Pre partita Besiktas-Virtus: in emergenza per provare l’impresa

Champions League
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Trasferta durissima anche in Champions League per la Virtus, che dopo il tracollo di Venezia va a Istanbul a rendere visita al Besiktas.

GAME INFO

Quando: Mercoledì 7 novembre, ore 18

Dove: Bjk Akatlan Arena, Istanbul

TV: Eurosport Player

Classifica e risultati: Il Besiktas finora ha vinto tre partite su cinque in campionato (sconfitte fuori casa con Fenerbahce e Ankara) ed è invece reduce da tra sconfitte consecutive in Coppa: dopo la vittoria all’esordio con Bayreuth ha perso a Klaipeda, in casa con Strasburgo e a Patrasso. Qui sotto trovate gli highlights della vittoria di sabato in campionato sul campo del Demir Insaat Buyukcekmece.

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUS BOLOGNA BESIKTAS
Tony Taylor Kenan Sipahi
Kevin Punter Jason Rich
Pietro Aradori Erkan Veyseloglu
Amath M’Baye Joe Alexander
Brian Qvale Ivan Buva

INDISPONIBILI

Virtus: Kelvin Martin

Besiktas:

ANDAMENTO BESIKTAS
I turchi, arrivati come una delle squadre, per talento, più insidiose del girone, sono già a un bivio: le tre sconfitte in quattro partite li obbligano a vincere per non dover poi tentare una difficilissima rincorsa verso i playoff. Al momento, con una sola vittoria, sono al penultimo posto del gruppo insieme Olimpia Lubiana e Ostenda, che però ancora non hanno incontrato. Qui di seguito trovate gli highlights dell’ultima sconfitta in casa del Promitheas.

PRONOSTICO VNERA: Besiktas 60% Virtus 40%

LE PAROLE DI COACH SACRIPANTI NEL PRE PARTITA

Noi giochiamo una partita in coppa, importante per continuare il nostro cammino. Il campo è storico, e la squadra ha nomi di altissimo livello, tra l’altro due li ho allenati in passato (Rich e Buva). Abbiamo qualche assenza, ma dobbiamo far sì che ogni giocatore porti il proprio contributo per competere con loro fino all’ultimo minuto. Serviranno energia, entusiasmo e un po’ di sagacia tattica.

Intervista raccolta da Bolognabasket

5 SPUNTI SUL BESIKTAS

1. L’aggiunta di Jason Rich

Rispetto alla presentazione che avevamo fatto del Besiktas prima dell’inizio della competizione, i turchi hanno aggiunto un signor giocatore come Jason Rich. Ex di Sacripanti ad Avellino lo scorso anno, MVP del nostro campionato. L’esterno USA è un acquisto di altissimo livello, che dovrebbe aiutare il Besiktas a fare il salto di qualità definitivo. Fino a adesso i risultati si sono visti più in campionato (due vittorie in due partite, 16 punti di media col 61,4% di effective field goal percentage) che in Coppa (due sconfitte, 9 punti di media col 42% di effective). Ma non c’è dubbio che con lui il reparto esterno dei bianconeri di Istanbul sia ora di primo livello.

2. Sotto canestro l’esperienza di Ivan Buva

Fino a qui, però, la squadra è stata nelle mani di un altro ex di Sacripanti ad Avellino: Ivan Buva. Il centro croato è stato il bersaglio principale dell’attacco sia in Coppa che in Campionato, attestandosi attorno al 27% di usage rating, tradotto in 17 punti e 6 rimbalzi in Champions e 10+6 in Turkish League. Stazza, esperienza e mani morbide: lui di sicuro è uno degli uomini da fermare.

3. Non eccellono a rimbalzo

Un po’ come la Virtus, anche il Besiktas non ha grandi numeri a rimbalzo. In Champions catturano solo 47,6% dei rimbalzi disponibili (27esimi), mentre nel proprio campionato nazionale il numero migliora, anche se non in maniera drastica, fino al 51%. In effetti, fuori dai 2.09 di Buva, non ci sono altri giocatori di grande stazza o particolarmente dotati nel fondamentale (gioca da “4” Joe Alexander, ex Sassari). Ci sarebbero i 2.21 di Dusan Cantekin, che però viene poco usato e nelle ultime partite non ha giocato.

4. Robin Benzing è mister utilità

L’ala piccola tedesca, ormai veterana dei vari campionati del Vecchio Continente, si sta confermando come giocatore di grande versatilità e utilità in campo. Poco appariscente, ma molto ordinato. Tira poco (meno di sette conclusioni a incontro in Coppa, cinque in campionato), ma converte con buone percentuali (48% in Champions, 52% in Campionato). Soprattutto è letale dall’arco, dove viaggia quasi al 50% complessivamente, tirando circa quattro volte di media. I suoi net rating parlano chiaro: +25,2 in Europa, +22,2 in Turchia. Il barometro della squadra è lui.

5. Un attacco che non decolla

In generale, fino ad ora, il Besiktas, nonostante individualità di livello, non ha fatto grandi cose in attacco. Le percentuali di effective field goal di squadra sono parecchio basse (circa 49% complessivo in nove partite) e anche i numeri del rating offensivo parlano di poco più di un punto per possesso, segno di una squadra che ancora sta cercando i propri equilibri, non semplici quando si hanno a disposizione tante bocche da fuoco. Riuscirà la Virtus a sfruttare a proprio vantaggio queste difficoltà?

 

Tirando le somme della pre season bianconera

Virtus
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Va in archivio il precampionato della Virtus. Dieci partite, sei vittorie (Ferrara, Trieste, Fortitudo, Trento, Cremona, Udine) e quattro sconfitte (Avellino, Ludwigsburg, Brindisi e Varese).

I recap del pre campionato: l’amichevole di Sestola, il torneo di Olbia, il torneo di Parma, il Memorial Porelli, il torneo di Jesolo.

 

L’occhio pessimista nota che la metà delle vittorie sono arrivate contro squadre di A2, mentre contro squadre di A, o europee, sono arrivati quattro KO in sette incontri.

Quello ottimista tiene conto del fatto che la squadra non sia mai stata al completo (prima le assenze di Baldi Rossi e Taylor, poi quella di Aradori, infine Qvale) e che, comunque, le quattro sconfitte siano arrivate per un totale di quindici punti, perdendo per più di quattro lunghezze di scarto solo con Varese.

Come sempre, la amichevoli di settembre lasciano impressioni contrastanti, che tante volte non trovano pieno riscontro quando si inizia a fare davvero sul serio. Certo, resta lo scotto della passata stagione, dove le tante rimonte subite e i crolli dell’ultimo quarto furono poi leit motiv del campionato virtussino.

Come abbiamo avuto modo di dire in passato, però, non sembra una situazione comparabile a quella del 2017/18. Intanto quella era una squadra che partiva con un nucleo decisamente più consolidato. Quattro nuovi arrivi, a fronte degli otto di questa stagione, e sei conferme, contro le tre di quest’anno. Oltre allo stesso allenatore. Quindi era un gruppo con meno necessità di studiarsi, che, sulla carta, avrebbe dovuto giocare da subito con più conoscenza reciproca, fornendo risultati più “credibili”, nonostante si trattasse di amichevoli.

Questa squadra, invece, è praticamente tutta nuova. Dalla panchina al campo, per venti giorni si è andati sul parquet con i soli Baldi Rossi e Pajola che già avevano giocato insieme. E lo stesso Aradori ha avuto nemmeno una decina di giorni per prendersi le misure con gli altri. Di conseguenza, i risultati visti fin qua, pensati su un arco di lungo periodo, vanno presi molto con le molle.

Virtus

C’è da costruire una conoscenza reciproca (il famigerato vissuto di Pianigianiana memoria), un’intesa in campo che, per forza di cose, oggi non può essere vicina al 100%. E lo stesso Sacripanti in questo momento non può conoscere i suoi giocatori come li conoscerà tra un paio di mesi. Con le rotazioni che, conseguentemente, riflettono ciò.

Fatta la necessaria premessa, il campo comunque qualcosa ha detto. Di sicuro possiamo mettere nelle note positive della pre season Kevin Punter, che ha mostrato di essere attaccante sopraffino, dotato di grande tiro, senso del canestro di alto livello e capacità di segnare quado conta (vedi canestri decisivi con Trento e Cremona). Per evitare paragoni fuorvianti, non è un attaccante alla Jason Rich o James Nunnally. Quando deve mettere palla per terra ha meno creatività, specie se dal palleggio non trova l’arresto e tiro. Ma di sicuro è un riferimento certo per l’attacco.

Bene anche Tony Taylor. Che è piaciuto per voglia e atteggiamento. Ha messo in mostra ottime doti di playmaking, capacità di giocare il pick & roll e qualità di realizzatore. Il ruolo di regista dovrebbe essere coperto in maniera egregia quest’anno.

L’altra nota positiva è, certamente, Dejan Kravic, che ci ha messo un attimo a mettersi in mostra. Giocatore di grande versatilità nonostante la stazza. Corre il campo alla grande, ha una capacità di coordinarsi in movimento sorprendente e vicino al ferro sa finire. Più volte in doppia cifra, sfruttando qualche passaggio a vuoto di Qvale ha messo lì una candidatura forte per avere minuti extra in campo. E in difesa può essere un jolly inatteso.

Tra le sorprese va anche Alessandro Cappelletti. Da cui nessuno si aspettava granché, e invece ha fatto molto bene ogni volta che è stato chiamato in causa. In attacco non sembra certo un giocatore reduce da un anno di inattività. In difesa le difficoltà ci sono. Ma come undicesimo di rotazione la Virtus non ha un semplice figurante.

Qualche dubbio, o meglio, la certezza che ci sia ancora da lavorare, lo ha lasciato Amath M’Baye. Che è andato su e giù come un ottovolante, alternando in maniera costante buone prove realizzative ad altre in cui il tiro non è quasi mai entrato. Conferma la sensazione di essere un giocatore che, per trovare i suoi spazi, deve avere palla in mano per più secondi, fermando così un po’ la fluidità del gioco. Di buono c’è che la sua applicazione in campo non è mai mancata e, in ogni caso, sugli scarichi per spaziare il campo si è confermato opzione di alto livello.

Già leader della difesa Kelvin Martin, che in attacco, però, deve a sua volta trovare la collocazione ideale. Troppo spesso è rimasto a trovare tiri e canestri solo in contropiede, mentre nei giochi a metà campo ha faticato a collocarsi. Riuscire a coinvolgerlo come fece l’anno scorso Cremona sarebbe vitale, soprattutto se questo vorrà dire vedere alzarsi le sue percentuali di tiro che farebbero tutta la differenza del mondo.

Piccola chiosa finale su Alessandro Pajola. Che ha fatto vedere decisi passi in avanti rispetto all’anno scorso, ma forse non è ancora quella certezza di cui si avrebbe necessità come primo cambio del play. Il tempo c’è ed è tutto dalla sua, ma da domenica si comincia a fare sul serio e i passaggi a vuoto saranno da limitare il più possibile.