V Nera risponde: che si fa con Lafayette?

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Nove partite al termine della regular season. E tutto è ancora da decidere. La Virtus viene da un filotto di tre sconfitte consecutive (quattro con la Coppa Italia) e si appresta ad andare sul campo di Brescia, per una partita ad altissimo coefficiente di difficoltà.

Nelle ultime settimane si è parlato soprattutto di futuro (allenatore, GM, coppe europee), ma la sconfitta con Milano ha riportato di peso l’attenzione sul campo. Perché un calendario poco amico e la situazione infortuni ha fatto ripiombare i bianconeri in piena corsa per non uscire dalle otto che accederanno ai playoff.

E pertanto ripartono i discorsi sui giocatori a disposizione di Alessandro Ramagli e di quello che potrebbe essere l’innesto dal mercato.

La prestazione di domenica con cinque palle perse e alcune scelte di gioco poco comprensibili ha riacceso la discussione su Oliver Lafayette. E proprio su di lui oggi ci concentriamo, provando a rispondere ad alcune delle domande più ricorrenti sul suo conto.

LAFAYETTE ANDREBBE TAGLIATO?

No. Categorico. Ok, il rendimento fin qua non è certo stato entusiasmante, ma tagliare il playmaker titolare della squadra a questo punto della stagione rischierebbe di essere un autogol clamoroso. Tanto più che, nelle difficoltà, l’ex Malaga non ha mai fatto mancare impegno e applicazione difensiva: è terzo tra i playmaker di serie A (tenendo conto di chi ha giocato almeno otto partite stando in campo non meno di quindici minuti a incontro) per rating difensivo con 104.6, terzo per rimbalzi (3,4) e primo per palle recuperate (1,4) . Averlo in campo garantisce pressione costante sul portatore di palla avversario e un giocatore competente nelle rotazioni difensive. Le difficoltà sono principalmente in attacco, e sono innegabili. Ma Lafayette ha dimostrato di essere comunque ben inserito nel gruppo e un suo allontanamento (che comunque non è ipotesi al vaglio) potrebbe anche portare scompensi a livello di spogliatoio.

ANDREBBE PRESO DAL MERCATO UN PLAYMAKER PER POTERLO SPOSTARE DA GUARDIA?

. Nel senso che, sì, da un lato l’impressione è che togliendogli compiti di regia lo si possa alleggerire di pressione per averlo più lucido al tiro. Ma, no, le statistiche ci dicono anche qualcosa che farebbe pensare, se non al contrario, quanto meno che una soluzione del genere potrebbe a diversi rischi: Lafayette, sempre nella selezione di playmaker vista in precedenza, è, su ventinove giocatori che rispettano i requisiti, 26esimo per percentuale di tiro complessiva dal campo (35,8% contro una media nel ruolo di 40,5%), 22esimo per effective field goal, percentuale che da maggior peso al tiro da tre punti (42,9% contro una media nel ruolo di 46,1%) e 23esimo per true shooting, statistica che pesa anche i tiri liberi (46,7%, media dei pari ruolo 53%). Ma in compenso è terzo per turnover ratio, perdendo palla solo nel 9% dei possessi che gestisce, quando la media è del 13,5%. Ergo, il problema al momento è il tiro, più che la gestione del pallone. Va da se che spostarlo esclusivamente da guardia, con questi chiari di luna al tiro, potrebbe non essere l’idea del secolo e al contempo toglierebbe dalla regia un giocatore che, con i suoi limiti, spreca pochi palloni. Il rovescio della medaglia, però, potrebbe essere quello di avere un giocatore più abituato alla costruzione del gioco e maggiormente portato a mettere in ritmo i compagni, particolare in cui Lafayette qualche problema lo ha, e contestualmente disporre di un numero venti meno stanco mentalmente e quindi più preciso al tiro. Anche perché, giocando da guardia, potrebbe avere a disposizioni tiri diversi come tipologia. Al momento, infatti, avendo tanto la palla in mano, si ritrova spesso a dover prendere tiri dal palleggio, su cui le percentuali, sia da due che da tre, sono abbastanza basse. E, in generale, sono tiri a più alto coefficiente di difficoltà dei piazzati che potrebbe avere a disposizione con minuti da guardia in cui muoversi sugli scarichi.

ANDREBBE CERCATO COMUNQUE UN GIOCATORE CHE POSSA PERMETTERGLI DI ABBASSARE IL MINUTAGGIO?

Nella stagione dello scudetto a Milano Lafayette giocava poco più di 23′ (Cliccate sull’immagine per aprirla ingrandita in un’altra finestra)

E qui la risposta sembrerebbe essere un sonoro. Lafayette al momento gioca 27,8 minuti di media. Largamente il più ampio minutaggio che abbia mai avuto in carriera. A quasi 34 anni. Venendo da una stagione, in Spagna, dove stava sul parquet per poco più di 13’. E’ chiaro che al momento c’è un sovraccarico che l’ex Milano fatica a gestire, arrivando talvolta poco lucido nei finali o, comunque, non riuscendo ad essere sempre al massimo del rendimento nel tempo che passa in campo. E allora si che trovare un giocatore capace di giocare minuti anche in cabina di regia, così da fare scendere il suo minutaggio anche solo di 4/5 minuti potrebbe essere una soluzione ideale.

 

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Nickfiumi

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