Virtus, a due settimane dall’esordio arriva il week end con i risultati migliori

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La Virtus è tornata da Jesolo con un trofeo in più, seppur di minima importanza, da aggiungere alla bacheca. Le vittorie in pre campionato, così come le sconfitte, non hanno mai particolare valore. Ma vincere, comunque, non guasta mai. Specialmente con il campionato che si avvicina e con qualche sconfitta in volata che aveva fatto alzare un paio di sopraccigli tra i tifosi più timorosi.

Il torneo di Jesolo è stato un bel test, per la qualità delle avversarie (Trento e Cremona, che ha battuto Venezia in semifinale), ma anche perché nuovamente i bianconeri hanno dovuto giocare facendo fronte alle assenze. In questo caso di Brian Qvale, fermato da un risentimento muscolare alla schiena che ha fatto un po’ preoccupare, ma alla fine dei conti non lo terrà fermo più di un decina di giorni. Soprattutto per non rischiare di non averlo al debutto in campionato.

Come molti, noi di VNera non abbiamo potuto essere presenti fisicamente. Non abbiamo visto la partita contro Trento, ma grazie a un eroe dell’internet (tale Guido Bergamo, a cui vanno ringraziamenti sentiti), è stato possibile recuperare il video della finale contro la Vanoli. Qualità non esattamente in 4K, ma di ‘sti tempi ci si accontenta.

Soprattutto abbiamo potuto farci un po’ l’idea di come sia andato questo nuovo week end di partite. Dunque, andiamo con i soliti appunti sparsi, questa volta basati quasi esclusivamente sulla partita di sabato:

  • Zitto zitto sta giocando una buona pre season Filippo Baldi Rossi. Preciso, fa le sue cose, segna con buona continuità in attacco e specialmente da tre punti fin qui l’ha messa con una precisione davvero promettente. L’anno scorso fu il migliore della squadra per percentuale (sopra il 41%). Per ora sta dimostrando di voler continuare su quella strada. Nel week end, stante l’assenza di Qvale, ha dovuto giocare diversi minuti da centro. Non è il suo pane, ma sta lavorando per adattarsi. Da rivedere, invece, l’accoppiamento con Kravic;
  • Due vittorie in volata, o comunque arrivate nell’ultimo minuto. Se a Olbia e nel finale con Brindisi, a Parma, era mancata freddezza, questa volta gli uomini di Sacripanti hanno fatto il loro alla grande. Contro Trento ci ha pensato Punter con il canestro decisivo in penetrazione a 9″ dal termine. Con Cremona si è giocato molto di astuzia, sfruttando il bonus avversario per guadagnare tanti liberi. Poi il solito Punter, questa volta da tre punti, ha chiuso i conti;
  • Segnali interessanti da Ale Pajola. Nella partita contro Cremona Cappelletti non ha giocato e il ruolo di vice Taylor è stato tutto suo. La nota maggiormente positiva è in attacco, dove appare sempre più a suo agio dal punto di vista realizzativo. Sette punti arrivati con ottima decisione. Un canestro da tre, un bell’arresto e tiro sfruttando un gioco creato ad hoc e un altro canestro in traffico, peraltro decisivo nel finale. Alessandro quest’anno avrà un ruolo importante: essere il cambio del playmaker è un passo avanti non indifferente dall’essere un giocatore difensivo di rottura. Per potersi fidare pienamente di lui, Sacripanti deve sapere di avere un giocatore che può segnare e non solo difendere. I segnali in tal senso rassicurano;

  • L’attacco non è stato proprio spumeggiante. Spesso si è inceppato, faticando a trovare fluidità. L’esperienza di lucrare sui problemi di falli di Cremona ha risolto i problemi, ma davanti c’è ancora, normalmente, del lavoro da fare;
  • In tal senso, Pietro Aradori e Kevin Punter hanno iniziato a prendersi le misure in campo insieme. Non sono andati male. Con loro due sul parquet i possessi sono stati sostanzialmente divisi a metà, con Aradori che fa uscire un po’ di più il pallone, mentre Punter in linea di massima punta al canestro. O in penetrazione o al tiro. Tiri che, in quei momenti in campo insieme, non sono entrati con grandi percentuali, ma non si può dire che si siano evidenziati problemi di convivenza;
  • Chi continua ad avere problemi con il tiro, invece, è Kelvin Martin. La palla continua a non entrare, anche perché spesso Kelvin appare un po’ esitante nel momento in cui riceve palla, perdendo spesso quell’attimo di vantaggio che avrebbe sul difensore. Nel dubbio comunque l’highlight della due giorni è stato il suo;

  • Due conferme: le difficoltà nella difesa di pick&roll e pick&pop e il rimbalzo difensivo. Mathiang e Ricci di Cremona hanno fatto parecchio male. La difesa ha lavorato male di squadra diverse volte, lasciando tanti tiri aperti. Manca ancora il meccanismo di gruppo. A rimbalzo, senza Qvale, Kravic ha mostrato quello che è un suo difetto strutturale. Ossia la difficoltà a mettere il corpo contro il rimbalzista avversario. Tende a farsi prendere la posizione, rimanendo tagliato fuori. Comunque, contro Trento, ha giocato una signora partita, risultando l’unico in grado di porre un freno a Jovanovic;

Testa ora alla nuova settimana di allenamenti. I punti su cui lavorare sono sempre più chiari per lo staff tecnico. Qvale mancherà fino a metà della prossima settimana e nel fine settimana si andrà a Udine per l’ultimo torneo pre stagionale. Poi sarà ora di iniziare a fare sul serio.