Tagli e movimento senza palla: il nuovo attacco della Virtus

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Avvio di stagione indubbiamente positivo per la Virtus. La sconfitta di Patrasso ha interrotto un filotto di otto successi, ma certo non incrinato quelle che sono state le ottime impressioni fatte fin qua dalla truppa di Djordjevic.

L’occhio del tifoso e dell’appassionato, ovviamente, è stato rapito da una manovra offensiva che ha fatto un evidente salto in avanti rispetto alle ultime due stagioni. La regia di Markovic e Teodosic, come da aspettative, sta elevando a dismisura rendimento e potenziale di un attacco che fino a martedì ancora non si era fermato sotto i settanta punti. E per farlo è dovuto incocciare in una giornata nerissima di tiro.

Risaltano gli 85 punti segnati di media con quasi 113 di rating offensivo e oltre venti assist serviti di media. Tutti si lustrano gli occhi per le intuizioni geniali dei due playmaker serbi e per quanto viene costruito dal pick & roll.

Ma c’è un’altra specifica situazione dove la Virtus è cresciuta a dismisura in questo avvio di stagione: i tagli e il gioco senza palla.

Prendiamo questo spezzone video.

In un’azione c’è il manifesto dell’attacco virtussino. Tre tagli e movimento di palla che portano a un appoggio al tabellone. Un attacco che si muove con intelligenza reagendo a quello che la difesa concede. Con compagni pronti a servire il passaggio coi tempi giusti.

Che Djordjevic stia puntando molto su questo aspetto del gioco è evidente sin dalla pre season.

La volontà di passarsi palla, in sé e per sé concetto abbastanza privo di reale significato, è accoppiata al fondamentale movimento degli uomini. Difficile vedere un attacco bianconero con palla in mano a un giocatore e attorno quattro pali della luce fermi ad aspettare.

Il coach virtussino ha instillato nei suoi giocatori quest’abitudine partendo da situazioni codificate, come, ad esempio, sul pick & roll laterale giocato verso il centro del campo.

Il taglio dell’esterno, in queste situazioni, coglie spesso la difesa impreparata, poiché, nel frattempo, impegnata ad adeguarsi al pick & roll che si sta sviluppando sull’altro lato di campo. Poi, al passaggio coi tempi giusti ci pensa la ditta Milos-Stefan, con Ale Pajola dietro che impara in fretta.

Non solo sul pick & roll si lavora, però. Anche, se non soprattutto, da situazioni di post basso, il movimento di uomini e palla è moltiplicato rispetto a quelle che erano le abitudini nelle ultime stagioni.

Ancora di più è lampante la varietà di situazioni e soluzioni previste dai principi di gioco virtussini: tagli lato forte, lato debole, palla fuori e di nuovo di dentro, blocchi. La palla raramente staziona ferma nelle mani di un giocatore troppo a lungo. Soprattutto, quasi mai attorno i compagni di squadra sono in situazione statica.

Queste situazioni codificate, che comunque comportano da parte dei giocatori anche una lettura e un adeguamento a quella che è la disposizione della difesa, si ripercuotono positivamente anche sulle altre situazioni di gioco.

Dove ormai il movimento senza palla è abitudine e porta, a sua volta, a tante situazioni di punti facili.

La qualità dell’attacco Virtus così cresce e si aprono tante nuove soluzioni a favorire una squadra, comunque, con diversi buoni passatori: in campionato, al momento, dietro Markovic e Teodosic che assommano oltre tredici passaggi smarcanti a incontro, ci sono altri cinque giocatori che producono più di un assist di media, sette in Eurocup.

E anche di squadra i numeri non mentono: 71% di assist percentage in Italia, 66% in Europa. Un numero che tendeva al 40 la passata stagione.

Una novità assolutamente benvenuta. A maggior ragione considerando come lo scorso anno avesse mostrato un Djordjevic concentrato decisamente più sulla parte difensiva.

Ma che quest’anno sta rapidamente trovando la quadra anche nell’altra metà campo.

Nickfiumi

2 Comments

  1. non vorrei fare il Catone della situazione ma questa analisi illustra perfettamente un ottimo piano A: andare a fare canestro dal pitturato.
    Tuttavia non solo la Virtus non sfrutta a pieno il piano A (vedi la percentuale dalla lunetta) ma quando questo non funziona è necessario aver un piano B che sinceramente non vedo.
    Attendo fiducioso.

    • Il piano B finora è mancato una volta in nove partite.
      Anzi, non è mancato. Semplicemente non si è fatto canestro da tre punti, che è poi una cosa che capita a tutte le squadra, ciclicamente in una stagione.
      Non so, sinceramente, a oggi mi sembrano eccessive preoccupazioni dettate da una sconfitta.
      Le discriminanti ci sono tutte: il calendario, in primis ha aiutato tantissimo. Ma dire che la Virtus gioca senza un piano B quando:
      – ha vinto a 70 punti contro Venezia quando faceva poco canestro;
      – ha vinto a 90 a Ulm contro una squadra che fa del corri e tira;
      – ha vinto contro Andorra partendo 16-28;
      – ha vinto contro il Maccabi segnando 18 volte da tre.
      boh, a oggi mi sembra voler per forza dire che qualcosa non va.
      Che non vuol dire che tutto andrà bene per tutto l’anno. Ma a oggi non ci sono gli elementi per dire che la Virtus gioca senza un piano B.

      Poi sono opinioni eh!

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