Trieste – Virtus Bologna: il post partita di VNera

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Vittoria dopo un supplementare della Virtus in casa di Trieste. Ennesimo, grande finale di Milos Teodosic, ma molti altri protagonisti e spunti interessanti. Vediamoli insieme.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: Virtus Segafredo Bologna 89 – Pallacanestro Trieste 85

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Primo quarto interlocutorio, con la Virtus a sfruttare la stazza di Julian Gamble contro i lunghi mignon di Trieste ed i giuliani a rispondere prima con Jones, poi con tre triple consecutive di Elmore (20% in stagione…) che si mette in grande ritmo. Il secondo quarto rimane in equilibrio fino al 5′ , quando Djordjevic ha la nefasta idea di riproporre il quintetto con Hunter da numero 4. Cavaliero e Elmore puniscono da 3 punti sui cambi difensivi, parziale di 17-8 e Trieste va al tè avanti di 13. Rientra la V con un quintetto sensato e pareggia a quota 48 a meno di 4′ minuti dalla fine del terzo quarto e si va all’ultimo riposo con Djordjevic che usa le seconde linee in un quintetto (Pajola, Teodosic, Cournooh, Baldi Rossi, Hunter) che sarà il migliore tra quelli schierati dalla Segafredo. Teodosic segna a ripetizione, i gregari della Virtus tengono in difesa e con 6’38” sul cronometro Milos firma da 3 il primo vantaggio. Trieste però non molla, con Da Ros che segna due canestri consecutivi, il secondo da tre punti su una difesa pigra di Ricci. Pajola tiene il campo alla grande e Djordjevic lo lascia in campo a lungo al posto di Gaines. Hunter e Gamble, uno alla volta, danno solidità sotto canestro ed anche di fronte ad una imprecisione disperante su tiri aperti da parte di tutti, meno il 44, la Virtus reagisce e rientra dal -6 a 1’50” dalla fine che avrebbe potuto far gettare la spugna. Invece la difesa, un canestro ed un tiro libero di Gamble ed un 2/2 di Teodosic dalla lunetta regalano il pareggio al 40esimo. Il supplementare è un recital di Teodosic, Trieste prova orgogliosamente a restare attaccata alla partita ma Milos colpisce prima dall’area, poi dall’arco, poi dalla lunetta e con 9 punti, ben coadiuvato dai due centri che si alternano facendo il vuoto sotto canestro, regala la nona vittoria alla Virtus.

FATTORE X DELLA PARTITA: Il quintetto con l’ottavo, il nono ed il decimo uomo delle rotazioni che regala alla Virtus il pareggio ed il sorpasso ad inizio ultimo quarto: Pajola, Teodosic, Cournooh, Baldi Rossi e Hunter stanno in campo 4 minuti e girano la partita con la difesa degli italiani, i canestri di Milos ed il dominio sotto le plance di Vince Hunter.

PROSSIME PARTITE: La Virtus va ad Andorra per una difficile trasferta di Eurocup prima di dieci, benedetti giorni senza partite in cui richiamare la preparazione, inserire qualche nuovo gioco e rifiatare un pochino.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Un quintetto si, un quintetto no

La partita di domenica ha avuto soprattutto due momenti, uno molto negativo ed uno molto positivo, in cui si è visto che alcuni quintetti funzionano molto meglio di altri. Ancora una volta, in una partita dove sia Julian Gamble che Vince Hunter giocano benissimo quando impiegati uno alla volta, il quintetto con i due centri insieme va malissimo. 13 possessi difensivi e -14 di parziale che rischia di costare la partita. Il quintetto che va benissimo, come già detto, impiega invece per ben 4 minuti consecutivi l’ottavo, il nono ed il decimo uomo delle rotazioni, alla faccia della squadra corta e del non potersi fidare della panchina. +6 di parziale, solo 4 punti subiti in 7 possessi difensivi, partita riacciuffata ed inerzia invertita. In una giornata in cui Markovic batte un po’ in testa, Ale Pajola sta in campo benissimo anche in attacco; Baldi Rossi, pur molto in difficoltà davanti, tiene dietro; Cournooh è clamoroso in difesa e produce anche davanti. La Virtus ha bisogno di questi giocatori, ha bisogno che i loro minuti crescano, anche a costo di prendersi qualche rischio, per arrivare a primavera senza giocatori “scoppiati”.

2. Vinta al centro

Offensive e defensive rating dei due centri della Virtus domenica scorsa:

Impressionante, vero? Questo racconta moltissimo del dominio che la Virtus ha avuto nel pitturato, che non si è tradotto tanto in una vittoria a rimbalzo (i rimbalzi si prendono di squadra!) quanto in una occupazione dell’area in cui Trieste non è mai riuscita ad entrare. Questa è stata la chiave della vittoria in una giornata dove la Virtus ha tirato molto peggio dell’avversaria ma si è potuta aggrappare ai suoi due centri che hanno creato seconde opportunità, finalizzato in proprio (16 Hunter, 17 Gamble, in due oltre il 37% dei punti delle V nere) ed impedito agli avversari di avvicinarsi, legando la produzione offensiva di Trieste alle percentuali da tre punti che sono calate nel secondo tempo grazie alla difesa adattata dalla Segafredo, come vedremo in seguito.

3. Fattore Cournooh

Anche per l’assenza di Kyle Weems, David Cournooh gioca la miglior partita della stagione. Ben 26 minuti in campo, un eloquente +21 di +/- che racconta come David sia in tutti i quintetti positivi della Virtus. In una serata dove sia Frank Gaines che Stefan Markovic faticano un po’, trova anche due canestri importanti oltre ad essere con Pajola l’arma usata da Djordjevic che toglie, nel secondo tempo, il tiro ad Elmore prima ed a Cavaliero poi, spegnendo di fatto le bocche da fuoco che avevano portato Trieste all’ampio vantaggio dell’intervallo. Seconda partita positiva dopo quella di mercoledì in coppa, la Virtus ha davvero bisogno delle sue gambe in difesa ma anche delle sue incursioni e del suo tiro in attacco. Team Qonu!

4. Sarebbe un assist, ma…

A Trieste la Virtus ha fatto una fatica bestiale in attacco, soprattutto perché ha sbagliato una miriade di tiri aperti, almeno 5 con buoni tiratori piedi per terra, liberissimi; anche per questo, domenica la Virtus ha chiuso con meno assist del solito (“solo” 18 e “solo” il 54.5 di Assist%). Quanto sia comunque buono questo dato lo fa capire questa tabella:

Assist, assist % ed assist ratio delle squadre di serie A

La Virtus è prima per numero di assist, assist % (quanti canestri sono generati da assist) e assist ratio (percentuale dei possessi dei giocatori che terminano con un assist) del campionato, con la seconda che arriva… almeno terza!

5. Il tiro da tre punti avversario

La Virtus ha evidenziato, da alcune settimane, la tendenza a subire molti tiri da tre punti. La partita con Trieste non fa eccezione, ben 10 triple a segno per i Giuliani, con un eccellente 43%. Se però dividiamo i dati, è interessante vedere cosa sia successo nello sviluppo della partita:

Andamento del tiro da tre punti per Trieste

La Virtus adatta la difesa alla partita, togliendo sia la qualità che la quantità dei tiri a Trieste, in questo aiutata moltissimo da Gamble e Hunter che dominano l’area consentendo ai compagni di effettuare closeout “forti” rischiando qualche penetrazione, su cui arriva puntuale ed efficace l’aiuto dei centri. La Virtus, in generale, è la squadra che concede più tiri da tre punti di tutto il campionato, ma con percentuali accettabili per la difesa:

Tiri da tre punti concessi dalle squadre di serie A e relative percentuali

Contro le V nere le squadre avversarie tirano molto, ma non hanno percentuali sopra media. Questa scelta pare ormai parte del DNA della Segafredo, bisogna solo non farsi prendere dal panico quando gli avversari hanno dei quarti da 60% al tiro. La squadra ha dimostrato di riuscirci, forse dovrebbero imparare anche i tifosi 🙂

Nicola Bonazzi

2 Comments

  1. Questa squadra sembra sempre più un paracadutista esperto od uno stuntman.
    Ogni volta sembra si stia suicidando e invece alla fine è in piedi senza un graffio che sorride.
    Non sono qualificato per dire se questo atteggiamento è una debolezza, una strategia o una gestione delle forze però sinceramente mi basterebbe che tutti i giocatori che non si chiamano Teodosic tirassero meglio da tre (ma anche da due).
    Aggiungo una domanda: ma quindi Delia lo teniamo per la primavera?

    • Il tiro purtroppo entra ed esce, per questo ci piace il fatto che una squadra sia meno legata possibile alle sue percentuali, in particolare dall’arco. Ricci ad esempio arrivava alla partita di Trieste con oltre il 50% ma ha fatto 0/7 con tiri molto ben presi e molto aperti. Personalmente non credo che si tratti di una strategia o una debolezza, credo piuttosto che la Virtus stia affrontando avversari – ci sono anche loro – che la mettono in difficoltà, ad esempio domenica Trieste ha chiuso il primo tempo con il 61.5% da tre punti (!); è quasi ovvio che con percentuali del genere tu sia sotto. Piuttosto, il fatto che si riesca a drizzare una partita del genere, ed altre partite, è sintomo della capacità della squadra di reagire ed adattarsi ai problemi che le partite presentano. Su Delia infine: è il terzo centro puro di una squadra che ne ha già due molto forti. Mi sembra più una polizza contro i raffreddori, nella partita di domenica certamente non c’era bisogno di lui visto quanto stavano dominando Hunter e Gamble. Se hai due centri di quel livello e che giocano così potendosi dividere i minuti senza affaticarsi troppo è complicato dare spazio ad un altro giocatore.

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