5 spunti statistici sulla gara Leonessa – Virtus

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Ecco i consueti 5 spunti statistici sull’ultima partita giocata: Leonessa – Virtus

terza volta consecutiva che la Virtus non va oltre i 70 punti segnati, ma stavolta abbiamo vinto a differenza delle ultime due partite. Contro le prime quattro della classe, finora, in sette partite giocate la Segafredo ha segnato in media 70,1 punti contro gli 82,3 realizzati contro le altre in quindici gare;

• sempre terza volta che la Virtus perde più palloni di quella che sarebbe la sua media (12,5, domenica sera 14). Questa, però, è anche conseguenza di una precisa scelta di coach Ramagli: più libertà dal palleggio e qualche concessione extra con passaggi un po’ più rischiosi;

• come contro Milano, ancora 15 i tiri liberi tirati, abbassando ancora di più la media stagionale (17.1, nona in serie A). Anche in questo caso, però, c’è di fondo una scelta fatta: essendo Brescia squadra fisica e difficile da attaccare in penetrazione, la Virtus ha preferito attaccare meno il ferro, tentando più il tiro dalla media o cercando situazioni di mismatch con Ale Gentile. Poi, una volta in lunetta non è che abbia proprio sfavillato: 8/15, che ha richiamato prestazioni abuliche come il 2/6 a Trento all’esordio, il 4/9 sempre con Brescia al Paladozza o l’11/22 di Sassari. Più in generale c’è un dato che fa parecchia paura: nelle ultime cinque partite la Virtus è 51/90 dalla lunetta. Che fa un tremendo 56,6%. Appena meglio del 52,5% tenuto al tiro da due punti nello stesso lasso di tempo. Ci si è consolati con l’1/10 in lunetta di Brescia, quarta peggior prestazione di sempre nel campionato italiano;

• la Segafredo, a differenza della trasferta con Venezia, ha abbassato nuovamente il numero di possessi in partita: 67.3 di pace, ossia i possessi giocati sui 40 minuti, contro la media di 72.3. C’è di buono che quando sta sotto i 70 possessi la Virtus tende a vincere quasi sempre (quattro vittorie con Sassari all’andata, Reggio, Capo D’Orlando al ritorno e appunto domenica scorsa, a fronte dell’unica sconfitta a Trento alla prima di campionato);

i 66 punti subiti sono secondi solo ai 52 concessi a Capo D’Orlando alla seconda di campionato. Complici anche le tre stoppate totali (record eguagliato in stagione), che di per se non sembrano molto, ma per una squadra non particolarmente portata nella specialità (quattordicesima in serie A con appena 1,6 stoppate a incontro) sono un buon rilievo. Ancora migliore perché ha significato un 9,7% di Block rating (percentuale tiri avversari stoppati) che è stato il miglior dato della stagione e che in media per i bianconeri si attesta al 4,1%. I piccoli dettagli che fanno la differenza;

Film Room: l’analisi video di Capo D’Orlando-Virtus

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Torniamo al nostro consueto Film Room. Con qualche giorno di ritardo, perchè la terribile sindrome di influenza di quest’ultimo periodo ha chiesto il suo pizzo a chi vi scrive.

Ma nel prepararci alla partita di domani con Pesaro non fa certo male rivedere le tante cose positive che la trasferta siciliana ha mostrato, con una squadra enormemente ispirata in attacco, che ha fatto partita di testa per 40′, mostrando grande forza, anche di nervi, pur contro un’avversaria di caratura decisamente inferiore.

Protagonista assoluto Marcus Slaughter, che ha fatto per se, ma anche tantissimo per i compagni di squadra. Ad esempio, semplicemente con i suoi tagli centro area, aprendo gli spazi per tiri aperti dal perimetro.

Oppure servendo in prima persona ottimi assist dal post basso, leggendo raddoppi e adeguamenti di una difesa che non è mai riuscita a prendergli le misure.

E’ chiaro che se il lungo ex Real Madrid continua ad essere il riferimento offensivo che ha dimostrato di essere nel’ultimo mese e mezzo, e a questo aggiunge la qualità delle letture evidenziata qui sopra, la musica per l’attacco di Alessandro Ramagli cambia e nemmeno di poco. Avere un giocatore che può mettere a frutto il suo vantaggio di chili contro gli avversari o, in alternativa, sfruttare gli aggiustamenti difensivi per dare tiri liberi a tutti i suoi compagni è un lusso che poche squadre possono permettersi in Italia. E considerando che era arrivato con compiti prettamente difensivi…

Chi, invece, era arrivato con compiti soprattutto offensivi era Pietro Aradori. Che contro la Betaland non ha certo tradito, dando alla causa esattamente ciò che gli si chiedeva, a maggior ragione stante l’assenza di Alessandro Gentile: attacco dal nulla, punti veloci da situazioni di uno contro uno, un riferimento costante per i compagni nei momenti in cui l’attacco corale non cavava il ragno dal buco.

Talento, controllo del cronometro, capacità di attaccare il proprio uomo in equilibrio. Tutto il repertorio del capitano della Nazionale, al suo meglio come visto contro Brindisi e Pistoia. Il solista perfetto in una band che ha suonato quasi sempre all’unisono.

Si perchè la Virtus ha comunque giocato una bella partita offensiva di gruppo. Mettendo in mostra anche quegli “schemi” della cui assenza ci si è per tanto tempo lamentati. Qui un esempio.

Gioco eseguito bene, con tempi giusti e fino all’ultima opzione dello stesso anche quando Capo d’Orlando sembrava averlo disinnescato.

Il gioco si sviluppa su un finto pick&roll tra Gentile e Lawson. Il lungo, in realtà, va a portare un blocco verticale per l’uscita di Umeh, con il chiaro intento di cogliere impreparata la difesa che si aspetta, invece, un taglio verso il centro dell’area.

La Betaland difende comunque bene la prima soluzione Virtus, ossia l’uscita di Umeh. Che però prosegue il gioco, restituendo palla a Gentile e prendendo un nuovo blocco in allontanamento da Lawson. Che questa volta apre lo spazio utile alla guardia per segnare da dietro l’arco. Si tratta di una situazione che la Virtus prova almeno due/tre volte a partita.

E anche sulle rimesse dal fondo in più di un’occasione si sono viste situazioni codificate giocate con ottima precisione ed efficienza. Segnale di una squadra in controllo e che segue bene quello che l’allenatore impartisce.

Il primo obiettivo del gioco è togliere un lungo dall’area. E per questo è addirittura Stefano Gentile a portare un blocco per l’uscita di Lawson. Il suo difensore è costretto a seguirlo, data la pericolosità di Kenny da dietro l’arco.

Successivamente, infatti, Aradori va a bloccare per agevolare la presa di posizione di Slaughter in un area a quel punto sgombra.

Per poi finire a giocare un pick&pop veloce con Lawson. E da qui la Virtus ha tre soluzioni: il tiro di Aradori se la difesa rimane distante, il tiro di Lawson (come avviene) che dopo il blocco si apre, oppure la palla dentro a Slaughter, perfettamente davanti al suo uomo. Attacco ben congegnato e, in questo caso, altrettanto ben eseguito.

Anche fuori dagli schemi, comunque, la Segafredo ha mosso bene il pallone, come poche altre volte in passato. Spesso tutti i giocatori coinvolti. Palla poco ferma nelle mani di un singolo attaccante. Ancora una volta ottima gestione di tutti i 24″, con la capacità di trovare buone soluzioni anche allo scadere, senza farsi prendere da frenesie.

Un atteggiamento che per le difese può essere letale, perchè costringe ad essere sempre piegati sulle gambe e non permette un momento di rilassamento. Che appena arriva è subito punito.

Una nota negativa alla partita, in ogni caso, la si può trovare. La colpa dei bianconeri è stata quella di non chiudere mai del tutto la gara fino a circa 4′ dalla fine, permettendo sempre in un modo o in un altro ai padroni di casa di rimanere aggrappati alla gara con le unghie e i denti. A metà del terzo quarto, poi, raggiunto il +16, c’è stata una sbandata difensiva molto pericolosa, dove gli uomini di Ramagli per cinque azioni hanno concesso veramente troppo, venendo graziati in qualche occasione dalla poca qualità della Betaland e in qualche altra dalla buona sorte.

In particolare da notare l’ultima tripla sbagliata da Stojanovic, che veniva da un 6/6, perso in maniera gravissima da tutta la difesa e che avrebbe potuto tagliare lo svantaggio fino al -6, con ancora tantissimo da giocare e un pubblico che stava iniziando a scaldarsi.

Sono rischi che non bisogna correre. Perché contro una squadra afflitta da tanti problemi non hanno portato troppe conseguenze, ma sono poi gli stessi che a inizio campionato hanno portato alle dolorose sconfitte con le varie Trento, Venezia e Brescia.

Capo d’Orlando-Virtus: la parola alle statistiche

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La sesta vittoria in settima è stata la più tranquilla dell’ultimo periodo e la seconda più larga dell’anno dopo proprio l’andata contro Capo d’Orlando. Che è squadra in enorme in difficoltà, evidentemente: nelle ultime dieci di campionato ne ha perse otto di cui cinque con almeno ventidue punti di scarto, in Champions League le sconfitte consecutive sono cinque, con scarti medi di quasi venticinque punti.

Vittoria da prendere con le molle insomma, ma nemmeno da disprezzare, anche perché la stessa Virtus arrivava senza due giocatori come Alessandro Gentile e Klaudio Ndoja.

Entrando nel dettaglio delle statistiche, si può certamente apprezzare una squadra che ha avuto grande efficienza offensiva. Ogni giocatore sopra al fatidico 100 di offensive rating (esclusi i nove minuti di Pajola, che però non sono troppo indicativi) che è il divisore ideale per la sufficienza offensiva. Il tutto in una prestazione di squadra che ha prodotto il miglior dato stagionale in fatto di rating offensivo, 129,5.

Brillano ancora Marcus Slaughter e Filippo Baldi Rossi, unici sopra al 100 di rating offensivo e sotto al 100 di rating difensivo. E su di loro è utile spendere qualche parola in più. Cominciando, ovviamente, dal big man di San Leandro, California. I suoi numeri in questa striscia di sei vittorie in sette partite delle V Nere sono impressionanti: 12 punti, 7 rimbalzi di media, 6 falli subiti a partita, 22 di valutazione a incontro, 31/40 da due, 22/32 non disprezzabile ai liberi, 148,6 di rating offensivo, 104,5 di rating difensivo, +44.1 il suo net rating. Una bestia, che peraltro di domenica in domenica si dimostra anche discretamente affidabile in attacco, sia come finalizzatore che come assist man per i compagni nel fare uscire la palla dal post (11 assists in questa sette gare).

L’ex Trento, invece, non è così vistoso, ma è di un’utilità impressionante e si sta confermando un acquisto più che mai azzeccato, a maggior ragione dopo l’infortunio di Ndoja. In particolare nelle ultime settimane, dopo un avvio lento, il suo rendimento si è impennato, producendo dieci punti e cinque rimbalzi di media in 27’, con 119,8 di offensive rating e 99,7 di defensive rating, oltre a un plus/minus medio di +9. Giocatore pulito e ordinato che in attacco fa il suo senza pretendere troppi palloni (sei tiri di media a incontro) e in difesa è già un fattore, sia sulla palla che lontano.

La loro ottima prestazione offensiva, peraltro, ha costretto Capo d’Orlando ha chiudersi tantissimo in area, lasciando aperti tutti quegli spazi da tre punti che hanno permesso alla Virtus di tirare da dietro l’arco come mai in stagione, 13/27, 48%.

Cliccate sull’immagine per ingrandirla in un’altra scheda

Ovviamente domenica di grande riscatto per Oliver Lafayette, decisamente alla sua miglior prestazione stagionale, peraltro nel ruolo dove la Betaland aveva, sulla carta, uno dei suoi migliori giocatori, Eric Maynor. L’ex Olimpia Milano ha giocato una partita offensiva di estrema efficienza (19 punti con 8/9 dal campo) e infatti ha il miglior offensive rating di giornata, con un sontuoso 167,6. Ironicamente, lui che fino qua aveva fatto il meglio in difesa, questa volta ha lasciato passare qualcosina in più dietro, certo senza compromettere la sua prestazione, registrando un 108,2 di rating difensivo che è il suo peggior rilievo, tolta la batosta di Avellino, dalla trasferta di Cantù. Chiaro che ora ci si aspetta di vedere confermati questi progressi anche nelle prossime partite.

La gara in Sicilia, poi, ha confermato quello che era abbastanza ovvio: in contumacia Gentile l’attacco adesso e proprietà di Pietro Aradori. In una giornata dove in cinque giocatori sono andati in doppia cifra, l’ex Reggio Emilia, anche legittimamente, ha di fatto preso il comando delle operazioni da subito (peraltro segnando a raffica in avvio), tentando 16 conclusioni (suo massimo stagionale, come nella trasferta di Brindisi) e vedendo schizzare la percentuale di Usage (ossia, quanti possessi di squadra terminano nelle sue mani, con un tiro o una palla persa che sia) a quasi il 31%, dopo che fin qui si era attestata attorno al 22%. Un aumento fisiologico, comunque, visto che lo stesso Alessandro Gentile viaggiava al 31% di usage medio in stagione, costantemente il primo del campionato. E dunque i suoi possessi dovevano pur essere presi da qualcuno. E certamente ci sono pochi candidati migliori di Pietro Aradori per rispondere all’identikit.

Infine, fa sempre piacere continuare a vedere Michael Umeh e Kenny Lawson confermare il loro ruolo importante all’interno del roster. In Sicilia è andato meglio il lungo, mentre la guardia nigeriana ha avuto solo un paio di fiammate da tre punti. Ma vedendo le statistiche avanzate dei giocatori del roster li si trova sempre tra i primi cinque per net rating. Un dato assolutamente non scontato e che, al momento, risulta forse la più grande vittoria per Alessandro Ramagli.

 

#VIRTUS #BOLOGNA – Orlandina il post partita

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Sesta vittoria nelle ultime sette partite, terza vittoria consecutiva: 20 punti e quinto posto in classifica.

Senza Klaudio Ndoja e Alessandro Gentile la Virtus ha dominato nell’ultima partita contro l’Orlandina andando in vantaggio 39 minuti su 40.

Aradori e Baldi Rossi dopo le fatiche in Nazionale stanno crescendo sempre più e uno Slaughter in enorme crescita e più coinvolto in attacco sta facendo tutta la differenza del mondo, anche in difesa.

Dopo la batosta contro Avellino, la

Virtus ha reagito concedendo 75 punti di media e segnando regolarmente sopra gli 80.

Ok nelle ultime tre partite ci sono stati infortuni o espulsioni che hanno condizionato i nostri avversari ( Wright di Reggio, Sutton e Gutierrez di Trento, Stojanovic di Capo) ma siamo stati bravi a chiudere le partite negli ultimi minuti a differenze del girone d’andata.

Purtroppo la scelta di difendere tanto dentro l’area e non uscire forte in close-out su i tiri da tre, permette di vedere ogni giornata una prestazione monstre come ad esempio Markoshvili da 6/8, Sutton e Forray 3/4, Stojanovic 5/5 nel solo primo tempo, ma sono comunque serviti per vincere.

A differenza delle ultime due partite, le nostre transizioni difensive a sono migliorate concedendo solo 69 punti nel finale e in attacco non abbiamo avuto dei blackout.

Insomma tante cose positive, ma sabato sera in casa, arriva l’ultima in classifica Pesaro reduce da una sconfitta sul finale da Reggio.

Obbligatorio vincere per allungare la striscia e consolidare la nostra posizione in playoff.

Live Tweet Recap – Virtus – Orlandina

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