Chi sale e chi scende: appunti sparsi dal torneo di Olbia

Torneo Olbia
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Secondo week end di partite per la Virtus, a Olbia, contro avversarie di tutt’altro spessore rispetto alla Ferrara incerottata vista domenica scorsa a Sestola. Avellino (senza Filloy, N’Diaye e Campogrande) e Ludwigsburg (senza Waleskowski, Klein e Jallow), rispettivamente finalista di Europe Cup e semifinalista di Champions League nella passata stagione.

Indicazioni (perché, ripetiamo, a questo punto della preparazione solo di indicazioni si può parlare, e niente più) ce ne sono state. Positive e meno positive. Le due sconfitte, peraltro arrivate entrambe  in volata, contano il giusto. Senza Taylor e Aradori, obiettivamente, guardare troppo al tabellone sarebbe stato un errore. Pino Sacripanti ha dovuto adattare molto le rotazioni di un back court praticamente dimezzato. Ma, come si dice, nelle emergenze spesso nascono le opportunità.

Dal minuto 3:08 le parole di Marco Martelli prima della partita con Avellino

E così sono arrivati i primi minuti (poco meno di trenta in due partite) per Alessandro Cappelletti, la sorpresa più piacevole della due giorni sarda. In campo senza paura e a testa alta in entrambe le partite. Non è certo sembrato un giocatore reduce da un anno di inattività. Ha attaccato mostrando buona propensione al canestro. Da rivedere, un po’ come tutti, in difesa dove ha subito abbastanza. Contro Ludwigsburg, dopo l’inizio reso molto difficile dal pressing dei tedeschi, la squadra ha recuperato equilibrio con lui e Cournooh in campo.

Cournooh che ha già messo in mostra tutto il suo valore come jolly tattico. E’ stato sul parquet soprattutto come guardia, giocando però anche minuti da playmaker, unico o in appoggio al portatore di palla principale. Ha dimostrato di essere già in discrete condizioni fisiche e portato buon contributo offensivo.

Dal trio di “piccoli” quello che esce un po’ meno bene è Alessandro Pajola. Niente di grave sia chiaro, ma dopo una prima partita con Avellino tutto sommato positiva, ha mostrato grandi difficoltà contro il pressing a tutto campo imposto da Ludwigsburg. Tutta esperienza che servirà molto in futuro, ma certo al momento non si può fare affidamento unicamente su di lui come cambio di Taylor. Positivo, comunque, il fatto che in attacco sembri più a suo agio del passato quando si tratta di guardare al canestro.

“MVP” della due giorni, senza fare grandi fatiche a immaginarlo, Kevin Punter. Gran partita contro Avellino. Bene anche nella finale 3°/4° posto, anche se un po’ sparito nel secondo tempo. 48 punti in due partite e, soprattutto, la sensazione di un giocatore che offensivamente sia di un livello superiore. La naturalezza di tiro la si conosceva, queste prime partite hanno messo in mostra anche discreto ball handling. Ha la tendenza a cercare di “spezzare” i raddoppi col palleggio in maniera un po’ forzata a volte, ma se batte l’uomo poi vede il cesto in maniera davvero incredibile.

In rialzo le quotazioni di Amath M’Baye, che ha fatto vedere bene tutto quello che è: un talento offensivo da tenere all’interno di un sistema in difesa. Ha una caratteristica che farà sicuramente molto comodo alla Virtus, ossia quella di poter risolvere attacchi ricevendo da fermo e andando in uno contro uno. Difensivamente ha angoli tutti da rivedere (tante volte battuto dal palleggio), ma se dall’altra parte del campo produce come ha fatto tra sabato e domenica può non essere un problema insormontabile.

Indietro di condizione ancora Qvale. Cosa evidente soprattutto in difesa, dove ancora non si sono viste le sue ottime doti nel contenimento dell’esterno in palleggio sui pick & roll (più di una volta in ritardo sugli show difensivi). Situazione abbastanza naturale, vista la stazza del giocatore, che certo non preoccupa.

Discorso simile per Kelvin Martin, ancora lontano dalla condizione ideale e penalizzato oltremodo da un tiro che non è mai entrato. Anche qui, poco di cui preoccuparsi. La taglia fisica del giocatore è particolare, e non è certo questo il momento per attenderlo al top della forma fisica.

Venendo alla squadra, da notare come in attacco la Virtus sia quasi sempre all’interno di un set offensivo. Vuoi perché in preparazione si tende sempre a giocare per  provare gli schemi, però è stato abbastanza raro vedere la squadra giocare azioni senza una chiamata specifica. Poi ci sono stati tanti giochi rotti dove si è dovuto ricorrere a soluzioni personali o pick & roll, ma in linea di massima si è sempre andati all’interno di un gioco, spesso filato abbastanza fluido, per essere i primi di settembre.

Sacripanti ha usato un approccio abbastanza differente nelle due partite: contro Avellino ha avuto rotazioni più “convenzionali” cambiando meno e giostrando quintetti abbastanza standard, mentre con Ludwigsburg ha sperimentato di più. Specialmente provando, come anticipato a Sestola, quintetti con Baldi Rossi da cinque o Kelvin Martin da quattro.

Dal minuto 2:30:06 le parole di Pino Sacripanti al termine della gara con Ludwigsburg

Dalla difesa e a rimbalzo sono arrivate le note dolenti. La Virtus ha fatto grande fatica per tutto il week end a contenere gli uno contro uno avversari. E, in una situazione dove gli automatismi difensivi di squadra non possono essere ancora perfetti (i movimenti di aiuto ci sono, mancano i tempi), questo ha portato a subire tanti punti (88,5 di media, dopo i 77 con Ferrara). Gambe pesanti, certo, ma ci sono stati anche errori tecnici. Nella seconda partita è venuta fuori anche una discreta difficoltà in transizione difensiva, con i tedeschi che hanno segnato spesso in contropiede, talvolta in conseguenza di tiri presi con poco equilibrio dai bianconeri.

A rimbalzo il discorso va diviso tra lunghi ed esterni. Qvale e Kravic hanno sofferto abbastanza, specialmente nelle situazioni di uno contro uno a rimbalzo, facendosi portare via diversi palloni. Come dicevamo, nessuno dei due è un grandissimo rimbalzista, e certe difficoltà hanno cominciato ad emergere. Di contro, va detto, gli esterni hanno lavorato bene sotto le plance. In particolare Cournooh, Martin e lo stesso Punter hanno dato una bella mano per bilanciare i problemi emersi.

Prossimo appuntamento, sperando di vedere la squadra quasi al completo (sicuramente ancora assente Aradori), sabato prossimo a Parma per il Memorial Bertolazzi. Ore 17.30 palla a due contro Trieste. Nell’altra semifinale Reggio Emilia e Brindisi.