La Virtus dopo 40 partite: terremoto e tempesta

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Quarto appuntamento stagionale con il punto delle situazione in casa Virtus a intervalli di dieci gare. E siamo nell’immediato post del periodo più complicato della stagione: sconfitte, conflitti interni, esoneri, dimissioni, nuovo staff tecnico. Da quando ci siamo sentiti l’ultima volta è successo veramente di tutto.

Qua trovate le altre puntate

Prime dieci partite

Prime venti partite (squadragiocatori)

Prime trenta partite

Intanto vediamo l’elenco delle ultime dieci gare giocate:

Cinque vittorie, quattro sconfitte e il pareggio dell’andata a Le Mans. Ma molti dei titoli se li sono presi le vicende extra campo: dalle dimissioni di Marco Martelli, all’esonero di Pino Sacripanti con l’arrivo di Sasha Djordjevic, la scomparsa di Alberto Bucci. In mezzo tutta una gestione della comunicazione non esente da pecche.

L’arco di partite che è andato dalla trasferta di Cremona a quella di Cantù ha segnato il destino di Pino Sacripanti, mandando il livello di allerta in casa bianconera a livelli insostenibili, specie alla vigilia della gara di ritorno con Le Mans, che non poteva essere sbagliata per alcun motivo. Così, alla fine, il coach ex Avellino è andato incontro al primo esonero della sua carriera, a un mese dalla splendida vittoria in Coppa Italia con Milano.

Si è aperta l’era Djordjevic così, iniziata con due belle vittorie che, tra le varie cose, hanno mostrato che questa squadra può piegare le gambe in difesa. L’ultima prestazione sotto coach Sacripanti, in casa di Cantù, sembra non essere nemmeno figlia degli stessi interpreti che hanno tenuto Le Mans a 58 e Torino a 64 punti realizzati.

Le statistiche complessive dei giocatori nelle ultime dieci partite

Il neo allenatore bianconero, poi, ha mostrato una gestione delle rotazioni più ariosa, recuperando Baldi Rossi e Kelvin Martin, ma in generale ruotando di più i giocatori nel corso dei 40′, con l’intento di tenere tutti sul pezzo. Forse un difetto avuto nell’ultimo periodo da Sacripanti, che aveva perso per strada alcuni giocatori in termini di minutaggi.

Ah già: è arrivato anche Mario Chalmers. Il colpo di teatro che ha aperto la settimana dei cambiamenti radicali. Djordjevic ha subito fatto capire che la condizione dell’ex Miami Heat è lontana dall’essere ottimale e in campionato lo ha lasciato in tribuna a Torino. In Coppa, comunque, ha mostrato di poter essere un bel valore aggiunto.

Le statistiche On/Off dei giocatori nelle ultime dieci partite

Pietro Aradori

Se nell’ultima puntata avevamo parlato di un Aradori abbastanza in difficoltà, l’ultimo scorcio di partite ha mostrato un giocatore sulla piena via del recupero, dimostrando come quel calo di forma fosse solo fisiologico nell’arco di una lunga stagione. Forse anche rinvigorito dalla nomina a capitano o dalla conquista dei Mondiali con la Nazionale, Pietro ha giocato ad ottimi livelli. Nove volte su dieci in doppia cifra, quasi quindici punti di media col 49% dal campo e il 38 da tre. Le prime uscite con Djordjevic lo hanno visto anche più coinvolto difensivamente.

Dejan Kravic

Zitto zitto Dejan ha scalato posizioni nella gerarchia del centri Virtus, vuoi per la momentanea crisi di Moreira, per i problemi persistenti di Qvale o per l’arrivo di Djordjevic che sicuramente ha un occhio di riguardo per il suo connazionale, ma ad oggi è lui la prima opzione sotto canestro. E ci è arrivato a suon di prestazioni confortanti. Non ha giocato le partite con Patrasso e con Milano in Coppa Italia, ma per il resto la Virtus ha volato con lui in campo: +26 il net rating nei suoi minuti giocati, con 91 di rating difensivo e +75 di plus/minus.

Amath M’Baye

Con Sacripanti sembrava in definitiva crescita, portando contributo costante e dando la sensazione di aver trovato i suoi punti di riferimento ideali. Oltre 13 punti di media fino alla gara con Cantù. Le prime con Djordjevic, invece, lo hanno visto abbastanza in difficoltà: 8 punti totali con 3/16 dal campo. I suoi minuti continuano ad essere corposi, ma è da capire se queste difficoltà sono state un caso o si riproporranno in futuro.

I quintetti più utilizzati in questo lasso di partite

Yanick Moreira

Non ha tardato ad arrivare il primo momento di difficoltà per Yanick, che dopo un approccio iniziale positivo, ora è in un momento di involuzione. C’è un dato che dimostra come abbia un po’ perso la fiducia avuta in avvio: il 44,8% ai tiri liberi. Un dato che è peggiorato di pari passo al suo andamento in campo, incrinatosi dalla partita di Coppa Italia con Cremona. Il suo plus/minus nelle ultime dieci partite (nove giocate) è di -33, con lui in panchina la difesa è migliorata di quasi 18 punti per cento possessi.

Kevin Punter

E’ stato sulla graticola per un bel pezzo, andando in un calo di fiducia e di rendimento al tiro pazzesco (13/43 complessivo tra la partita di Coppa con Cremona, la sconfitta con Venezia e la gara di andata con Le Mans). La partita di Cantù lo ha rialzato di peso e nelle due partite sotto coach Djordjevic è sembrato un altro giocatore, prima di tutto come scelte al tiro e letture (anche se ha Torino non ha giocato il secondo tempo). Resto un uomo centrale per questa squadra, la speranza è che sia recuperato del tutto.

Tony Taylor

L’ultimo periodo con Pino Sacripanti aveva mostrato un Taylor capace di dominare sprazzi di partita, per poi assentarsi completamente nei finali (vedi partite con Venezia e Le Mans). A Torino, invece, si è rivisto il Taylor capace di accendersi nel secondo tempo per dare una mano sostanziale a portare a casa i due punti. In più, ora ha la consapevolezza di avere le spalle coperte egregiamente, e questo forse lo aiuterà a giocare più sereno. Un po’ in calo il tiro da tre (appena oltre il 30% nelle ultime dieci).

Le statistiche dei giocatori nelle ultime cinque partite di campionato

Filippo Baldi Rossi

Al momento è il giocatore che ha maggiormente beneficiato della “cura” Djordjevic. Che lo ha letteralmente rimesso dentro le rotazioni da cui era, di fatto, uscito (24′ complessivi nelle ultime cinque partite con Sacripanti). Lui, va detto, ha risposto presente, giocando molto bene contro Le Mans e non facendosi cogliere impreparato dal quintetto a sorpresa contro Torino. Ha dimostrato di essere ancora giocatore valido per la causa, indicazione molto positiva in ottica futura.

Kelvin Martin

L’altro grande beneficiario dell’arrivo del nuovo allenatore e il giocatore che, forse, aveva dato i maggiori segnali di come qualcosa si fosse guastato con Pino Sacripanti. Fatto sta che nella partita di ritorno con Le Mans e a Torino abbiamo rivisto quel Martin cannibale a cui eravamo abituati a inizio stagione e che, da dopo l’infortunio, non avevamo quasi più rivisto. Contro la FIAT è arrivata la prima doppia cifra in attacco dalla partita casalinga col Besiktas e con Le Mans si era fermato a quota nove. Vale il discorso fatto con Baldi Rossi, ma al quadrato: avere il vero Martin a disposizione cambia il mondo per questa squadra.

David Cournooh

L’infortunio alla caviglia patito a Varese gli ha fatto saltare le prime due partite di questo spezzone che stiamo analizzando (in casa con Avellino e con Patrasso). Poi è rientrato nella trasferta di Cremona e la partita migliore è stata sicuramente quella del trionfo con Milano. In generale non ha ancora ritrovato quel feeling che aveva prima dell’infortunio. Contro Le Mans, al ritorno, è stato fuori dalle rotazioni fino a quando la partita non era virtualmente chiusa, a Torino, invece, è giocato un po’ di più. Ma in generale sembra partire indietro nelle gerarchie di Djordjevic.

Le statistiche dei giocatori nelle ultime quattro partite di Champions League

Mario Chalmers

Ancora difficile dare un giudizio su Super Mario. Arrivato nel momento più difficile dell’anno, con una condizione fisica da recuperare e con un cambio di allenatore da gestire. Per ora ha giocato solo nel doppio scontro con Le Mans, facendo vedere lampi di classe e un feeling coi compagni, naturalmente, ancora da affinare. Non c’è un dubbio, però, che possa essere l’elemento capace di alzare esponenzialmente il livello di questa squadra.

Alessandro Pajola

L’arrivo di Chalmers per lui suona un po’ come una porta sbattuta in faccia. Ma Djordjevic, comunque, gli ha mandato un bel segnale di fiducia a Torino, mandando in tribuna l’ultimo arrivato e confermandolo alle spalle di Taylor. Lui ha ripagato con una prestazione solida che, comunque, è stata conferma di un periodo generalmente positivo, dove non ha fatto cose incredibili, ma è riuscito spesso a tenere il campo con solidità. Certo, il feeling col canestro deve sempre migliorare: un punto segnato in totale tra la trasferta di Cremona e quella di Cantù.

Brian Qvale

Subito dentro col nuovo coach, nella gara di ritorno con Le Mans, al posto di Moreira. Un investimento di fiducia, certo. Ma il campo ha mostrato un giocatore abbastanza fuori dagli schemi al momento, forse anche fisicamente in difficoltà. Tre sole partite giocate negli ultimi cinquanta giorni. Dalla Salda, tra l’altro, non ha fatto mistero che ci fosse già l’accordo con Reggio Emilia per cederlo. Lui, nel dubbio, continua ad avere differenziali On/Off lusinghieri, segno che il suo, di riffa o di raffa, lo fa.

Le statistiche relative alle partite di Coppa Italia

Alessandro Cappelletti

Se per Pajola l’arrivo di Chalmers è una porta in faccia, per Cappelletti è una mezza sentenza. Diventa il quarto playmaker in rotazione e, verosimilmente, da qui in avanti i minuti in campo per lui saranno ridotti al lumicino. Una tendenza che già si stava manifestando comunque: poco più di 20′ complessivi di impiego nell’ultimo mese.

Nickfiumi

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