Virtus Film Room: il gioco base dell’attacco Virtus

Tempo di lettura 3 minuti
781 letto

Continuiamo a vedere come gioca la nuova Virtus di coach Pino Sacripanti in queste prime fasi di pre stagione.

Settimana scorsa avevamo visto un gioco usato in alcune situazioni nella partita con Ferrara. Un gioco disegnato quasi appositamente per Kevin Punter e che aveva dato risultati eccellenti (e che ha continuato ad essere utilizzato anche nel week end appena passato).

Oggi vediamo quello che sembra essere il set base dell’attacco virtussino, con alcune delle varianti che abbiamo osservato nelle partite con Avellino e Ludwigsburg. Buona parte degli attacchi bianconeri nel week end sono partiti così.

Il gioco prende avvio con uno schieramento di questo tipo, solo con i giocatori un paio di metri più avanti, di modo da avere i due lunghi appena fuori dai tre punti e gli esterni in angolo:

Da qui si sviluppa il gioco base. I due lunghi si incrociano e riceve, aprendosi ben al di fuori dell’arco, quello sul lato sinistro del campo. Il playmaker, dopo il passaggio, taglia a centro area, mentre il secondo lungo si abbassa leggermente. Nel frattempo l’uomo con la palla scambia in palleggio con l’esterno di lato forte che sale dall’angolo a ricevere palla. Quest’ultimo prosegue in palleggio fino al centro del campo, dove effettua un passaggio consegnato all’altro esterno, intanto salito dall’angolo opposto sfruttando il blocco del lungo che in precedenza si era abbassato.

Mentre accade questo, il playmaker riceve un blocco sulle tacche ed esce sul perimetro, in posizione di ala. Qui il gioco ha tre possibili sviluppi: l’esterno che riceve il consegnato può sfruttare il vantaggio accumulato per attaccare in uno contro uno, attendere l’uscita del playmaker per premiare la sua uscita o fare arrivare il lungo più vicino per giocare il pick & roll.

Nei video vediamo come la Virtus, per ora, utilizzi le soluzioni finali che non siano il pick & roll più come specchietto per le allodole per tenere attiva la difesa. Ma quando torneranno Taylor e, soprattutto, Aradori, il gioco potrebbe avere sbocchi differenti.

Lo schema, in ogni caso, ha già diverse varianti. Per esempio nel prossimo video vediamo un caso in cui si gioca per creare una doppia uscita e avere due opzioni di passaggio per l’esterno che riceve il primo consegnato dal lungo. Opzioni che possono portare a un tiro da tre o a una penetrazione con l’area aperta come in questa situazione.

Nel prossimo video, invece, il lungo che non riceve il primo passaggio blocca per il playmaker, che può cercare di “rubare” due punti sotto canestro. Si crea poi un blocco “tandem” per l’esterno in angolo dal lato forte, da cui uscire per cercare un tiro o, come in questo caso, un angolo di passaggio per il lungo in post.

Il set può anche piegarsi alle letture dei giocatori. Qui, per esempio, Cappelletti rifiuta il blocco tandem e sale verticale. M’Baye con un blocco agevola la sua uscita, mentre Kravic, dal lato opposto, si alza per giocare il pick & roll. Da notare come Cournooh sfili via sulla linea di fondo per lasciare un quarto di campo libero alla penetrazione, costringendo il proprio difensore a scegliere se seguirlo o rimanere in area agevolando un possibile scarico su di lui.

Altra variazione sul tema nello spezzone seguente. Qui il playmaker, dopo aver ricevuto il blocco centrale del lungo, non cerca la ricezione ma va a portare un blocco verticale, il primo di due, per l’esterno sul proprio lato di campo. In questo caso Cournooh esce con buon vantaggio, sfruttando l’errore della difesa che passa sopra i blocchi. Pur con una ricezione imperfetta ha tempo per mettere a posto palla e piedi e segnare. Fosse proseguito il gioco sarebbe arrivato un doppio blocco per l’esterno in angolo opposto, come visto in precedenza.

I dettami di coach Sacripanti si cominciano a vedere. Come dicevamo ieri, la Virtus ha cercato di giocare tanto stando dentro questi schemi che, al momento, sembrano il fulcro del gioco virtussino. Ci aspettiamo di vedere diverse modifiche e aggiustamenti nel corso della stagione, ma questo tipo di gioco ha sicuramente un paio di pregi: tiene tutti i giocatori in movimento e attivi e, di conseguenza e forse cosa principale, non fa mai sedere la difesa, rendendo più probabili errori che possono facilitare la via al canestro.

Ora non resta che vedere come la squadra continuerà a lavorare su questi concetti, aspettando di vederli applicati con Taylor e Aradori nel motore.

Nickfiumi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *