I sondaggioni di VNera: diamo i voti agli esterni della Virtus

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Noi abbiamo dato i nostri giudizi, ora tocca a voi dire la vostra.

Fateci sapere il vostro voto ad ognuno degli esterni della Virtus 2017/2018:

Oliver Lafayette

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Stefano Gentile

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Alessandro Pajola

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Pietro Aradori

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Michael Umeh

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Alessandro Gentile

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I voti di VNera ai giocatori della Virtus: gli esterni

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Proseguiamo nel nostro giro di valutazioni sulla stagione Virtus appena andata in archivio. Dopo aver dato un giudizio di redazione sulla stagione in generale, andiamo ora più nel dettaglio dei giocatori.

Oggi partiamo dagli esterni.

OLIVER LAFAYETTE

Il grande “imputato” di questa stagione. Arriva come specialista di difesa e tiro da tre punti. La prima si vede sempre e con costanza (miglior rating difensivo del reparto con 104.9), il secondo decisamente meno: 33,1% con dentro la beneficiata di Reggio Emilia. Come già detto qua in altre pagine, forse nel suo caso c’è stato un grande fraintendimento tra le attese e quello che realmente poteva dare il giocatore. Che veniva da una stagione da terzo playmaker in una squadra di alto livello (Malaga vincitrice dell’Eurocup). I suoi 13’ di impiego medio, non giocando tutte le partite peraltro, sono diventati quasi 29. In un ruolo che ha dimostrato di non riuscire a gestire al meglio, nonostante buoni numeri per quanti riguarda le palle perse. Alla lunga il dover guidare la squadra lo ha portato fuori ritmo e le percentuali sono crollate. A sua difesa va detto che non si è mai tirato indietro dal prendersi una responsabilità quando la palla scottava. Semplicemente ha quasi sempre sbagliato. Colpe da dividersi con chi l’ha messo lì, ma la sua è una stagione da 5 in pagella.

STEFANO GENTILE

Una delle grandi delusioni della stagione. Era, forse, il giocatore su cui si avevano meno dubbi nel passaggio dalla A2 alla A, se non altro perché questi parquet li aveva calcati fino a un anno fa. E invece è andato contro un muro ai suoi ritmi sempre alti. Percentuali di tiro disastrose (36% complessivo dal campo, 24% da tre, appena meglio di Alessandro), numeri difensivi molto rivedibili (peggiore del reparto per rating difensivo), 20’ medi di impiego dove spesso ha portato tanta grinta (buoni numeri, per un playmaker, a livello di percentuali di rimbalzi catturati) ma poco ordine. E in un campionato con il playmaker titolare in chiara difficoltà, maggior lucidità da parte sua sarebbe stata fondamentale. La stagione è da 5 anche per lui, perché non vogliamo essere troppo severi.

ALESSANDRO PAJOLA

Certamente una delle migliori note in stagione. Vuoi per le difficoltà di Lafayette e Gentile, vuoi per gli infortuni, alla lunga Ramagli si è trovato obbligato a buttarlo in campo con regolarità. Vedendosi spesso ripagato da un ragazzino che ogni volta sul parquet è stato l’anima difensiva della squadra, spesso risvegliando il gruppo con la sua intensità. La sua ritrosia offensiva, però, a tratti è parsa davvero eccessiva, anche perché quando si è preso delle responsabilità, tiro da tre a parte dove c’è ancora tantissimo da lavorare, ha dimostrato visione di gioco e discrete capacità di finire in area. Curiosi di vedere cosa succederà il prossimo anno: anche un prestito, a un livello buono, potrebbe non essere idea malvagia piuttosto che rischiare, a seconda delle ambizioni della squadra futura, di fargli fare troppa panchina. Voto: 6,5.

PIETRO ARADORI

Esattamente all’opposto di Oliver Lafayette. Da Pietro ci si aspettavano determinate cose. E lui le ha portate tutte, nel bene (soprattutto) e nel male (in alcuni casi). Offensivamente non discute e di italiani col suo impatto offensivo, obiettivamente, se ne trovano pochi. 112,4 di rating offensivo è davvero un rilievo notevole. Difensivamente si sapeva non fosse un mastino, ma non è certo stata la voragine che in molti si erano affrettati a descrivere in estate. Tante partite le ha risolte lui con le sue grandissime capacità di realizzatore, miglior net rating nel reparto. Forse è mancato un po’ di killer instinct in quei finali dove la Virtus ha perso la stagione. Ma ha contratto e va confermato senza se e senza ma. Voto 7.

ALESSANDRO GENTILE

L’altro grande equivoco della stagione virtussino. Si sapeva da subito che sarebbe stato un giocatore sempre sul filo: un giorno eroe, la domenica dopo rovina. In realtà la sua stagione, fino al giro di boa, fino a quella scazzottata con Gutierrez, è stata molto buona. Almeno da sette. Con i suoi pro e suoi contro, certo, ma giocata ad alto livello, con una sicurezza fisica e mentale pienamente recuperata. Spettacolari le sue prestazioni a Pesaro e Varese. Poi la squalifica. Gli infortuni. Sei partite saltate. I rumors fuori dal campo. E dentro al campo non lo si è più visto al 100%. Lui, come sua abitudine, non ha certo fatto un passo indietro, prendendosi sempre quelle responsabilità che, a un certo punto, forse non gli spettavano. A Reggio l’ultima recita simbolo della stagione: un primo tempo ignobile come tutta la squadra, cinque minuti di dominio totale su entrambi i lati del campo nel terzo quarto, poi di nuovo via con la testa e il fallo tecnico che ha chiuso i giochi. Un giocatore che resta misterioso, viaggia a quasi 17 punti di media ma ha uno dei peggiori rating offensivi della squadra. Dà l’impressione che debba costruirsi un gioco differente per rimanere ad alto livello. Un esempio: con la sua intelligenza cestistica quasi tre tiri a partita da dietro l’arco non sono accettabili. Voto 6.

MICHAEL UMEH

L’altra sorpresa della stagione. Su di lui c’erano seri dubbi per via della taglia fisica. E invece con grande intelligenza e professionalità si è ritagliato un preziosissimo ruolo da sesto uomo capace di spaccare le partite con le sue triple. Da dietro l’arco è stato a lungo l’unica vera luce della squadra (40,7%). E in difesa, nonostante la carenza di centimetri, spesso è stato l’incursore designato da Ramagli per guastare la festa al miglior esterno avversario. Come normale, ha alternato ottime partite ad altre in cui si è visto poco. Ma, in generale, ha dimostrato di poter essere un giocatore estremamente utile e nel finale la sua assenza ha pesato come un macigno. Andrebbe tenuto. Voto 7.

E voi che ne dite? Fateci sapere la vostra rispondendo al nostro sondaggione sugli esterni Virtus 2017/2018

IL GIUDIZIO ALLA STAGIONE VIRTUS DA PARTE DELLO STAFF DI VNERA – PARTE 2

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Tocca a me. Mi brucia ancora parlare di questa stagione: per com’è finita dopo tutto l’entusiasmo per com’era iniziata.
Quante volte ho dovuto giustificare o placare le critiche a volte molto pesanti di amici, colleghi o voi stessi che state leggendo.
I risultati però sono questi e la Virtus ha fallito i playoff, sotto gli occhi di tutta Italia, che ci ha giustamente deriso.
La sua valutazione quindi non può che essere insufficiente, dopo aver iniziato la pre-stagione con due brutte partite perse sul finale contro Avellino e Reggio Emilia che avevano già fatto intendere una squadra sotto come valore rispetto alle altre: si ma è settembre..
La prima gara con Trento però è stata una fotocopia di quelle partite iniziali poi ripetuto contro Venezia due volte, Brescia, Varese, Avellino in casa e Brindisi in trasferta.
Ecco poi non parliamo delle gare perse o molto arrendevoli fuori dal Paladozza contro Avellino, Sassari, Cremona e appunto Reggio l’ultima che fa più male, ma non l’unica.
Vi sto indicando apposta quelle negative perchè purtroppo di vittorie positive sono state veramente pochissime: dopo Varese molte di queste senza Ale Gentile, ma ci arriviamo dopo.

Sulla stagione il mio voto è 5.

Parliamo della squadra, come ho scritto su altri siti: un ibrido tra i premiati della A2 e soli 4 giocatori di Serie A, troppo poco per sostenere un campionanto con l’obbiettivo dei playoff.

Purtroppo ci siamo fatti ingannare dai personaggi carismatici in squadra piuttosto che valutare le prestazioni in campo.

La squadra fin dal primo momento era incompleta e dopo aver sostituito Rosselli per inserire un giocatore da LBA come Baldi Rossi, ha leggermente migliorato le sue chance di partecipazione alla Final Eight, avvenuta nell’ultima gara, pregando per un incrocio favorevole.
Troppe prestazioni incostanti di alcuni che cambiavano maschera ogni volta che affrontavano un avversario diverso, l’unico costante è stato Pietro Aradori, non a caso uno dei migliori in tante statistiche della Virtus di quest’anno.

Capitolo su Ale Gentile, premessa ero molto scettico fin dal suo arrivo perchè è un giocatore con caratteristiche fisiche e tattiche molto simili ad Aradori; peccato che al posto di giocare adeguandosi alla squadra (magari provando a giocare più spalle a canestro o nei pressi dell’area) ha continuato egoisticamente a giocare nel suo modo, fregandosi del resto sbattendo più volte (la palla o lui stesso) contro le difese avversarie, innervosendosi e uscendo subito dal match (Avellino e Venezia, Brescia in casa).
Ha vinto una gara da solo contro Varese e contro alcune squadre poi nel corso della stagione in lotta per non retrocedere ma ha saltato troppe gare per il peso specifico che aveva in squadra (5 su 30 ovvero una gara su sei).

Il mio voto sulla squadra è di 5.

Parliamo quindi dell’allenatore: coach Ramagli.
Il coach toscano per me e per tutti i tifosi virtus avrà sempre un posto nel nostro cuore e nei nostri ricordi: la promozione e la coppa italia di A2 portano il suo nome, però questa stagione si sono viste le differenze tra un allenatore da tanti anni in A2 confrontandosi contro la dura realtà della massima serie.
In molte partite contro avversari alla portata della Vnera purtroppo non è mai riuscito a leggere sul momento la gara, ma sbattendo forte contro i suoi ideali o il suo programma pre-partita perdendo così molte gare.
Già lo scorso anno contro la zona aveva faticato un bel po’, quest’anno almeno 4 o 5 gare sono state perse per quel motivo.
Il quintetto piccolo tanto invocato da me in alcune partite ( Baldi Rossi da 5, Gentile da 4 e così via) è arrivato poi all’ultima giornata nel disperato tentativo di recuperare la partita contro la Reggiana e c’era quasi riuscito mannaggia.
Poi potremmo parlare della gestione di Jamil Wilson, giocatore preso per le ultime partite nel tentativo di giocare i playoff, che dopo la bella prestazione sul finale contro Avellino in casa, ha giocato 4 minuti al Palabigi terminando a 39 minuti totali considerando anche i minuti di garbage time a Pistoia.
Insomma poteva osare di più ma non l’ha mai fatto, alcune volte è sembrato più interessato all’armonia della squadra che ai risultati.

Il mio voto all’allenatore è 5.

Infine la società, a gennaio 2017 è un anno esatto dall’avvento di Segafredo Zanetti in Virtus, lui e il suo 40% a gestire tutti gli altri.
Anche qui premiare uno staff è stato secondo me un errore, sopratutto alla prima esperienza in A, con la cassa di risonanza dei nazionali presi in squadra e gestendo male il budget a disposizione.
L’obbiettivo non dichiarato ma sussurrato era di andar in coppa per questioni fiscali e alla fine c’è riuscito, ma quando doveva aver l’appoggio degli altri in società era come la bolla di sodio in un importante pubblicità.
La conferenza stampa di dicembre era un chiaro segnale che le cose non stavano andavano nella direzione giusta, per fortuna un aiuto della fip, ci ha permesso di ottenere una wild card e invogliare magari qualche imprenditore in più per il prossimo anno in Europa e magari in futuro, non appena finiscono i lavori in foresteria.

il mio voto alla proprietà è 5.

Davide Trebbi

Virtus Bologna spreca e perde contro Avellino

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Cade per la terza volta in casa la VNera e complica la sua corsa playoff, una gara che ha quasi sempre rincorso e nell’ultimo quarto ha avuto più chance di sferrare il colpo senza mai riuscirci.

C’è Umeh in borghese e c’è quintetto per il rientrante Ale Gentile che però in difesa subisce Rich e dopo un gioco da 4 punti è prima fuga Sidigas 8-12 a metà tempo, 15-18 a fine primo quarto dopo il bellissimo alley opp tra Fitipaldo e Lawal ma un ottimo Kenny Lawson.

Rientrati in campo Lawson con la tripla pareggia la contesa sul 20 pari, ma Fesenko è un problema su due lati del campo e così Avellino scappa massimo vantaggio +9 al 15‘.

Aradori e Ndoja prova a riavvicinarsi alla contesa sul -5 dopo tre ottime difese Segafredo ma a fine primo tempo il punteggio è sul 28-33.

Nella ripresa una tripla di Aradori e un grande Slaughter pareggia e porta la Virtus +3 a metà gara (38-35) fino putroppo al suo terzo fallo personale; Sacripanti abbassa il quintetto e Zerini porta nuovamente avanti i suoi +2 (39-41) al 28’. 41-46 a fine terzo quarto dopo il canestro di rapina del capitan Ndoja.

Ultimo quarto la Virtus si rifà sotto per ben due volte con Aradori e Stefano Gentile pareggiando la gara ma Avellino reagisce ogni volta; Wilson dopo una sanguinosa palla persa porta avanti con la tripla (62-61) ma la Sidigas porterà a casa la partita con Filloy protagonista 5 punto e assist per Fesenko, Wilson riavvicina i suoi a -3 ma la Scandone non sbaglia in lunetta per il risultato finale di 64-70.

Virtus Segafredo 70 – Sidigas Avellino 64

VIRTUS SEGAFREDO: A. Gentile, Pajola, Baldi Rossi 2, Ndoja 4, Lafayette 5, Aradori 22, S. Gentile 6, Lawson 7, Slaughter 11, Wilson 7. All. Ramagli.

SIDIGAS AVELLINO: Zerini 4, Wells 4, Fitipaldo 3, Bianco ne, Lawal 4, Leunen 5, Scrubb 7, Filloy 11, D’Ercole, Rich 17, Fesenko 15, Parlato ne. All. Sacripanti.

Arbitri: Paternicò, Paglialunga, Belfiore.

Note: parziali 15-18, 28-33, 41-46.

Tiri da due: Virtus 18/39; Avellino 19/33. Tiri da tre: 7/25; 8/26. Tiri liberi 7/13 ; 8/12 . Rimbalzi: 31; 42.

Pre-partita Pistoia – Virtus Bologna: riuscirà la VNera a centrare la sesta vittoria in trasferta?

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Partita sulla carta facile, ma per la 28 giornata e terzultima gara di campionato, la grossa rivalità tra le due squadre rende questa gara tutto tranne che scontata.

GAME INFO

Quando: Domenica, 29 aprile 2018 ore 18:00

Dove: PalaCarrara – Pistoia, Italia

Tv: Eurosport Player Radio: Radio BolognaUno

Probabili quintetti :

PISTOIA: Moore, McGee, Mian, Gaspardo, Ivanov

VIRTUS BOLOGNA: LaFayette, Pajola, Aradori, Baldi Rossi, Slaughter

Infortunati : Ale Gentile, Umeh (Virtus), Diawara (Pistoia)

VNera pronostico: Pistoia 40% Virtus Bologna 60%

Posizione in classifica:

13.Pistoia 18 punti 9 vinte 18 perse

8. Virtus 28 punti 14 vinte 13 perse

Andamento:

Pistoia tre sconfitte consecutive

Virtus tre vittorie nelle ultime sei gare

5 punti statistici su Pistoia

1. Attacco rivedibile ma occhio al duo McGee – Moore

Pistoia è la squadra che segna di meno in tutto il campionato e secondo le statistiche avanzate il loro offensive rating (punti prodotti in 100 possessi) è di solo 103.3 ma bisognerà stare attenti al duo colored che in campo segnano e muovono più della metà dei possessi offensivi ( McGee14.8 punti di media / 20.8 in proiezione su 40 minuti) (Moore11.6 punti di media / 15.0 in proiezione su 40 minuti)

2. Occhio ai rimbalzi difensivi!

Pistoia è una delle squadre che cattura più rimbalzi in attacco in tutta la serie A, bisognerà quindi stare molto attenti soprattutto a lunghi dinamici come Gaspardo Ivanonv e Bond molto abili a segnare da fuori ma soprattutto molto atletici a recuperare palloni vaganti

3. Attenzione all’uomo assist Ronald Moore

Il playmaker numero due toscano fedelissimo di coach Esposito, è al secondo posto tra i giocatori che distribuiscono più assist in tutto il campionato, bisognerà stare molto attenti e cercare di marcarlo molto bene per evitare di mettere ritmo i propri compagni.

4. Distribuzione di tiri molto simile alla nostra con pochi liberi ma squadra molto discontinua

Statisticamente la TheFlexx effettua lo stesso numero di conclusioni come la Virtus ma tira a differenza nostra il minor numero di tiri liberi in tutto il campionato 19.4 statisticamente su 100 possessi (noi siamo penultimi eh 19.8) però rispetto la Segafredo, Pistoia è una squadra molto discontinua al tiro e questo pregiudica tantissimo le loro prestazioni

5. La più fallosa in LBA ma anche quella che recupera meno palloni in campionato

I problemi in difesa di Pistoia sono sotto gli occhi ma aggiungendo qualcosa statisticamente notiamo anche che la TheFlexx è la squadra che recupera meno palloni in tutta la serie A (8 in steal % in proiezione su 100 possessi) e quella che commette più falli in tutta la serie A (30,5 in Personal Foul in proiezione sempre su 100 azioni) bisognerà quindi attaccare tantissimo e caricare di falli fin da subito i loro giocatori chiave per aver più chance di vittoria

Extra: un paio di anni fa la decise un giovane del vivaio Virtus…