincere la partita?

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Diciassette partite in stagione per la Virtus e possiamo notare un altra piccola caratteristica che pregiudica il risultato finale della nostra amata V.

Ebbene abbiamo notato che la VNera vince quando più o meno segna dalle 8 triple in sù.

In campionato la squadra di Sacripanti subisce 7.9 bombe segnate in 21.0 tentativi quindi in media gli avversari hanno il 37% da tre.

In attacco invece la Segafredo segna in media 8 su 22 tentativi quindi in media tira con il 35%.

Ecco un breve elenco delle partite perse e le medie da tre punti:

6/21 vs Milano

5/23 vs Cremona

7/19 vs Venezia

6/22 vs Pesaro

L’attuale record di triple segnate per ora appartiene alla gara d’esordio contro Trieste (13/24 54%) mentre in casa contro Torino ci siamo riavvicinati senza eguagliarlo o superarlo (11/28 39%).

In Champions League invece la Virtus da tre punti ha ottenuto queste percentuali nelle sue vittorie:

9/16 vs Patrasso

10/24 vs Strasburgo

11/28 vs Oostende

9/20 vs Besiktas

7/19 Vs Medi Bayreuth

11/26 vs Lubiana

Subisce in media 5.8 canestri da tre su 15.7 tentativi con una media del 37.3%, mentre realizza appunto 9.1 triple di media su 22.4 tentativi con una media ottima il 40.8%.

A livello singolo in campionato la Virtus ha:

Cappelletti 50% però meno di un tiro a partita,

46% Aradori,

39% Punter,

36% Mbaye,

34% Taylor

12% Martin (1/8)

18% Baldi Rossi (2/11)

In Champions League invece

Punter 49%,

Aradori 46%,

Taylor 38%,

Mbaye 20%

Cournooh 69%!!!!!,

Baldi Rossi 32%,

Cappelletti 50% ma 3/6,

Martin 29%

VNera Risponde: Abbiamo trovato in Pajola il vice Martin?

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In passato un infortunio come quello subito da Kelvin Martin poteva rovinare la stagione ed in particolare creare tanti problemi in difesa. Ma la Virtus in queste partite ha trovato in Alessandro Pajola il suo sostituto ideale.

Nella gara contro Cantù, appena entrato, si è messo in difesa contro Tony Mitchell (come vediamo nel video qua sotto), un’ala piccola, e gli è entrato sotto pelle, facendogli forzare tantissimi tiri e togliendolo piano piano dall’incontro; contro Strasburgo invece ha pressato nel secondo quarto tantissimo il play Mike Green, togliendogli fiato e lucidità nei minuti finali quando è esploso Kevin Punter. Infine ricordiamo anche contro il Besiktas l’ottima marcatura contro Jason Rich, non l’ultimo arrivato: l’ex MVP del Campionato…

Quindi possiamo dire che al momento Ale sta valendo KM anche per la capacità d’aumentare la pressione in difesa e l’intensità nella partita, cosa che già vedevamo lo scorso anno.

Il suo Defensive Rating è di 117 uguale a quello di Martin, così come il ST% (ovvero la percentuale di palle rubate sui possessi giocati nel corso della gara): 2,3% Ale mentre il nostro Kalvino’s 2.4%.

I numeri delle ultime sei partite, quelle senza Martin, parlano chiaramente del suo impatto difensivo: con lui in campo la Virtus concede 109 punti per cento possessi, che diventano 115 con lui in panchina.

Un evoluzione difensiva che pian piano va di pari passo con attacco, Pajola è alla terza stagione professionistica e la seconda nella massima serie. Rispetto lo scorso anno quindi, sta crescendo sempre di più anche nell’altra metà campo, che fa ben sperare per il futuro e lo pone anche come valida alternativa al nostro numero uno.

Al momento la scelta di venir confermato in bianconero è stata azzeccata anche perché Ale si è trovato nel contesto ideale per crescere: giocare contro tanti avversari diversi ogni tre giorni e allenarsi con compagni di squadra esperti e affamati di rivincita (KP, Tony, Ale Cappelletti). Ma soprattutto giocare in un contesto dove non è solamente un giovane, ma parte integrante della squadra: la soluzione ideale più di qualunque prestito per lui.