Leonessa Brescia – Virtus: il post partita di VNera

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Bella, bellissima vittoria per la Virtus sul campo della Leonessa Brescia; campo veramente difficile, dove poche squadre, crediamo, passeranno. Partita intensa, con momenti di bella pallacanestro ed altri di basket sporco e cattivo. La Virtus è stata solida e mentalmente presente per tutta la gara, non disunendosi anche quando era sotto né innervosendosi per un arbitraggio (e non ne parliamo mai, qui) veramente di bassa qualità, parso piuttosto amico della squadra di casa.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: la Virtus espugna il PalaLeonessa vincendo 82-80.

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Parte bene la Virtus, contrariamente alle ultime uscite. Sulla prima azione già il primo errore arbitrale, con una interferenza clamorosa non fischiata ed il primo canestro negato a Frank Gaines. Gamble, lo stesso Gaines e Ricci firmano il 7-2. Rientra Brescia, con Abass e Cain, mentre per la Virtus entra Teodosic che si fa sentire in penetrazione. Il primo quarto finisce 20-19, con le difese in sofferenza. Prova a scappare Brescia a inizio secondo quarto tirando bene, ma la Virtus resiste, con Baldi Rossi che nel momento più complicato fa due cose fantastiche in difesa. Abass, Lansdowne, Warner colpiscono dall’arco, la V risponde con le percussioni di Markovic ed i canestri dalla spazzatura di Hunter. Si va al tè sul 41-40 Brescia, con la V sotto 16-10 a rimbalzo e Brescia che tira con quasi il 40% da tre, e sembra un affare per le V Nere.

Le statistiche avanzate di squadra

Parte forte Brescia nel terzo quarto, con gli arbitri che continuano un indesiderato show tra falli non fischiati su Teodosic, picchiato sistematicamente ed impunemente in penetrazione, e decisioni incomprensibilmente invertite; Cain fa la voce grossa sotto le plance, Abass colpisce con continuità, Vitali fa girare la squadra e Brescia va a + 7. La Virtus è bravissima a ricucire con Markovic. Ultimo riposo sul 62-59, la Virtus non molla. Scappa ancora Brescia in apertura di ultimo quarto, c’è spazio anche per l’ormai consueta tripla di tabella di Vitali, ma di qua sale in cattedra Milos, che guadagna falli e fa canestro, mentre in area Gamble e Hunter prendono le misure ai lunghi bresciani. Momento difficilissimo a quattro minuti dalla fine sul -6, ma ancora una volta la Virtus si compatta in difesa e si affida al suo campione in attacco: cinque punti in fila per il 74-73. Markovic difende alla grandissima su Vitali che gli rifila una gomitata in penetrazione, antisportivo e la Virtus pareggia a tre giri di lancetta, con Markovic che fa 1/2 e sorpassa con la tripla di Pippo Ricci assistito dal solito, ottimo Vince Hunter. Mancano 2 minuti e mezzo e la Virtus non si volta più indietro. Difesa forte, un fallo guadagnato da Hunter che sbaglia il secondo libero ed ancora Pippo Ricci con un rimbalzo offensivo di platino per guadagnare secondi. Brescia non segna più, stritolata dalla difesa della V. Milos invece subisce falli che ogni tanto vengono fischiati e va in lunetta per l’1/2 del più 5. Awudu Abass, gran partita la sua, la prova a rimettere in piedi con il tiro da 3 più fallo a 30″ ma sbaglia il supplementare. Palla a Milos, con Moss a mettergli pressione. Blocco alto a destra di Hunter, bravissimo sia a scegliere il tempo del blocco che a portare via il difensore sul palleggiatore, con Cain che accetta il cambio e concede due o tre centimetri di troppo a Milos. BUM.

Ma che giocatore! Ma che campione!

FATTORE X DELLA PARTITA: Stefan Markovic e Milos Teodosic hanno preso in mano la squadra nei momenti complicati. Sugli scudi oggi la coppia di playmaker serbi della Virtus.

PROSSIME PARTITE: Due partite impegnative per chiudere questo miniciclo: Monaco in casa, importantissima per il primato del girone in Eurocup, e la trasferta di Reggio, più insidiosa di quel che può sembrare.

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Abbiamo battuto una ottima squadra

Brescia è una delle migliori squadre del campionato e dobbiamo ricordare sempre che non è scontato, tutt’altro, andare a vincere in casa di squadre forti. La Leonessa vince la battaglia a rimbalzo, 41-36, ha una prestazione straordinaria da Awudu Abass, forse il miglior giocatore italiano del campionato, che chiude con 18+12, Lansdowne e Horton sono due americani di valore, Tyler Cain a tratti ha dominato sotto canestro e Brescia è parsa davvero ben allenata. La vittoria di ieri è una grande vittoria, di quelle che non vanno date per scontate, e se si fosse perso non sarebbe stato un dramma. Ricordiamocelo nella difficile trasferta di domenica prossima a Reggio, contro un’altra ottima squadra.

2. Aree chiuse

La Virtus sta iniziando, prevedibilmente, ad affrontare squadre che si adattano al suo modo di attaccare e non concedono quello che i bianconeri cercano, in particolare l’appoggio della palla ai centri ed il pick and roll centrale, scegliendo di lasciare altre soluzioni pur di togliere queste. Questo aspetto del gioco si riflette nell’aumento dei tentativi da tre punti. Il numero puro di tiri da tre per partita è andato aumentando dai 20 delle prime due ai 29 della gara di sabato sera, ed il numero di tentativi per 100 possessi è passato da 22 a 35. D’altro canto, abbiamo visto praticare molto spesso, soprattutto dai nostri due playmaker, un’altra soluzione per attaccare una difesa che chiude l’aria su P&R, ovvero la penetrazione su pick and roll abortito. Sia Teodosic che Markovic hanno usato più volte questa soluzione appena il bloccante rollava con poco “show” del difensore per evitare appunto la rollata forte a canestro. A quel punto restano scoperti sia il tiro da tre punti, soprattutto se il difensore del palleggiatore passa dietro il blocco, sia il lato opposto al roll, se il difensore sceglie di passare avanti. I nostri playmaker leggono benissimo la situazione e la sfruttano, facendo quel che bisogna fare: sfruttare lo spazio lasciato dalla difesa, perché ogni scelta sul P&R comporta una soluzione più praticabile per l’attacco.

Le statistiche avanzate dei giocatori

3. Il momento di Frank Gaines

Frank Gaines ha giocato contro Brescia finora la sua peggior partita in maglia Virtus. Però attenzione, perché il suo non è un “momento” negativo: con Varese i suoi dati di OR e DR sono i migliori della squadra, pur non avendo fatto una partita appariscente. Il momento di Gaines pare essere legato a doppio filo con quello di Kyle Weems, forse anche provato dalle note difficoltà familiari. Gaines viene più spesso utilizzato al posto di Weems e va in difficoltà contro squadre fisiche, con Brescia come con Venezia, come pure con Patrasso. I tentativi a canestro sono diminuiti, dai 12 e 14 delle prime due giornate a 7-8 delle ultime, così come è in controtendenza il tiro da tre punti: la squadra tira di più e Gaines di meno. Che sta succedendo? Che molto spesso a Gaines arriva la palla negli ultimi sei – sette secondi di azioni non particolarmente ben condotte ed il nostro 0 accetta di prendersi una penetrazione e provare a risolvere un cattivo attacco. Attenzione anche alla qualità dei tiri, non sempre colpa del tiratore, quando si analizza una prestazione.

4. I minuti di Markovic… e degli altri

Stefan Markovic è il giocatore con minutaggio più alto della Virtus. Più ancora di Kyle Weems, di cui si è ripetuto allo spasimo che “non ha un cambio”. Markovic gioca 31 minuti di media in campionato, inclusi i soli 20 di Pesaro in cui ha sostanzialmente riposato. In generale, la tendenza di Djordjevic ad accorciare già le rotazioni a questo punto della stagione contro le squadre forti è abbastanza marcata. Domenica abbiamo avuto 7 giocatori soli con più di 11 minuti e Cornoouh con 11 e Baldi Rossi con 10. Arriviamo a dire che a questo punto della stagione forse sarebbe addirittura preferibile provare ad allungare le rotazioni anche a costo di perdere qualche partita, perché il rischio di spremere giocatori ultratrentenni c’è. Anche questo è uno dei problemi causati dalla pressione alla vittoria a tutti i costi a cui certamente la Virtus è sottoposta.

I quintetti schierati da Djordjevic contro Brescia

5. La difesa sul tiro da 3

Si consolida una tendenza che parla molto della Virtus di quest’anno e delle scelte di gioco chiare che si stanno facendo: la Segafredo è prima nella statistica relativa alla percentuale concessa agli avversari da due punti, con un ottimo 46%, dato davvero basso. D’altra parte, è solo a metà classifica per quanto riguarda la percentuale concessa da tre punti, 31%, dato non bassissimo. Ancora più interessante il dato del numero dei tiri concessi: la Virtus è la squadra che concede più tiri da tre punti agli avversari, che concludono da dietro l’arco mediamente 31 volte a partita, davvero tante. La scelta è chiara: lasciamo il tiro da tre punti e chiudiamo l’area, salvo poi agire aggiungendo aggressività ai closeout qualora gli avversari ci puniscano con troppa frequenza. Per ora la scelta ha pagato, vediamo gli adattamenti progressivi delle squadre che ci affronteranno dopo averci visto e studiato.

Leonessa Brescia-Virtus Bologna: il prepartita di VNera

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Dopo la prima sconfitta stagionale la Virtus è attase da un difficile test per provare da subito a rimettersi in marcia.

Si va sul campo della Germani Brescia, che è reduce da una settimana molto negativa.

GAME INFO

Quando: sabato 26 ottobre 2019 ore 20:30

Dove: Pala Leonessa, Brescia

TV: Eurosport Player

RADIO: Radio Bologna Uno

PROBABILI QUINTETTI

BRESCIAVIRTUS
Luca VitaliStefan Markovic
DeAndre LansdowneFrank Gaines
David MossKyle Weems
Ken HortonGiampaolo Ricci
Tyler CainJulian Gamble

COME STA BRESCIA: la situazione in casa bresciana non è delle migliori. Gli uomini di Esposito sono reduci da due sconfitte parecchio dolorose, anche se estremamente diverse tra loro. Nell’ultimo turno di campionato hanno perso in volata a Trieste, mentre mercoledì in Eurocup hanno riscritto ogni record negativo della competizione, cedendo il passo, tra le mura amiche, al Darussafaka con l’imbarazzante punteggio di 35-61. Attualmente hanno tre vittorie in cinque partite in campionato e record pari (2-2) in Coppa.

Gli highlights del tonfo casalinga col Darussafaka

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5 SPUNTI SULLA PARTITA

1. Come reagiranno mentalmente?

La prima domanda da farsi è questa. Brescia arriva da una partita surreale. Nella gara col Darussafaka ci sono stati momenti in cui davvero i bianco blu sembrava non potessero segnare mai. 35 punti segnati con 12/61 al tiro e un eloquente -1 di valutazione complessiva di squadra. Chiaro che una partita del genere lasci il segno, sebbene non vada certo utilizzata come metro di giudizio della squadra che, anzi, è davvero di valore. Ma certo, con una proprietà, per di più, che non è certo restia a mettere benzina sul fuoco, la condizione psicologica dei lombardi sarà la prima cosa da testare.

2. Il pick & roll è la fonte dell’attacco

Come sempre in una squadra con Luca Vitali al comando delle operazioni, il pick & roll è il gioco da dove tutto parte in attacco. Passano gli anni ma l’ex virtussino resta maestro nell’esecuzione di questo particolare. E la Germani da qui trae molto dell’attacco che la porta ad avere, in campionato, un ottimo offensive rating di 113,8. Brava la dirigenza a mettergli attorno almeno un paio di giocatori molto funzionali: Tyler Cain, bloccante di primissimo livello, e Ken Horton, quattro perimetrale, di qualità ed esperienza, che sui passaggi al bacio di Vitali segna con continuità da dietro l’arco (36% in stagione, 43% in campionato).

3. Se segna Lansdwone Brescia vince

Un altro dei nuovi arrivi, per una squadra che, comunque, ha cambiato relativamente poco dall’anno passato, è DeAndre Lansdowne, guardia dal tiro mortifero. Il suo andamento finora ha avuto un impatto decisivo sugli esiti delle gare della Germani. Nelle vittorie, infatti, sta girando a oltre quindici punti di media, che diventano sette nelle sconfitte. Atleta intelligente, studioso del gioco. Sa muoversi sui blocchi ala grande e se esce con spazio è una sentenza. La Virtus dovrà fare il possibile per tenerlo fuori ritmo.

Ascolta “VNera Pod – Puntata 30” su Spreaker.

Abbiamo parlato della gara anche nel nostro ultimo podcast

4. Moss è sempre il loro mastino

36 anni e non sentirli. David Moss continua ad essere una delle certezze di Brescia. L’uomo incaricato delle missioni speciali difensive è sempre lui. Il suo defensive rating stagionale è di un filo sopra quota 100 (100.8, per la precisione), rilievo di assoluto valore. Contro Trieste è stato usato tanto su Cavaliero e Fernandez, pertanto, considerate anche le difficoltà difensive di Vitali, non è difficile immaginarlo sulle tracce, a turno, di Markovic e Teodosic per provare a portarli fuori dalla gara.

Le parole di Sasha Djordjevic a presentazione della gara

5. La crescita di Tommaso Laquintana

Continuano i progressi di Tommy Laquintana, che già l’anno scorso, nella gara di ritorno, fece molto male alla Virtus. Partendo alle spalle di Luca Vitali, e ora anche con l’aiuto di Angelo Warner arrivato a sostituire Bronson Koenig, il 24enne pugliese si sta ritagliando sempre più minuti. Spesso condivide il campo con Vitali o Warner ed è sempre più una minaccia dal pick & roll, su cui ha una buona capacità di conquistarsi spazio in area per il tiro in corsa. In più, il suo tiro da fuori, abbastanza strano a vedersi, sta entrando con buona continuità: 43% complessivo, anche se è al 53% in campionato e sotto il 30 in Eurocup.

Film Room: quali insegnamenti prendere dalla partita di Brescia

Virtus Bologna
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Sconfitta dolorosissima per la Virtus quella di mercoledì. Per il modo in cui è maturata e per le implicazione che ha avuto.

Di fatto, il campionato dei bianconeri è terminato con due giornate d’anticipo e gli ultimi turni casalinghi con Trento e Varese saranno partite con un valore prossimo allo zero per la Segafredo.

Per questo motivo niente pre e post partita. Ma riavvolgiamo il nastro della gara contro la Leonessa per vedere qualche situazione da cui la Virtus dovrà trarre preziosi insegnamenti in vista dell’impegno che può salvare una stagione: la Final Four di Champions League.

Taylor passivo è un lusso che non ci si può concedere

Tony Taylor resta il giocatore a cui le prestazioni della Virtus sono maggiormente legate a doppio filo: +9,6 punti per cento possessi il suo differenziale tra i momenti in cui è in campo e quelli in cui non gioca.

Va da sè che la squadra non possa reggere che il suo playmaker sia passivo, latente alla partita, quasi a fare da sponda per i compagni. In sostanza il Taylor che si è visto nel 16-0 con cui Brescia ha inaugurato il match.

Nessuna accelerazione. Nessun tentativo di incidere sulla partita. Solo ordinaria amministrazione cercando di sporcare il foglio il meno possibile.

Ma il Taylor valore aggiunto è quello che spinge il pedale del gas a fondo, anche perché, tra i vari esterni bianconeri, è forse l’unico in grado di battere sistematicamente il proprio uomo dal palleggio. Dotato di buon arresto e tiro. Discreto da tre. E fisico per reggere i contatti al ferro.

Non un caso che la Virtus abbia iniziato a ingranare quando lui ha alzato, seppur di poco, le marce.

Creato un vantaggio serve maggior capacità di riconoscerlo e sfruttarlo

La gara con Brescia è stata, da un certo punto di vista, una partita a scacchi. Da una parte la Virtus ha provato per 40′ a sfruttare i propri maggiori centimetri, dall’altra Brescia ha cambiato in maniera sistematica su quasi tutti i blocchi, avendo giocatori adatti a farlo.

Questo, però, ha creato lungo tutto l’arco della partita accoppiamenti difensivi particolari, cosa voluta da Djordjevic, desideroso di cavalcare quanto più possibile i suoi lunghi portandoli su accoppiamenti favorevoli.

Con una puntualizzazione fondamentale: sia Kravic che Moreira non sono giocatori da post basso. Basta un difensore un minimo competente e il contributo che i due possono dare se utilizzati spalle a canestro diventa minimo se non nullo.

Serviva, perciò, mandarli sulle tacche contro i peggiori difensori avversari, sfruttando a proprio vantaggio la strategia difensiva bresciana.

Sui pick & roll centrali 1-5, infatti, la Germani cambiava sistematicamente, utilizzando un terzo uomo dal lato debole per cambiare immediatamente l’accoppiamento col playmaker, impedendogli di rimanere contro un centro.

La Virtus ha tratto vantaggio da questo, tenendo sul lato debole, in maniera sistematica, l’uomo marcato da Hamilton o Sacchetti, i due difensori più carenti di Diana. Potendo così sfruttare al meglio i centimetri, a turno, di Kravic e Moreira, che hanno banchettato nonostante le loro scarse attitudini in post.

Dove la Virtus ha sbagliato, talvolta, è stato nel cercare con troppa insistenza il post basso, non riconoscendo dove realmente fosse il vantaggio. Come detto, Moreira e Kravic non sono esattamente la reincarnazione di Rashard Griffith in post basso e già Moss o Abass, due ottimi difensori dotati di fisico, erano più che sufficienti per neutralizzarli in situazioni statiche.

Lì la Virtus spesso ha fallito nel riconoscere che i vantaggi, a quel punto, erano sul perimetro per i propri esterni, continuando a picchiare infruttuosamente la palla dentro.

La capacità di costruire e sfruttare vantaggi sugli accoppiamenti difensivi è sempre più centrale nel basket moderno e la percentuali di vittoria crescono quanto maggiore è la capacità di riuscire in questo compito.

Lo si è visto anche nel finale di partita.

Su un attacco cruciale a 1’35” dalla fine, la Virtus, avanti 71-70, e in debito di ossigeno, ha fallito nel riconoscere dove fosse il vantaggio per lei in quel momento. Con Aradori accoppiato con Abass, Punter con Moss e Kravic con Beverley, la soluzione più logica sarebbe stata un pick & roll tra gli altri due giocatori: Baldi Rossi, marcato proprio da Hamilton, e Taylor, guardato a vista da Laquintana.

Un gioco a due avrebbe potuto forzare l’ennesimo cambio, portando in dote a Taylor un uno contro uno potenzialmente facile con un pessimo difensore come Hamilton. O, al peggio, garantirgli un vantaggio contro Laquintana, su cui già di suo aveva vantaggi in termini fisici, per andare a tirare in area.

E’ finita, invece, con un pick & roll Aradori-Kravic, che ha portato un cambio virtualmente inattaccabile seppur buono sulla carta (Beverly finito su Aradori, che però non ha le gambe per prendere un tiro veramente buono in quella situazione, oltre ad arrivare da uno 0/6 dal campo) e Kravic in post marcato da Abass, come detto in precedenza sufficientemente buono in difesa da annullare il serbo. A cui, infatti, ha impedito la ricezione.

La soluzione è stata una forzatura di Punter da tre con la mano di Moss in faccia.

Dall’altra parte, invece, Brescia, su un possesso ancora più importante, è andata a crearsi e a sfruttare il vantaggio per segnare facilmente due punti cruciali.

Una finta di blocco pensata appositamente per sfruttare il miglior vantaggio in campo: un potenziale uno contro del proprio miglior attaccante, Abass, contro il peggior difensore virtussino, M’Baye.

Pazienza e nervi saldi

Per tutta la stagione la Virtus è stata una squadra abbastanza emozionale, che è andata e venuta coi momenti delle varie partite. E Brescia, forse come mai in precedenza, non ha fatto eccezione.

C’è stata una singola situazione che ha mostrato come la Virtus possa essere un’eccellente squadra quando esegue concentrata e con la testa, leggendo quello che la difesa concede, ma anche un vero disastro quando si fa prendere da eroismi vari.

Nel corso del primo tempo Djordjevic ha trovato una brillante contromossa alla difesa arroccata di Brescia per liberare al tiro il Punter spuntato.

Soluzione che, di primo acchito, ha colto Brescia di sorpresa, con Punter libero di tirare e segnare.

Non così, però, nella seconda situazione, in cui il numero zero virtussino, gasato dal precedente canestro, è ricaduto in uno dei suoi vizi capitali, cercando il tiro difficile per continuare la striscia personale piuttosto che la giocata più facile.

Tiro forzato contro l’uscita di un centro e quasi 10″ sul cronometro dei 24. Quasi mai una buona idea.

A maggior ragione vedendo come la situazione sia stata gestita, nel secondo tempo, da altri due interpreti.

Un’esecuzione quasi perfetta. Cercando di creare un vantaggio e, una volta non materializzatosi, tornando sui propri passi per crearne uno nuovo e migliore, raccattando due punti comodi.

La chiave di tutto per questa squadra.

Avere la lucidità nel gioco per quanto più tempo possibile. Non disdegnando, certo, botte di adrenalina che i propri atleti possono garantirle, ma non a discapito di una condotta di partita intelligente.

La sfida di venerdì prossimo contro il Bamberg porrà problemi specifici diversi in campo. Ma il concetto di base rimane lo stesso: senza la capacità di riconoscere la giocata giusta almeno nella maggioranza delle situazioni, di strada se ne farà poca.

Dopo cinquanta partite, la speranza, è di vedere finalmente questa dote.

Recap Brescia-Virtus: Luca Vitali mette la parola fine al campionato bianconero

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Sconfitta beffarda per la Virtus, specchio perfetto di una stagione quanto mai contraddittoria. Partenza 0-16. Intervallo a -15. Parziale di 31-7 il terzo quarto. Massimo vantaggio a +14. Rimonta subita per mano di Tommy Laquintana. Canestro di Punter per il +1 a 3″ dalla fine. Tabellata a occhi chiusi di Vitali sulla sirena. Giù il sipario sul campionato Segafredo.

RISULTATO FINALE: sconfitta 77-75.

BRESCIA
VIRTUS
77PUNTEGGIO FINALE75
23PRIMO QUARTO15
42 (19)SECONDO QUARTO27 (12)
49 (7)TERZO QUARTO58 (31)
77 (28)QUARTO QUARTO75 (17)
SUPPLEMENTARI
16 (42-26)MASSIMO VANTAGGIO14 (55-41)
4CAMBI VANTAGGIO3
26:49TEMPO IN VANTAGGIO12:08

FATTORE X DELLA GARA: lo 0/3 dai liberi di Tony Taylor negli ultimi 3′, che mette in croce una Virtus incapace di chiudere la partita.

IL TABELLINO

BRESCIA: Hamilton 22, Abass 15, Mensah NE, Vitali 9, Laquintana 11, Caroli NE, Beverly 7, Zerini 3, Moss 8, Sacchetti 2. Allenatore: Diana.

VIRTUS: Punter 10, Martin 12, Moreira 18, Pajola 5, Taylor 6, Baldi Rossi 7, Cappelletti NE, Kravic 13, Aradori, Berti NE, M’Baye 4, Cournooh, . All. Djordjevic

STATISTICHE DEI SINGOLI

BRESCIA
VIRTUS
22 HamiltonPUNTI18 Moreira
8 AbassRIMBALZI7 Punter e Moreira
12 VitaliASSIST4 Taylor
3 con trePALLE PERSE3 con due
2 MossPALLE RECUPERATE3 Moreira
3 con unaSTOPPATE
19 VitaliVALUTAZIONE26 Moreira
15 Hamilton+/-5 Pajola

STATISTICHE DI GIOCO

BRESCIA
VIRTUS
18/28 (64%)Tiri da 225/47 (53%)
9/24 (38%)Tiri da 37/27 (26%)
14/18 (78%)Tiri liberi4/9 (44%)
30Rimbalzi difensivi23
3Rimbalzi offensivi12
33Rimbalzi totali35
15Assist12
12Palle perse8
4Palle recuperate7
3Stoppate0
14Falli18

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

PROSSIMO IMPEGNO

Prossima partita per la Virtus in casa domenica alle 17 contro la Dolomiti Energia Trento.