Virtus-Dinamo Sassari: il post partita di VNera

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Seconda brutta sconfitta, dopo la pausa nazionali, per una Virtus molto superficiale, che parte bene con Punter ma approccia male, specie difensivamente, dal secondo quarto in poi, la partita contro la Dinamo Sassari e perde.

GAME INFO

Risultato: sconfitta per 74-86.

Andamento: dopo un buon primo quarto in cui arriva fino al +11 (23-12), la Virtus crolla dopo l’ingresso di Bamforth e Polonara, subendo rimonta e sorpasso dei sardi; nel secondo tempo la V reagisce, fin quando, al 23esimo, un 8-0 porta Sassari avanti 57-49; scesa fino al -11 la Virtus torna a -2 con le triple di Punter, ma Bamforth e Smith, approfittando dei rimbalzi in attacco di Thomas e Cooley, creano un nuovo parziale di 9-0, determinante per la vittoria degli ospiti.

Fattore X della gara: il quarto fallo di Taylor a inizio terzo quarto che ha di fatto inceppato l’attacco e la difesa Virtus.

Classifica: la Virtus scende al nono posto, in un gruppo a  pari punti composto da Pesaro (settima), Sassari (ottava) e Trieste (decima).

Prossime partite: La Virtus torna in campo mercoledì alle 18, a Klaipeda sul campo del Neptunas, per la prima giornata del girone di ritorno di Champions League.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Pino Sacripanti in conferenza stampa

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Una Virtus fuori fase, come dimostra il ritmo gara

E’ stata una partita in cui la Virtus, fuori dal buon avvio, non è mai sembrata in controllo. E anche il dato del ritmo partita conferma questa sensazione: 69 i possessi giocati da bianconeri, nettamente il dato più basso di tutta la stagione. La Segafredo è squadra a cui piace alzare abbastanza i ritmi (74/75 possessi all’incirca a partita) e questo riscontro numerico dimostra una volta di più come domenica abbia funzionato quasi niente.

IL DETTAGLIO DEI QUINTETTI SCHIERATI DALLA VIRTUS

2. Ma dove vai se il quattro non ce l’hai?

E’ stato il leit motiv della stagione scorsa, ma per una domenica si sono tornati a vedere gli stessi problemi del 2017/2018, seppur con interpreti leggermente variati. Amath M’Baye e Filippo Baldi Rossi hanno combinato per un totale di nove punti con 2/6 dal campo, con in particolare il francese autore di un solo tentativo verso il canestro avversario. Con Amath in campo la difesa è colata a picco (133,4 il defensive rating di squadra), con Filippo, invece, è stato l’attacco a non produrre praticamente mai (84,8 l’offensive). In un match dove i lunghi sassaresi, specialmente Thomas, Polonara e Pierre, l’hanno fatta da padroni, è stata una lacuna cruciale.

3. Rimbalzi e palle recuperate: dove Sassari ha vinto la partita

La Virtus ha sofferto, come prevedibile, la verve sassarese a rimbalzo. La Dinamo arrivava come miglior squadra del campionato sotto i ferri, e lo ha ribadito sul parquet: 11 rimbalzi offensivi per la squadra di Esposito. In nove gare di campionato è l’ottava volta che la Virtus concede rimbalzi offensivi in doppia cifra agli avversari. E, come sottolineato anche dallo stesso Esposito in conferenza stampa, la gestione del pallone è stato un altro dato chiave per la vittoria del Banco. Per la Virtus solo quattro recuperi a fronte di undici palle perse. Un -7 di saldo negativo che è stato il peggiore fin qui in campionato.

4. Hello Kevin!

Kevin Punter veniva da un periodo non proprio brillante in serie A: poco più di 9 punti di media nelle ultime cinque partite, con 6/22 da dietro l’arco. In una sola serata ha eguagliato il numero di triple a bersaglio di questo periodo (6/8 da tre per lui) e messo a referto 25 punti che fanno sicuramente bene al suo morale, pur non essendo stati sufficienti a regalare la vittoria ai suoi.

IL DETTAGLIO ON/OFF DEI GIOCATORI VIRTUS

5. Don’t shoot on Brian

La discussione sulla condizione fisica di Brian Qvale continua a infiammare. La pausa nazionali, si sperava, avrebbe restituito alla Virtus un capitano in forma scintillante. Contro la Dinamo, invece, i problemi a contenere la stazza di Jack Cooley sono stati enormi quasi quanto il lungo ex Sacramento Kings. Non si pensi, però, che le colpe siano tutte del numero 41 . Che al 40esimo è stato l’unico della squadra con un plus/minus positivo, neanche di poco: +8. Con lui in panchina il parziale pro Sassari è stato di 47-27, con un poco edificante 77,2 di rating offensivo per la Segafredo e un ancor meno piacevole 133,2 di difensivo.

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I sondaggioni di VNera: diamo i voti agli esterni della Virtus

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Noi abbiamo dato i nostri giudizi, ora tocca a voi dire la vostra.

Fateci sapere il vostro voto ad ognuno degli esterni della Virtus 2017/2018:

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I voti di VNera ai giocatori della Virtus: gli esterni

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Proseguiamo nel nostro giro di valutazioni sulla stagione Virtus appena andata in archivio. Dopo aver dato un giudizio di redazione sulla stagione in generale, andiamo ora più nel dettaglio dei giocatori.

Oggi partiamo dagli esterni.

OLIVER LAFAYETTE

Il grande “imputato” di questa stagione. Arriva come specialista di difesa e tiro da tre punti. La prima si vede sempre e con costanza (miglior rating difensivo del reparto con 104.9), il secondo decisamente meno: 33,1% con dentro la beneficiata di Reggio Emilia. Come già detto qua in altre pagine, forse nel suo caso c’è stato un grande fraintendimento tra le attese e quello che realmente poteva dare il giocatore. Che veniva da una stagione da terzo playmaker in una squadra di alto livello (Malaga vincitrice dell’Eurocup). I suoi 13’ di impiego medio, non giocando tutte le partite peraltro, sono diventati quasi 29. In un ruolo che ha dimostrato di non riuscire a gestire al meglio, nonostante buoni numeri per quanti riguarda le palle perse. Alla lunga il dover guidare la squadra lo ha portato fuori ritmo e le percentuali sono crollate. A sua difesa va detto che non si è mai tirato indietro dal prendersi una responsabilità quando la palla scottava. Semplicemente ha quasi sempre sbagliato. Colpe da dividersi con chi l’ha messo lì, ma la sua è una stagione da 5 in pagella.

STEFANO GENTILE

Una delle grandi delusioni della stagione. Era, forse, il giocatore su cui si avevano meno dubbi nel passaggio dalla A2 alla A, se non altro perché questi parquet li aveva calcati fino a un anno fa. E invece è andato contro un muro ai suoi ritmi sempre alti. Percentuali di tiro disastrose (36% complessivo dal campo, 24% da tre, appena meglio di Alessandro), numeri difensivi molto rivedibili (peggiore del reparto per rating difensivo), 20’ medi di impiego dove spesso ha portato tanta grinta (buoni numeri, per un playmaker, a livello di percentuali di rimbalzi catturati) ma poco ordine. E in un campionato con il playmaker titolare in chiara difficoltà, maggior lucidità da parte sua sarebbe stata fondamentale. La stagione è da 5 anche per lui, perché non vogliamo essere troppo severi.

ALESSANDRO PAJOLA

Certamente una delle migliori note in stagione. Vuoi per le difficoltà di Lafayette e Gentile, vuoi per gli infortuni, alla lunga Ramagli si è trovato obbligato a buttarlo in campo con regolarità. Vedendosi spesso ripagato da un ragazzino che ogni volta sul parquet è stato l’anima difensiva della squadra, spesso risvegliando il gruppo con la sua intensità. La sua ritrosia offensiva, però, a tratti è parsa davvero eccessiva, anche perché quando si è preso delle responsabilità, tiro da tre a parte dove c’è ancora tantissimo da lavorare, ha dimostrato visione di gioco e discrete capacità di finire in area. Curiosi di vedere cosa succederà il prossimo anno: anche un prestito, a un livello buono, potrebbe non essere idea malvagia piuttosto che rischiare, a seconda delle ambizioni della squadra futura, di fargli fare troppa panchina. Voto: 6,5.

PIETRO ARADORI

Esattamente all’opposto di Oliver Lafayette. Da Pietro ci si aspettavano determinate cose. E lui le ha portate tutte, nel bene (soprattutto) e nel male (in alcuni casi). Offensivamente non discute e di italiani col suo impatto offensivo, obiettivamente, se ne trovano pochi. 112,4 di rating offensivo è davvero un rilievo notevole. Difensivamente si sapeva non fosse un mastino, ma non è certo stata la voragine che in molti si erano affrettati a descrivere in estate. Tante partite le ha risolte lui con le sue grandissime capacità di realizzatore, miglior net rating nel reparto. Forse è mancato un po’ di killer instinct in quei finali dove la Virtus ha perso la stagione. Ma ha contratto e va confermato senza se e senza ma. Voto 7.

ALESSANDRO GENTILE

L’altro grande equivoco della stagione virtussino. Si sapeva da subito che sarebbe stato un giocatore sempre sul filo: un giorno eroe, la domenica dopo rovina. In realtà la sua stagione, fino al giro di boa, fino a quella scazzottata con Gutierrez, è stata molto buona. Almeno da sette. Con i suoi pro e suoi contro, certo, ma giocata ad alto livello, con una sicurezza fisica e mentale pienamente recuperata. Spettacolari le sue prestazioni a Pesaro e Varese. Poi la squalifica. Gli infortuni. Sei partite saltate. I rumors fuori dal campo. E dentro al campo non lo si è più visto al 100%. Lui, come sua abitudine, non ha certo fatto un passo indietro, prendendosi sempre quelle responsabilità che, a un certo punto, forse non gli spettavano. A Reggio l’ultima recita simbolo della stagione: un primo tempo ignobile come tutta la squadra, cinque minuti di dominio totale su entrambi i lati del campo nel terzo quarto, poi di nuovo via con la testa e il fallo tecnico che ha chiuso i giochi. Un giocatore che resta misterioso, viaggia a quasi 17 punti di media ma ha uno dei peggiori rating offensivi della squadra. Dà l’impressione che debba costruirsi un gioco differente per rimanere ad alto livello. Un esempio: con la sua intelligenza cestistica quasi tre tiri a partita da dietro l’arco non sono accettabili. Voto 6.

MICHAEL UMEH

L’altra sorpresa della stagione. Su di lui c’erano seri dubbi per via della taglia fisica. E invece con grande intelligenza e professionalità si è ritagliato un preziosissimo ruolo da sesto uomo capace di spaccare le partite con le sue triple. Da dietro l’arco è stato a lungo l’unica vera luce della squadra (40,7%). E in difesa, nonostante la carenza di centimetri, spesso è stato l’incursore designato da Ramagli per guastare la festa al miglior esterno avversario. Come normale, ha alternato ottime partite ad altre in cui si è visto poco. Ma, in generale, ha dimostrato di poter essere un giocatore estremamente utile e nel finale la sua assenza ha pesato come un macigno. Andrebbe tenuto. Voto 7.

E voi che ne dite? Fateci sapere la vostra rispondendo al nostro sondaggione sugli esterni Virtus 2017/2018

Virtus perde a Reggio e finisce la stagione

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Finisce qua la stagione della Virtus, che perdendo al PalaBigi 104-99 nell’ultima giornata di campionato non farà i tanto agognati playoff ma concludendo nona a 30 punti e con la terza sconfitta nelle ultime 4 gare.

Inizio cara Reynolds incontenibile, ventello già alla pausa senza errori, 14 a 7 e Virtus intimorita e scossa dalla gran partenza reggiana; Segafredo senza risposte contro la zona 3-2 di coach Menetti e troppo immobili in difesa: 25 a 15 GrissinBon in uno dei peggiori quarti della stagione.

Neppure la pausa sveglia la VNera e concede a Reggio il 77% dal campo continuando a far male e allungando a +21 (42 a 21): 50-32 alla pausa lunga; 50 punti subiti in tempo dal quarto peggior attacco del campionato non serve un altro per giustificare la brutta prestazione difensiva dei ragazzi.

Nella ripresa dopo i tentativi invani in attacco di Ale Gentile, LaFayette guida una mini rimonta fino al -4 (67-64) dopo un break di 30-15 in nove minuti, ma senza mai dare l’idea di voler mordere seriamente l’incontro, prova a rientrare il nostro numero zero ma al posto di pareggiare la gara, in un minuto Reggio allunga +14 chiudendo 77 63 al trentesimo.

L’ultimo quarto la Virtus disperatamente tenta di riavvicinarsi dopo il +18 toccato dal solito Reynolds e con LaFayette in stato di grazia e Aradori arrivano fino a -9 a cinque minuti dalla fine (89-80) ma alla fine è costretta ad arrendersi stremata, sconfortata e senza idee e soprattutto voglia così dopo 40 minuti il punteggio finale è di 104 a 99.

26 su 35 da due per Reggio contro il 21 su 36 di Bologna

37 punti per Reynolds 12 su 13 al tiro, 12 su 12 in lunetta, 10 rimbalzi e 52 di valutazione sette assist di Lumpard

30 punti 8/13 da 3 e 6 falli subiti per LaFayette, 20 e 5 assist per Ale Gentile, 15 punti 4 assist per Aradori.

Virtus Bologna spreca e perde contro Avellino

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Cade per la terza volta in casa la VNera e complica la sua corsa playoff, una gara che ha quasi sempre rincorso e nell’ultimo quarto ha avuto più chance di sferrare il colpo senza mai riuscirci.

C’è Umeh in borghese e c’è quintetto per il rientrante Ale Gentile che però in difesa subisce Rich e dopo un gioco da 4 punti è prima fuga Sidigas 8-12 a metà tempo, 15-18 a fine primo quarto dopo il bellissimo alley opp tra Fitipaldo e Lawal ma un ottimo Kenny Lawson.

Rientrati in campo Lawson con la tripla pareggia la contesa sul 20 pari, ma Fesenko è un problema su due lati del campo e così Avellino scappa massimo vantaggio +9 al 15‘.

Aradori e Ndoja prova a riavvicinarsi alla contesa sul -5 dopo tre ottime difese Segafredo ma a fine primo tempo il punteggio è sul 28-33.

Nella ripresa una tripla di Aradori e un grande Slaughter pareggia e porta la Virtus +3 a metà gara (38-35) fino putroppo al suo terzo fallo personale; Sacripanti abbassa il quintetto e Zerini porta nuovamente avanti i suoi +2 (39-41) al 28’. 41-46 a fine terzo quarto dopo il canestro di rapina del capitan Ndoja.

Ultimo quarto la Virtus si rifà sotto per ben due volte con Aradori e Stefano Gentile pareggiando la gara ma Avellino reagisce ogni volta; Wilson dopo una sanguinosa palla persa porta avanti con la tripla (62-61) ma la Sidigas porterà a casa la partita con Filloy protagonista 5 punto e assist per Fesenko, Wilson riavvicina i suoi a -3 ma la Scandone non sbaglia in lunetta per il risultato finale di 64-70.

Virtus Segafredo 70 – Sidigas Avellino 64

VIRTUS SEGAFREDO: A. Gentile, Pajola, Baldi Rossi 2, Ndoja 4, Lafayette 5, Aradori 22, S. Gentile 6, Lawson 7, Slaughter 11, Wilson 7. All. Ramagli.

SIDIGAS AVELLINO: Zerini 4, Wells 4, Fitipaldo 3, Bianco ne, Lawal 4, Leunen 5, Scrubb 7, Filloy 11, D’Ercole, Rich 17, Fesenko 15, Parlato ne. All. Sacripanti.

Arbitri: Paternicò, Paglialunga, Belfiore.

Note: parziali 15-18, 28-33, 41-46.

Tiri da due: Virtus 18/39; Avellino 19/33. Tiri da tre: 7/25; 8/26. Tiri liberi 7/13 ; 8/12 . Rimbalzi: 31; 42.