Carta d’identità: Vince Hunter presentato da Christos Tsaltas di SDNA

Vince Hunter
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Dopo settimane di rumors sul giocatore, l’annuncio: il 22 luglio Vince Hunter diventa ufficialmente un giocatore della Virtus.

Un grande colpo per la Segafredo, che aggiunge al roster il capocannoniere della scorsa Basketball Champions League, ma anche un atleta di prospettiva, visti i soli 25 anni (ad agosto) del ragazzo.

LA CARRIERA

Vince, dopo l’high school nella natia Detroit, ha svolto il suo percorso collegiale a Utep, in Texas. Freshman dell’anno in Conference USA nel 2013-2014, 15 punti e 9 rimbalzi di media nella sua stagione da sophomore.

Nel 2015 tenta il salto in Nba, senza però essere scelto al Draft. Quindi partecipa alla Summer League con Philadelphia e firma con Sacramento, venendo tagliato al termine del training camp.

Quindi passa in DLeague con i Reno BigHorns, mettendo assieme grandi numeri (22+11 di media) che gli valgono la chiamata per l’All Star Game della seconda lega americana. A tre giorni distanza dal quale firma con il Panathinaikos, inaugurando così il suo cammino europeo. Con i Green gioca fino al termine della stagione esordendo anche in Euroleague.

Queste le sue parole al sito Germanhoops.com (al link potete trovare l’intervista completa)

Giocare per una squadra di Eurolega è stata davvero una gran cosa. Ho avuto da subito a che fare con un tipo di basket diverso da quello a cui ero abituato e questo mi ha aiutato. Inizialmente ero davvero spaesato. Non conoscevo questo tipo di basket, ma in campo l’ho scoperto in fretta. Sono arrivato convinto di poter fare 30+20 ogni partita, ma ho capito subito che era semplicemente impossibile. Capitava anche che tirassi una o due volte in tutta una partita

Le sue statistiche tradizionali in carriera (da Real GM)

Nell’estate del 2016 passa di nuovo per Summer League e Training Camp NBA, per poi firmare in Russia all’Avtodor Saratov.

L’estate successiva, invece, il circuito delle leghe estive lo porta al tanto agognato contratto NBA. Sono i Memphis Grizzlies a dargli un’opportunità. Che si esaurisce in quattro partite, al termine della quali attraversa di nuovo l’Oceano Atlantico, per approdare all’AEK Atene, con cui vince Champions League e Coppa di Grecia in compagnia di Kevin Punter.

Infrange parecchi cuori nella Capitale questa volta, così i gialloneri lo confermano. E lui non tradisce, giocando nettamente la sua miglior stagione europea fin qua. Arriva una Coppa Intercontinentale e in Champions League, pur uscendo ai quarti contro Bamberg, rimane in corsa fino all’ultimo per il titolo di MVP.

In patria non va altrettanto bene: il suo AEK (e di Luca Banchi) non sfrutta il circo Olympiakos e sciupa a gara 5 di semifinale con Patrasso la chance per giocarsi il titolo contro il Panathinaikos.

Le sue statistiche avanzate in carriera

Noi di VNera quindi abbiamo deciso di intervistare colui che per primo ha dato la notizia di un possibile approdo di Hunter sotto le Due Torri: Christos Tsaltas di Sdna.

Prima di tutto Vince è un ragazzo molto tranquillo. Gentile ed educato con i fan ed i giornalisti. Fa battute e quando gioca bene ha sempre una gran voglia di parlare.

CARATTERISTICHE FISICHE

Nato il 5 agosto 1994, in molti a Bologna, al suo annuncio, si sono chiesti se fosse un centro o un’ala grande. Nonostante i 203 centimetri Vince Hunter è assolutamente e indubitabilmente un centro.

Ricalca appieno il modello di 5 sottodimensionato che compensa la carenza in centimetri con atletismo, voglia e iperattività in campo. E lo fa a un livello decisamente elevato, aiutato dai suoi 211 centimetri di apertura di braccia.

Dati che chiariscono bene quale sia la posizione naturale di Hunter

Fisico tosto ma gambe veloci. Hunter può andare a lottare nei pressi del ferro grazie alle sue capacità di salto, così come rendersi pericoloso fronte a canestro, attaccando l’avversario dal palleggio.

La sua attività in campo è un valore aggiunto anche in difesa e completa il pacchetto di un giocatore che porta in dote tantissime qualità che a prima vista non gli si attribuirebbero.

Le cose migliori in Grecia le ha fatte da centro, giocando da bloccante nel pick & roll o in isolamento. Vince è un buon difensore. Non il migliore in Europa, ma gioca molto bene sul proprio lato di campo. Magari potrebbe avere qualche problema a marcare centri molto più grossi come Gudaitis, ma in generale sa il fatto suo in difesa.

ATTACCO

I suoi 18 punti di media in Champions League testimoniano come la Virtus abbia preso un giocatore che sa mettere il pallone dentro il canestro. E questo deriva, come dicevamo in precedenza, dalla sua costante attività in campo. Può correre in transizione ed essere pericoloso sui giochi a due, sia come rollante classico che in situazioni di “short roll“.

Ma non è finita qua. Perché Hunter ha anche ottime mani per il tipo di giocatore che appare da fuori. Sa trattare il pallone, può attaccare in palleggio in maniera competente, passa meglio di quanto si crederebbe (12% di assist percentage non è un numero usuale per un centro) anche se deve migliorare nelle letture dei raddoppi.

È un grande passatore ed un grande esecutore. È molto bravo a giocare per se stesso e può segnare in svariati modi. Nei pressi del canestro è uno che crea sempre problemi alle difese avversarie.

Vince Hunter

Il suo range di tiro non si estende oltre i 4/5 metri, ma dalla media può comunque essere un’opzione utilizzabile. Dai liberi, invece, la situazione è negativa ma non disastrosa: circa il 63% l’anno scorso, che rispecchia i numeri tenuti in carriera. Un dato che vanifica in parte il fatto che Hunter sia molto abile a conquistare falli (oltre sei liberi di media tentati nella ultima Champions League).

Lo scorso anno Vince Hunter ha tirato molto dalla media con risultati abbastanza scarsi, però. Coach Luca Banchi gli ha dato questa libertà per provare a renderlo pericoloso su più zone del campo. Il lavoro si è visto, comunque, con il suo tiro che nel corso dell’anno è andato in crescendo.

Un altro aspetto che deve essere migliorato sono i tiri liberi. Durante la stagione ha avuto alcune partite in cui ha tirato con percentuali davvero terribili. Questo è un tratto del suo gioco cruciale se vuole crescere come giocatore.

DIFESA

Versatilità è il termine che più si addice a Hunter nella propria metà campo. Può reggere il contatto nelle battaglia d’area e, al contempo, uscire sui pick & roll cambiando quasi indifferentemente su cinque ruoli. Una dote fondamentale per le idee difensive di Sasha Djordjevic.

Può apparire dal lato debole per una stoppata in aiuto (oltre il 4% di block percentage in carriera), pur non essendo uno specialista del fondamentale, così come intervenire sulle linee di passaggio per rubare un pallone (1.4 recuperi a partita quest’anno).

Non è un rimbalzista eccezionale: 15,6% di total rebound percentage in carriera, 6 rimbalzi di media in 25′ l’anno scorso.

L’anno scorso ha lavorato molto sul suo posizionamento dal lato debole. Lo ha migliorato rispetto agli anni precedenti. Il suo atletismo lo aiuta a coprire molto il campo. Anche nella difesa può stoppare in qualsiasi modo l’avversario: che si tratti di una semplice penetrazione o un tiro dalla media.

In definitiva Hunter arriva per essere una delle prime punte di questa Virtus. Dopo due anni in Grecia giocando la Champions League prova ora il salto in Eurocup, per cercare di rientrare in quella Eurolega che lo ha masticato e sputato quando aveva solo 21 anni.

Il pick & roll con Teodosic promette scintille. La sua fisicità e il suo atletismo garantiscono highlight per il pubblico, di cui si candida ad essere uno degli idoli.