Una video analisi di Milos Teodosic

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Come avevamo anticipato nella sua carta d’identità la settimana scorsa, eccoci qua a proporvi una piccola video analisi di Milos Teodosic.

Abbiamo fatto una scelta ben precisa, andando a prendere le sue due uniche partite ufficiali disputate sin qui nel 2019. Si tratta delle gare di qualificazione ai Mondiali giocate in febbraio con la Serbia, contro Estonia e Israele.

Scelta effettuata per una serie di motivi:

  • quest’anno in NBA ha giocato poco, spesso in frangenti di partita poco rilevanti (garbage time o simili), in un contesto comunque molto diverso da quello che è il basket FIBA;
  • le partite della stagione precedente sono state giocate prima dell’infortunio al piede patito a marzo 2018;
  • le gare giocate in Europa prima dell’esperienza NBA sono troppo vecchie e fanno riferimento a una versione del giocatore presumibilmente diversa da quella odierna.

La coppia di partite con la nazionale, invece, è la fotografia più recente del suo stato di forma. Disputate con una Serbia molto rimaneggiata, in un contesto che sarà, gioco forza, più vicino a quello che Teodosic tornerà ad affrontare.

Ne possiamo, dunque, trarre spunti migliori per quello che ci offrirà il futuro, a maggior ragione considerando la presenza di Sasha Djordjevic in panchina.

Le gare sono state disputate il 21 e il 24 febbraio di quest’anno. La Serbia ha perso 71-70 in Estonia e vinto, qualificandosi ai Mondiali, 97-76 con Israele.

La shot chart contro l’Estonia

A livello statistico Teodosic ha lasciato il segno: doppia doppia da 16 punti e 10 assist nella prima gara, 11 punti e 9 cioccolatini per i compagni nella seconda. Pur con una condizione fisica evidentemente non al top è stato in campo 31′ di media, sembrando spesso il miglior giocatore sul parquet, specialmente contro l’Estonia, gara in cui alla Serbia mancavano Lucic e Milutinov, presenti invece con Israele.

Il suo apporto è stato vitale: +31 il suo plus/minus in 62′ complessivi di utilizzo. Senza di lui i compagni hanno totalizzato un -11 in 18′.

La shot chart contro Israele

Al tiro è andato malino: 7/23 complessivo, anche se contro l’Estonia ha dovuto prendere più di una conclusione forzata, dettata dalle situazioni più che dalla sua volontà (4/14). La distribuzione dei tiri è stata estremamente sbilanciata verso il perimetro: 19 delle 23 conclusioni complessive sono state prese dietro l’arco, da cui sono arrivati tutti i suoi sette canestri totali (0/4 da due). Il tiro, in ogni caso, resta davvero bello da vedere e di una rapidità sorprendente nel caricamento.

Al ferro ha provato qualche escursione più con l’Estonia, guadagnandosi d’esperienza un paio di viaggi in lunetta. In generale l’impressione è stata di una forma fisica che non gli permettesse di andare a sfidare i lunghi avversari, cosa che, comunque, non è mai stata specialità della casa.

Va detto che, messi i piedi dentro l’area dei tre punti, ha confermato, ce ne fosse mai stato il bisogno, la sua straordinaria capacità di trovare il pertugio per un passaggio illuminante ai compagni (i 19 assist in due partite sono lì a testimoniarlo). Quindi il dato dei pochi tiri al ferro va visto anche sotto questo aspetto.

Quello che sorprende, per assurdo, è quasi più la sua capacità nel fare la “lettura facile” corretta, anticipando tutto quello che sta accadendo in campo, piuttosto del passaggio da highlight, che comunque prima o poi arriva.

La gestione del pallone non è sempre stata ottimale (nove perse complessive). In parte per due motivi: l’utilizzo sul lungo periodo gli ha fatto perdere un po’ di lucidità, in più ogni tanto ha provato il passaggio difficile, anche con un po’ di sufficienza, quasi annoiato dalla soluzione più comoda. Anche qui, un classico di Teodosic.

E’ stato il faro del gioco serbo, ma Djordjevic non ha comunque disdegnato di utilizzarlo off the ball. Sia facendo semplicemente iniziare il gioco da un altro compagno di squadra (il neo varesino Tepic su tutti, ma anche Milosavljevic e Avramovic in alcuni casi), per restituirgli rapidamente la palla ed entrare in un pick & roll in movimento, che utilizzandolo praticamente da guardia.

La prima situazione è stata quella privilegiata, per un motivo semplice: iniziando il pick & roll in corsa Teodosic spesso, prima ancora di ricevere il pallone, riesce a prendere vantaggio sul suo uomo, che deve adattare la propria difesa a una situazione dinamica, piuttosto che partire statico e con i piedi settati.

Questo, sommato alla capacità di Milos di passare palla in mano sui blocchi dei suoi lunghi, gli ha permesso spessissimo di guadagnare vantaggi considerevoli sul proprio marcatore. E Teodosic con vantaggio su una situazione di pick & roll è una sentenza, non lo scopriamo certo oggi.

La seconda situazione è stata residuale, usata in realtà spesso per fargli prendere un giro di riposo in attacco, ma anche per provare qualche volta a sfruttare i suoi 196 centimetri in post basso.

Le rimesse, lato o fondo, sono state tutte sue. Anche qui per una varietà di motivi: tornare a prendersi il pallone in situazione dinamica e entrare nel pick & roll, sfruttare le sue doti di passatore direttamente da rimessa e “rubare” due punti, ma anche per una buona capacità di bloccare, in situazione di rimessa dal fondo.

Non è che Teodosic faccia blocchi di marmo, ma d’esperienza in più di un’occasione ha saputo creare vantaggio per i suoi compagni, che hanno avuto ricezioni pulite.

La difesa… Beh, la difesa è stata la solita. In particolare contro l’Estonia gli errori e le distrazioni sono davvero stati tanti, mentre con Israele ha mostrato più impegno e concentrazione, giocando tutto sommato una partita onesta nella sua metà campo.

Resta comunque un ampio repertorio di svarioni: dormite dal lato debole, difese porose in uno contro uno, sia in recupero che statiche, difficoltà a rimbalzo e in difesa sui pick & roll.

Djordjevic ha provato a nasconderlo il più possibile sull’attaccante meno pericoloso ma, con cadenza precisa, gli avversari sono riusciti a sfruttare le sue lacune. In particolare l’accoppiata difensiva con Raduljca sui pick & roll è stato un discreto museo degli orrori. Questo è certamente il punto su cui, in stagione, si dovrà lavorare maggiormente per trovare un equilibrio.

In definitiva, le indicazioni da trarre sono assolutamente positive. Se partiamo dal presupposto di un giocatore che arrivava da due mesi abbondanti di inattività e con i postumi dei problemi fisici avuti, le sue prestazioni sono state incoraggianti. La prospettiva di averlo a disposizione dopo il Mondiale e con una preparazione fisica di tutt’altro tipo fa ben sperare.

Le partite con la Serbia hanno mostrato un giocatore che ha ancora a disposizione la maggior parte delle armi che ne hanno fatto uno dei migliori playmaker d’Europa. Certo, il suo gioco non è esente da difetti.

Ma se il Milos Teodosic che vedremo in bianconero sarà questo con una condizione fisica migliore, avremo certamente di che lustrarci gli occhi.

BONUS TRACK

Attaccare una zona a volte può essere così semplice…

Quando Israele si rende conto di cosa sta per succedere ormai è troppo tardi.

Nickfiumi

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