Skipping steps

Skipping Steps
Tempo di lettura 3 minuti
686 letto

Il mercato della Virtus tra ambizione e contratti milionari

Da queste pagine spesso abbiamo parlato di pazienza, di costruzione, di competenza, di necessità di attendere tempi anche lunghi affinché la Virtus potesse tornare ad essere “la Virtus”, quella che competeva per vincere in Italia e in Europa. Per percorrere questo cammino, nel solco tracciato da società come Venezia e Trento, è necessario tempo.

La Virtus targata Segafredo, in questa estate di fuoco e di entusiasmo, ci ha ricordato che è possibile almeno tentare di intraprendere un’altra strada. Quella che ha seguito Milano in tutti questi anni, che prevede l‘aumento degli investimenti – o delle spese – per completare una squadra di giocatori pronti subito e tutti del livello che si ritiene adeguato alle ambizioni.

Abbiamo detto una squadra di giocatori pronti subito, non una squadra pronta subito, e c’è una bella differenza. Milano, appunto, insegna. Il passo che è davvero impossibile saltare è quello del lavoro in palestra. Della ricerca di equilibrio, della traduzione sul campo di quello che, al momento, è un mercato ricchissimo.

Sasha Djordjevic e Paolo Ronci hanno confezionato la squadra totalmente secondo i loro desideri. Nessun compromesso, nemmeno per i contratti in essere, tanto che si sta rescindendo quello più pesante, per tanti motivi – e lo era anche l’anno scorso: Pietro Aradori.

Una disponibilità economica tale da contendere almeno tre giocatori – Teodosic, Markovic, Hunter – a squadre di Eurolega, e vincere la contesa.

Pressione da gestire, contro avversarie più che attrezzate

Ora, su Djordjevic e su Ronci grava, inutile girarci intorno, un’enorme pressione. Il budget è più che raddoppiato, e la Virtus viene da un’annata sì deludente in campionato, ma vincente in coppa. Fare meglio, globalmente, non sarà semplice. Gli obbiettivi sono chiari e, stavolta, dichiarati fin dall’inizio: la semifinale scudetto e la finale di Eurocup. Entrambe sfide difficilissime.

E se per la prima le competitor che possono disporre di un budget e di un’organico – sulla carta – superiore sono poche, per non dire una o due, in Eurocup diverse squadre sono attrezzate per competere per gli stessi obbiettivi.

E qui, il tempo servirà, anche se non ci saranno anni ma mesi. Servirà, perché Djordjevic prenderà in mano la squadra una settimana prima dell’esordio in campionato. E ci vorrà tempo affinché questi giocatori, già pronti individualmente, diventino una squadra pronta per gli obbiettivi indicati dalla proprietà.

Da queste pagine sono arrivati spesso inviti alla pazienza, alla calma ed alla visione di prospettiva. Non è un mistero che a noi di Vnera piacesse il progetto Virtus nato con Marco Martelli l’anno scorso. Basato sulla ricerca di giocatori non “di nome” e non necessariamente pronti, ma da sviluppare per far rendere al massimo il budget speso in ingaggi. Con piccole correzioni ogni anno e la ricerca della crescita nel segno della continuità.

La proprietà, legittimamente, ha deciso che i tempi necessari ad attendere lo sviluppo di un progetto di lungo termine non c’erano. Non c’erano perché i criteri di ammissione alla prossima Eurolega sono cambiati e sono, quest’anno, più permissivi.

L’accesso all’Eurolega porterebbe incassi importanti e trasformerebbe, questo si, in investimenti con un ritorno quelle che ad oggi sembrano, in alcuni casi, spese al limite dei valori di mercato, od oltre.

L’occasione del Decreto Crescita sfruttata al massimo per tentare il salto di qualità

Non c’erano perché il decreto crescita ha consentito una espansione del monte ingaggi superiore proporzionalmente all’espansione del budget. E non c’erano perché questa proprietà ha dimostrato di essere estremamente sensibile agli umori della tifoseria. Di una tifoseria che la parola pazienza non sa nemmeno dove stia di casa.

E allora, di nuovo, alla fine di questo mercato di cui abbiamo analizzato i protagonisti e che analizzeremo nella sua globalità, desideriamo chiedere a chi ci legge di considerare che, come ha detto Ettore Messina nella sua conferenza stampa di insediamento all’Olimpia Milano, nello sport non si può “skip steps”, saltare passi.

Il fatto che a dirlo sia proprio l’uomo scelto da Milano per cercare di rompere il circolo vizioso degli investimenti che dovrebbero pagare subito e non pagano mai dovrebbe farci riflettere.

La proprietà Segafredo ha saltato tutti quelli che era possibile saltare, forse persino qualcuno in più, mettendo in campo tutto il suo potere economico e dando a Sasha Djordjevic carta (quasi) bianca.

Ora, sta anche al pubblico non pretendere l’impossibile, ovvero che si saltino i passi indispensabili alla costruzione di una squadra, da plasmare con il tempo necessario a partire da una materia prima di grande qualità. L’appoggio di cui ha più bisogno la Virtus Segafredo 2019/2020 è, ancora una volta, lo stesso: la pazienza dei suoi tifosi.

Il nuovo diktat bianconero

Tempo di lettura 2 minuti

568 letto

Le parole sono state chiare fin troppo chiare.

La V ha messo un budget iniziale ritenuto importante con obiettivi prefissati.

Non raggiungerli è un danno e gli infortuni non sono un alibi, anzi un motivo per valutare tutti gli altri, vista la cifra messa ad inizio anno.

I nostri giocatori sono importanti ma devono dare sempre il 100% e non vogliamo sbagliare, siamo la Virtus.

I nostri giovani ci danno una mano, ma noi vogliamo vincere subito non ci interessa crescere in casa un giocatore, quando in estate possiamo permetterne altri.

Capiamo che questi possono subire la pressione nel giocare nella V ma appunto per questo devono essere all’altezza visto l’impegno nostro estivo.

I nostri tifosi sono fantastici, sono i numeri uno al mondo, la proprietà paga cifre importanti per permettere a loro una squadra all’altezza e se questa non rende per poche partite è giusto invocare subito il licenziamento di alcuni.

Anche per gli infortunati è giusto comportarsi così, non bisogna perdere tempo ed i nuovi arrivati sicuramente aiuteranno ancora di più la chimica di gruppo.

Noi ci fidiamo del nostro staff anche se questo fa errori, eventualmente troviamo altri elementi per affiancargli, però non è colpa nostra perché noi garantiamo tutto.

Siamo alla ricerca di soci importanti perché il nostro impegno è importante ma per raggiungere altri obbiettivi servono altri, però noi ci impegniamo.

Stiamo partecipando ad una coppa conquistata grazie all’importanza della nostro nome e vogliamo fare bella figura.

Bella figura vuol dire vincere e continuare a farlo anche in campionato, visto il nostro impegno iniziale.

Non vogliamo perdere contro squadre che hanno speso meno di noi, senno perché noi l’abbiamo fatto?

Ascoltiamo tanto i nostri tifosi e quello che scrivono sui social, vogliamo accontentarli tutti, nessun escluso.

Questo è il nostro modo di pensare, teniamocelo a mente nei momenti in cui ce lo dimentichiamo.

Vnera risponde: perché la Virtus ha fretta di comprare?

Virtus
Tempo di lettura 2 minuti
780 letto

Tifosi che scrivono comunicati, tifosi che scrivono striscioni. Perché la Virtus è ferma sul mercato?


Partiamo dall’inizio.

Il 21 settembre Brian Qvale colui che ha giocato 161 partite giocate su 166 in 3 anni e ultima stagione con il Lokomotiv Kuban (finalista in Eurocup) si fa male durante il derby amichevole contro la Fortitudo con una contrattura alla schiena.

La Virtus gioca il precampionato senza il suo capitano, senza il giocatore dal pedigree europeo più brillante e ritorna in gruppo il 2 novembre.

Ma dopo 5 giorni (7 novembre) si infortuna anche Kelvin Martin con uno strappo di secondo grado nella coscia destra rimediato nella sfortunata gara contro Venezia e nel frattempo lo stesso centro americano continuerà a convivere con il dolore visto il doppio impegno stagionale.

La Vnera però vince in campionato quattro gare di fila però dopo la gara persa contro Pesaro, i medici Virtus e Sacripanti in sala stampa parlando di una ricaduta nel recupero di KMartin con altre settimane lontano dalla squadra…

Dopo la sosta per le nazionali il 6 dicembre la troupe medica dichiara Qvale perfettamente ristabilito e Baraldi intervistato dopo la riunione con lo staff e dirigenza annuncia che la V non interverrà sul mercato, però manifestando poca felicità dei risultati attuali della squadra viste le sconfitte di Pesaro e appunto tornati dalla sosta in casa contro Sassari.

Dopo un andamento molto ondivago a fine anno però Brian Qvale torna nuovamente ad essere out e notizia oggi la Virtus annuncia di provare a trovare un supplente al suo capitano ed eventualmente un esterno italiano.  

Perché non l’hanno fatto prima?

Beh diciamo che siamo stati parecchio sfortunati con due ricadute in un momento molto complicato della stagione.

Cosa serve la Virtus?

Sicuramente un centro con capacità difensive e con attitudine al rimbalzo, non serve uno che faccia canestro, ne abbiamo tanti in quel ruolo..

Perché abbiamo aspettato così tanto?

Beh avevamo fatto un articolo spiegando i motivi (validi) per aspettare, ma a quanto pare non basta per alcuni trovando la Final8 più importante di una sosta per far recuperare energie e idee a tutta la squadra.

La Virtus aveva un giocatore pronto per sostituirlo ma le parole dei medici hanno fatto rallentare la trattativa poi definitivamente arenata una volta che l’atleta ha firmato con un altra squadra.

Il mercato dei centri è uno tra i più costosi di tutta europa, si fa fatica a trovare un giocatore subito all’altezza e quelli disponibili preferiscono rimanere in Dleague o come journeyman NBA oppure scegliere squadre di Eurolega o prendere soldi in Cina.

Come avevamo ipotizzato nel precedente articolo a fine gennaio la Virtus ha più profili disponibili dopo la fine della prima fase di Eurocup, Basketball Champions League e fine secondo round in Europe Cup.

Lo scorso anno ad esempio Austin Daye eliminato con l’Hapoel Tel Aviv dalla BCL si è accasato a Venezia e Kevin Punter dal Rosa Radom per lo stesso motivo ha firmato con AEK Atene risultando entrambi fondamentali per la vittoria della Champion League (Aek) ed Europe Cup ( Venezia).


La Virtus non ha problemi di attrattiva e l’ottima corsa fin ora fatta in BCL aiuta la squadra di Sacripanti ad avere maggiori chance di mettersi in squadra americani di buon livello.
A briscola, la V ora ha trovato solo due carte buone e siamo solo a metà mazzo: aspettiamo di prendere l’asso o ci vogliamo accontentare di solo di scartini e sperare che siano adatti a noi?