Pre partita Virtus-Tenerife: contro una corazzata per il titolo

Virtus Bologna
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Tutto in una notte. Come si dice in questi casi. 40′, salvo supplementari. Per provare a vincere la Champions League. Di mezzo c’è l’Iberostar Tenerife. Che sembra davvero avversario di alto livello.

GAME INFO

Quando: domenica 5 maggio, ore 18

Dove: Sportpaleis, Anversa

TV: Eurosport 2, Rai Sport, Eurosport Player

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUS BOLOGNAIBEROSTAR TENERIFE
Tony Taylor Rodrigo San Miguel
Kevin PunterNicolas Richotti
Kelvin MartinNicolas Brussino
Amath M’BayeTim Abromaitis
Yanick MoreiraColton Iverson

IN SEMIFINALE: Tenerife ha battuto abbastanza agevolmente Anversa in semifinale. Gli uomini di Vidorreta hanno inizialmente subito l’impatto di un palazzo colmo di quasi 20mila persone, finendo sotto anche in doppia cifra. Poi hanno sparato un 26-4 di parziale tra primo e secondo tempo che ha ribaltato la partita. Anversa è rimasta incollata fino al 30esimo (47-42 Tenerife dopo tre quarti), ma poi è crollata negli ultimi 10′, con Brussino e Beiran (31 punti in coppia) a fare la parte del leone per gli spagnoli.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Giochiamo leggeri

Tenerife è una delle migliori squadre della competizione, una delle favorite della vigilia. Nessuna sorpresa che sia in finale. La Virtus è una sorpresa, entrata con una wild card ed arrivata in finale ribaltando il pronostico contro il Bamberg. Giochiamo leggeri, la pressione ed i favori del pronostico sono tutti sugli spagnoli. Tenerife è una squadra completa e lunga, con dodici giocatori dodici che tengono il campo a seconda delle necessità che la partita presenta. Tirano parecchio da tre punti (27 tentativi di media a partita) con il 37% abbondante, percentuale molto alta. Hanno sempre 4 giocatori in grado di concludere da oltre l’arco perché le due ali forti, Abromaitis e Gillet, sono eccellenti tiratori. La difesa sui pick and pop sulle ali forti è sicuramente un tema presentato dalla partita.

Grafica by FIBA (championsleague.basketball.com)

2. La miglior difesa della Champions?

Tenerife è la squadra che subisce meno punti di tutta la Champions League, anche se vedremo fra poco che il dato è influenzato dal PACE molto basso. In ogni caso, è una squadra con una difesa estremamente solida, soprattutto in area dove tendono a collassare benissimo e ad occupare molto spazio grazie alla stazza di quasi tutti i loro giocatori. Colton Iverson è un centro ben oltre i 210, grosso e mobile, molto bravo negli aiuti sulle penetrazioni degli esterni, anche con il famoso “mezzo passo” che aiuta a chiudere l’area. In semifinale ha trovato molti minuti Mamadou Niang, centro verticale e rim protector efficace. Hanno esterni alti e dalle braccia lunghe come Brussino e Beiran, entrambi sopra i due metri e tiratori mortiferi. Contrariamente a Bamberg, con cui ci accoppiavamo piuttosto bene, contro Tenerife la stazza dei loro giocatori potrebbe essere un problema per gli esterni piccoli della Virtus.

3. Rotazioni lunghe

Tenerife è una squadra lunghissima, come detto. Gli esterni ruotano a sei: Rodrigo San Miguel e Ferran Bassas sono i due playmaker, che si dividono quasi equamente i minuti e ne giocano anche insieme, specie nei finali; Davin White e Lucca Staiger si dividono i minuti in guardia, Nicolas Brussino e Javier Beiran sono le due ali piccole (piccole si fa per dire…). Le combinazioni degli esterni, come vedete qui sotto, sono praticamente infinite e variabilissime, rendendo Tenerife una squadra molto duttile che può andare piccolissima o altissima. Le due ali forti sono Tim Abromaitis, tiratore pazzesco e giocatore di una intelligenza davvero notevole, anche se spesso non vistoso, e Pierre-Antoine Gillet, giocatore di fisico tosto e intensità, altro ottimo tiratore. Anche qui la differenza con il Bamberg, dove le ali forti non uscivano mai a tirare, è molto marcata. I centri sono tre: Colton Iverson e Mamadou Niang, di cui abbiamo già detto – e Sebastian Saiz, che dà qualche minuto. Anche tra i lunghi, le combinazioni possibili vengono esplorate con abbondanza, anche se il quintetto che tende a finire le partite prevede quasi sempre Abromaitis e Iverson.

Grafica by FIBA (championsleague.basketball.com)

4. Il miglior attacco a metà campo

Come accennato sopra, Tenerife è una squadra con un PACE bassissimo che ama giocare a difesa schierata in virtù della qualità dei suoi giocatori e delle sue esecuzioni, come testimonia il dato sull’Assist Percentage. Questo li porta ad avere il miglior offensive rating dell’intera competizione. Le statistiche avanzate parlano di una squadra grande qualità e solidità, tra le migliori tre praticamente in tutte le voci che contano. Proprio il PACE però può essere la grande chance della Virtus. Provare ad alzare un po’ i ritmi e togliere loro qualche certezza, giocare, ancora una volta, con i lunghi in movimento contro Colton Iverson che in situazione statica è difficilmente sovrastabile, e sperare in una loro serata non clamorosa al tiro, aiutandoli magari con dei bei closeout, soprattutto sugli angoli, e buone collaborazioni difensive sui pick and roll, possono essere modi per scardinare una fortezza offensiva e difensiva che sembra solida.

5. Alcuni appunti tattici

Tenerife, anche in questo aspetto diversa da Bamberg, utilizza il pick and roll in modo quasi ossessivo con i due centri, e molto meno con i 4 che tendono ad aprirsi e tirare (soprattutto Abromaitis). Da parte loro, tendono ad uscire con show molto alti sui pick and roll avversari, il che potrebbe portare a vantaggi per i nostri rollanti dinamici, Moreira e Kravic. Sarà chiave la partita di M’Baye, che ancora una volta si ritroverà contro giocatori di grande qualità tecnica e fisica come Abromaitis e Gillet. Se è – soprattutto in difesa – il giocatore che abbiamo visto contro Bamberg, ci potrà dare una grande mano, senza scordare l’apporto dell’eccellente Filippo Baldi Rossi di questo periodo. Attenzione a Nicolas Brussino, autore di una partita pazzesca contro Anversa. Si tratta di un tiratore mortifero, con braccia lunghissime, e del miglior difensore della squadra. Il candidato ad affrontarlo per lunghi minuti è ovviamente Kelvin Martin, che gli cede qualche centimetro ma può contenerlo con la sua energia. Attenzione ai minuti difensivi di Pietro Aradori, che sarà chiamato ad uno sforzo non per forza nelle sue corde sulle due ali alte e molto dinamiche di Tenerife. Tony Taylor e Mario Chalmers possono prendere vantaggi su San Miguel in penetrazione e produrre vantaggi con gli scarichi; Kevin Punter vedrà probabilmente una staffetta su di lui che comprenderà lo stesso Brussino, Steiger e Beiram, tre difensori più alti di lui, del tipo che ha dimostrato di soffrire. Speriamo tutti che ripeta la fantastica prova balistica e di letture che ci ha fatto luccicare gli occhi contro il Bamberg.

Grafica by FIBA (championsleague.basketball.com)

Pre partita Brescia-Virtus: vincere per restare in corsa

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Anticipo della ventinovesima giornata di campionato per la Virtus, che va a far visita alla Germani Basket Brescia, in uno scontro senza domani: chi vince resta aggrappato al treno playoff, chi perde è fuori.

GAME INFO

Quando: mercoledì 24 aprile, ore 20.30

Dove: Pala Leonessa, Brescia

TV: Eurosport 2, Eurosport Player

All’andata: vittoria per 88-80.

PROBABILI QUINTETTI

GERMANI BRESCIAVIRTUS BOLOGNA
Luca Vitali Tony Taylor
David MossKevin Punter
Awudu Abass Pietro Aradori
Jordan Hamilton Amath M’Baye
Gerald BeverlyDejan Kravic

INDISPONIBILI

BRESCIA: Marco Ceron e Jared Cunningham (in dubbio)

VIRTUS:

COME STA BRESCIA : con la vittoria a sorpresa di sabato contro Milano è rimasta in corsa per i playoff, in una situazione non troppo dissimile da quella della Virtus. E’ appaiata ai bianconeri in classifica e deve vincere per continuare a sperare. Prima del successo con l’Olimpia veniva da due brucianti sconfitte, in altrettanti derby lombardi, con Cantù e Cremona. Ha problemi di rotazioni sugli esterni. Oltre al lungodegente Marco Ceron, continua a perdurare l’assenza di Jared Cunningham, che ha problemi a una caviglia e non gioca dal 31 marzo.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Squadra piccola ma tosta

Brescia è una squadra che non ha certo nei centimetri il proprio punto di forza. Il reparto lungo si compone di Gerald Beverly (203 centimetri), Andrea Zerini (201 centimetri) come cambio, Brian Sacchetti e Jordan Hamilton (entrambi appena sopra i due metri, di base esterni adattati). Ciò nonostante la Leonessa è una squadra che sotto canestro, almeno a rimbalzo, difficilmente va sotto: sedici volte su ventisette partite ha vinto la battaglia in vernice. Beverly è una dinamo di energia, Hamilton lavora bene d’esperienza così come Sacchetti e Zerini e dagli esterni arriva una corposa mano anche da David Moss e Awudu Abass.

2. I migliori italiani della Lega A?

Qualche giorno fa Matteo Bonetti, patron della Germani, diceva così: “Abbiamo il gruppo di Italiani più forti della Lega e di questo ne siamo molto orgogliosi, non posso nascondermi dietro un dito e devo ammettere che quest’anno le scelte degli stranieri non sono state azzeccate”. Se quello di Brescia sia il miglior gruppo italiano del Campionato non lo sappiamo. Quello che è certo è che gli azzurri di Diana danno una grossa mano. Se guardiamo il dato del net rating troviamo sei giocatori con un valore positivo e quattro di questi (Vitali, Laquintana, Sacchetti e Zerini) sono italiani. Ognuno con il proprio ruolo, ridotto tranne che per Vitali, ma certamente molto utili alla causa.

3. Jordan Hamilton, croce e delizia

Collegato al punto due indirettamente, Jordan Hamilton nei piani della dirigenza bresciana doveva essere la primissima punta di questa squadra, colui che non avrebbe fatto rimpiangere Marcus Landry. Cosa non riuscita fino ad ora. L’ex Denver Nuggets ha certamente portato pericolosità offensiva (quasi 14 punti di media), ma anche tanta confusione e scelte non sempre brillanti. E’ quarto in serie A per usage % (oltre il 27% dei possessi bresciani finiscono nelle sue mani), ma il suo rating offensivo è un deludente 99,2. Tira oltre sei volte a partita da tre punti, ma converte solo col 33%. Può esplodere, come fatto contro Torino, con 33 punti e undici triple, o fare più che altro danni, come all’andata su parquet della Unipol Arena, dove si fermò a 13 punti con 15 tiri.

4. Occhio alla zona

Nella vittoria contro Milano la Leonessa ha fatto molto uso di una zona 2-3, che passava poi a uomo dopo un paio di passaggi dell’attacco. La squadra di Pianigiani si è totalmente bloccata contro questo schieramento e qui la Virtus dovrà fare attenzione, avendo storicamente problemi ad attaccare le difese zonate. Brescia ha usato questa strategia soprattutto per coprire i propri problemi di tonnellaggio, cercando di intestare tanto l’area, anche con l’aiuto degli esterni, al contrario dotati di buona stazza.

5. Questione di ritmo?

Brescia è una squadra che dà il meglio di sè quando riesce ad alzare i ritmi delle partite. Nelle vittorie ha giocato con un pace medio di 75,7 possessi, che nelle sconfitte sono stati 72,9. In generale, quando ha giocato almeno 74 possessi il suo record è di 7-4, mentre sotto quella soglia il record dice 6-10. L’obiettivo viene raggiunto soprattutto tra le mura amiche, dove gli uomini di Diana hanno giocato a un ritmo medio di 75 possessi a incontro, contro i 73,4 tenuti in trasferta.

Pre partita Reggio Emilia-Virtus: l’ultima spiaggia

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Ultima chiamata verso un disperato aggancio al treno playoff per la Virtus Bologna. Si va sul campo della Grissin Bon Reggio Emilia, alla caccia di punti salvezza.

GAME INFO

Quando: sabato 20 aprile 2019, ore 20.30

Dove: PalaBigi. Reggio Emilia

TV: Eurosport Player

All’andata: vittorie per 81-69.

PROBABILI QUINTETTI

REGGIO EMILIAVIRTUS BOLOGNA
Michael Dixon Tony Taylor
Darius Johnson-OdomKevin Punter
Bryon Allen Pietro Aradori
Pablo Aguilar Amath M’Baye
Riccardo CerviDejan Kravic

INDISPONIBILI

Virtus:

Reggio Emilia: Leonardo Candi

COME STA REGGIO EMILIA: dopo un filotto di otto sconfitte consecutive, la Grissin Bon ha trovato ossigeno puro vincendo due partite chiave per la sua corsa, una sul campo di Pistoia e una in casa con Brindisi. Poi, però, sono arrivati due rovesci, in casa con Trento (80-84) e l’ultimo molto pesante a Trieste (104-88, a -30 a fine terzo quarto). I reggiani sono totalmente invischiati nella corsa per non retrocedere e hanno davanti a se un calendario da incubo: dopo la partita con la Virtus andranno a Venezia, poi a Pesaro e infine chiuderanno tra le mura amiche contro Cremona.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Sotto canestro si deciderà la partita

Ancora una volta la lotta a rimbalzo assume i contorni della possibile chiave di volta dell’incontro. Se da un lato Reggio Emilia quando ha avuto almeno il 50% di total rebound ha ottenuto cinque delle sue sette vittorie, il dato è ancora più cristallino per la Virtus. I bianconeri in campionato sono imbattuti, nove vittorie e zero sconfitte, quando almeno impattano (ossia conquistano il 50% dei rimbalzi totali disponibili) sotto i tabelloni. Contestualmente la Grissin Bon è 2-13 quando cattura meno della metà dei rimbalzi disponibili.

2. Trazione posteriore americana

Michael Dixon, Darius Johnson-Odom, Bryon Allen: questo è il terzetto a cui è demandato il grosso del lavoro per portare Reggio Emilia alla salvezza. Portano alla causa quasi 46 punti a partita, anche se in maniera non proprio efficiente: 36 tiri presi in media convertiti col 43% complessivo. Johnson-Odom è l’ultimo arrivato e dopo tre partite viaggia a oltre venti punti di media con 6/15 da tre, mentre Dixon e Allen offensivamente hanno rating non proprio positivi, entrambi nettamente sotto quota 100.

3. Dipendono molto dal tiro da tre punti

Reggio Emilia in generale non è una squadra di grandi tiratori. Basta dire che, tolto l’ultimo arrivato Johnson-Odom, per percentuali il migliore è Pablo Aguilar, che è un lungo e tira col 39% su circa cinque conclusioni a partita. Di squadra registrano meno del 34% di realizzazione da dietro l’arco. Dato che, però, si alza oltre il 38% nelle vittorie, per scendere sotto il 32% nelle sconfitte. Fin qui la Virtus ha concesso poco in termini di tentativi da tre punti agli avversari, lasciando però percentuali di realizzazione abbastanza alte. Bisogna invertire il trend.

4. Pablo Aguilar, esperienza e qualità da non sottovalutare

Sotto canestro a fianco di capitan Riccardo Cervi troviamo Pablo Aguilar, arrivato dopo qualche giornata di campionato a sostituire Eric Griffin. Lo spagnolo è uomo d’esperienza, passato da Gran Canaria e Real Madrid, tra le altre. Non è un atleta, non è particolarmente esplosivo. Ma sa come si gioca. Produce 12 punti e 8 rimbalzi di media, col 39% da dietro l’arco ed è uno dei pochi giocatori reggiani con un net rating positivo. All’andata fu contenuto molto bene, ma in casa spesso ha fatto vedere le cose migliori.

5. Un campo da esorcizzare

Questa Virtus è parecchio legata a Reggio Emilia. Dai brutti ricordi che evoca il PalaBigi, tra la retrocessione del 2016 e la sconfitta inopinata dell’anno scorso. Passando per Alessandro Dalla Salda e Pietro Aradori, arrivati in anni consecutivi entrambi dalla Grissin Bon e che, per motivi diversi, non hanno certo avuto una stagione da ricordare. Chiaro che la partita di sabato sera diventa, ancor di più, un’occasione per riscattare un passato recente avaro di soddisfazioni.

Pre partita Virtus – Brindisi: testa al campo per provare a risalire

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Dopo un’altra settimana da tragi-commedia la Virtus si prepara al ritorno in campo. Sul parquet del Paladozza l’ospite sarà la sorprendente Happy Casa Brindisi, che continua la sua corsa verso un posto nelle prime quattro.

GAME INFO

Quando:domenica 14 aprile, ore 20:45

Dove: Paladozza, Bologna

TV:Rai Sport, Eurosport, Eurosport Player

All’andata: sconfitta per 89-81.

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUS BOLOGNABRINDISI
Tony Taylor Riccardo Moraschini
Kevin PunterAdrian Banks
Pietro AradoriJeremy Chappell
Amath M’bayeTony Gaffney
Dejan KravicJohn Brown

INDISPONIBILI

Virtus:

Brindisi: Wes Clark

COME STA BRINDISI: Brindisi viene da una bella vittoria interna contro Venezia (71-65 con un decisivo Jakub Wojciechowski), ma, in realtà, dopo la finale di Coppa Italia, ha avuto un andamento abbastanza a singhiozzo in campionato, alternando sempre una vittoria e una sconfitta. Ha perso le ultime tre trasferte a Cantù, Brescia e Reggio Emilia, vincendo in casa con Torino, Varese e, appunto, Venezia. A metà marzo era rientrato Wes Clark, che nei piani della stagione era il play titolare, infortunatosi a dicembre. Il recupero, però, non è proceduto secondo i piani e così la società ora è sul mercato alla ricerca di un rimpiazzo, dopo aver perso, meno di un mese fa, anche l’ultimo arrivato, Devondrick Walker, che un infortunio a un piede ha messo KO fino al termine della stagione.

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1. Riccardo Moraschini, proprio lui

Il segreto di pulcinella dietro la stagione di Brindisi è la stagione totalmente sopra le aspettative che sta disputando Riccardo Moraschini. Dal nulla, dopo una serie di infruttuosi saliscendi dalla A2, il ragazzo ex Virtus ha trovato la sua dimensione e sta giocando come mai fatto in carriera: 11.4 punti, 3.1 rimbalzi, 2.8 assist e una maggiore confidenza al tiro da tre punti (dove ancora non è certo uno specialista, 34%, ma può segnare). Con l’infortunio di Clark è diventato lui il playmaker della squadra e da lì è definitivamente sbocciato. Quando è in campo Brindisi produce 7,5 punti in più degli avversari ogni cento possessi. Senza di lui 7,8 in meno. +108 il plus/minus totale nei minuti in campo, -45 in quelli passati seduto.

2. Adrian Banks è l’uomo d’esperienza e qualità

Il miglior realizzatore della squadra è Adrian Banks, guardia 33enne tornata a Brindisi dopo una stagione all’Hapoel Tel Aviv, che non sta deludendo le attese. Serve da palleggiatore secondario al fianco dello stesso Moraschini e in attacco può far male in molti modi sfruttando la sua versatilità. Segna quasi 16 punti a partita, pur non essendo, lui pure, un tiratore da tre eccelso (33,6%). Come il resto della squadra il suo periodo di forma recente non è scintillante. Se togliamo i 25 punti segnati nella sconfitta di Reggio Emilia, nelle ultime quattro partita ha 10 punti di media col 40% al tiro e 1/11 da dietro l’arco.

3. E’ la difesa che fa la differenza

Ciò che ha innalzato Brindisi in questo campionato, però, è stata la sua difesa. Con un roster composto da atleti versatili (Banks, Chappell, Brown, Moraschini, Rush), spesso gli uomini di Frank Vitucci hanno vinto le partite nella propria metà campo: 103 il defensive rating, secondo migliore del campionato. Con una lettura del gioco assolutamente al passo con i tempi, l’Happy Casa può cambiare praticamente su ogni blocco, continuando ad applicare grande pressione difensiva sulla palla e cercando di limitare i propri difetti in termini di centimetri sotto canestro (undicesimi per total rebound percentage con 49.1%) con l’attività dei suoi giocatori.

4. Il punto debole è il tiro

32.8% da tre punti è il dato statistico, tra i vari, peggiore per l’Happy Casa. Che non ha mai avuto un giocatore veramente pericoloso da dietro l’arco e quando l’ha trovato, Devondrick Walker aveva il 45% in sette partite giocate, lo ha perso dopo poco. Detto di Moraschini e Banks, anche i vari Chappell, Gaffney (forse il giocatore più deludente della stagione fin qui), Zanelli, Rush, sono tiratori al più occasionali. Tra questi, c’è il solo Zanelli che arriva al 37% su circa due tentativi a incontro, mentre tra gli altri i meno peggio sono Chappell e Rush col 34,2%.

5. Gli infortuni iniziano a far pesare rotazioni molto corte

Per necessità Brindisi ha quasi sempre dovuto far ricorso a rotazioni molto strette, con poche alternanze di quintetti, rispetto a quella che è la media in serie A, chiedendo tanto ai primi cinque/sei uomini del proprio roster. Vitucci è stato comunque bravo a spremere il massimo da rincalzi come Rush (giocatore con dati di On/Off estremamente positivi, +8,9 di net rating con lui in campo, -1,6 in panchina), Wojciechowski e Zanelli, all’esordio in A. Ma alla lunga le assenze prima di Clark e ora di Walker stanno iniziando a pesare sulle gambe dei giocatori. Con quattro giocatori oltre i 27′ di utilizzo medio il tasso di stanchezza non può che aumentare e ora più che mai è il momento per cercare di forzare il più possibile i pugliesi a usare energie extra che forse scarseggiano nel serbatoio.

Pre partita Virtus-Nanterre: serve una grande partita per agguantare le Final Four

Champions League
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Tutto in una notte: la Virtus si gioca le Final Four di Champions League nella gara di ritorno dei quarti di finale. C’è da recuperare il -8 incassato sul campo del Nanterre mercoledì scorso.

GAME INFO

Quando: mercoledì 3 aprile, ore 20.30

Dove: Paladozza, Bologna

TV: Eurosport Player, Rai Sport

All’andata: 83-75 per Nanterre.

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUS BOLOGNANANTERRE 92
Tony TaylorJeremy Senglin
Kevin PunterLahaou Konatè
Pietro AradoriHaukur Pallson
Amath M’BayeHugo Invernizzi
Dejan KravicDemetrius Treadwell

INDISPONIBILI

VIRTUS: Kelvin Martin

NANTERRE 92: Dominic Waters

COME STA NANTERRE : i francesi continuano il loro momento di forma eccellente. Sabato hanno battuto Strasburgo per 92-86, arrivando alla settima vittoria complessiva consecutiva.

Gli highlights della vittoria contro Strasburgo

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La Virtus riuscirà a superare il turno?
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5 SPUNTI SULLA PARTITA

1. Calma e gesso

Premessa fondamentale per affrontare la partita e avere chance di ribaltare il -8. Serve calma, razionalità, testa, per gestire 40′ che saranno diversi da tutti gli altri. Bisognerà saper gestire in maniera intelligente eventuali parziali positivi e senza ansie possibili momenti negativi. La pressione è sulla Virtus tanto quanto su Nanterre, che sa di dover difendere un vantaggio non certo enorme su un campo che sarà un catino bollente.

2. Attenzione al pick & roll

Quando la Virtus si è disunita, nella partita d’andata, i francesi l’hanno affondata usando il pick & roll con Julian Gamble come bloccante. Attorno a lui tre tiratori per aprire il campo e dargli tutto lo spazio per ricevere in area. La Segafredo ha difeso con troppa indecisione il palleggiatore, che in un paio di occasioni ha mandato facilmente Gamble ha segnare. Mentre quando si è deciso di cambiare, i bianco verdi hanno colpito sfruttando le rotazioni difensive. Su questo la Virtus dovrà lavorare con molta più attenzione.

3. E se, per una volta, la Virtus sfruttasse la propria stazza?

E’ una speranza che ci auguriamo di vedere esaudita finalmente. Invernizzi, Treadwell, Gamble, Pansa: il reparto lunghi di Nanterre dice, in ordine, 198, 201, 208, 210 centimetri. Baldi Rossi, M’Baye, Qvale, Moreira, Kravic: il reparto lunghi Virtus risponde con 207, 208, 210, 211 e 213 centimetri. All’andata l’esuberanza fisica dei francesi ha avuto la meglio. Sarebbe ora che i centimetri bianconeri iniziano ad essere un fattore.

4. Mario Chalmers ha imparato la lezione?

All’andata, parte dei motivi della sconfitta, sono stati nell’uscita dalla partita di Mario Chalmers, che dopo aver fatto molto bene per oltre 25′, si è infilato in un duello psicologico con Jeremy Senglin che lo ha fatto uscire di scena. Domenica a Sassari è sembrato di nuovo nervoso. La Virtus ha bisogno che lui sia lucido: una forzatura in meno, una protesta in meno, in favore di una lettura di livello su un gioco a due con un lungo o di un tiro preso al momento giusto. Così può essere un enorme valore aggiunto per questa squadra.

5. Serve tutto un altro Pietro Aradori

Nelle tre partite di playoff europee non abbiamo certo ammirato il miglior Pietro Aradori: 22 punti con 9/23 al tiro, -10 di plus/minus all’andata. L’assenza di Kelvin Martin mette parecchia pressione su di lui in ala. Per non forzare Djordjevic a schierare quintetti molto piccoli (con assieme tre tra Taylor, Chalmers, Cournooh o Punter), il Capitano deve garantire un rendimento migliore, almeno in una delle due metà campo (123.2 il defensive rating della Virtus con lui in campo a Parigi). E’ il momento di tirare fuori la prestazione decisiva.