VNera season review: Yanick Moreira

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Arrivato a gennaio esaudendo i tentativi del pubblico d’aver un giocatore in più nel ruolo di centro, Yanick Moreira ha avuto un avvio splendido condito da ottime prestazioni, poi il crollo, le solite insicurezze e tutti a chiedere la sua testa.

La stagione del centro angolano è l’emblema del percorso di quest’anno della Virtus.

Annata che appunto possiamo definirla altalenante ma secondo noi della redazione, più che demeriti personali sono stati di squadra, in particolare consegnandogli la palla in momenti importanti in campionato lui che è tutto fuorché un attaccante.

Statistiche Tradizionali Yanick Moreira

CompetizioneGPGSMINFGMFGAFG%3PM3PA3P%FTMFTAFT%OFFDEFTRBASTSTLBLKPFTOVPTS
Complessivo252018.13.245.88.55100.0801.442.64.5452.523.686.20.720.80.562.441.287.92
Serie A151417.53.606.00.6000.000.07.0001.402.40.5832.274.076.330.600.930.402.331.208.60
BCL8418.32.385.00.4750.000.12.0001.623.12.5202.752.885.620.880.620.752.251.006.38
Coppa Italia2222.54.008.50.4710.000.00.0001.002.50.4003.504.007.501.000.501.004.003.009.00

Statistiche Avanzate Yanick Moreira

CompetizioneGPGSTS%eFG%ORB%DRB%TRB%AST%TOV%STL%BLK%USG%Total S %PPRPPSORtgDRtgPER
Serie A1514.609.60016.2928.9222.646.8414.532.922.3022.93118.33-4.711.43116.399.423.61
BCL84.500.47517.1317.2417.188.3213.561.883.8119.5499.50-2.281.27108.099.417.95
Coppa Italia22.469.47119.4419.4819.467.1423.811.104.2824.7687.06-9.971.0691.1113.412.30

Statistiche On/Off Yanick Moreira

CompetizioneOffensive Rating (ON)Defensive Rating (ON)Net Rating (ON)Offensive Rating (OFF)Defensive Rating (OFF)Net Rating (OFF)
Complessivo108112-4110.9104.86
Serie A105.7115.2-9.4109.5107.42.1
BCL114.1100.713.511310112
Coppa Italia102.1128.1-26119.192.626.5

IL MEGLIO DELLA STAGIONE

L’inizio e la fine di stagione sono stati ottimi dando l’energia necessaria sia in attacco che in difesa, in un momento molto difficile soprattutto fisico della squadra.

La sua presenza in campo soprattutto a rimbalzo è stata preziosa in diverse partite ed è stato il motivo del suo arrivo a Bologna: il suo Total Rebound Percentage (percentuale in 100 possessi di cattura al rimbalzo) erano un interessante 19.85% in Bcl e 19.97% in A1 greca molto buoni e ideali per aggiungerlo in squadra.

Moreira nonostante le vicende extracampo e problemi di fiducia dovuti alla sua non collocazione in campo offensivamente è stato poi rimesso in campo da Djordjevic nel momento più delicato della stagione ed in Final Four abbiamo rivisto la rinascita di un giocatore.

Le sue due prestazioni difensive su Cliff Alexander e Colton Iverson sono un clinic che ogni allenatore vorrebbe veder fare dal suo centro: un lavoro fatto di anticipo difensivo, senso della posizione d’anticipo o chiusura di eventuali backdoor o semplici tagli: insomma quello che serviva per rendere la Virtus una macchina incredibile nella sua metà campo.

IL PEGGIO DELLA STAGIONE

Come vi abbiamo scritto dopo la sconfitta in campionato contro Cremona abbiamo assistito all’incomprensione tattica: veder Moreira come attaccante e non come ottima sponda offensiva. Da quel momento le sue percentuali sono precipitate anche per una mancanza di fiducia (vedasi i liberi) dopo i così tanti palloni in suo possesso.

Ha fatto anche errori, come ad esempio togliersi molte volte dal match commettendo falli stupidi e trovando sempre come responsabile l’arbitro (2,33 in campionato, 2.55 in coppa).

IL VOTO DI VNERA

In conclusione però meritano la sufficienza piena, perché capace di reagire nel momento più delicato della stagione e soprattutto mettere a tacere le tante lingue che volevano la sua testa o il suo posto in tribuna in Final Four: per noi di VNera il voto è 6.

Season review precedenti

Kevin Punter 7
Alessandro Pajola 6,5
Alessandro Cappelletti 6,5
Amath M’Baye 5,5
Tony Taylor 6
Dejan Kravic 7
Brian Qvale 6
Mario Chalmers 5,5

La Virtus dopo 40 partite: terremoto e tempesta

Virtus Bologna
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Quarto appuntamento stagionale con il punto delle situazione in casa Virtus a intervalli di dieci gare. E siamo nell’immediato post del periodo più complicato della stagione: sconfitte, conflitti interni, esoneri, dimissioni, nuovo staff tecnico. Da quando ci siamo sentiti l’ultima volta è successo veramente di tutto.

Qua trovate le altre puntate

Prime dieci partite

Prime venti partite (squadragiocatori)

Prime trenta partite

Intanto vediamo l’elenco delle ultime dieci gare giocate:

Cinque vittorie, quattro sconfitte e il pareggio dell’andata a Le Mans. Ma molti dei titoli se li sono presi le vicende extra campo: dalle dimissioni di Marco Martelli, all’esonero di Pino Sacripanti con l’arrivo di Sasha Djordjevic, la scomparsa di Alberto Bucci. In mezzo tutta una gestione della comunicazione non esente da pecche.

L’arco di partite che è andato dalla trasferta di Cremona a quella di Cantù ha segnato il destino di Pino Sacripanti, mandando il livello di allerta in casa bianconera a livelli insostenibili, specie alla vigilia della gara di ritorno con Le Mans, che non poteva essere sbagliata per alcun motivo. Così, alla fine, il coach ex Avellino è andato incontro al primo esonero della sua carriera, a un mese dalla splendida vittoria in Coppa Italia con Milano.

Si è aperta l’era Djordjevic così, iniziata con due belle vittorie che, tra le varie cose, hanno mostrato che questa squadra può piegare le gambe in difesa. L’ultima prestazione sotto coach Sacripanti, in casa di Cantù, sembra non essere nemmeno figlia degli stessi interpreti che hanno tenuto Le Mans a 58 e Torino a 64 punti realizzati.

Le statistiche complessive dei giocatori nelle ultime dieci partite

Il neo allenatore bianconero, poi, ha mostrato una gestione delle rotazioni più ariosa, recuperando Baldi Rossi e Kelvin Martin, ma in generale ruotando di più i giocatori nel corso dei 40′, con l’intento di tenere tutti sul pezzo. Forse un difetto avuto nell’ultimo periodo da Sacripanti, che aveva perso per strada alcuni giocatori in termini di minutaggi.

Ah già: è arrivato anche Mario Chalmers. Il colpo di teatro che ha aperto la settimana dei cambiamenti radicali. Djordjevic ha subito fatto capire che la condizione dell’ex Miami Heat è lontana dall’essere ottimale e in campionato lo ha lasciato in tribuna a Torino. In Coppa, comunque, ha mostrato di poter essere un bel valore aggiunto.

Le statistiche On/Off dei giocatori nelle ultime dieci partite

Pietro Aradori

Se nell’ultima puntata avevamo parlato di un Aradori abbastanza in difficoltà, l’ultimo scorcio di partite ha mostrato un giocatore sulla piena via del recupero, dimostrando come quel calo di forma fosse solo fisiologico nell’arco di una lunga stagione. Forse anche rinvigorito dalla nomina a capitano o dalla conquista dei Mondiali con la Nazionale, Pietro ha giocato ad ottimi livelli. Nove volte su dieci in doppia cifra, quasi quindici punti di media col 49% dal campo e il 38 da tre. Le prime uscite con Djordjevic lo hanno visto anche più coinvolto difensivamente.

Dejan Kravic

Zitto zitto Dejan ha scalato posizioni nella gerarchia del centri Virtus, vuoi per la momentanea crisi di Moreira, per i problemi persistenti di Qvale o per l’arrivo di Djordjevic che sicuramente ha un occhio di riguardo per il suo connazionale, ma ad oggi è lui la prima opzione sotto canestro. E ci è arrivato a suon di prestazioni confortanti. Non ha giocato le partite con Patrasso e con Milano in Coppa Italia, ma per il resto la Virtus ha volato con lui in campo: +26 il net rating nei suoi minuti giocati, con 91 di rating difensivo e +75 di plus/minus.

Amath M’Baye

Con Sacripanti sembrava in definitiva crescita, portando contributo costante e dando la sensazione di aver trovato i suoi punti di riferimento ideali. Oltre 13 punti di media fino alla gara con Cantù. Le prime con Djordjevic, invece, lo hanno visto abbastanza in difficoltà: 8 punti totali con 3/16 dal campo. I suoi minuti continuano ad essere corposi, ma è da capire se queste difficoltà sono state un caso o si riproporranno in futuro.

I quintetti più utilizzati in questo lasso di partite

Yanick Moreira

Non ha tardato ad arrivare il primo momento di difficoltà per Yanick, che dopo un approccio iniziale positivo, ora è in un momento di involuzione. C’è un dato che dimostra come abbia un po’ perso la fiducia avuta in avvio: il 44,8% ai tiri liberi. Un dato che è peggiorato di pari passo al suo andamento in campo, incrinatosi dalla partita di Coppa Italia con Cremona. Il suo plus/minus nelle ultime dieci partite (nove giocate) è di -33, con lui in panchina la difesa è migliorata di quasi 18 punti per cento possessi.

Kevin Punter

E’ stato sulla graticola per un bel pezzo, andando in un calo di fiducia e di rendimento al tiro pazzesco (13/43 complessivo tra la partita di Coppa con Cremona, la sconfitta con Venezia e la gara di andata con Le Mans). La partita di Cantù lo ha rialzato di peso e nelle due partite sotto coach Djordjevic è sembrato un altro giocatore, prima di tutto come scelte al tiro e letture (anche se ha Torino non ha giocato il secondo tempo). Resto un uomo centrale per questa squadra, la speranza è che sia recuperato del tutto.

Tony Taylor

L’ultimo periodo con Pino Sacripanti aveva mostrato un Taylor capace di dominare sprazzi di partita, per poi assentarsi completamente nei finali (vedi partite con Venezia e Le Mans). A Torino, invece, si è rivisto il Taylor capace di accendersi nel secondo tempo per dare una mano sostanziale a portare a casa i due punti. In più, ora ha la consapevolezza di avere le spalle coperte egregiamente, e questo forse lo aiuterà a giocare più sereno. Un po’ in calo il tiro da tre (appena oltre il 30% nelle ultime dieci).

Le statistiche dei giocatori nelle ultime cinque partite di campionato

Filippo Baldi Rossi

Al momento è il giocatore che ha maggiormente beneficiato della “cura” Djordjevic. Che lo ha letteralmente rimesso dentro le rotazioni da cui era, di fatto, uscito (24′ complessivi nelle ultime cinque partite con Sacripanti). Lui, va detto, ha risposto presente, giocando molto bene contro Le Mans e non facendosi cogliere impreparato dal quintetto a sorpresa contro Torino. Ha dimostrato di essere ancora giocatore valido per la causa, indicazione molto positiva in ottica futura.

Kelvin Martin

L’altro grande beneficiario dell’arrivo del nuovo allenatore e il giocatore che, forse, aveva dato i maggiori segnali di come qualcosa si fosse guastato con Pino Sacripanti. Fatto sta che nella partita di ritorno con Le Mans e a Torino abbiamo rivisto quel Martin cannibale a cui eravamo abituati a inizio stagione e che, da dopo l’infortunio, non avevamo quasi più rivisto. Contro la FIAT è arrivata la prima doppia cifra in attacco dalla partita casalinga col Besiktas e con Le Mans si era fermato a quota nove. Vale il discorso fatto con Baldi Rossi, ma al quadrato: avere il vero Martin a disposizione cambia il mondo per questa squadra.

David Cournooh

L’infortunio alla caviglia patito a Varese gli ha fatto saltare le prime due partite di questo spezzone che stiamo analizzando (in casa con Avellino e con Patrasso). Poi è rientrato nella trasferta di Cremona e la partita migliore è stata sicuramente quella del trionfo con Milano. In generale non ha ancora ritrovato quel feeling che aveva prima dell’infortunio. Contro Le Mans, al ritorno, è stato fuori dalle rotazioni fino a quando la partita non era virtualmente chiusa, a Torino, invece, è giocato un po’ di più. Ma in generale sembra partire indietro nelle gerarchie di Djordjevic.

Le statistiche dei giocatori nelle ultime quattro partite di Champions League

Mario Chalmers

Ancora difficile dare un giudizio su Super Mario. Arrivato nel momento più difficile dell’anno, con una condizione fisica da recuperare e con un cambio di allenatore da gestire. Per ora ha giocato solo nel doppio scontro con Le Mans, facendo vedere lampi di classe e un feeling coi compagni, naturalmente, ancora da affinare. Non c’è un dubbio, però, che possa essere l’elemento capace di alzare esponenzialmente il livello di questa squadra.

Alessandro Pajola

L’arrivo di Chalmers per lui suona un po’ come una porta sbattuta in faccia. Ma Djordjevic, comunque, gli ha mandato un bel segnale di fiducia a Torino, mandando in tribuna l’ultimo arrivato e confermandolo alle spalle di Taylor. Lui ha ripagato con una prestazione solida che, comunque, è stata conferma di un periodo generalmente positivo, dove non ha fatto cose incredibili, ma è riuscito spesso a tenere il campo con solidità. Certo, il feeling col canestro deve sempre migliorare: un punto segnato in totale tra la trasferta di Cremona e quella di Cantù.

Brian Qvale

Subito dentro col nuovo coach, nella gara di ritorno con Le Mans, al posto di Moreira. Un investimento di fiducia, certo. Ma il campo ha mostrato un giocatore abbastanza fuori dagli schemi al momento, forse anche fisicamente in difficoltà. Tre sole partite giocate negli ultimi cinquanta giorni. Dalla Salda, tra l’altro, non ha fatto mistero che ci fosse già l’accordo con Reggio Emilia per cederlo. Lui, nel dubbio, continua ad avere differenziali On/Off lusinghieri, segno che il suo, di riffa o di raffa, lo fa.

Le statistiche relative alle partite di Coppa Italia

Alessandro Cappelletti

Se per Pajola l’arrivo di Chalmers è una porta in faccia, per Cappelletti è una mezza sentenza. Diventa il quarto playmaker in rotazione e, verosimilmente, da qui in avanti i minuti in campo per lui saranno ridotti al lumicino. Una tendenza che già si stava manifestando comunque: poco più di 20′ complessivi di impiego nell’ultimo mese.

Il primo mese di Yanick Moreira in maglia Virtus

Yanick Moreira
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Prima tranche di partite in maglia bianconera giocata dall’ultimo arrivato, Yanick Morerira. Undici gare disputate dall’esordio, molto positivo, del tredici gennaio a Varese. Andiamo allora a vedere come sta procedendo l’inserimento del centro angolano in questa Virtus.

Le statistiche di Moreira dopo 11 partite giocate

Le statistiche grezze parlano di un buon impatto sulla squadra. Quasi dieci punti di media con sei rimbalzi e un pelo sotto alla stoppata a incontro. Dato, quest’ultimo, in controtendenza con la sua carriera, dove non ha ma mai mostrato grandi doti di intimidatore. Non si è trasformato improvvisamente in uno stoppatore fenomenale, come dimostra il circa 4% di block percentage. Niente di eccezionale ma che rappresenta un netto miglioramento rispetto al 2% scarso tenuto in carriera. Siamo sempre su un campione di partite ristretto comunque e la sensazione è che la cifra possa andare a normalizzarsi sul lungo periodo: uno contro uno è difensore competente, ma in aiuto non offre quasi mai una copertura del ferro che crei grossi problemi ai penetratori.

Dal punto di vista offensivo, soprattutto, ha dimostrato di saper usare il suo bagaglio tecnico per essere efficace in attacco (doppia cifra in sette partite) anche quando non perfettamente inserito nei meccanismi di squadra. Ha confermato di avere tiro dalla media pungente, una buona attitudine al rimbalzo offensivo (quasi tre a partita, 15% di offensive rebound percentage), spesso anche solo alzando le prolunghe che ha al posto delle braccia, con discreta capacità di trasformare il rimbalzo in punti e di saper punire i mismatch in area contro giocatori più piccoli.

La capacità di produrre punti a giochi rotti è interessante

La gestione dei falli rimane un problema (2,6 in poco più di 20’ di media, quattro in tutte le ultime tre partite), mentre ai liberi ha numeri non disprezzabili fin qua (63% su poco meno di tre tentativi a partita). Di fatto ha steccato pesantemente solo l’ultima partita con Cremona, dove, forse, si sono palesati quei limiti di concentrazione di cui parlavamo nella sua presentazione e che lo hanno portato a fornire una prestazione davvero mediocre. Ma in generale, fin qua, non ci si può certamente lamentare del suo impatto.

Venendo, invece, alla “convivenza” con i compagni di squadra, ovviamente ancora c’è del lavoro da fare. Il ruolo di centro è delicato sia in attacco che in difesa. Nella metà campo offensiva spesso sui pick & roll è questione di decimi di secondo la differenza tra una giocata riuscita e una palla persa, e per questo ci vuole tempo per affinare i meccanismi. Considerando poi che sulle situazioni di gioco a due Moreira ha tendenze abbastanza diverse rispetto a Kravic e Qvale, due giocatori abituati a “rollare” forte verso il canestro, a differenza dell’ex Paok, più aduso ad aprirsi per il tiro o l’attacco frontale.

I numeri offensivi della Virtus con lui in campo insieme a Tony Taylor, non casualmente, per ora sono abbastanza asfittici: 103.2 di offensive rating su oltre 300 possessi giocati assieme. Moreira non ha l’atletismo di Kravic per andare a inchiodare alley oop, né la fisicità di Qvale per stampare blocchi di granito. Quindi anche il playmaker bianconero sta pian piano scoprendo i modi migliori per servirlo.

Tutte condizioni che al momento lo portano ad essere il giocatore con cui la Virtus ha il net rating peggiore (-5,8) quando sta in campo, dato influenzato soprattutto da campionato e Coppa Italia, mentre in Champions League i riscontri sono decisamente migliori, anche alla luce della buone partite con Patrasso e Strasburgo.

La differenza di rendimento della Virtus con Moreira in campo o in panchina tra campionato e Champions League

In generale sta andando bene quando schierato con i titolari, o supposti tali, mentre va più in difficoltà nel corso della partita con i secondi quintetti, dove magari si cerca da lui qualcosa di più a livello offensivo e di presenza. Ha diviso il campo, sotto canestro, soprattutto con Amath M’Baye nei minuti in campo, coi due che formano una coppia abbastanza ben assortita in attacco e in difesa, comunque, non hanno penalizzato eccessivamente la Virtus (111,9 il rating difensivo di squadra nei minuti in campo assieme).

Decisamente più complessa la convivenza con Filippo Baldi Rossi, che non ha l’esplosività di M’Baye, capace di compensare il gioco più statico di Moreira. Con loro due in campo assieme la Segafredo si trova con un coppia di lunghi poco fisica e che offre poca copertura al canestro in difesa, specie in aiuto sulle penetrazioni che arrivano dal perimetro.

Baldi Rossi fa un pasticcio in difesa sul blocco ed espone Moreira a una delle sue difficoltà maggiori: proteggere il canestro in aiuto sul penetratore

Insomma, dopo il primo mese in maglia Virtus, si può dire che Moreira sia stato un bon acquisto. Ha confermato, in linea di massima, pregi e difetti che si conoscevano, facendo vedere di essere un valido giocatore, che può dare una mano per davvero a questa squadra. Ora resta da vedere se, da qui al termine della stagione, riuscirà a entrare ancora di più nel sistema di gioco virtussino.

Carta d’identità: Yanick Moreira

Yanick Moreira
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La Virtus ha il suo rinforzo sotto canestro: si tratta di Yanick Moreira, 27enne di origine angolane ma cresciuto cestisticamente negli USA. 211 centimetri per circa cento chili di peso. Arriva dal PAOK Salonicco, che lo ha liberato in seguito ai problemi finanziari accusati negli ultimi tempi. Avversario già di Venezia in Champions League (14+11 rimbalzi in quell’occasione), garantirà così profondità al reparto e permetterà di lavorare con più calma al recupero fisico di capitan Brian Qvale.

LA CARRIERA

Classe 1991, dopo aver mosso i primi passi nel paese natio, nel 2011 vola negli Stati Uniti, dove si iscrive al South Plains College, scuola nel circuito degli Junior College. Da lì, in due anni spicca il volo verso la prima divisone NCAA, giocando le stagioni da junior e senior a Southern Methodist, allenato da Larry Brown. Nella sua ultima stagione (11 punti e 6 rimbalzi di media) arriva fino al secondo turno del Torneo, venendo eliminato da UCLA con un canestro all’ultimo secondo convalidato a causa di una sua stoppata irregolare davvero molto dubbia.

A colloquio con Larry Brown ai tempi di SMU

Nel Draft NBA del 2015 non viene scelto. Prova la carta delle Summer League (con i Los Angeles Clippers), ma la sua strada è in Europa. La stagione 2015-16 la divide tra Rouen, in Francia, e Murcia, in Spagna. Poi prova in G-League l’anno successivo, ai Toronto 905, affiliati dei Raptors, con cui vince il campionato tra l’altro. Ritorna comunque nel Vecchio Continente, dove l’anno scorso ha vestito la maglia di Perm in Russia (9 punti e 6 rimbalzi a partita). Quest’anno l’approdo al PAOK (dopo il taglio dei Toronto Raptors a fine training camp), dove ha fatto vedere miglioramenti sensibili rispetto al passato: fin qui, in venti partite giocate, 10.3 punti e 5.8 rimbalzi col 60% al tiro.

Membro fisso della Nazionale angolana, una delle migliori del continente africano, con cui, ai Mondiali del 2014, mise su una partita da 38 punti e 15 rimbalzi contro l’Australia.

CARATTERISTICHE FISICHE

E’ un centro puro, ma non nell’accezione che intende chi pensa al centro vecchio stampo, lento e pesante. Moreira è un 2.10 vero con braccia molto lunghe, ma anche molto leggero. Fa dell’agilità e della rapidità di piedi il suo punto forte. Ha buone mani, con discreto tocco sulla palla sia nel tiro dalla media che nei floater a centro area. E istinti da passatore migliori di quanto si possa pensare.

Non è un verticalista però. Anche perché non ha grandi doti di coordinazione, specialmente se deve assorbire dei contatti, cosa che il suo fisico sottile non lo aiuta a fare.

In maglia Angola

ATTACCO

Giocatore prevalentemente da pick & roll o comunque fronte a canestro. Al gioco in post si rivolge per situazioni residuali, magari sfruttando i mismatch contro avversari più piccoli, contro i quali, comunque, usa centimetri e buona sensibilità dei polpastrelli per tirare sopra le braccia o in allontanamento, più che il fisico per spingerli vicino al ferro.

E’ dotato di un buon tiro dalla media distanza, preso anche in movimento, spesso aprendosi proprio dal blocco del pick & roll. Il rilascio parte da molto in alto, quindi riesce a segnare anche contestato. Il movimento non è sempre fluido, ma i centimetri spesso lo aiutano a sopperire a movimenti tecnicamente non sopraffini.

Non è un giocatore egoista. Sa passare la palla, ma talvolta questa cosa lo rende rinunciatario. Ha la tendenza a non guardare il canestro, cercando solo il passaggio successivo al compagno di squadra.

Buoni istinti da rimbalzista offensivo. Sguscia in area sfruttando il suo fisico longilineo e le braccia lunghe più che facendosi largo a sportellate, situazione in cui sa che la maggior parte delle volte avrebbe la peggio. Al PAOK aveva statistiche avanzate di tutto rispetto in questo comparto: 14.8% di offensive rebound percentage in Grecia (8° nel campionato) e 15.5% in Champions League (tra i primi venti).

Quando mette palla a terra fronte a canestro o ha una linea diretta al ferro, o le sue scelte non sono ottimali, avendo la tendenza a prendere tiri un po’ forzati o non riuscendo ad avere un equilibrio ideale.

Finire in traffico non è il suo forte: subisce il contatto fisico di avversari più grossi e questo gli impedisce anche di sviluppare il suo gioco in verticale, cosa che mostra solo se ha spazio a disposizione per alzarsi.

DIFESA

La sua agilità, unita alla sua altezza, lo rende difensore duttile e che fa molto comodo ai suoi allenatori. In particolare è bravo a uscire in aiuto sui pick & roll, recuperando però velocemente in area sul proprio uomo. In campo può coprire grandi spazi in un amen grazie alle sue falcate imponenti. Quando rimane in contenimento sul piccolo fatica di più, avendo la tendenza ad accontentarsi a lasciare il tiro da fuori.

Anche a rimbalzo difensivo va decisamente bene. Scolastico ma con una buona tecnica di tagliafuori che gli permette spesso di ricavarsi lo spazio necessario per conquistare il pallone senza problemi: quest’anno sta viaggiando un filo sotto al 25% di defensive rebound percentage. Per intenderci, Kravic ha il 16% e Qvale il 18. Parliamo di numeri davvero eccellenti.

Il suo rendimento, però, sembra molto legato al lato mentale: quando è dentro la partita è un fattore, ma se stacca la spina commette errori banali. Forse anche da questo dipende il suo elevato rapporto tra falli e minuti giocati: 3.1 di media in meno di 20′.

Come in attacco fatica a finire in traffico, anche in difesa se deve mettersi a fare a sportellate con avversari stazzati non è nella sua zona di comfort. Le sue lunghe leve spesso lo aiutano a cavarsi d’impiccio, specialmente a rimbalzo, ma per il resto non è un grande intimidatore e i suoi numeri a livello di stoppate sono trascurabili (15 in 57 partite totali giocate in Europa in tre anni).

In definitiva, Moreira ricalca l’identikit di un giocatore con caratteristiche ben delineate, anche lui, come da linea guida di quest’estate, nel pieno della maturità agonistica (27 anni). Ha pregi e difetti evidenti, su cui coach Pino Sacripanti dovrà ritagliare sapientemente i minuti in campo. Non sarà, probabilmente, il giocatore che cambierà da solo i destini della Virtus, ma, forse, colui che darà quella profondità e variabilità di gioco, essendo abbastanza diverso sia da Qvale che da Kravic, necessaria a garantire alla squadra una seconda parte di stagione più tranquilla.

Ora noi vi lasciamo con il nostro video di approfondimento sul giocatore, per vedere nei fatti un po’ di quello che ci attende (speriamo) da Varese in poi.