Virtus-Cantù: il post partita

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A voler vedere il lato positivo si potrebbe dire che, con un attacco efficace solo grazie a rimbalzi d’attacco e invenzioni personali e una difesa in balia degli avversari per 40’, arrivare a giocarsi la partita all’ultimo tiro è stato quasi miracolo.

La realtà è che, la sconfitta di ieri con Cantù, è stato un ulteriore passo indietro dopo il crollo di Cremona e la vittoria, non convincente, con Brindisi. E, se il passo falso del sabato di Pasqua non aveva fatto troppi danni in classifica, il ribaltone interno con la Red October rischia di avere implicazioni pesantissime in ottica playoff. Diventa fondamentale il match di sabato con Torino, dove andrà difeso, almeno, il +8 dell’andata, per non trovarsi con il doppio confronto sfavorevole con tre dirette avversarie (Cremona e Cantù le altre). Peraltro, lo 0-2 con i brianzoli, in caso di avulsa, pesa ancora di più.

Nel post partita Alessandro Ramagli ha parlato di eccessivo scoramento di squadra e pubblico, ma ieri, in effetti, è stata una partita che ha lasciato disillusi molti. Soprattutto perché si è vista una squadra ricadere in quegli errori che ormai, almeno tra le mura amiche, sembravano essere stati eliminati: tiri affrettati in attacco, nessun controllo del ritmo partita, palle perse banali.

E alla fine, in una partita del genere, portarsi gli avversari al punto a punto finale vuol dire condannarsi agli episodi. Che raramente in questa stagione hanno premiato la V Nera (a questo punto non più un caso) e anche ieri le hanno impedito di raggiungere i due punti.

C’è da riflettere sugli 88 punti subiti di media nelle ultime tre partite, dopo che, si era detto, la difesa sembrava essersi attestata come una delle migliori del torneo. E sabato a Torino si andrà contro a un’altra squadra che, nella sua schizofrenia, ama alzare i ritmi delle gare. E ha il talento per fare male a chiunque, come dimostrato in Coppa Italia.

Ancora problemi con la coppia Ndoja-Lawson in campo

Resta da salvare un’altra grande partita di Alessandro Gentile (24 punti, anche se con 18 tiri, non sempre selezionati in maniera ottimale, 5 rimbalzi e 6 assists), che, tra l’altro, ha anche cercato di fare il massimo in difesa, cosa che non sempre si è vista. Alcune sue difese su Culpepper sono davvero state da manuale, impedendo al leader di Cantù anche solo di ricevere palla. Segnale di quale tipo di giocatore potrebbe essere il numero zero se avesse sempre lo stesso atteggiamento anche nella sua metà campo.

Vicino alla perfezione Filippo Baldi Rossi, che ha sfruttato l’assenza dei lunghi di Cantù per fare il bello e il cattivo tempo. Dovesse confermarsi come opzione offensiva di questo tipo nell’ultimo mese di campionato sarebbe una notizia splendida per i bianconeri.

Pietro Aradori per 30’ è stata la controfigura di sé stesso, ma poi, nell’ultimo quarto è diventato l’anima del tentativo di rimonta virtussina.

Male, in generale gli altri, con la squadra di Ramagli che, stante la giornata da incubo di Oliver Lafayette (zero punti, 0/6 al tiro, -3 di valutazione) si è trovata con una voragine nel ruolo di playmaker. I 26’ di gioco del play americano sono venuti tutti nei primi tre quarti di gioco. E, forse, col senno di poi, andava fatto sedere prima, a favore di uno Stefano Gentile che nel quarto periodo ha giocato sufficientemente bene.

Le statistiche vanno contro anche a Marcus Slaughter, che però ha almeno qualche attenuante. Dalle condizioni fisiche precarie a una situazione tattica, in partita, che lo ha penalizzato. Vero, la front line Cantù era leggera e con la sua stazza avrebbe potuto dominare. Ma è anche vero che l’ex Real Madrid non è un giocatore che faccia dell’attacco il suo forte e deve essere messo nelle condizioni dai suoi compagni per rendere. Invece, spesso, è stato servito staticamente in post basso (soluzione cercata con troppa insistenza in generale ieri), situazione dalla quale fa fatica a creare qualcosa. Al contrario, poche volte è stato portato a giocare sui pick & roll, dove dà il meglio di sé. E in difesa ha subito l’atipicità di Thomas, Burns e Ellis, non riuscendo a dare l’aiuto solito a centro area a dei compagni che sul perimetro hanno subito tantissimo in uno contro uno.

Infine la zona. Che ha, per l’ennesima volta, messo i bastoni fra le ruote all’attacco virtussino. Ogni volta che la Segafredo incontra questo schieramento va in panne. Ormai è un problema atavico che sembra non avere una soluzione. E che il 5/24 da tre punti non ha fatto che accentuare.

 

Qui trovate il video in diretta dal Paladozza, con lo staff di VNera nell’immediato dopo partita

Nickfiumi

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