Virtus-Brindisi: il post partita di VNera

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Bella vittoria della Virtus nel primo dei quattro scontri diretti di questo durissimo mese di dicembre in una gara ad alto punteggio e sempre tenuta sotto controllo.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: vittoria per 99-87.

ANDAMENTO DELLA PARTITA: Brindisi parte meglio e riesce a sviluppare il suo micidiale contropiede molto nel primo tempo. 4-10 dopo una manciata di minuti e sensazione di un ritmo partita più in controllo per gli uomini di Vitucci. Sensazione che dura poco, però. La Virtus non si scompone e piano piano tesse la sua tela offensiva. Il tiro inizia a entrare con continuità, agevolato anche da una difesa ospite molto generosa. Il sorpasso arriva a cavallo tra i primi due quarti, con Gaines e Cournooh sugli scudi. 54-43 all’intervallo con un secondo periodo da 32 punti a referto.

La gara ormai è indirizzata e nel terzo quarto la Virtus scappa, con la bordate di Kyle Weems e un Teodosic che, senza apparente sforzo, accende la miccia di tutti i suoi compagni. Brindisi è tutta in Banks, ma il problema resta la difesa, incapace di mettere un freno all’attacco Segafredo. Gli uomini di Vitucci hanno un sussulto con i canestri di Stone e tornano a -8 ma a quel punto è un parziale di Ale Pajola a mettere il punto esclamativo sulla vittoria, con gli ultimi minuti che scorrono via senza particolari sussulti.

FATTORE X DELLA PARTITA: la circolazione di palla della Virtus, tornata a livelli eccellenti, che consente una marea di tiri aperti, entrati con molta continuità.

CLASSIFICA CAMPIONATO

Inizia a sgranarsi la classifica, con valori in via di chiarimento. Sempre prima la Virtus attesa nelle prossime tre giornate dagli scontri con le due dirette inseguitrici ed il derby con la F, nel gruppo delle quarte.

PROSSIME PARTITE

Due trasferte toste per la Virtus in settimana. Importantissima partita a Monaco per il primo posto nel girone di Eurocup martedì alle 18.45. In campionato, ci aspetta Sassari al Palaserradimigni domenica alle 17.

CINQUE APPUNTI SULLA PARTITA

1. #teamCournooh

La partita di David Cournooh è musica per le orecchie di chi, come noi, ha sempre sostenuto l’importanza di allungare le rotazioni, di dare fiducia agli italiani che hai, che non sono peggio di quelli di tante altre squadre che li fanno giocare di più e per questo ne ottengono buone prestazioni ed un allungamento della squadra importantissimo soprattutto in prospettiva. Cournooh non ha giocato meglio di altre volte: ha messo più tiri. Che certamente è importante, ma non deve e non può essere l’unico metro di valutazione di un giocatore per decidere se farlo stare in campo. Per lui 15 in 20′, con un eccezionale 144.7 di OR e 4 rimbalzi preziosi.

2. #teamPajola e #teamFilo

David Cournooh è stata la punta di diamante della triade di giocatori italiani che possono fare della Virtus una squadra lunga dall’essere una squadra, diciamo, non lunghissima. Filo in 18 minuti ha un incredibile 203 di OR, con 78.6 di Net Rating, il migliore della Virtus. Baldi Rossi è un giocatore che fa sempre bene alcune cose: la difesa sulla palla e lontano dalla palla, soprattutto. Tutta la differenza del mondo, per lui più che per altri, la fa la percentuale sui tiri aperti. Ancora più importante ora, in un momento di appannamento di Pippo Ricci, è dargli fiducia e che lui se la prenda. Discorso diverso per Pajola, la cui positività in campo è slegata dai tiri perché sta diventando costante in quel che gli si chiede. Non solo intensità difensiva, 99.7 DR e 6 rimbalzi, ma anche pericolosità almeno potenziale: è importante che il difensore di Pajola non possa battezzarlo, ancor più di quanto lui faccia effettivamente canestro, anche per la sua capacità sempre più sfruttata di prendere un vantaggio sul primo passo e scaricare. Come detto da Djordjevic, il modo migliore di costruire un tiro da tre aperto è andare in profondità, e Pajola lo sta facendo molto bene.

I quintetti usati da Djordjevic contro Brindisi

3. Il tiro da tre

Quella con Brindisi è stata la miglior partita della Virtus come percentuale di tiri da tre punti, con un 45% davvero eccellente, su 31 tentativi, numero elevato. A differenza di altre volte, però, la qualità dei tiri è stata mediamente buonissima, anche se bisogna riconoscere che la difesa di Brindisi ci ha messo del suo. Pochissime soluzioni estemporanee, quasi tutte di Teodosic che tende a prendersi soluzioni individuali per mettersi in partita offensivamente (1/7, unico dato deficitario della sua partita). Dei 14 tiri messi a segno, almeno 10 erano molto aperti, frutto di penetra e scarica o di ribaltamenti seguiti a passaggi in post basso. Come detto da Djordjevic in prepartita, la ricerca della profondità è uno dei modi migliori per prendere tiri di alta qualità. Poi si sa, il tiro entra ed esce, ma alzare la qualità dei tiri è banalmente il modo migliore per alzare le percentuali.

4. Tutti sotto i 25′

La nota più lieta delle ultime due partite della Virtus è il minutaggio. Tutti i giocatori sono sotto i 25′ in due partite contro due squadre di alto livello delle due competizioni, segno di una squadra che, lo ribadiamo ancora, non è corta se usa con coraggio tutti i giocatori a roster. In particolare, è interessantissimo il minutaggio di Kyle Weems, che aveva oltre 30′ di media e ne ha giocati (benissimo!) 19. I suoi minuti sono stati efficacemente coperti da Cournooh e Pajola (20 e 17), con il secondo in particolare che non soffre fisicamente contro le ali avversarie in difesa, con pochissime eccezioni (domenica ne affronteremo una in DeShawn Pierre).

I dati On/Off della partita

5. Qualche difficoltà a rimbalzo

Le ultime due partite hanno fatto registrare un dato in netta inversione di tendenza rispetto al resto del campionato nella voce dei rimbalzi offensivi concessi. Prima di Cremona, il massimo era stato 16 contro Treviso e Trieste. A Cremona sono stati ben 25, con Brindisi 20. Segno forse di un diverso atteggiamento degli avversari, che scoprono forse in alcuni dei nostri giocatori una tendenza non proprio spiccatissima al tagliafuori. Un punto su cui lavorare per le prossime, difficili partite.

Redazione

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