Virtus-Cantù: il pre partita di VNera

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Dopo quasi due settimane di riposo si torna in campo. Alla Segafredo Arena arriva ospite l’Acqua San Bernardo Cantù, sconfitta al supplementare dalla Fortitudo nell’ultimo turno.

GAME INFO

Quando: domenica 1 dicembre 2019, ore 20.30

Dove: Segafredo Arena, Bologna

TV: Eurosport Player

Radio: Radio Bologna Uno

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUS BOLOGNAPALLACANESTRO CANTU’
Stefan MarkovicWes Clark
Frank GainesCameron Young
Kyle WeemsAndrea Pecchia
Giampaolo RicciJeremiah Wilson
Julian GambleKevarrious Hayes

COME STA CANTU’: momento molto complicato in casa canturina. Gli uomini di Cesare Pancotto a inizio novembre avevano colto una vittoria esterna a Cremona che sembrava poter mettere il loro cammino in discesa. Da lì, però, sono arrivati tre KO filati molto pesanti. Di cui due con dirette concorrenti alla salvezza (Roma in casa e Pistoia in trasferta). Il coach canturino ha predicato calma dopo l’ultima sconfitta, con tanti sprechi, tra le proprie mura con la Fortitudo, ma certo il clima in casa Acqua San Bernardo non è dei migliori.

Gli highlights del KO di domenica scorsa

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CINQUE APPUNTI SULLA PARTITA

1. Un attacco che fatica a creare

I problemi per Cantù nascono soprattutto nella metà campo offensiva, dove i biancoblù hanno davvero grande difficoltà ha creare tiri ad alta percentuale. Tredicesimi per percentuali di tiro da due, ultimi nel tiro da tre. C’è grande fatica a liberare i tiratori, spesso si finisce per prendere conclusioni contestate dalla difesa. I soli 71 punti di media sono la logica conseguenza, non giustificati dai bassi ritmi tenuti in campo (69,8 possessi per partita, meno di tutti in serie A).

2. Wes Clark per ora non accende la luce

L’attacco poco efficiente deriva anche da una stagione fin qua deludente di Wes Clark. Play titolare, l’anno scorso lasciato a piedi da un infortunio a Brindisi nella sua stagione d’esordio in Europa. Gestisce la maggior parte dei possessi canturini, ma lo fa con poco contributo in termini di punti (30% al tiro con meno di dieci punti di media e 86 di rating offensivo), che non bilancia con un contributo sostanziale in termine di assist e ritmo dato ai compagni: 3,8 asssit in quasi 28′ a partita.

3. In difesa l’ancora è Kevarrious Hayes

Il miglior giocatore di Cantù, ad oggi, è senza dubbio il centro Kevarrious Hayes. Rookie uscito da Florida, dotato di un fisico davvero notevole. E’ ancora molto grezzo, ma in termini di protezione difensiva dà già un contributo vitale ai suoi compagni. Atletico, quindi mobile. Sta aumentando la sua comprensione del gioco, specialmente sui pick & roll. 2,7 stoppate di media fin qua. In attacco si limita soprattutto a muoversi come bersaglio dei pick & roll. Molto abile anche a rimbalzo offensivo. Sarà un cliente scomodo.

4. Dalla panchina l’uomo più pericoloso è Jason Burnell

L’ha imparato sulla sua pelle la Fortitudo, a cui ha timbrato 29 punti con 7/9 da due e 5/5 da tre. Certo, è stato un exploit e il suo rendimento non è sempre quello. Ma è esemplificativo del suo ruolo, come uomo che porta impatto uscendo dalla panca. Quattro che mischia la capacità di aprirsi per segnare da tre, anche se il 5/5 con la F non è la regola, a discrete capacità di gioco in post. Andrà sicuramente tenuto d’occhio per non concedere opzioni aggiuntive a un attacco di per sè non spumeggiante.

5. Come sta andando Andrea Pecchia?

Forse il nome più accostato alla Virtus in questo inizio di stagione, parlando di mercato. Ma come sta andando il primo campionato intero in massima serie di Andrea Pecchia? Per ora si può dire abbastanza bene. Pancotto gli ha dato subito minuti (quasi 25′), senza caricarlo però di troppe responsabilità offensive. Lui sta ripagando con una discreta efficienza (50% al tiro, 116 di rating offensivo, 106 difensivo) e numeri non disprezzabili (otto punti e quattro rimbalzi). La pecca più grossa, al momento, resta il tiro (appena sopra al 30% d tre), mentre fisicamente si sta dimostrando all’altezza. In difesa qualche difficoltà, specie contro avversari dai piedi più rapidi. Ma tutto sommato a Cantù possono essere soddisfatti della scelta fatta.

Morabanc Andorra-Virtus Bologna: il pre partita di VNera

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Inizia la volata finale della prima fase di Eurocup. Tre partite con le principali rivali che definiranno la posizione con cui la Virtus accederà alle Top 16. Si parte con la trasferta sul campo del Morabanc Andorra.

GAME INFO

Quando: mercoledì 20 novembre 2019, ore 20

Dove: Poliesportiu, Andorra

TV: Eurosport Player

Radio: Radio Bologna Uno

All’andata: vittoria Virtus per 87-72.

PROBABILI QUINTETTI

MORABANC ANDORRAVIRTUS BOLOGNA
Clevin HannahStefan Markovic
Frantz MassenatFrank Gaines
Dejan TodorovicKyle Weems
Bandja SyGiampaolo Ricci
Moussa DiagneJulian Gamble

COME STA ANDORRA: decisamente meglio rispetto alla gara d’andata. Se il Morabanc visto a Bologna era una squadra ancora alla ricerca dei propri nuovi equilibri, quello che incontra ora la Virtus è un gruppo molto più in palla. Dopo sette sconfitte nelle prime dodici gare ufficiali hanno messo in fila quattro successi consecutivi, due in Eurocup e due in campionato, dove sono reduci da un nettissimo successo su Malaga, altra favorita proprio in Eurocup. La loro situazione nel girone non è semplice. Sono praticamente sicuri di passare il turno, ma per recuperare posizioni devono ribaltare il -15 dell’andata con la Virtus e il -10 patito, in casa per di più, con il Promitheas.

Il secondo tempo della partita contro Malaga

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Un super attacco… in Europa

Andorra è, in questo momento, il miglior attacco dell’Eurocup, con un rating offensivo di quasi 120 punti per cento possessi. Dato figlio anche delle recenti uscite in cui gli andorrani hanno sfavillato nella metà campo offensiva non segnando mai meno di 87 punti e somigliando decisamente più a quelli visti nel primo quarto dell’andata che nel resto dell’incontro. In patria, però, le cose non vanno così bene e il dato cala a un molto più umano 107.6, solo tredicesimo rilievo in tutta la ACB. Insomma, un attacco sicuramente con potenziale, ma anche con punti deboli da andare a esplorare.

2. Squadra a trazione posteriore

Il punto di forza di Andorra è decisamente sul perimetro e anche i numeri lo confermano: primi per percentuale da dietro l’arco con il 42% di realizzazione, anche se pure qua, in ACB, il dato è molto più basso, fermandosi al 34,6%. In generale ci sono tanti tiratori pericolosi, addirittura tre oltre il 50% di realizazzione nella competizione: Clevin Hannah (62% su quasi quattro conclusioni a incontro), David Walker (53%) e Jeremy Senglin (52%). Ma viaggiano rispettivamente col 41% e il 38% anche David Jelinek e Frantz Massenat. Come ha visto la stessa Virtus nella partita del Paladozza, tutti possono accendersi in un attimo. Sarà dunque obbligatorio evitare di prendere parziali pesanti costruiti concedendo tiri aperti.

La shooting chart in Eurocup di Andorra (immagine da Basketballguru.gr)

3. Clevin Hannah è bollente

L’ottimo momento recente di Andorra è stato propiziato anche dalle prestazioni del loro playmaker titolare, Clevin Hannah. Piccoletto di un metro ottanta per settantacinque chili, sta segnando tantissimo da tre punti e nelle ultime cinque gare è a 16 punti di media. Lui si porta dietro la squadra, diventando difficile da marcare sul pick & roll, dove la difesa non può mai rilassarsi. Sarà importante provare a limitarlo il più possibile, sapendo che alle sue spalle c’è un Jeremy Senglin che fin qua ancora non ha mostrato tutto quello che di buono fece vedere la passata stagione a Nanterre.

4. Tanto attacco ma poca difesa

Se in attacco le cose vanno alla grande, lo stesso non si può certo dire della difesa: diciannovesima della competizione con oltre 112 punti concessi per cento possessi, anche qui, però, in controtendenza con il campionato nazionale dove non va così male (sesta difesa con 106.6 di rating difensivo). I problemi in coppa nascono soprattutto da una difesa sul perimetro abbastanza porosa, a partire proprio da Clevin Hannah, che paga la sua scarsa taglia nel lottare sui blocchi dei pick & roll. Da lì poi si aprono le voragini verso il canestro che, come vedremo, non ha particolari protettori.

5. Hanno poca presenza nel pitturato

Collegato al discorso di una squadra a trazione posteriore, c’è il fatto che in area non ci siano certo presenze dominanti. Il centro titolare è Moussa Diagnè, cui non mancano i centimetri (211) ma i chili (99), e che, comunque, è più a suo agio nel fronteggiare il canestro, magari per il tiro dai 4/5 metri. Ci sarebbe Dejan Musli, giocatore di peso e posizione, ma è il suo cambio e di fatto gioca poco più di una decina di minuti. In definitiva, Andorra è una squadra che privilegia assetti leggeri, sfruttando tanto anche le ali dinamiche Bandja Sy e Tyson Perez. Una carenza di tonnellaggio che la Virtus dovrà provare a far volgere a proprio vantaggio.

Leonessa Brescia-Virtus Bologna: il prepartita di VNera

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Dopo la prima sconfitta stagionale la Virtus è attase da un difficile test per provare da subito a rimettersi in marcia.

Si va sul campo della Germani Brescia, che è reduce da una settimana molto negativa.

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Quando: sabato 26 ottobre 2019 ore 20:30

Dove: Pala Leonessa, Brescia

TV: Eurosport Player

RADIO: Radio Bologna Uno

PROBABILI QUINTETTI

BRESCIAVIRTUS
Luca VitaliStefan Markovic
DeAndre LansdowneFrank Gaines
David MossKyle Weems
Ken HortonGiampaolo Ricci
Tyler CainJulian Gamble

COME STA BRESCIA: la situazione in casa bresciana non è delle migliori. Gli uomini di Esposito sono reduci da due sconfitte parecchio dolorose, anche se estremamente diverse tra loro. Nell’ultimo turno di campionato hanno perso in volata a Trieste, mentre mercoledì in Eurocup hanno riscritto ogni record negativo della competizione, cedendo il passo, tra le mura amiche, al Darussafaka con l’imbarazzante punteggio di 35-61. Attualmente hanno tre vittorie in cinque partite in campionato e record pari (2-2) in Coppa.

Gli highlights del tonfo casalinga col Darussafaka

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5 SPUNTI SULLA PARTITA

1. Come reagiranno mentalmente?

La prima domanda da farsi è questa. Brescia arriva da una partita surreale. Nella gara col Darussafaka ci sono stati momenti in cui davvero i bianco blu sembrava non potessero segnare mai. 35 punti segnati con 12/61 al tiro e un eloquente -1 di valutazione complessiva di squadra. Chiaro che una partita del genere lasci il segno, sebbene non vada certo utilizzata come metro di giudizio della squadra che, anzi, è davvero di valore. Ma certo, con una proprietà, per di più, che non è certo restia a mettere benzina sul fuoco, la condizione psicologica dei lombardi sarà la prima cosa da testare.

2. Il pick & roll è la fonte dell’attacco

Come sempre in una squadra con Luca Vitali al comando delle operazioni, il pick & roll è il gioco da dove tutto parte in attacco. Passano gli anni ma l’ex virtussino resta maestro nell’esecuzione di questo particolare. E la Germani da qui trae molto dell’attacco che la porta ad avere, in campionato, un ottimo offensive rating di 113,8. Brava la dirigenza a mettergli attorno almeno un paio di giocatori molto funzionali: Tyler Cain, bloccante di primissimo livello, e Ken Horton, quattro perimetrale, di qualità ed esperienza, che sui passaggi al bacio di Vitali segna con continuità da dietro l’arco (36% in stagione, 43% in campionato).

3. Se segna Lansdwone Brescia vince

Un altro dei nuovi arrivi, per una squadra che, comunque, ha cambiato relativamente poco dall’anno passato, è DeAndre Lansdowne, guardia dal tiro mortifero. Il suo andamento finora ha avuto un impatto decisivo sugli esiti delle gare della Germani. Nelle vittorie, infatti, sta girando a oltre quindici punti di media, che diventano sette nelle sconfitte. Atleta intelligente, studioso del gioco. Sa muoversi sui blocchi ala grande e se esce con spazio è una sentenza. La Virtus dovrà fare il possibile per tenerlo fuori ritmo.

Ascolta “VNera Pod – Puntata 30” su Spreaker.

Abbiamo parlato della gara anche nel nostro ultimo podcast

4. Moss è sempre il loro mastino

36 anni e non sentirli. David Moss continua ad essere una delle certezze di Brescia. L’uomo incaricato delle missioni speciali difensive è sempre lui. Il suo defensive rating stagionale è di un filo sopra quota 100 (100.8, per la precisione), rilievo di assoluto valore. Contro Trieste è stato usato tanto su Cavaliero e Fernandez, pertanto, considerate anche le difficoltà difensive di Vitali, non è difficile immaginarlo sulle tracce, a turno, di Markovic e Teodosic per provare a portarli fuori dalla gara.

Le parole di Sasha Djordjevic a presentazione della gara

5. La crescita di Tommaso Laquintana

Continuano i progressi di Tommy Laquintana, che già l’anno scorso, nella gara di ritorno, fece molto male alla Virtus. Partendo alle spalle di Luca Vitali, e ora anche con l’aiuto di Angelo Warner arrivato a sostituire Bronson Koenig, il 24enne pugliese si sta ritagliando sempre più minuti. Spesso condivide il campo con Vitali o Warner ed è sempre più una minaccia dal pick & roll, su cui ha una buona capacità di conquistarsi spazio in area per il tiro in corsa. In più, il suo tiro da fuori, abbastanza strano a vedersi, sta entrando con buona continuità: 43% complessivo, anche se è al 53% in campionato e sotto il 30 in Eurocup.

Pre partita Virtus-Varese: l’ultima in casa prima di una settimana in trasferta

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Anticipo di campionato per la Virtus, che sabato alle 19 riceve la Openjob Metis Varese per la quinta giornata di campionato. Obiettivo: proseguire la striscia di vittorie per arrivare al meglio alla prossima settimana da passare in viaggio.

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Quando: sabato 19 ottobre, ore 19

Dove: Paladozza, Bologna

TV: Eurosport Player

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUSVARESE
Stefan MarkovicJosh Mayo
Frank GainesMatteo Tambone
Kyle WeemsLJ Peak
Giampaolo RicciSiim-Sander Vene
Julian GambleJeremy Simmons

COME STA VARESE: l’Openjob arriva in condizioni quasi ottimali. Ha giocato l’ultima partita tredici giorni fa, avendo riposato l’ultimo turno. Ha vinto due gare consecutive, sotterrando di triple la Fortitudo nell’ultima. Bis che ha fatto subito passare la paura per il terrificante ko interno dell’esordio con Sassari. E recupera anche Jason Clark, il giocatore che doveva occupare uno spot titolare nel back court insieme a Josh Mayo ma, per via di un infortunio in pre campionato, ancora non ha giocato una partita.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Una battaglia di ritmi

Varese è la squadra che gioca con il pace più basso di tutta la serie A: meno di 68 possessi per partita, oltre otto in meno di Reggio Emilia, che attualmente è prima nella speciale graduatoria, sei in meno della Virtus che ne produce appena oltre i 74. Specularmente, la squadra di Caja è quella che produce, finora, meno punti di tutti in transizione (19 in tre partite). Rapporto totalmente inverso rispetto a una Virtus che in campo aperto, invece, ama cavalcare: seconda, dopo quattro partite, con quasi 18 punti a partita generati da situazioni di transizione. Evidente sottolineare come, specialmente sul proprio campo, sarà fondamentale imporre il proprio marchio alla partita.

2. Josh Mayo inizia a entrare in forma, Vene è l’equilibratore

Nella rifondazione estiva Varese ha fatto diverse scommesse e una di queste è stata Josh Mayo, giocatore già visto in Italia, reduce da un’ottima stagione in Germania. Playmaker con ottimi istinti realizzativi, ma di taglia molto ridotta (siamo sul metro e ottanta scarso), dopo un esordio balbettante alla prima di campionato, ha messo insieme 47 punti nelle due partite successive, diventando il riferimento offensivo di cui questo gruppo necessita. Siim-Sander Vene, invece, di ritorno a Varese dopo due stagioni, è il collante che fa girare la squadra in attacco e in difesa. Ala che apre il campo con il tiro da tre e difensivamente sa muoversi con grande intelligenza nel gioco di aiuto e recupero richiesto da Caja. Il suo net rating di 45.3 dice tutto quello che c’è da dire sul suo impatto in questo avvio di stagione.

3. Tu non entrerai nella mia area

Se Virtus e Varese differiscono totalmente nell’interpretazione dei ritmi di gara, un aspetto su cui, invece, si assomigliano moltissimo è quello difensivo. In particolare nella capacità spiccata di rendere difficilissimo agli avversari il prendere tiri da due punti. Parliamo, al momento, della seconda (Varese) e della quarta (Virtus) difesa del torneo per defensive rating. Dati che derivano anche dal fatto che Openjob e Segafredo siano, rispettivamente, prima e seconda per minor numeri di tiri a partita concessi da dentro l’area dei tre punti: 37 ogni cento possessi Varese, 41 la Virtus. L’approccio della difesa di Caja è molto chiaro: difensori sui giocatori senza palla molto staccati, a costo di concedere un tiro aperto da fuori. L’obiettivo è impedire di entrare in area facilmente, sia che si tratti del palleggiatori, sia del lungo tagliante.

Alcune sequenze difensive che ben esemplificano i concetti difensivi di Varese

4. Attenzione al tiro da tre punti

Il presidiare l’area, però, apre spazi di tiro. E, come ha imparato sulla propria pelle la Fortitudo, Varese ha i tiratori per infiammarsi letteralmente. Quattordici canestri pesanti nell’ultima partita giocata dai varesini, che al momento non hanno percentuali di realizzazione altissime (33%), ma tanti giocatori di striscia (Josh Mayo su tutti), che se iniziano a entrare in ritmo diventano rapidamente un problema. In più rientra Jason Clark, atleta che nella sua carriera europea ha il 38% da tre punti ed è decisamente pericoloso sul tiro piazzato.

Le 14 triple a segno nel match contro la Fortitudo

5. Squadra solida a rimbalzo

Nelle prime tre partite stagionali Varese si è dimostrata una buona squadra di rimbalzisti. Cinque giocatori sopra al 10% di total rebound percentage, fanno meglio solo Sassari, Virtus e Cremona, non a caso tre delle quattro squadre che sono davanti alla Openjob nella speciale statistica di squadra. 54,2% i rimbalzi totali catturati dai varesini che, in particolare, lasciano le briciole sotto il proprio canestro, recuperando l’85% dei palloni disponibili, nettamente il miglior dato del campionato. Certo, dopo tre partite sono numeri ancora con un grado di affidabilità relativo, ma raccontano comunque l’impatto di una squadra che sotto le plance lavora molto bene.

Pre partita Virtus Bologna- Reyer Venezia: sfruttare le difficoltà degli avversari per continuare il buon momento

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Obiettivo poker per la Virtus, domani sera contro una Reyer Venezia che arriva alla partita in un momento di forma non ottimale. Il test più difficile fin qua per la Segafredo, che arriva alla gara in grande fiducia.

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Quando: domenica 6 ottobre, ore 21

Dove: Paladozza, Bologna

TV: Eurosport Player, Rai Sport

RADIO: Radio Bologna Uno

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUSVENEZIA
Stefan MarkovicAndrea De Nicolao
David CournoohStefano Tonut
Kyle WeemsMichael Bramos
Giampaolo RicciAustin Daye
Julian GambleMitchell Watt

COME STA LA REYER: i Campioni d’Italia non hanno certo cominciato la stagione nel migliore dei modi. Tre sconfitte nelle prime cinque partite ufficiali, giocando sempre di rincorsa e ritrovandosi costantemente a dover mettere in piedi faticosissime rimonte. Arrivano da due ko filati, domenica scorsa, sempre al Paladozza, con la Fortitudo e martedì in Eurocup col Partizan. Gli orogranata, tra le altre cose, stanno convivendo con l’assenza per problemi personali di Julyan Stone, probabilmente il miglior difensore del nostro campionato. L’americano è tornato ad allenarsi col gruppo, ma domani sera non sarà della partita.

Gli highlights della sconfitta con la Fortitudo

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5 SPUNTI SULLA PARTITA

1. La difesa dov’è?

Sicuramente quello che sta mancando maggiormente alla Reyer in questo inizio di stagione è la difesa che l’aveva contraddistinta negli ultimi due anni. 108 il defensive rating nelle due gare di Supercoppa, 111 fin qui in campionato. Non sono certamente i numeri cui ci aveva abituato la squadra di Walter De Raffaele, solita stare abbondantemente sotto quota cento. Martedì contro il Partizan si sono visti segnali incoraggianti in tal senso, ma l’assenza di un mastino come Julyan Stone, indubbiamente, si sta facendo sentire.

2. Tonut-Daye: le punte che faticano

Con il ritiro dal basket giocato di MarQuez Haynes Venezia ha definitivamente messo buona parte del suo attacco nelle mani di Stefano Tonut. A 25 anni il ragazzo canturino è chiamato alla stagione del definitivo salto di qualità. Fin qua le cose sono andate a corrente alterna. Ha segnato abbastanza (31 punti complessivi nelle prime due di campionato), ma non sempre garantendo efficienza offensiva. Nelle sue mani talvolta il pallone tende a fermarsi troppo, inficiando la manovra offensiva lagunare, già di per se non particolarmente brillante. In questo non aiutato da Austin Daye, che ha iniziato la stagione decisamente con le marce basse. Espulso in finale di Supercoppa. Tra campionato e Eurocup ancora non ha raggiunto una doppia cifra per punti.

Gli highlights della gara di Eurocup contro il Partizan

3. Condizione fisica da rivedere

Altro problema che ha evidenziato il campo finora per i Campioni d’Italia è quello di una forma fisica carente per alcuni giocatori, sulla carta, molto importanti per De Raffaele. Su tutti Gasper Vidmar e Ike Udanoh sono apparsi quelli più indietro. Il lungo arrivato da Avellino, 37% al tiro fin qua, probabilmente mixa questo anche a un, naturale, periodo di adattamento al nuovo sistema di gioco. Il centro sloveno, invece, è apparso ancora molto pesante sulle gambe. Motivo in più per cui Hunter e Gamble dovranno far valere la propria eccellente intesa con Stefan Markovic sul pick & roll.

4. Quanto nervosismo!

Fin qui un altro tratto distintivo dell’avvio stagione della Reyer è stato un certo nervosismo. Contiamo già due espulsioni in cinque partite: Daye contro Sassari in Supercoppa, Watt domenica scorsa con la Fortitudo. Un numero assolutamente inusuale per uno sport come il basket e che, forse, testimonia come in casa veneziana ci sia anche qualche problema che va oltre il campo. E su cui, sicuramente, la Virtus dovrà lucrare in maniera intelligente.

5. Non escono mai dalla partita

Non ci sono, però, solo notizie negative per l’Umana. Che fin qua ha dimostrato una capacità incredibile di non uscire mai dalla partita. In sequenza hanno recuperato un -22 con Brindisi, un -20 con Sassari, un -7 a due minuti dalla fine con Trieste, -15 a tre minuti dal termine con la Fortitudo e un -12 martedì col Partizan. La solidità mentale dei veneziani non è in dubbio. E dietro al leader Michael Bramos va tutta la squadra. Occhio, quindi, a non dare mai per chiusa la partita fino alla sirena finale.