Pre partita Virtus Bologna- Reyer Venezia: sfruttare le difficoltà degli avversari per continuare il buon momento

Virtus
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Obiettivo poker per la Virtus, domani sera contro una Reyer Venezia che arriva alla partita in un momento di forma non ottimale. Il test più difficile fin qua per la Segafredo, che arriva alla gara in grande fiducia.

GAME INFO

Quando: domenica 6 ottobre, ore 21

Dove: Paladozza, Bologna

TV: Eurosport Player, Rai Sport

RADIO: Radio Bologna Uno

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUSVENEZIA
Stefan MarkovicAndrea De Nicolao
David CournoohStefano Tonut
Kyle WeemsMichael Bramos
Giampaolo RicciAustin Daye
Julian GambleMitchell Watt

COME STA LA REYER: i Campioni d’Italia non hanno certo cominciato la stagione nel migliore dei modi. Tre sconfitte nelle prime cinque partite ufficiali, giocando sempre di rincorsa e ritrovandosi costantemente a dover mettere in piedi faticosissime rimonte. Arrivano da due ko filati, domenica scorsa, sempre al Paladozza, con la Fortitudo e martedì in Eurocup col Partizan. Gli orogranata, tra le altre cose, stanno convivendo con l’assenza per problemi personali di Julyan Stone, probabilmente il miglior difensore del nostro campionato. L’americano è tornato ad allenarsi col gruppo, ma domani sera non sarà della partita.

Gli highlights della sconfitta con la Fortitudo

Chi vincerà domenica?

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5 SPUNTI SULLA PARTITA

1. La difesa dov’è?

Sicuramente quello che sta mancando maggiormente alla Reyer in questo inizio di stagione è la difesa che l’aveva contraddistinta negli ultimi due anni. 108 il defensive rating nelle due gare di Supercoppa, 111 fin qui in campionato. Non sono certamente i numeri cui ci aveva abituato la squadra di Walter De Raffaele, solita stare abbondantemente sotto quota cento. Martedì contro il Partizan si sono visti segnali incoraggianti in tal senso, ma l’assenza di un mastino come Julyan Stone, indubbiamente, si sta facendo sentire.

2. Tonut-Daye: le punte che faticano

Con il ritiro dal basket giocato di MarQuez Haynes Venezia ha definitivamente messo buona parte del suo attacco nelle mani di Stefano Tonut. A 25 anni il ragazzo canturino è chiamato alla stagione del definitivo salto di qualità. Fin qua le cose sono andate a corrente alterna. Ha segnato abbastanza (31 punti complessivi nelle prime due di campionato), ma non sempre garantendo efficienza offensiva. Nelle sue mani talvolta il pallone tende a fermarsi troppo, inficiando la manovra offensiva lagunare, già di per se non particolarmente brillante. In questo non aiutato da Austin Daye, che ha iniziato la stagione decisamente con le marce basse. Espulso in finale di Supercoppa. Tra campionato e Eurocup ancora non ha raggiunto una doppia cifra per punti.

Gli highlights della gara di Eurocup contro il Partizan

3. Condizione fisica da rivedere

Altro problema che ha evidenziato il campo finora per i Campioni d’Italia è quello di una forma fisica carente per alcuni giocatori, sulla carta, molto importanti per De Raffaele. Su tutti Gasper Vidmar e Ike Udanoh sono apparsi quelli più indietro. Il lungo arrivato da Avellino, 37% al tiro fin qua, probabilmente mixa questo anche a un, naturale, periodo di adattamento al nuovo sistema di gioco. Il centro sloveno, invece, è apparso ancora molto pesante sulle gambe. Motivo in più per cui Hunter e Gamble dovranno far valere la propria eccellente intesa con Stefan Markovic sul pick & roll.

4. Quanto nervosismo!

Fin qui un altro tratto distintivo dell’avvio stagione della Reyer è stato un certo nervosismo. Contiamo già due espulsioni in cinque partite: Daye contro Sassari in Supercoppa, Watt domenica scorsa con la Fortitudo. Un numero assolutamente inusuale per uno sport come il basket e che, forse, testimonia come in casa veneziana ci sia anche qualche problema che va oltre il campo. E su cui, sicuramente, la Virtus dovrà lucrare in maniera intelligente.

5. Non escono mai dalla partita

Non ci sono, però, solo notizie negative per l’Umana. Che fin qua ha dimostrato una capacità incredibile di non uscire mai dalla partita. In sequenza hanno recuperato un -22 con Brindisi, un -20 con Sassari, un -7 a due minuti dalla fine con Trieste, -15 a tre minuti dal termine con la Fortitudo e un -12 martedì col Partizan. La solidità mentale dei veneziani non è in dubbio. E dietro al leader Michael Bramos va tutta la squadra. Occhio, quindi, a non dare mai per chiusa la partita fino alla sirena finale.

Pre partita Pistoia-Virtus: alla ricerca di continuità sui 40 minuti

Virtus
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Dopo il buon esordio di mercoledì la Virtus torna in campo a Pistoia per la seconda giornata di campionato. Gara importante e non scontata, che porterà poi alla prima in Eurocup di mercoledì, contro Ulm.

GAME INFO

Quando: domenica 29 settembre, ore 18:!5

Dove: PalaCarrara, Pistoia

TV: Eurosport Player

PROBABILI QUINTETTI

ORIORA PISTOIAVIRTUS BOLOGNA
Jean SalumuStefan Markovic
Zabian DowdellDavid Cournooh
Terran PettewayKyle Weems
Aristide LandiGiampaolo Ricci
Justin JohnsonJulian Gamble

COME STA PISTOIA: La Oriora ha iniziato la stagione perdendo per 88-75 a Trento contro la Dolomiti Energia. Gli uomini di Carrea non hanno sfigurato, cercando, per quanto possibile, di fare partita pari. La maggior qualità di Trento ha avuto la meglio e nel secondo tempo, di fatto, la gara non è stata in discussione. Ma i toscani non hanno certo perso la faccia. Al momento non si sa se sarà della partita Angus Brandt, centro titolare che è reduce da un infortunio a una caviglia che lo ha messo ko prima della partita di mercoledì.

Gli highlights della sconfitta di Pistoia sul campo di Trento

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Un buon quintetto con scommesse ed esperienza

Pistoia si affaccia a questo campionato cercando una nuova salvezza, possibilmente meno faticosa di quella passata, arrivata per vie traverse. Lo fa affidandosi a un quintetto con giocatori esperti e che conoscono il nostro campionato come il play Jean Salumu e Terran Petteway, ma anche Zabian Dowdell, ormai 35enne ma che in Europa ha giocato ai massimi livelli. Al loro fianco un paio di scommesse come l’ex Cagliari Justin Johnson e, al momento, stante l’infortunio a Angus Brandt, Aristide Landi, anche lui in arrivo dalla A2. Contro Trento lo starting five ha tenuto il campo molto bene, mettendo a referto un parziale di +6 (42-36) a proprio favore nei minuti in campo.

Highlights dalla passata stagione di Zabian Dowdell

2. Dalla panchina, invece, le opzioni sono contate

Non così bene si può parlare della panchina. Nei minuti in cui qualcuno dei titolari ha riposato, Pistoia ha accumulato un -19 fatale all’esordio in campionato. Della Rosa e Lollo D’Ercole reggono il back court, Carl Wheatle è un’altro esperimento che coach Carrea si è portato dietro da Biella e che, stante l’assenza di Brandt, lo costringe assieme a Andrea Quarisa (lui pure esordiente) a coprire le spalle alla coppia di lunghi titolare.

3. Incognita Brandt

Come accennato sopra, la Oriora a Trento era senza Angus Brandt, quello che nei piani doveva essere il centro titolare della squadra. L’australiano ha patito una brutta distorsione alla caviglia un paio di giorni prima della partita e rimane in dubbio anche per la gara con la Virtus. Chiaro che, in caso di una sua assenza, la Virtus dovrà nuovamente far valere la sua taglia nel pitturato.

4. Sul perimetro Salumu e Petteway danno fosforo e follia

Salumu e Petteway sono stati i migliori per la Oriora all’esordio. Il play belga, arrivato in corsa l’anno passato a Varese, è un giocatore con discreta taglia fisica e ottime gambe per battere l’uomo in uno contro uno. Non un mangia palloni, ma atleta capace di leggere la difesa per trovare il pertugio in cui infilarsi. Terran Petteway, invece, è l’immagine del genio e della sregolatezza. Con la sua partenza (e quella di Esposito in panchina) l’anno scorso la stagione di Sassari decollò, ma questo non toglie il fatto che rimanga un giocatore che da solo può fare attacco in una realtà come Pistoia. 20 punti, 6 rimbalzi e 3 assist all’esordio. Mani piene per Kyle Weems.

Petteway qualche anno fa a Trento ne mise 43

5. Sotto canestro lunghi “piccoli” ma dinamici

Con l’assenza di Brandt, Pistoia ha dovuto fare di necessità virtù, utilizzando sotto canestro una rotazione a tre con Johnson, Landi e Carl Wheatle. Tutti e tre di poco sopra i due metri, Landi e Johnson prevalentemente perimetrali (5/12 da tre punti combinato), ma tutti capaci di farsi sentire a rimbalzo: 23 quelli catturati dal trio in Trentino. In generale ci sarà da fare attenzione al dinamismo degli atleti toscani, che contro Trento hanno fatto partita quasi pari a rimbalzo.

Pre partita Virtus-Tenerife: contro una corazzata per il titolo

Virtus Bologna
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Tutto in una notte. Come si dice in questi casi. 40′, salvo supplementari. Per provare a vincere la Champions League. Di mezzo c’è l’Iberostar Tenerife. Che sembra davvero avversario di alto livello.

GAME INFO

Quando: domenica 5 maggio, ore 18

Dove: Sportpaleis, Anversa

TV: Eurosport 2, Rai Sport, Eurosport Player

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUS BOLOGNAIBEROSTAR TENERIFE
Tony Taylor Rodrigo San Miguel
Kevin PunterNicolas Richotti
Kelvin MartinNicolas Brussino
Amath M’BayeTim Abromaitis
Yanick MoreiraColton Iverson

IN SEMIFINALE: Tenerife ha battuto abbastanza agevolmente Anversa in semifinale. Gli uomini di Vidorreta hanno inizialmente subito l’impatto di un palazzo colmo di quasi 20mila persone, finendo sotto anche in doppia cifra. Poi hanno sparato un 26-4 di parziale tra primo e secondo tempo che ha ribaltato la partita. Anversa è rimasta incollata fino al 30esimo (47-42 Tenerife dopo tre quarti), ma poi è crollata negli ultimi 10′, con Brussino e Beiran (31 punti in coppia) a fare la parte del leone per gli spagnoli.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Giochiamo leggeri

Tenerife è una delle migliori squadre della competizione, una delle favorite della vigilia. Nessuna sorpresa che sia in finale. La Virtus è una sorpresa, entrata con una wild card ed arrivata in finale ribaltando il pronostico contro il Bamberg. Giochiamo leggeri, la pressione ed i favori del pronostico sono tutti sugli spagnoli. Tenerife è una squadra completa e lunga, con dodici giocatori dodici che tengono il campo a seconda delle necessità che la partita presenta. Tirano parecchio da tre punti (27 tentativi di media a partita) con il 37% abbondante, percentuale molto alta. Hanno sempre 4 giocatori in grado di concludere da oltre l’arco perché le due ali forti, Abromaitis e Gillet, sono eccellenti tiratori. La difesa sui pick and pop sulle ali forti è sicuramente un tema presentato dalla partita.

Grafica by FIBA (championsleague.basketball.com)

2. La miglior difesa della Champions?

Tenerife è la squadra che subisce meno punti di tutta la Champions League, anche se vedremo fra poco che il dato è influenzato dal PACE molto basso. In ogni caso, è una squadra con una difesa estremamente solida, soprattutto in area dove tendono a collassare benissimo e ad occupare molto spazio grazie alla stazza di quasi tutti i loro giocatori. Colton Iverson è un centro ben oltre i 210, grosso e mobile, molto bravo negli aiuti sulle penetrazioni degli esterni, anche con il famoso “mezzo passo” che aiuta a chiudere l’area. In semifinale ha trovato molti minuti Mamadou Niang, centro verticale e rim protector efficace. Hanno esterni alti e dalle braccia lunghe come Brussino e Beiran, entrambi sopra i due metri e tiratori mortiferi. Contrariamente a Bamberg, con cui ci accoppiavamo piuttosto bene, contro Tenerife la stazza dei loro giocatori potrebbe essere un problema per gli esterni piccoli della Virtus.

3. Rotazioni lunghe

Tenerife è una squadra lunghissima, come detto. Gli esterni ruotano a sei: Rodrigo San Miguel e Ferran Bassas sono i due playmaker, che si dividono quasi equamente i minuti e ne giocano anche insieme, specie nei finali; Davin White e Lucca Staiger si dividono i minuti in guardia, Nicolas Brussino e Javier Beiran sono le due ali piccole (piccole si fa per dire…). Le combinazioni degli esterni, come vedete qui sotto, sono praticamente infinite e variabilissime, rendendo Tenerife una squadra molto duttile che può andare piccolissima o altissima. Le due ali forti sono Tim Abromaitis, tiratore pazzesco e giocatore di una intelligenza davvero notevole, anche se spesso non vistoso, e Pierre-Antoine Gillet, giocatore di fisico tosto e intensità, altro ottimo tiratore. Anche qui la differenza con il Bamberg, dove le ali forti non uscivano mai a tirare, è molto marcata. I centri sono tre: Colton Iverson e Mamadou Niang, di cui abbiamo già detto – e Sebastian Saiz, che dà qualche minuto. Anche tra i lunghi, le combinazioni possibili vengono esplorate con abbondanza, anche se il quintetto che tende a finire le partite prevede quasi sempre Abromaitis e Iverson.

Grafica by FIBA (championsleague.basketball.com)

4. Il miglior attacco a metà campo

Come accennato sopra, Tenerife è una squadra con un PACE bassissimo che ama giocare a difesa schierata in virtù della qualità dei suoi giocatori e delle sue esecuzioni, come testimonia il dato sull’Assist Percentage. Questo li porta ad avere il miglior offensive rating dell’intera competizione. Le statistiche avanzate parlano di una squadra grande qualità e solidità, tra le migliori tre praticamente in tutte le voci che contano. Proprio il PACE però può essere la grande chance della Virtus. Provare ad alzare un po’ i ritmi e togliere loro qualche certezza, giocare, ancora una volta, con i lunghi in movimento contro Colton Iverson che in situazione statica è difficilmente sovrastabile, e sperare in una loro serata non clamorosa al tiro, aiutandoli magari con dei bei closeout, soprattutto sugli angoli, e buone collaborazioni difensive sui pick and roll, possono essere modi per scardinare una fortezza offensiva e difensiva che sembra solida.

5. Alcuni appunti tattici

Tenerife, anche in questo aspetto diversa da Bamberg, utilizza il pick and roll in modo quasi ossessivo con i due centri, e molto meno con i 4 che tendono ad aprirsi e tirare (soprattutto Abromaitis). Da parte loro, tendono ad uscire con show molto alti sui pick and roll avversari, il che potrebbe portare a vantaggi per i nostri rollanti dinamici, Moreira e Kravic. Sarà chiave la partita di M’Baye, che ancora una volta si ritroverà contro giocatori di grande qualità tecnica e fisica come Abromaitis e Gillet. Se è – soprattutto in difesa – il giocatore che abbiamo visto contro Bamberg, ci potrà dare una grande mano, senza scordare l’apporto dell’eccellente Filippo Baldi Rossi di questo periodo. Attenzione a Nicolas Brussino, autore di una partita pazzesca contro Anversa. Si tratta di un tiratore mortifero, con braccia lunghissime, e del miglior difensore della squadra. Il candidato ad affrontarlo per lunghi minuti è ovviamente Kelvin Martin, che gli cede qualche centimetro ma può contenerlo con la sua energia. Attenzione ai minuti difensivi di Pietro Aradori, che sarà chiamato ad uno sforzo non per forza nelle sue corde sulle due ali alte e molto dinamiche di Tenerife. Tony Taylor e Mario Chalmers possono prendere vantaggi su San Miguel in penetrazione e produrre vantaggi con gli scarichi; Kevin Punter vedrà probabilmente una staffetta su di lui che comprenderà lo stesso Brussino, Steiger e Beiram, tre difensori più alti di lui, del tipo che ha dimostrato di soffrire. Speriamo tutti che ripeta la fantastica prova balistica e di letture che ci ha fatto luccicare gli occhi contro il Bamberg.

Grafica by FIBA (championsleague.basketball.com)

Pre partita Brescia-Virtus: vincere per restare in corsa

Virtus
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Anticipo della ventinovesima giornata di campionato per la Virtus, che va a far visita alla Germani Basket Brescia, in uno scontro senza domani: chi vince resta aggrappato al treno playoff, chi perde è fuori.

GAME INFO

Quando: mercoledì 24 aprile, ore 20.30

Dove: Pala Leonessa, Brescia

TV: Eurosport 2, Eurosport Player

All’andata: vittoria per 88-80.

PROBABILI QUINTETTI

GERMANI BRESCIAVIRTUS BOLOGNA
Luca Vitali Tony Taylor
David MossKevin Punter
Awudu Abass Pietro Aradori
Jordan Hamilton Amath M’Baye
Gerald BeverlyDejan Kravic

INDISPONIBILI

BRESCIA: Marco Ceron e Jared Cunningham (in dubbio)

VIRTUS:

COME STA BRESCIA : con la vittoria a sorpresa di sabato contro Milano è rimasta in corsa per i playoff, in una situazione non troppo dissimile da quella della Virtus. E’ appaiata ai bianconeri in classifica e deve vincere per continuare a sperare. Prima del successo con l’Olimpia veniva da due brucianti sconfitte, in altrettanti derby lombardi, con Cantù e Cremona. Ha problemi di rotazioni sugli esterni. Oltre al lungodegente Marco Ceron, continua a perdurare l’assenza di Jared Cunningham, che ha problemi a una caviglia e non gioca dal 31 marzo.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Squadra piccola ma tosta

Brescia è una squadra che non ha certo nei centimetri il proprio punto di forza. Il reparto lungo si compone di Gerald Beverly (203 centimetri), Andrea Zerini (201 centimetri) come cambio, Brian Sacchetti e Jordan Hamilton (entrambi appena sopra i due metri, di base esterni adattati). Ciò nonostante la Leonessa è una squadra che sotto canestro, almeno a rimbalzo, difficilmente va sotto: sedici volte su ventisette partite ha vinto la battaglia in vernice. Beverly è una dinamo di energia, Hamilton lavora bene d’esperienza così come Sacchetti e Zerini e dagli esterni arriva una corposa mano anche da David Moss e Awudu Abass.

2. I migliori italiani della Lega A?

Qualche giorno fa Matteo Bonetti, patron della Germani, diceva così: “Abbiamo il gruppo di Italiani più forti della Lega e di questo ne siamo molto orgogliosi, non posso nascondermi dietro un dito e devo ammettere che quest’anno le scelte degli stranieri non sono state azzeccate”. Se quello di Brescia sia il miglior gruppo italiano del Campionato non lo sappiamo. Quello che è certo è che gli azzurri di Diana danno una grossa mano. Se guardiamo il dato del net rating troviamo sei giocatori con un valore positivo e quattro di questi (Vitali, Laquintana, Sacchetti e Zerini) sono italiani. Ognuno con il proprio ruolo, ridotto tranne che per Vitali, ma certamente molto utili alla causa.

3. Jordan Hamilton, croce e delizia

Collegato al punto due indirettamente, Jordan Hamilton nei piani della dirigenza bresciana doveva essere la primissima punta di questa squadra, colui che non avrebbe fatto rimpiangere Marcus Landry. Cosa non riuscita fino ad ora. L’ex Denver Nuggets ha certamente portato pericolosità offensiva (quasi 14 punti di media), ma anche tanta confusione e scelte non sempre brillanti. E’ quarto in serie A per usage % (oltre il 27% dei possessi bresciani finiscono nelle sue mani), ma il suo rating offensivo è un deludente 99,2. Tira oltre sei volte a partita da tre punti, ma converte solo col 33%. Può esplodere, come fatto contro Torino, con 33 punti e undici triple, o fare più che altro danni, come all’andata su parquet della Unipol Arena, dove si fermò a 13 punti con 15 tiri.

4. Occhio alla zona

Nella vittoria contro Milano la Leonessa ha fatto molto uso di una zona 2-3, che passava poi a uomo dopo un paio di passaggi dell’attacco. La squadra di Pianigiani si è totalmente bloccata contro questo schieramento e qui la Virtus dovrà fare attenzione, avendo storicamente problemi ad attaccare le difese zonate. Brescia ha usato questa strategia soprattutto per coprire i propri problemi di tonnellaggio, cercando di intestare tanto l’area, anche con l’aiuto degli esterni, al contrario dotati di buona stazza.

5. Questione di ritmo?

Brescia è una squadra che dà il meglio di sè quando riesce ad alzare i ritmi delle partite. Nelle vittorie ha giocato con un pace medio di 75,7 possessi, che nelle sconfitte sono stati 72,9. In generale, quando ha giocato almeno 74 possessi il suo record è di 7-4, mentre sotto quella soglia il record dice 6-10. L’obiettivo viene raggiunto soprattutto tra le mura amiche, dove gli uomini di Diana hanno giocato a un ritmo medio di 75 possessi a incontro, contro i 73,4 tenuti in trasferta.

Pre partita Reggio Emilia-Virtus: l’ultima spiaggia

Virtus
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Ultima chiamata verso un disperato aggancio al treno playoff per la Virtus Bologna. Si va sul campo della Grissin Bon Reggio Emilia, alla caccia di punti salvezza.

GAME INFO

Quando: sabato 20 aprile 2019, ore 20.30

Dove: PalaBigi. Reggio Emilia

TV: Eurosport Player

All’andata: vittorie per 81-69.

PROBABILI QUINTETTI

REGGIO EMILIAVIRTUS BOLOGNA
Michael Dixon Tony Taylor
Darius Johnson-OdomKevin Punter
Bryon Allen Pietro Aradori
Pablo Aguilar Amath M’Baye
Riccardo CerviDejan Kravic

INDISPONIBILI

Virtus:

Reggio Emilia: Leonardo Candi

COME STA REGGIO EMILIA: dopo un filotto di otto sconfitte consecutive, la Grissin Bon ha trovato ossigeno puro vincendo due partite chiave per la sua corsa, una sul campo di Pistoia e una in casa con Brindisi. Poi, però, sono arrivati due rovesci, in casa con Trento (80-84) e l’ultimo molto pesante a Trieste (104-88, a -30 a fine terzo quarto). I reggiani sono totalmente invischiati nella corsa per non retrocedere e hanno davanti a se un calendario da incubo: dopo la partita con la Virtus andranno a Venezia, poi a Pesaro e infine chiuderanno tra le mura amiche contro Cremona.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Sotto canestro si deciderà la partita

Ancora una volta la lotta a rimbalzo assume i contorni della possibile chiave di volta dell’incontro. Se da un lato Reggio Emilia quando ha avuto almeno il 50% di total rebound ha ottenuto cinque delle sue sette vittorie, il dato è ancora più cristallino per la Virtus. I bianconeri in campionato sono imbattuti, nove vittorie e zero sconfitte, quando almeno impattano (ossia conquistano il 50% dei rimbalzi totali disponibili) sotto i tabelloni. Contestualmente la Grissin Bon è 2-13 quando cattura meno della metà dei rimbalzi disponibili.

2. Trazione posteriore americana

Michael Dixon, Darius Johnson-Odom, Bryon Allen: questo è il terzetto a cui è demandato il grosso del lavoro per portare Reggio Emilia alla salvezza. Portano alla causa quasi 46 punti a partita, anche se in maniera non proprio efficiente: 36 tiri presi in media convertiti col 43% complessivo. Johnson-Odom è l’ultimo arrivato e dopo tre partite viaggia a oltre venti punti di media con 6/15 da tre, mentre Dixon e Allen offensivamente hanno rating non proprio positivi, entrambi nettamente sotto quota 100.

3. Dipendono molto dal tiro da tre punti

Reggio Emilia in generale non è una squadra di grandi tiratori. Basta dire che, tolto l’ultimo arrivato Johnson-Odom, per percentuali il migliore è Pablo Aguilar, che è un lungo e tira col 39% su circa cinque conclusioni a partita. Di squadra registrano meno del 34% di realizzazione da dietro l’arco. Dato che, però, si alza oltre il 38% nelle vittorie, per scendere sotto il 32% nelle sconfitte. Fin qui la Virtus ha concesso poco in termini di tentativi da tre punti agli avversari, lasciando però percentuali di realizzazione abbastanza alte. Bisogna invertire il trend.

4. Pablo Aguilar, esperienza e qualità da non sottovalutare

Sotto canestro a fianco di capitan Riccardo Cervi troviamo Pablo Aguilar, arrivato dopo qualche giornata di campionato a sostituire Eric Griffin. Lo spagnolo è uomo d’esperienza, passato da Gran Canaria e Real Madrid, tra le altre. Non è un atleta, non è particolarmente esplosivo. Ma sa come si gioca. Produce 12 punti e 8 rimbalzi di media, col 39% da dietro l’arco ed è uno dei pochi giocatori reggiani con un net rating positivo. All’andata fu contenuto molto bene, ma in casa spesso ha fatto vedere le cose migliori.

5. Un campo da esorcizzare

Questa Virtus è parecchio legata a Reggio Emilia. Dai brutti ricordi che evoca il PalaBigi, tra la retrocessione del 2016 e la sconfitta inopinata dell’anno scorso. Passando per Alessandro Dalla Salda e Pietro Aradori, arrivati in anni consecutivi entrambi dalla Grissin Bon e che, per motivi diversi, non hanno certo avuto una stagione da ricordare. Chiaro che la partita di sabato sera diventa, ancor di più, un’occasione per riscattare un passato recente avaro di soddisfazioni.