#VIRTUS #BOLOGNA – Avellino il post partita

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Male molto male.

La prestazione di Avellino ha fatto infuriare innervosire, tutti i quelli che hanno a cuore la Virtus.

Forse perché le aspettative da questa partita erano alte si, ma uscire sconfitti in questa maniera è desolante.

La Segafredo ora è nona a 14 punti.

Si fermano a tre le vittorie consecutive e la Virtus con questa sconfitta deve assolutamente vincere nella prossima gara contro Reggio Emilia e sperare negli altri campi per aver chance di qualificazione per la Final Eight.

Se vogliamo trovare qualcosa di positivo da questa partita è stata sicuramente la reazione nel terzo quarto dopo un primo tempo “Pessimo” sotto di venti punti.

Avellino infatti è stata tenuta a 13 punti dalla nostra difesa e senza far canestro per 5 minuti di fila, per poi successivamente continuare con il pessimo atteggiamento tenuto in campo per tutti i restanti 10 minuti.

Però un quarto su quattro non sono accettabili così come non è accettabile un ultima frazione senza un minimo di reazione o di voglia.

La Virtus è stata annientata in tutto: fisicità, tecnica, tattica.

Questo poi è avvenuto subito, dopo il gong del 10 minuto.

Oltre alla lieve risposta nel terzo quarto, la VNera non ha mai dato l’idea di essere in partita anzi si è arresa subito.

La Scandone quindi spinta dal suo pubblico e dall’entusiasmo ha vinto di 28 punti, con 11 schiacciate fatte e molte di esse in contropiede completamente indisturbata.

Ramagli a fine partita, ha parlato di prova vergognosa e ha ragione, però non riusciamo dargli la colpa: una squadra con questo atteggiamento è difficile da allenare soprattutto se l’avversario è Avellino.

Mancano tante cose per cercare di competere contro questa eccellenza come la squadra di Sacripanti, ma l’atteggiamento non si allena però non si può neanche perdere in questa maniera.

Come sempre capita dopo prestazioni di questo tipo, l’allenatore è quello che paga di più, ma noi di VNera non siamo convinti che sia solo colpa sua.

Anche se la sua posizione fin dalla scorsa stagione è stata sempre in discussione, la Virtus continua a regalare un americano a partita e la sua struttura tradizionale fatta da italiani, non sta pagando i dividendi anche se essi sono Nazionali.

In più se vogliamo aggiungere brace a questo rogo, gli americani ingaggiati sono o alle prime esperienze in Serie A (Lawson e Umeh) oppure in evidente fase calante dopo una ottima carriera europea (Slaughter e LaFayette) rendendo le loro prestazioni discontinue o in calo.

Ma si sapeva già all’inizio tutto questo purtroppo.

Davide Trebbi

Più appassionato che blogger sulla palla spicchi. Bologna è dove sono nato a fine anni Ottanta. Virtussino fin dalla nascita.

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