Stefan Markovic: presentazione e carta d’identità

Stefan Markovic
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Dopo una settimana di ferie anche per noi, torniamo con l’ultimo profilo mancante di questa nuova Virtus: Stefan Markovic, che con Milos Teodosic avrà in mano le chiavi dell’attacco bolognese.

Contro Daniel Hackett nell’ultima edizione di Eurolega

LA CARRIERA

Classe 1988, veterano di mille battaglie nel vero senso della parola: 464 partite giocate in carriera in Europa, di cui 106 in Eurocup e 91 in Eurolega. Arriva dal Khimki, sua settima diversa squadra dagli esordi, nel 2006, con l’Hemofarm di Vrsac.

Club con cui resta quattro anni, giocando sempre l’Eurocup, in un costante crescendo che lo porta ad approdare alla Benetton Treviso nel 2010, dove sarà compagno di squadra di Alessandro Gentile, allenato da Jasmin Repesa.

Per i verdi è una discreta annata. Arrivano le semifinali in Italia (fuori 0-3 con Siena) e la Final Four di Eurocup, giocata in casa peraltro, dove però non si va oltre il quarto posto.

L’annata in Veneto gli consente il secondo salto della sua carriera. Approda in ACB al Valencia, dove resta due anni e colleziona altrettante finali: nel 2012 in Eurocup, dove gli spagnoli vengono fermati, ironicamente, dal Khimki, nel 2013 in Copa del Rey, dove è il Barcelona a stoppare Markovic e soci.

Il “soggiorno” iberico di Stefan si interrompe per una stagione a quel punto. Arriva la firma con il Banvit in Turchia, dove, però, le cose non vanno benissimo. Specialmente nel finale: in campionato, dopo una regular season chiusa al primo posto con sole due sconfitte all’attivo, arriva l’eliminazione in semifinale che interrompe i sogni di gloria.

Le statistiche tradizionali di Stefan Markovic in carriera

Complice anche una campagna europea tutt’altro che indimenticabile (meno di due punti di media in tredici partite di Eurocup), Markovic ritorna in spagna, al Malaga questa volta.

Come a Valencia, si ferma due anni e compie l’ultimo passo del suo cammino, esordendo in Eurolega, fermandosi due volte alle Top 16 e aggiungendo una semifinale di campionato e una finale persa in Supercoppa di Spagna.

Nel 2016-17 si sposta in Russia allo Zenit San Pietroburgo, dove “retrocede” in Eurocup ma gioca la sua miglior stagione realizzativa in carriera, chiudendo per la prima e unica volta in doppia cifra di media.

Cosa che lo riporta subito in Eurolega, con il Khimki di Alexey Shved, dove ha militato nelle ultime due stagioni. Anni importanti a livello di risultati sportivi. Non arrivano titoli, ma ci sono due secondi posti in VTB League e una sorprendente campagna in Eurolega, due anni fa, dove mette paura nei quarti di finale al CSKA di Mosca, uscendo con grande e onore e un 1-3 meno netto di quanto non dica il risultato.

E’ stato membro fisso della selezione serba fino al 2016 quando, al termine delle Olimpiadi di Rio chiuse al secondo posto, decise di ritirarsi dalle attività nazionali. Con la maglia del suo paese vanta un oro mondiale Under 19 (2007) e tre argenti senior: uno europeo (2009), uno mondiale (2014) e quello olimpico sopra citato.

Un video con i suoi punti di forza risalente alla stagione con lo Zenit

CARATTERISTICHE FISICHE

Il fisico è uno dei suoi punti di forza. E’ un playmaker a tutti gli effetti dall’alto del suo metro e novantanove, abbinato a quasi cento chili di peso.

Chiaramente, non lega un atletismo o una rapidità straordinaria e con il passare degli anni probabilmente ha anche perso un passo, sia offensivamente che difensivamente, specie negli scivolamenti laterali.

Usa la sua taglia spesso in attacco per prendere vantaggio in post contro i playmaker avversari “normodotati”, mentre dal palleggio i quasi due metri gli consentono di vedere oltre le braccia del difensore, per trovare linee di passaggio aggiuntive a quelle più tradizionali.

Stefan Markovic
In difesa su Kyrie Irving nella finale Olimpica di Rio 2016

ATTACCO

Come detto, Stefan Markovic può ormai essere considerato un playmaker d’esperienza e come tendenze è certamente uno che guarda prima al passaggio per i compagni che al proprio tiro: nelle ultime tre stagioni rispettivamente 43, 27 e 32% di assist percentage.

Preciso nel suggerimento sia in situazione di pick & roll che in campo aperto, dove può trovare linee di passaggio a una mano dal palleggio con grande facilità, specialmente per i lunghi in corsa.

Non è uno scorer (come detto in precedenza, solo una volta in carriera oltre i dieci punti di media) e negli ultimi anni non ha sempre avuto grande efficienza nelle conclusioni dal campo, rimanendo sotto il 50% di effective field goal sia quest’anno che quello precedente.

Dal pick & roll, leggendo la situazione, sa sia trovare passaggi rilasciati con tempismo per i tiratori che prendersi floater in area su cui ha buon tocco.

Dal perimetro, invece, non è un tiratore puro: in carriera è attorno al 30% da dietro l’arco. Questo però non lo rende giocatore “battezzabile”, perché comunque non ha problemi ha prendere la conclusione, con la possibilità di segnare anche da parecchio dietro la linea.

Dato interessante: pur non essendo un attaccante nel senso stretto del termine (negli ultimi due anni è stato intorno al 16% di usage) il segmento di partita in cui segna di più sono gli ultimi cinque minuti. Una buona indicazione per cercare qualcuno a cui affidare possessi pesanti nel finale.

Stefan Markovic

Per conoscerlo meglio abbiamo parlato con la redazione di 3&P, podcast settimanale che segue il basket europeo, con particolare attenzione all’Eurolega, di cui consigliamo vivamente l’ascolto.

Luca Cappelletti, Paolo D’Angelo e Luca Maghini ci hanno dato le loro impressioni.

Luca Cappelletti

Markovic non arriva da una stagione Europea esaltante [-3.6 il suo net rating On/Off, secondo newstats.eu]: con il suo Khimki ha faticato durante l’intera stagione. Ma questo perché è mancato per la maggior parte della regular season il loro giocatore cardine, ovvero Shved.

Le prestazioni nella media di Markovic sono quindi da calibrare ricordando questo particolare fattore: il play serbo è infatti un ottimo atleta da affiancare (o ancora meglio alternare) ad un giocatore offensivamente di alto livello.

Questo perché, grazie alle caratteristiche di Stefan, si colmano alcune lacune tipiche di giocatori come Shved, ovvero la poca propensione alla difesa e la tendenza ad andare uno contro uno piuttosto che premiare i movimenti dei compagni.

Offensivamente è dotato di buona visione di gioco (40 assists ogni cento possessi offensivi e tre assist per ogni palla persa). Non è un tiratore infallibile (35% da 3 con tre tentativi a partita), ma il fatto che non possa essere battezzato a priori garantisce comunque di poter aprire l’area nei momenti in cui non è palla in mano.

Paolo D’Angelo

Stefan Markovic è un giocatore che personalmente apprezzo molto, e non solo per il suo essere serbo.

Offensivamente, nonostante delle carenze al tiro, offre diverse soluzioni, anche perché sui pick & roll, in linea di principio, sa che gli altri passeranno in terza ed è molto bravo a sfruttare i repick, quindi in questo caso l’abilità dei bloccanti sarà fondamentale per esaltarlo al meglio.

Bravo a giocare sui contatti, anche perché fisicamente parliamo di un giocatore grosso per il ruolo. A ritmi alti ha il gusto per la fucilata ad un compagno in angolo dopo un rapido pick & roll laterale

Luca Maghini

Innanzitutto credo che l’inserimento di Markovic si debba valutare nella sua convivenza con il resto del backcourt, quindi principalmente con Milos Teodosic.

Offensivamente la mancanza di un tiro affidabile mi fa preferire Markovic in un ruolo di handler nei momenti in cui Teodosic è in panchina piuttosto che come ricevitore da scarichi; il tutto considerando come Teodosic sia meno finalizzatore e più passatore dello Shved avuto come compagno quest’anno e Markovic non abbia mezzi fisici e atletici per essere un tagliante straordinario.

Sempre dal punto di vista fisico mi sembra più un gestore da ritmi alti, senza però quella caratteristica “a la Mike James”, per intenderci, di creare transizione con la sola imposizione delle mani, o meglio, delle proprie gambe.

DIFESA

Anche in questo caso la sua taglia fisica è la dote che più lo rende interessante. Non ha un’esplosività di base incredibile, ma il fatto di essere spesso parecchio più alto del suo avversario diretto lo aiuta parecchio.

E gli permette di spendersi su almeno due, quando non tre, ruoli, cosa che alla Virtus tornerà certo molto utile in più occasioni.

E’ furbo e con l’esperienza maturata negli anni ha imparato ad anticipare la giocata, trovando magari la rubata sulle linee di passaggio. Nonostante con l’età abbia perso un giro a livello fisico, compensa con la conoscenza del gioco che gli permette ancora di avere un impatto non trascurabile, anche se i suoi numeri avanzati dicono che le ultime due stagioni sono state le prime sopra al 110 di rating difensivo dal 2007.

Stefan Markovic
Le statistiche avanzate di Stefan Markovic in carriera

Luca Cappelletti

E’ un buonissimo difensore sugli esterni, pur avendo un fisico non indifferente. Questo gli permette di poter accettare cambi difensivi anche con alcuni “3” europei.

C’è da capire come Djodjevic intenda utilizzare Teodosic e Markovic: detto delle caratteristiche di Stefan, il coach della Virtus può trarre vantaggio sia alternando i due play, sia facendoli giocare assieme, a seconda della situazione.

L’alternanza garantirebbe una guida offensiva simile (con le dovute differenze di qualità), mentre in difesa ci sarebbe sicuramente un miglioramento.

Utilizzarli assieme invece permetterebbe all’allenatore di poter nascondere Teodosic in fase difensiva e avere due trattatori di palla assieme in campo, cosa utile in situazione di gioco offensivo sterile.

Paolo D’Angelo

Difensivamente, assieme al mai abbastanza lodato Bogdanovic, ha retto a lungo le sorti del backcourt in nazionale, difendendo in maniera fisica sia sulla palla che sugli esterni da uscite, magari più rapidi di lui, ma ai quali fa sentire la propria presenza passando sui blocchi.

Resta un’aggiunta quindi di valore, che darà il meglio di sé con la presenza anche di Teodosic, se non altro per la già collaudata convivenza.

Luca Maghini

Difensivamente Markovic è ottimo per giocare insieme a un difensore sotto la media, come fu Shved e come, presumibilmente, sarà Teodosic. Perché difende lui sul punto d’attacco permettendo di nascondere il compagno su un esterno meno pericoloso.

Le caratteristiche di Stefan Markovic riassunte in questo video del sito bhoops.com