Virtus-Cremona: la parola alle statistiche

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Continuiamo con l’approfondimento della partita di domenica contro Cremona andando ad analizzare quello che ci hanno detto le statistiche avanzate nei 40’ di una partita con un finale davvero folle.

Per tutti i numeri si ringrazia il sito https://hackastat.wordpress.com/ e il suo autore che potete raggiungere all’account Twitter @Cappe90. Se siete amanti di statistiche, numeri, cifre e cose che vanno un po’ oltre i dati dei tabellini tradizionali questo è il posto per voi.

Iniziamo con una doverosa premessa: le statistiche, e in particolare quelle avanzate, sono uno strumento molto utile e di assoluto interesse. Ma, come ogni numero, vanno prese con le pinze. Ossia: si tratta di cifre che cercano di rendere quantificabile un gioco dinamico difficile da quantificare. Hanno la capacità però di dare informazioni extra rispetto a quello che può sfuggire all’occhio durante l’incontro o, anzi, confermare ulteriormente una sensazione che si è avuta vedendo la partita. Come i bikini “mostrano molto ma non tutto” [cit.]

Fondamentale, dunque, prenderle con attenzione e non come indicazioni assolute.

 

Tornando a noi, cominciamo andando a vedere quello che ha prodotto la Virtus come squadra. E il primo dato che salta all’occhio, essendo in totale contro tendenza con quanto visto sin qua, è la fatica che i bianconeri hanno fatto a rimbalzo, catturando solo il 47,2% di rimbalzi disponibili, contro il 51% con cui si presentavano a questa partita. Un dato che di per sé sarebbe il peggiore della Lega.

Stenti che sono stati causati quasi interamente dalla totale sterilità a rimbalzo offensivo, dove il dato dei palloni conquistati si è fermato a un misero 14,3% dai palloni disponibili. Largamente il peggiore dato di tutte e nove le partite disputate e, chevvelodicoaffare, un rilievo che sarebbe, anche qui, il peggiore del campionato con chilometri di distacco.

Cosa aggravata ulteriormente dal fatto che Cremona fosse una delle peggiori squadre in assoluto nella specialità. Tuttora è penultima per percentuale di rimbalzi catturati. Se non altro, peggio di lei fa solo Cantù, che sarà la nostra prossima avversaria.

Il ritmo della partita è stato quello di Cremona. Il pace (ossia il numero di possessi giocati da ciascuna squadra) è stato di 75,8, decisamente più vicini agli oltre 77 di media con cui la Vanoli arrivava all’incontro, che ai 72,2 dalla Segafredo.

Gli uomini di Ramagli, se non altro, sono stati bravi a mantenere una certa efficienza, sia offensiva che difensiva. L’offensive rating, infatti, è stato il migliore delle ultime quattro gare disputate, attestandosi a un discreto 104,3 punti per 100 possessi. E anche in difesa è arrivato il miglior rilievo dalla trasferta di Milano, con gli ospiti tenuti a 102,9 punti per 100 possessi, dato molto positivo, considerando che in precedenza si viaggiava a una media di 108 (togliendo dal conto la non competitiva con Capo d’Orlando che drogherebbe il conto).

Sul rendimento offensivo, comunque, andrebbe aperto un discorso a parte. Se è vero che, dopo le prime cinque partite dove si volava letteralmente a quota 116,6 punti per 100 possessi, da Milano in poi il dato è crollato a un preoccupante 99,4. Praticamente si è improvvisamente passati dall’essere il miglior attacco del campionato ad essere il terz’ultimo (solo Pistoia e Capo d’Orlando hanno offensive rating peggiori) in quest’arco di gare.

Venendo ai singoli, e ricollegandosi al discorso dell’attacco, anche le cifre avanzate confermano gli stenti di Alessandro Gentile e Pietro Aradori. 26 dei 76 possessi di squadra sono finiti nelle loro mani e hanno prodotto la pochezza di 25 punti (96.1 il rating). Chiaro che se il duo che deve trascinare l’attacco fatica in questo modo tutto diventa più complesso (-14 il net rating di Aradori, -13 quello di Gentile).

Ma in quest’ottica va anche apprezzato come la Virtus sia riuscita a trovare valide alternative offensive. Kenny Lawson su tutti, che ha effettivamente fatto la differenza in attacco e nei minuti in campo ha fatto segnare un rating offensivo di 134.9, cifra davvero pazzesca. Numeri che lo rilanciano dopo due gare tremende con Brescia e Brindisi dove, al contrario, si era fermato a un 62.2 da incubi. E di quelli da cui ti svegli angosciato.

Difensivamente, invece, la differenza l’ha fatta il duo di playmaker, Lafayette-Stefano Gentile. L’ex Olimpia Milano è ormai il giocatore su cui c’è più spaccatura di vedute nella tifoseria, ma, dietro a Lawson, ha avuto il miglior net rating di squadra (+8.8), forte soprattutto di un rating difensivo eccellente (98.8) di cui ha fatto le spese soprattutto il pericolo pubblico numero uno, Darius Johnson-Odom.

E in coppia con lui ancora meglio ha fatto Gentile (seppur molto meno ispirato in attacco, 95.3 di rating offensivo contro il 107.3 di Lafayette), fermando il rilievo del suo difensive rating a 95.2. Per fare contesto, tra i giocatori con almeno 15’ di utilizzo medio sarebbe il quinto del campionato.

Infine una curiosità che valida quanto vi dicevamo all’inizio, ossia che le statistiche avanzate vanno comunque prese cum grano salis. Domenica, in maniera abbastanza unanime, Marcus Slaughter è stato individuato come MVP della gara. Per il suo apporto in termini di voglia, lotta e quei due liberi finali. Ma i suoi numeri raccontano una storia diversa: 94.9 di rating offensivo, 110 difensivo, -15.1 di net rating. Peggior dato di squadra. E rivedendo la partita, per tre quarti sono numeri che acquistano senso, considerando la fatica fatta a lungo contro un Sims rinato nel secondo tempo, e le solite difficoltà offensive dove non esprime certo il meglio del suo gioco.

 

Per oggi ci fermiamo qui. Le cifre analizzate offrono spunti interessanti:

  • L’attacco ripropone le proprie difficoltà, e se per Aradori si è trattato soprattutto di una giornata storta al tiro, su Gentile la sensazione è che le difese stiano cominciando a trovare adattamenti;
  • Lafayette, pur non essendo il miglior playmaker del mondo, conferma di poter essere estremamente utile a questa squadra;
  • Ugualmente Lawson conferma come, in partite e con avversari selezionati, possa essere un valore anche in A. Il problema semmai si pone nelle altre partite;
  • La difesa, comunque, c’è. Che è un segnale di unità di intenti non secondario;
  • Interessante vedere come andrà la Virtus a rimbalzo domenica a Cantù, per capire se quello di domenica mattina è stato un semplice episodio negativo o una spia di qualcosa di più serio;

 

Ci risentiamo domani, quando andremo a dare un’ultima occhiata alla partita, questa volta in maniera più “tradizionale”, con qualche spunto video.

 

Nickfiumi

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