Virtus Film Room: l’aggiustamento che ha cambiato la partita di Trieste

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Primi due punti in campionato per la Virtus, sull’ostico campo dell’Alma Trieste.

Arrivati in maniera non proprio convincente, contro una squadra priva di diversi giocatori fondamentali, ma che, nonostante ciò, ha messo in grande difficoltà la Segafredo. Brava a segnare con tremenda continuità da tre punti nel primo tempo, ma poi incapace di trovare una variazione al proprio spartito quando, nei secondi venti minuti, i padroni di casa hanno fatto più attenzione sulle conclusioni da fuori.

La squadra di Dalmasson ha raggiunto la parità, dal -12 dell’intervallo, in appena tre minuti. E poi ha messo in croce la Virtus sfruttando la coppia Mosley-Knox sui pick & roll. In particolare avvalendosi della capacità di Knox di spaziare il campo per colpire da tre punti.

Trieste ha tratto vantaggio dal giocare i pick & roll con Sanders portatore di palla. L’ex Casale, infatti, era marcato da Pietro Aradori, che sui blocchi è spesso rimasto parecchio attardato. In questo modo il difensore del bloccante, Kravic nel primo caso, M’Baye nel secondo, si trovava a dovere contenere il palleggiatore, mentre Mosley rollava velocemente a canestro con l’area sgombra, essendo gli altri tre giocatori dell’Alma appostati sul perimetro.

Nel due situazioni del video la Virtus aiuta sul rollante con l’uomo di Knox, facendo il gioco di Trieste. Sanders non è un playmaker e fa decisamente più fatica di un Fernandez a trovare lo scarico nel traffico per il lungo. Ma a quel punto il passaggio per l’ex Fortitudo sul perimetro è elementare. E la Virtus paga dazio.

Nel finale, però, Sacripanti trova il modo di rispondere a Trieste con un quintetto con Kravic centro e Kelvin Martin da quattro. Scelte, a posteriori, molto sensate. Con Qvale ancora fuori condizione e con quattro falli, si sceglie la rapidità di Kravic, che può cambiare su quasi ogni blocco e sui pick & roll giocare in contenimento sul palleggiatore, scoraggiando anche il pallone dentro al lungo. Che, anche nel caso ricevesse, deve poi concludere contro i suoi 211 centimetri. E visto che il lungo rollante di Trieste è Mosley, appena oltre i due metri, la scelta ha pienamente senso.

Anche perchè adesso il compito del quattro, Martin, è di non staccarsi da Knox mai su quelle situazioni. Sfruttando poi nel caso le sue gambe, più rapide di M’Baye, per seguire il giocatore sul perimetro.

La Virtus, in questo modo, toglie la soluzione più semplice ma anche più efficace agli avversari. E costringe Sanders alla lettura più complicata: quel passaggio al lungo che non è semplice per un giocatore non playmaker di ruolo e, per di più, che deve cercare di servire Mosley contro le lunghe leve di Kravic.

La differenza di rendimento dei due quintetti: il primo della lista è quello in campo nel secondo video, il secondo, invece, è in campo nei due spezzoni del primo video.

Il risultato sono una palla persa e (sulla prima azione, nel video non c’è) una penetrazione che finisce stoppata proprio da Kravic al ferro.

Il lavoro difensivo lo termina lo stesso Kelvin Martin, in difficoltà in attacco ma tremendamente utile in difesa. Contro Knox, non certo conosciuto per essere un cuor di leone, l’ex Cremona ci mette tutto il fisico a disposizione per rendergli difficile ogni ricezione. Il risultato? Nel video qua sotto.

Martin dapprima spende un fallo, ma crea così la situazione, nell’azione seguente, per spingere Knox a sbracciare e incorrere nel quinto (generoso) fallo personale.

Un’uscita per falli critica per Trieste, che a breve perderà per lo stesso motivo anche Cavaliero e Fernandez.

Nickfiumi

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