Virtus double-face: il Mr.Hyde del secondo tempo è meglio del Dr.Jekyll del primo

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Vittoria. Vittoria. Vittoria. Contava quello (ormai da un po’ di tempo conta solo quello) e questa volta si è vinto bene, non con l’asterisco come con Cremona. Certo, ci è voluto un primo tempo da schiaffi o giù di lì. Ma nei secondi 20′ la squadra è piaciuta un bel po’. 45 punti subiti contro 31. 38 segnati contro 48. Facce giuste. Spirito di gruppo.

Ok, la solidità e il raziocinio sono un’altra cosa. Ma la reazione della squadra a livello di rabbia agonistica e difesa è da conservare e ricordare. Specie dopo una settimana così complicata.

Qualche spunto rapido da approfondire nei prossimi giorni:

  • Stefano Gentile di fianco a Oliver Lafayette è quasi sempre una buona soluzione. Di sicuro una scelta quasi obbligata per i finali di partita. Ieri il fratellone di Alessandro è stato l’MVP della partita. Porta faccia tosta, esperienza, capacità di segnare tiri anche difficili (ce ne sono tre nella sua partita, e quella tripla che chiude la partita non è proprio scontata). Ha mandato fuori giri tutti gli americani negli ultimi 3 minuti di partita. Insomma il giocatore di cui non si parla tanto ma che vale enormemente per questa squadra;
  • Kenny Lawson e Michael Umeh una ne fanno e una la cannano completamente. Domenica a Cantù Lawson in quintetto aveva fatto forse la sua peggior partita stagionale, mentre Umeh era stato uno dei meno peggio. Questa volta Umeh ha giocato in versione Sasha Vujacic (Dio lo benedica), mentre Lawson ha sfoderato una partita in stile gara con Venezia. Anche per Ramagli non deve essere semplice gestire una coppia così discontinua ma con un peso tanto forte nelle sorti della squadra. C’è da dire che molto dipende dai mismatch: Torino proponeva difensori lunghi e atletici che tarpavano le ali non proprio chilometriche di Umeh. Di contro, i quintetti piccoli di Banchi, si sposavano bene col gioco di Lawson, non un centro fisico alla Slaughter;
  • Aradori e Ale Gentile hanno tirato 11/30, producendo un punto per tiro (30 punti complessivi). Non un granché obiettivamente. Ma sul lungo periodo sono stati positivi per atteggiamento e voglia di vincere. Restano da limare errori difensivi che ancora contraddistinguono entrambi. A memoria, ce ne sono stati un paio davvero marchiani di Gentile;
  • Ramagli ha allenato una buona partita. Solo un passaggio a vuoto nel secondo quarto dove, dopo buone cose del quintetto con Gentile da quattro, ha inserito Baldi Rossi al suo posto, in coppia con Slaughter. Mandando l’ex Trento a correre dietro a Patterson e Okeke senza fortuna e prendendo un pericoloso 9-0 di parziale. Da lì in poi, però, ha risposto sempre bene a quello che gli ha proposto Banchi e ha trovato in campo una squadra che ha giocato per lui. Non poco;
  • La Virtus in attacco non ha giocato da metronomo. Ma c’è un dato che fa molto piacere: 50 tiri da due, 20 da tre. Un rapporto molto migliore rispetto a quelli sbilanciatissimi sul perimetro delle altre gare. Segno di una squadra che, anche nei momenti difficili, non si è accontentata di sparacchiare da fuori, ma ha provato a cercare un tiro meno scontato ma a più alta percentuale;
  • Partitone di Slaughter. Nel caso qualcuno avesse avuto dubbi dopo Cantù.
  • Torino non ha osato nel secondo tempo la difesa a zona e ci ha dato una grande mano.  Nel primo tempo il parziale subito in gran parte è colpa di una zona mischiata a uomo che ci ha messo ancora una volta in difficoltà.

A domani per gli ormai consueti approfondimenti tramite statistiche avanzate!

 

Nickfiumi

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