I sondaggioni di VNera: diamo i voti agli esterni della Virtus

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Noi abbiamo dato i nostri giudizi, ora tocca a voi dire la vostra.

Fateci sapere il vostro voto ad ognuno degli esterni della Virtus 2017/2018:

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I voti di VNera ai giocatori della Virtus: gli esterni

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Proseguiamo nel nostro giro di valutazioni sulla stagione Virtus appena andata in archivio. Dopo aver dato un giudizio di redazione sulla stagione in generale, andiamo ora più nel dettaglio dei giocatori.

Oggi partiamo dagli esterni.

OLIVER LAFAYETTE

Il grande “imputato” di questa stagione. Arriva come specialista di difesa e tiro da tre punti. La prima si vede sempre e con costanza (miglior rating difensivo del reparto con 104.9), il secondo decisamente meno: 33,1% con dentro la beneficiata di Reggio Emilia. Come già detto qua in altre pagine, forse nel suo caso c’è stato un grande fraintendimento tra le attese e quello che realmente poteva dare il giocatore. Che veniva da una stagione da terzo playmaker in una squadra di alto livello (Malaga vincitrice dell’Eurocup). I suoi 13’ di impiego medio, non giocando tutte le partite peraltro, sono diventati quasi 29. In un ruolo che ha dimostrato di non riuscire a gestire al meglio, nonostante buoni numeri per quanti riguarda le palle perse. Alla lunga il dover guidare la squadra lo ha portato fuori ritmo e le percentuali sono crollate. A sua difesa va detto che non si è mai tirato indietro dal prendersi una responsabilità quando la palla scottava. Semplicemente ha quasi sempre sbagliato. Colpe da dividersi con chi l’ha messo lì, ma la sua è una stagione da 5 in pagella.

STEFANO GENTILE

Una delle grandi delusioni della stagione. Era, forse, il giocatore su cui si avevano meno dubbi nel passaggio dalla A2 alla A, se non altro perché questi parquet li aveva calcati fino a un anno fa. E invece è andato contro un muro ai suoi ritmi sempre alti. Percentuali di tiro disastrose (36% complessivo dal campo, 24% da tre, appena meglio di Alessandro), numeri difensivi molto rivedibili (peggiore del reparto per rating difensivo), 20’ medi di impiego dove spesso ha portato tanta grinta (buoni numeri, per un playmaker, a livello di percentuali di rimbalzi catturati) ma poco ordine. E in un campionato con il playmaker titolare in chiara difficoltà, maggior lucidità da parte sua sarebbe stata fondamentale. La stagione è da 5 anche per lui, perché non vogliamo essere troppo severi.

ALESSANDRO PAJOLA

Certamente una delle migliori note in stagione. Vuoi per le difficoltà di Lafayette e Gentile, vuoi per gli infortuni, alla lunga Ramagli si è trovato obbligato a buttarlo in campo con regolarità. Vedendosi spesso ripagato da un ragazzino che ogni volta sul parquet è stato l’anima difensiva della squadra, spesso risvegliando il gruppo con la sua intensità. La sua ritrosia offensiva, però, a tratti è parsa davvero eccessiva, anche perché quando si è preso delle responsabilità, tiro da tre a parte dove c’è ancora tantissimo da lavorare, ha dimostrato visione di gioco e discrete capacità di finire in area. Curiosi di vedere cosa succederà il prossimo anno: anche un prestito, a un livello buono, potrebbe non essere idea malvagia piuttosto che rischiare, a seconda delle ambizioni della squadra futura, di fargli fare troppa panchina. Voto: 6,5.

PIETRO ARADORI

Esattamente all’opposto di Oliver Lafayette. Da Pietro ci si aspettavano determinate cose. E lui le ha portate tutte, nel bene (soprattutto) e nel male (in alcuni casi). Offensivamente non discute e di italiani col suo impatto offensivo, obiettivamente, se ne trovano pochi. 112,4 di rating offensivo è davvero un rilievo notevole. Difensivamente si sapeva non fosse un mastino, ma non è certo stata la voragine che in molti si erano affrettati a descrivere in estate. Tante partite le ha risolte lui con le sue grandissime capacità di realizzatore, miglior net rating nel reparto. Forse è mancato un po’ di killer instinct in quei finali dove la Virtus ha perso la stagione. Ma ha contratto e va confermato senza se e senza ma. Voto 7.

ALESSANDRO GENTILE

L’altro grande equivoco della stagione virtussino. Si sapeva da subito che sarebbe stato un giocatore sempre sul filo: un giorno eroe, la domenica dopo rovina. In realtà la sua stagione, fino al giro di boa, fino a quella scazzottata con Gutierrez, è stata molto buona. Almeno da sette. Con i suoi pro e suoi contro, certo, ma giocata ad alto livello, con una sicurezza fisica e mentale pienamente recuperata. Spettacolari le sue prestazioni a Pesaro e Varese. Poi la squalifica. Gli infortuni. Sei partite saltate. I rumors fuori dal campo. E dentro al campo non lo si è più visto al 100%. Lui, come sua abitudine, non ha certo fatto un passo indietro, prendendosi sempre quelle responsabilità che, a un certo punto, forse non gli spettavano. A Reggio l’ultima recita simbolo della stagione: un primo tempo ignobile come tutta la squadra, cinque minuti di dominio totale su entrambi i lati del campo nel terzo quarto, poi di nuovo via con la testa e il fallo tecnico che ha chiuso i giochi. Un giocatore che resta misterioso, viaggia a quasi 17 punti di media ma ha uno dei peggiori rating offensivi della squadra. Dà l’impressione che debba costruirsi un gioco differente per rimanere ad alto livello. Un esempio: con la sua intelligenza cestistica quasi tre tiri a partita da dietro l’arco non sono accettabili. Voto 6.

MICHAEL UMEH

L’altra sorpresa della stagione. Su di lui c’erano seri dubbi per via della taglia fisica. E invece con grande intelligenza e professionalità si è ritagliato un preziosissimo ruolo da sesto uomo capace di spaccare le partite con le sue triple. Da dietro l’arco è stato a lungo l’unica vera luce della squadra (40,7%). E in difesa, nonostante la carenza di centimetri, spesso è stato l’incursore designato da Ramagli per guastare la festa al miglior esterno avversario. Come normale, ha alternato ottime partite ad altre in cui si è visto poco. Ma, in generale, ha dimostrato di poter essere un giocatore estremamente utile e nel finale la sua assenza ha pesato come un macigno. Andrebbe tenuto. Voto 7.

E voi che ne dite? Fateci sapere la vostra rispondendo al nostro sondaggione sugli esterni Virtus 2017/2018

IL GIUDIZIO ALLA STAGIONE VIRTUS DA PARTE DELLO STAFF DI VNERA – PARTE 2

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Tocca a me. Mi brucia ancora parlare di questa stagione: per com’è finita dopo tutto l’entusiasmo per com’era iniziata.
Quante volte ho dovuto giustificare o placare le critiche a volte molto pesanti di amici, colleghi o voi stessi che state leggendo.
I risultati però sono questi e la Virtus ha fallito i playoff, sotto gli occhi di tutta Italia, che ci ha giustamente deriso.
La sua valutazione quindi non può che essere insufficiente, dopo aver iniziato la pre-stagione con due brutte partite perse sul finale contro Avellino e Reggio Emilia che avevano già fatto intendere una squadra sotto come valore rispetto alle altre: si ma è settembre..
La prima gara con Trento però è stata una fotocopia di quelle partite iniziali poi ripetuto contro Venezia due volte, Brescia, Varese, Avellino in casa e Brindisi in trasferta.
Ecco poi non parliamo delle gare perse o molto arrendevoli fuori dal Paladozza contro Avellino, Sassari, Cremona e appunto Reggio l’ultima che fa più male, ma non l’unica.
Vi sto indicando apposta quelle negative perchè purtroppo di vittorie positive sono state veramente pochissime: dopo Varese molte di queste senza Ale Gentile, ma ci arriviamo dopo.

Sulla stagione il mio voto è 5.

Parliamo della squadra, come ho scritto su altri siti: un ibrido tra i premiati della A2 e soli 4 giocatori di Serie A, troppo poco per sostenere un campionanto con l’obbiettivo dei playoff.

Purtroppo ci siamo fatti ingannare dai personaggi carismatici in squadra piuttosto che valutare le prestazioni in campo.

La squadra fin dal primo momento era incompleta e dopo aver sostituito Rosselli per inserire un giocatore da LBA come Baldi Rossi, ha leggermente migliorato le sue chance di partecipazione alla Final Eight, avvenuta nell’ultima gara, pregando per un incrocio favorevole.
Troppe prestazioni incostanti di alcuni che cambiavano maschera ogni volta che affrontavano un avversario diverso, l’unico costante è stato Pietro Aradori, non a caso uno dei migliori in tante statistiche della Virtus di quest’anno.

Capitolo su Ale Gentile, premessa ero molto scettico fin dal suo arrivo perchè è un giocatore con caratteristiche fisiche e tattiche molto simili ad Aradori; peccato che al posto di giocare adeguandosi alla squadra (magari provando a giocare più spalle a canestro o nei pressi dell’area) ha continuato egoisticamente a giocare nel suo modo, fregandosi del resto sbattendo più volte (la palla o lui stesso) contro le difese avversarie, innervosendosi e uscendo subito dal match (Avellino e Venezia, Brescia in casa).
Ha vinto una gara da solo contro Varese e contro alcune squadre poi nel corso della stagione in lotta per non retrocedere ma ha saltato troppe gare per il peso specifico che aveva in squadra (5 su 30 ovvero una gara su sei).

Il mio voto sulla squadra è di 5.

Parliamo quindi dell’allenatore: coach Ramagli.
Il coach toscano per me e per tutti i tifosi virtus avrà sempre un posto nel nostro cuore e nei nostri ricordi: la promozione e la coppa italia di A2 portano il suo nome, però questa stagione si sono viste le differenze tra un allenatore da tanti anni in A2 confrontandosi contro la dura realtà della massima serie.
In molte partite contro avversari alla portata della Vnera purtroppo non è mai riuscito a leggere sul momento la gara, ma sbattendo forte contro i suoi ideali o il suo programma pre-partita perdendo così molte gare.
Già lo scorso anno contro la zona aveva faticato un bel po’, quest’anno almeno 4 o 5 gare sono state perse per quel motivo.
Il quintetto piccolo tanto invocato da me in alcune partite ( Baldi Rossi da 5, Gentile da 4 e così via) è arrivato poi all’ultima giornata nel disperato tentativo di recuperare la partita contro la Reggiana e c’era quasi riuscito mannaggia.
Poi potremmo parlare della gestione di Jamil Wilson, giocatore preso per le ultime partite nel tentativo di giocare i playoff, che dopo la bella prestazione sul finale contro Avellino in casa, ha giocato 4 minuti al Palabigi terminando a 39 minuti totali considerando anche i minuti di garbage time a Pistoia.
Insomma poteva osare di più ma non l’ha mai fatto, alcune volte è sembrato più interessato all’armonia della squadra che ai risultati.

Il mio voto all’allenatore è 5.

Infine la società, a gennaio 2017 è un anno esatto dall’avvento di Segafredo Zanetti in Virtus, lui e il suo 40% a gestire tutti gli altri.
Anche qui premiare uno staff è stato secondo me un errore, sopratutto alla prima esperienza in A, con la cassa di risonanza dei nazionali presi in squadra e gestendo male il budget a disposizione.
L’obbiettivo non dichiarato ma sussurrato era di andar in coppa per questioni fiscali e alla fine c’è riuscito, ma quando doveva aver l’appoggio degli altri in società era come la bolla di sodio in un importante pubblicità.
La conferenza stampa di dicembre era un chiaro segnale che le cose non stavano andavano nella direzione giusta, per fortuna un aiuto della fip, ci ha permesso di ottenere una wild card e invogliare magari qualche imprenditore in più per il prossimo anno in Europa e magari in futuro, non appena finiscono i lavori in foresteria.

il mio voto alla proprietà è 5.

Davide Trebbi

Virtus perde a Reggio e finisce la stagione

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Finisce qua la stagione della Virtus, che perdendo al PalaBigi 104-99 nell’ultima giornata di campionato non farà i tanto agognati playoff ma concludendo nona a 30 punti e con la terza sconfitta nelle ultime 4 gare.

Inizio cara Reynolds incontenibile, ventello già alla pausa senza errori, 14 a 7 e Virtus intimorita e scossa dalla gran partenza reggiana; Segafredo senza risposte contro la zona 3-2 di coach Menetti e troppo immobili in difesa: 25 a 15 GrissinBon in uno dei peggiori quarti della stagione.

Neppure la pausa sveglia la VNera e concede a Reggio il 77% dal campo continuando a far male e allungando a +21 (42 a 21): 50-32 alla pausa lunga; 50 punti subiti in tempo dal quarto peggior attacco del campionato non serve un altro per giustificare la brutta prestazione difensiva dei ragazzi.

Nella ripresa dopo i tentativi invani in attacco di Ale Gentile, LaFayette guida una mini rimonta fino al -4 (67-64) dopo un break di 30-15 in nove minuti, ma senza mai dare l’idea di voler mordere seriamente l’incontro, prova a rientrare il nostro numero zero ma al posto di pareggiare la gara, in un minuto Reggio allunga +14 chiudendo 77 63 al trentesimo.

L’ultimo quarto la Virtus disperatamente tenta di riavvicinarsi dopo il +18 toccato dal solito Reynolds e con LaFayette in stato di grazia e Aradori arrivano fino a -9 a cinque minuti dalla fine (89-80) ma alla fine è costretta ad arrendersi stremata, sconfortata e senza idee e soprattutto voglia così dopo 40 minuti il punteggio finale è di 104 a 99.

26 su 35 da due per Reggio contro il 21 su 36 di Bologna

37 punti per Reynolds 12 su 13 al tiro, 12 su 12 in lunetta, 10 rimbalzi e 52 di valutazione sette assist di Lumpard

30 punti 8/13 da 3 e 6 falli subiti per LaFayette, 20 e 5 assist per Ale Gentile, 15 punti 4 assist per Aradori.

Virtus si fa rimontare tre volte e perde contro Varese

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Terza sconfitta nelle ultime quattro gare per la Segafredo che rimarrà sempre in zona playoff a 28 punti in graduatoria all’ottavo posto.

IUna infallibile cinica e fredda Varese supera negli ultimi 5 minuti per la ventisettesima giornata di Sere A una Virtus Bologna orfana di Umeh e Ale Gentile, sfibrata esaurita che dopo aver avuto per 3 volte vantaggi molto ampi si è fatta sempre recuperare, avendo anche l’occasione incredibile sul finale di pareggiare l’incontro.

Si perché la partita è stata molto tesa nel finale, dopo due liberi di Avramovic a -5”, mentre in campo vola di tutto, Varese perdeva clamorosamente la palla sulla rimessa e Slaughter manca il pareggio a fil di sirena su un alley oop.

Varese vince con 14 tiri da tre e 10 da due, rimontando con un 9-0 tutto di firma di Larsen, dopo aver recuperato per ben tre volte uno svantaggio in doppia cifra.

Bene Baldi Rossi e Aradori ma l’assenza di Ale Gentile e in particolare di Umeh si farà sentire e infatti senza il tiratore numero 3, coach Caja ha impostato una gara con tanta zona 3-2.

Primo quintetto in carriera per Alessandro Pajola, la partita è molto divertente con tanti canestri da una parte e dall’altra; gli ospiti provano a mettersi a zona 3-2 ma la Segafredo scappa nell’incontro rispondendo con due triple (la prima di Aradori di tabella) e dopo la seconda di Baldi Rossi, coach Caja ferma il gioco sotto di 6 (17-11) al 8’.Entra Stefano Gentile al posto di un ottimo Pajola, la Virtus perde precisione in attacco e cattiveria in difesa così in pochi minuti Varese si riavvicina nell’incontro grazie ad un paio d’invenzioni da dietro l’arco, ma dopo il canestro del numero 22 bolognese in penetrazione il punteggio a fine primo quarto è sul 22-18

Rientrati in campo LaFayette e Lawson continueranno a colpire la difesa biancorossa, ma Natali prima e Okoye ricuciranno completamente lo strappo al 17’ (26-26) complice un attacco virtussino molto statico e in debito d’ossigeno; l’ingresso di nuovo in campo di Slaughter e Aradori con tre tiri liberi lucrati sul finire del tempo sono decisivi per il risultato, dando una nuova spallata ai viaggianti, +8 a fine primo tempo (36-28).

La lunga pausa non aiuta la precisione delle due squadre in campo e così dopo tre minuti è baby Pajola ad aggiornare il box score con la tripla; Aradori con una bella penetrazione segna il massimo vantaggio +9 al 25’ (43-34) ma nuovamente la Segafredo dopo essersi portata avanti di un cospicuo vantaggio deve ricominciare da capo: stavolta con 3 triple pesantissime di Larson che insieme ai tiri liberi di Vene per un fallo antisportivo fischiato ad Aradori sigleranno un pesante 9-0 e 43-43 al 27 minuto di gioco.

Il fattore-Paladozza si fa sentire e trascinati dal solito rumorosissimo pubblico aiuta i padroni di casa a chiudere qualche vite in difesa e così dopo due ottime difese e due liberi di Baldi Rossi e un magnifico Aradori il punteggio a fine terzo quarto è di 52-47.

Ultimo quarto la VNera con 1 punto in due minuti e mezzo fa tornare Varese in partita con Okoye e Avramovic da tre e dopo il facile sottomano di Larson la Openjobmetis è addirittura sopra di due punti al 34’ (53-55); pronta la reazione Virtus ma Avramovic e Vene e Okoye rispondono presente sempre da fuori allungando il vantaggio a +5 al 38’ (61-68).

Per la prima volta però la Virtus dovrà rincorrere piuttosto che amministrare e complice una squadra molto decimata è durissima recuperare per la truppa di Ramagli; dopo l’incredibile errore di LaFayette, Slaughter con un rimbalzo in attacco appoggia l’incredibile -2 (69-71 a pochi secondi dalla fine) con Varese che precedentemente ha sentito la pressione e il clima ostile del Madison.

Tanti i dubbiosi liberi lucrati e cruciali sbagliati complice una difesa tutto campo bianconera molto aggressiva; Vene (dopo che il gioco è stato interrotto per lancio di oggetti in campo) addirittura perde la palla sulla rimessa, dando incredibilmente la possibilità alla Segafredo di pareggiare l’incontro.

Il successivo però lancio lungo per un possibile appoggio di Slaughter è giusto ma il numero 44 sbaglierà incredibilmente da sotto e così dopo 40 minuti il punteggio finale è di 69-71.