Recap Reggio Emilia-Virtus: la lucidità nel momento peggiore, speranza playoff ancora viva

Virtus
Tempo di lettura 1 minuto
283 letto

Torna a vincere dopo quasi un mese dall’ultima volta in campionato (il 23 marzo con Pesaro) la Virtus. A Reggio i bianconeri scappano, sprecano, tornano sotto ma poi hanno lo sprint vincente nel finale, con Aradori e Baldi Rossi protagonisti.

RISULTATO FINALE: vittoria per 89-81.

REGGIO EMILIA
VIRTUS
81PUNTEGGIO FINALE89
15PRIMO QUARTO19
32 (17)SECONDO QUARTO46 (27)
59 (27)TERZO QUARTO68 (22)
81 (22)QUARTO QUARTO89 (21)
SUPPLEMENTARI
3 (6-3)MASSIMO VANTAGGIO19 (61-80)
5CAMBI VANTAGGIO6
2:39TEMPO IN VANTAGGIO35:23

FATTORE X DELLA GARA: dopo aver toccato il +16 (30-46), la Virtus spegne e incassa un 23-6 di parziale a cavallo tra primo e secondo tempo che riporta Reggio in vantaggio. Per una volta, però, i bianconeri reagiscono in maniera veemente, in particolare con i canestri di Filippo Baldi Rossi. Il parziale di 23-6, questa volta, è Segafredo. E sul match vanno i titoli di coda.

IL TABELLINO

REGGIO EMILIA: Mussini 5, Dixon 19, Richard 3, Aguilar 16, Gaspardo, Vigori NE, Johnson-Odom 21, Cervi 1, Porfilio NE, Ortner 8, Llompart, De Vico 8. Allenatore: Pillastrini

VIRTUS: Punter 18, Martin 4, Moreira 8, Pajola, Taylor 7, Baldi Rossi 12, Cappelletti NE, Kravic 8, Aradori 23, Berti NE, M’Baye 7, Cournooh 2. Allenatore: Djordjevic  

STATISTICHE DEI SINGOLI

REGGIO EMILIA
VIRTUS
21 Johnson-OdomPUNTI23 Aradori
6 AguilarRIMBALZI7 Aradori
7 DixonASSIST7 Taylor
5 con unaPALLE PERSE3 Punter
4 con unaPALLE RECUPERATE1 Moreira
4 con unaSTOPPATE 4 con una
25 Johnson-OdomVALUTAZIONE24 Aradori
14 Ortner+/-21 Aradori

STATISTICHE DI GIOCO

REGGIO EMILIA
VIRTUS
21/42 (50%)Tiri da 226/41 (63%)
8/26 (31%)Tiri da 37/14 (50%)
15/21 (71%)Tiri liberi16/21 (76%)
23Rimbalzi difensivi33
6Rimbalzi offensivi1
29Rimbalzi totali34
14Assist16
5Palle perse10
4Palle recuperate1
4Stoppate4
21Falli23

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

PROSSIMO IMPEGNO

Prossima partita mercoledì 24 aprile alle ore 20.30 a Brescia, in anticipo per via della Final Four di Champions League nel week end 3/5 maggio.

Pre partita Reggio Emilia-Virtus: l’ultima spiaggia

Virtus
Tempo di lettura 3 minuti
209 letto

Ultima chiamata verso un disperato aggancio al treno playoff per la Virtus Bologna. Si va sul campo della Grissin Bon Reggio Emilia, alla caccia di punti salvezza.

GAME INFO

Quando: sabato 20 aprile 2019, ore 20.30

Dove: PalaBigi. Reggio Emilia

TV: Eurosport Player

All’andata: vittorie per 81-69.

PROBABILI QUINTETTI

REGGIO EMILIAVIRTUS BOLOGNA
Michael Dixon Tony Taylor
Darius Johnson-OdomKevin Punter
Bryon Allen Pietro Aradori
Pablo Aguilar Amath M’Baye
Riccardo CerviDejan Kravic

INDISPONIBILI

Virtus:

Reggio Emilia: Leonardo Candi

COME STA REGGIO EMILIA: dopo un filotto di otto sconfitte consecutive, la Grissin Bon ha trovato ossigeno puro vincendo due partite chiave per la sua corsa, una sul campo di Pistoia e una in casa con Brindisi. Poi, però, sono arrivati due rovesci, in casa con Trento (80-84) e l’ultimo molto pesante a Trieste (104-88, a -30 a fine terzo quarto). I reggiani sono totalmente invischiati nella corsa per non retrocedere e hanno davanti a se un calendario da incubo: dopo la partita con la Virtus andranno a Venezia, poi a Pesaro e infine chiuderanno tra le mura amiche contro Cremona.

VOTATE CON NOI!

[Total_Soft_Poll id=”27″]

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Sotto canestro si deciderà la partita

Ancora una volta la lotta a rimbalzo assume i contorni della possibile chiave di volta dell’incontro. Se da un lato Reggio Emilia quando ha avuto almeno il 50% di total rebound ha ottenuto cinque delle sue sette vittorie, il dato è ancora più cristallino per la Virtus. I bianconeri in campionato sono imbattuti, nove vittorie e zero sconfitte, quando almeno impattano (ossia conquistano il 50% dei rimbalzi totali disponibili) sotto i tabelloni. Contestualmente la Grissin Bon è 2-13 quando cattura meno della metà dei rimbalzi disponibili.

2. Trazione posteriore americana

Michael Dixon, Darius Johnson-Odom, Bryon Allen: questo è il terzetto a cui è demandato il grosso del lavoro per portare Reggio Emilia alla salvezza. Portano alla causa quasi 46 punti a partita, anche se in maniera non proprio efficiente: 36 tiri presi in media convertiti col 43% complessivo. Johnson-Odom è l’ultimo arrivato e dopo tre partite viaggia a oltre venti punti di media con 6/15 da tre, mentre Dixon e Allen offensivamente hanno rating non proprio positivi, entrambi nettamente sotto quota 100.

3. Dipendono molto dal tiro da tre punti

Reggio Emilia in generale non è una squadra di grandi tiratori. Basta dire che, tolto l’ultimo arrivato Johnson-Odom, per percentuali il migliore è Pablo Aguilar, che è un lungo e tira col 39% su circa cinque conclusioni a partita. Di squadra registrano meno del 34% di realizzazione da dietro l’arco. Dato che, però, si alza oltre il 38% nelle vittorie, per scendere sotto il 32% nelle sconfitte. Fin qui la Virtus ha concesso poco in termini di tentativi da tre punti agli avversari, lasciando però percentuali di realizzazione abbastanza alte. Bisogna invertire il trend.

4. Pablo Aguilar, esperienza e qualità da non sottovalutare

Sotto canestro a fianco di capitan Riccardo Cervi troviamo Pablo Aguilar, arrivato dopo qualche giornata di campionato a sostituire Eric Griffin. Lo spagnolo è uomo d’esperienza, passato da Gran Canaria e Real Madrid, tra le altre. Non è un atleta, non è particolarmente esplosivo. Ma sa come si gioca. Produce 12 punti e 8 rimbalzi di media, col 39% da dietro l’arco ed è uno dei pochi giocatori reggiani con un net rating positivo. All’andata fu contenuto molto bene, ma in casa spesso ha fatto vedere le cose migliori.

5. Un campo da esorcizzare

Questa Virtus è parecchio legata a Reggio Emilia. Dai brutti ricordi che evoca il PalaBigi, tra la retrocessione del 2016 e la sconfitta inopinata dell’anno scorso. Passando per Alessandro Dalla Salda e Pietro Aradori, arrivati in anni consecutivi entrambi dalla Grissin Bon e che, per motivi diversi, non hanno certo avuto una stagione da ricordare. Chiaro che la partita di sabato sera diventa, ancor di più, un’occasione per riscattare un passato recente avaro di soddisfazioni.

Virtus Film Room: l’importanza dell’approccio alle partite

Virtus
Tempo di lettura 4 minuti
230 letto

Il trittico natalizio (Brindisi, Reggio, Trento), ci ha dato l’immagine di una squadra che ha legato molti dei suoi destini agli avvii di gara. Spesso si dice che nel primo quarto non si decidano le partite. Vero: è ormai usuale vedere grandi vantaggi/svantaggi accumulati nei primi minuti di partita venire erosi/recuperati nel corso della gara.

Questo non toglie, però, come un buon avvio possa indirizzare la partita. Costruire subito un cuscinetto di vantaggio rende più semplice la conduzione di gara, prima di tutto psicologicamente. Al contrario, trovarsi subito a dover ricucire grandi svantaggi ti pone nella condizione di dover sempre inseguire, riducendo, progressivamente, il tuo margine d’errore.

In questo senso non meraviglia che gli esiti delle partite giocate a fine dicembre abbiano avuto una correlazione diretta con il modo in cui la Virtus ha iniziato:

  • Sconfitta a Brindisi dopo un primo quarto da 13-29, concedendo il 73% di effective field goal e 159 di offensive rating agli avversari;
  • Vittoria con Reggio dopo un primo quarto vinto 28-15, costringendo la Grissin Bon a otto palle perse;
  • Sconfitta a Trento, finendo sotto 9-20 dopo 10′, con una partenza 0-12 in meno di 4′;

In tutti e tre i casi le partite, nel loro sviluppo, sono finite punto a punto, o comunque giocate fino agli ultimi minuti. Ma, in maniera costante, chi ha avuto l’approccio sbagliato, nel finale ha pagato. Vediamo allora alcuni episodi di queste tre partite, che ci fanno capire come, al di là dei problemi di infortuni e rotazioni accorciate, quello che abbia fatto la differenza per i bianconeri sia spesso stato l’atteggiamento messo sul parquet.

BRINDISI-VIRTUS

In Puglia la Segafredo si è fatta travolgere dalla voglia di riscatto della Happy Casa, che arrivava alla gara da tre sconfitte consecutive e priva del proprio playmaker titolare. Gli uomini di Vitucci hanno iniziato con enorme intensità, trovando la strada spianata da una Virtus che ha concesso cose del genere.

Dopo un tiro abbastanza forzato (uno di vari presi nel primo quarto da Aradori), la Virtus non fa nulla per fermare la galoppata di Chappell verso il canestro. Sarebbe bastato un semplice fallo a metà campo. Arrivano, invece, due pessimi punti regalati.

I problemi, però, sono stati anche di lettura.

Il basket è uno sport di aggiustamenti. Gli avversari propongono una soluzione, e tu devi essere bravo a contrapporre una mossa che vanifichi quella stessa soluzione. Qui, invece, la Virtus subisce la tattica brindisina di svuotare l’area per facilitare il gioco in velocità di Brown, mettendo in difficoltà, al contempo, Brian Qvale. Sulla situazione di doppio blocco iniziale sarebbe stato sufficiente impedire al palleggiatore di prendere il centro del campo, forzando il fondo per creare una situazione molto più gestibile anche da una difesa non proprio eccelsa come quella virtussina.

Virtus che, comunque, non è mancata solo difensivamente, ma anche nei dettagli offensivi.

Qui l’esecuzione del gioco è praticamente perfetta, ma viene sbagliata quella che, a quel punto, è la cosa più facile: il passaggio per un Qvale che avrebbe dovuto solo depositare il pallone nel canestro. Due potenziali punti segnati, così, si trasformano in due subiti, con la Happy Casa che può di nuovo correre in transizione, ancora sfruttando l’agilità di Brown e mettendo a nudo le difficoltà di Qvale a seguirlo in un contesto di gioco simile.

VIRTUS-REGGIO EMILIA

Il Natale alla Unipol, invece, ha regalato uno dei migliori quarti della stagione. Il primo periodo contro la Grissin Bon, pur con le assenze di Aradori e Martin, ha mostrato una Virtus precisa in attacco e attenta in difesa.

La situazione qui è similare all’ultima analizzata dalla partita con Brindisi, con la differenza che l’alley oop per il tagliante lo alza direttamente il playmaker (siamo nel gioco denominato “Spain”). M’Baye blocca correttamente. Al contrario il blocco per lui di Qvale non è perfetto, ma Cournooh che nel frattempo ha liberato lo spazio nel quarto di campo rende il dettaglio irrilevante. Il passaggio di Taylor è millimetrico e per la Virtus sono due punti facili e belli.

Ma anche fuori dai giochi la Segafredo ha prodotto in quel primo quarto. Facendo cose semplici come leggere i raddoppi e cercando, quando possibile, l’uomo libero con un passaggio extra.

Qvale e compagni sono bravi a sfruttare la prima indecisione della difesa di Reggio, facendo partire un domino di rotazioni difensive che alla fine porta al tiro aperto di Cournooh, favorito dall’assist non scontato di un realizzatore come Punter.

Protagonista anche la difesa, però. Con Reggio Emilia tenuta a 69 punti anche grazie a giocate come questa.

La lettura difensiva di Baldi Rossi è l’epitome della piccola cosa che non va sul tabellino ma fa tutta la differenza del mondo. Senza il suo intervento sul taglio di Ortner l’aiuto di Kravic avrebbe avuto un’efficienza completamente diversa, perché alle sue spalle ci sarebbe stato lo stesso Ortner facilmente servibile dal palleggiatore. In questo modo, invece, l’attaccante di Reggio Emilia finisce nella gabbia del lungo serbo e Tony Taylor, perdendo palla.

TRENTO-VIRTUS

La partita successiva ci offre subito un esempio di come queste piccole cose possano indirizzare un’azione.

Notate come il mancato aiuto di Cournooh su Hogue (avrebbe dovuto “spezzare” il taglio, così come fatto sopra da Baldi Rossi) generi un effetto a catena. Kravic contiene la penetrazione correttamente, ma alle spalle ha il tagliante (Hogue) completamente aperto. M’Baye, di conseguenza, non può stare troppo attaccato a Beto, posizionato in mezzo angolo. Finisce che sullo scarico per lo stesso Beto M’Baye, già di per sè difensore non eccelso, esca saltando a vuoto sulla finta di tiro. Il portoghese di Trento sbaglia la conclusione al ferro, ma ormai a rimbalzo non c’è equilibrio. Hogue, così, può segnare i primi due punti della partita.

Certo, poi le mancanze difensive virtussine non sono state solo nel lavoro di squadra. Un canestro del genere, del resto, è difficile da mandar giù e prescinde qualsiasi discorso di collaborazione collettiva.

Problemi a metà campo, ma anche in campo aperto.

Qua, a differenza di quanto successo sul contropiede lasciato a Brindisi, più una questione di pigrizia che altro, c’è un problema di comunicazione. La Virtus riesce a rientrare e deve gestire un contropiede difensivo in parità numerica. Lo fa, però, senza che nessuno si accoppi con Marble, che mette a segno una facile schiacciata.

Tre partite. Situazioni simili. Approcci opposti. Così come gli esiti finali degli incontri.

Giocare contati non aiuta, ma se l’atteggiamento è sbagliato in partenza, non c’è rotazione che tenga.

VNera Pod: Puntata 12

VNera Pod
Tempo di lettura 1 minuto
214 letto

Inizia il 2019 e torna VNera Pod, il podcast di VNera.it per i tifosi della Virtus Bologna.
Puntata numero 12 e prima del nuovo anno con tanta carne al fuoco.
Si parla delle gare giocate sotto le feste, con un occhio alle ultime due del girone d’andata e alla corsa Final Eight. Ma anche di mercato, contestazioni e situazione infortuni.
Per chiudere poi con un giochino divertente che riproporremo ogni puntata in una nuova salsa e sul quale anche voi dovrete farci sapere la vostra!

Come sempre con Nicolò Fiumi e Davide Trebbi alla conduzione e, anche qui come sempre, vi ricordiamo che questo podcast e tutte le puntate precedenti le potete trovare anche su Spreaker.

Buon ascolto.

Ascolta “VNera Pod Puntata 12” su Spreaker.

Virtus Bologna – Reggio Emilia: il post partita di Vnera

Virtus
Tempo di lettura 3 minuti
267 letto

Il Natale regala una vittoria alla Segafredo Bologna che batte Reggio Emilia lapidando però vantaggi considerevoli. Sul finale, però, Punter vince la gara con tre giocate da fuoriclasse.

GAME INFO

RISULTATO: vittoria per 81 a 69.

ANDAMENTO: la VNera parte forte passandosi la palla e dopo 5′ è sopra di 10 punti (17-7). Allen e Rivers non ci stanno e insieme a Llompart si riavvicinano. Dopo il primo tempo la V è sopra di un solo punto (41-40); nella ripresa la Segafredo difende forte e Reggio ne subisce l’aggressività. I bianconeri però sprecano tanto, dilapidando un +9 (65-56) a 5’dalla fine. Allen con la tripla pareggia l’incontro (67-67) a due minuti dalla fine, fino allo show di Punter sul finale, che propizia il 12-0 finale che porta all’81-69 del 40esimo.

L’andamento di offensive rating e punteggio della partita

FATTORE X DELLA PARTITA: Le due triple di Kevin Punter dopo 6 errori consecutivi al tiro negli ultimi due minuti della partita.

CLASSIFICA: In attesa delle partite di oggi, la Virtus riagguanta momentaneamente l’ottavo posto con la sesta vittoria in dodici partite.


PROSSIME PARTITE: La Virtus tornerà in campo il 30 dicembre alle 17.30 a Trento, per la tredicesima giornata di campionato

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

STEFANO SACRIPANTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Un quintetto da vedere più spesso

L’assenza di Pietro Aradori ha obbligato Sacripanti a dei cambi forzati in quanto a quintetto e rotazioni. Cournooh dentro subito per l’azzurro, in compagnia di Taylor, Punter, M’Baye e Qvale. Risultato? 36-20 pro Virtus di parziale in 23 possessi giocati. Un quintetto che in campionato non era mai stato schierato prima di ieri, ma che avevamo già visto in Champions. Il suo score totale fin qui è un plus/minus di +22 con 128.5 di rating offensivo e 87.6 di defensive. Occorre rivederlo all’opera.

IL DETTAGLIO CAMPO/PANCHINA DEI GIOCATORI VIRTUS

2. E M’Baye da tre?

Sempre per via delle assenze il coach virtussino ha varato quintetti con M’Baye in posizione di tre. L’ex Milano ha giostrato assieme a Baldi Rossi e Kravic sotto canestro, mentre in guardia si sono alternati Pajola, Taylor e Punter. I risultati sono stati alterni. Difensivamente M’Baye ha dato dosi extra di copertura in area, mentre in attacco la fluidità talvolta ne ha risentito. In generale, comunque, in quei frangenti la gara è stata in equilibrio: 15-14 il parziale in favore degli ospiti. Soluzione magari non ottimale, ma su cui si può lavorare.

3. Miglior partita stagionale di Tony Taylor

Almeno in termini di valutazione. L’ex Banvit è stato un martello che ha punito con costanza la difesa reggiana. 19 punti, 8 assist e 32 di valutazione per lui, che dopo un periodo non sempre felicissimo infila una partita di quelle che ha dimostrato di avere in faretra.

4. Rating difensivo per la prima volta sotto quota 100

Prima partita dell’anno, in campionato, con rating difensivo che si ferma sotto il punto concesso a possesso. La Virtus, dopo gli scempi di Brindisi, ha certamente mostrato una faccia diversa, facendo capire di aver imparato la lezione. 96.8 il rating offensivo concesso alla Grissin Bon. E la dimostrazione, ulteriore, che una difesa solida può salvarti anche nelle serate in cui l’attacco ha momenti in cui batte in testa.

IL DETTAGLIO DEI QUINTETTI SCHIERATI DALLA VIRTUS

5. Salgono gli assist

L’attacco Virtus non è stato continuo (28, 13, 16, 24 punti nei quattro periodi), ma, nei suoi momenti migliori ha mostrato una fluidità che non si vedeva da tempo. Il dato degli assist, in tal senso, è indicativo: 14, su 29 canestri. Il numero migliore dalla vittoria con Cantù.

Sorry, there are no polls available at the moment.