Trento-Virtus: il post partita di VNera

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Si chiude male il 2018 per la Virtus Bologna. Senza Aradori, Martin e Qvale i bianconeri lottano, ma alla fine cedono alla Dolomiti Energia Trento, compromettendo, forse in maniera definitiva, le proprie chance di qualificazione Final Eight.

GAME INFO

RISULTATO: Sconfitta per 71-65.

ANDAMENTO: Avvio da incubo per la Segafredo, totalmente assente dal campo. 12-0 Trento in 4′, con l’inerzia che non cambia di molto per tutto il primo quarto (20-9). Fino all’intervallo sembra una partita segnata, con i padroni di casa che arrivano fino al +20 (35-15) e sono ancora a +15 al 20esimo (41-26). Poi, al ritorno in campo, la zona ordinata da Sacripanti cambia le carte in tavola. Le triple di Punter lanciano l’attacco virtussino, che perviene al pareggio e si va a giocare la partita punto a punto nel finale. Lì, però, sono i tiri liberi (9/21) a risultare fatali per i bolognesi.

FATTORE X DELLA PARTITA: Tra tutti i liberi sbagliati il più pesante è probabilmente quello di David Cournooh a poco più di un minuto dal termine. Con Trento avanti 65-63, l’ex canturino manca la parità, mentre sul ribaltamento Aaron Craft mette il piazzato del +3. La frittata la completa Tony Taylor, sempre dai liberi, facendo ancora 1/2 e lasciando 25″ con due punti di vantaggio all’Aquila.

Craft stampa in faccia a Kravic il tiro che decide la gara

CLASSIFICA: Virtus che scivola al decimo posto con sei vittorie e sette sconfitte. Guardando in ottica Final Eight, si nota come il confronto diretto sia a sfavore con tre di quattro potenziali concorrenti (Brindisi, Trento, Sassari).

PROSSIME PARTITE: Si torna in campo all’Epifania. Il 6 gennaio alle 18.15, alla Unipol Arena arriva la Leonessa Brescia.

STEFANO SACRIPANTI NEL POST GARA

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Troppe, troppe, troppe palle perse

Nelle condizioni menomate in cui si era presentata la Virtus sarebbe servita una prestazione molto attenta, se non vicina alla perfezione, per uscire vincenti dalla BLM Group Arena. Si capisce che la partita della Segafredo sia stata tutto tranne che perfetta e il dato delle palle perse ne è chiara testimonianza: 16, massimo stagionale, un dato del tutto anomalo per quella che, fino a ieri, era la miglior squadra del campionato nella gestione del pallone.

IL DETTAGLIO DEI QUINTETTI SCHIERATI DALLA VIRTUS

2. Insospettabili errori ai liberi

Abbiamo già detto e ribadito di come il 9/21 ai liberi dei bianconeri sia stato il fattore principe della sconfitta. Quello che ha davvero fatto male è stato che la maggior parte degli errori siano arrivati da giocatori solitamente molto affidabili dalla lunetta: 3/8 Taylor (prima della partita 73%), 2/5 M’Baye (prima della partita 76%), 1/3 Kravic (70%). Forse un segno di come le sconfitte inizino ad incidere un po’ anche sulla psiche dei giocatori.

3. La solita asfaltata a rimbalzo

Purtroppo è ormai una ricorrenza commentare le prestazioni scadenti della Virtus a rimbalzo. La partita di Trento non ha fatto eccezione, con l’aggravante che i padroni di casa non fossero esattamente dei rimbalzisti di primordine (15esimi per total rebound % prima della partita). 15 i rimbalzi offensivi lasciati per strada, 34,9% di quelli disponibili. I 5 di Hogue possono anche starci, quelli che fanno davvero male sono i sei equamente divisi tra Pascolo e Forray.

4. Kravic mai così male

Con l’assenza di Brian Qvale ci si aspettava una partita grintosa da parte di Dejan Kravic, che invece è stato, largamente, il peggiore della Virtus. 3 punti in 17′, -24 di plus/minus, con lui in campo la Virtus ha avuto un net rating di -69,2. Quasi sempre fuori posizione in difesa, mai puntuale a rimbalzo, travolto dall’energia di Dustin Hogue (che gli rende circa quindici centimetri). Ultima dell’anno davvero da dimenticare per il centrone serbo.

IL DETTAGLIO CAMPO/PANCHINA DEI GIOCATORI VIRTUS

5. Baldi Rossi, invece, mai così bene

Se non altro, una buona notizia c’è stata nella prestazione molto confortante di Filippo Baldi Rossi, conferma delle cose discrete fatte già con Reggio Emilia. Dal tabellino non ha numeri scintillanti (7 punti, 4 rimbalzi), ma la sua presenza in campo è stata ossigeno puro per la Virtus. Preciso in attacco, uno dei pochi puntuali in difesa. Con lui sul parquet la Virtus ha sempre avuto i suoi momenti migliori (+19 il plus/minus, +44,9 il net rating di squadra). Il suo quinto fallo nel finale, tra l’altro, è stato subito pagato a caro prezzo, con Craft abile a sfruttare il cambio con Kravic, entrato a sostituirlo, per mettere il jumper del +3.

Nickfiumi

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