Virtus Film Room: la taglia di Tarczewski e Gudaitis troppo per questa Virtus

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Una Virtus volenterosa e che non si è arresa mai, quella vista domenica contro Milano. Un gruppo solido, che anche nel momento di massima difficoltà non ha chinato il capo, cercando sempre di rimanere in partita. Nella sconfitta, insomma, ci sono stati segnali incoraggianti. Ma anche indicazioni chiare di come l’Armani oggi sia una squadra di tutt’altro livello rispetto alla Seagfredo.

Lampante, in tal senso, il dominio della coppia di centri milanese, Tarczewski-Gudaitis, sull’andamento della partita. Non che questa sia stata un’eccezione rispetto a quanto visto sin qua in campionato. Parliamo, d’altronde, del primo e secondo giocatore di tutta la serie A per net rating: +47.3 Tarczewski, +43,4 Gudaitis. Insomma, già sarebbe complicato affrontare Milano con uno solo dei due. Figurarsi con entrambi che possono giocare a staffetta sui 40′ (21′ Tarczewski, 18′ Gudaitis).

213 centimetri per 116 per l’ex centro di Arizona University. 211 per 115 il lituano. Altezza e peso che si sono sentiti tutti, da subito e senza che la Segafredo riuscisse a capirci granché su come affrontarli. Mostrando, ancora una volta, come il reparto lunghi virtussino, Slaughter escluso, non sia al livello delle fasce alte del campionato.

Tarczewski, partito in quintetto, ha tolto alla Virtus almeno sei punti, andando a disturbare i tiri o anche solo facendo sentire la sua presenza, come sull’errore di Baldi Rossi. Nasce soprattutto da qui il 4/12 (7/19 all’intervallo) virtussino da due punti, che ha indirizzato la gara, specie nel momento in cui gli uomini di Ramagli non sono riusciti a variare il gioco con le conclusioni dal perimetro.

Già in difficoltà ad attaccare, la Virtus si è vista negare anche i punti facili. Ritrovandosi rapidamente sotto un macigno pesante oltre venti punti.

Anche perchè, come detto, accomodatosi in panchina Tarczewski è entrato al suo posto Gudaitis. Lungo i cui diritti NBA appartengono a Cleveland. Che, non casualmente, lo sta seguendo da vicino.

D’altronde parliamo di un 2.11 capace di tirare fuori dal cilindro dei trucchi due difese del genere in uno contro uno su un esterno.

Ricapitolando: area chiusa dalla stazza avversaria, difficoltà a creare tiri puliti sul perimetro e scarsi risultati anche nell’attaccare uno contro uno teorici accoppiamenti favorevoli. La ricetta perfetta per un tracollo.

Che è stato vicino a compiersi intorno a metà del secondo quarto. In un parziale milanese evidenziato da queste due giocate quasi in sequenza sempre del centro della nazionale lituana.

Una stoppata di una superiorità fisica imbarazzante, seguita quasi immediatamente da un movimento eseguito con la leggerezza di un ballerino. Obiettivamente troppo da fronteggiare per una Virtus che ancora non ha le armi per competere alla pari con questi avversari.

Sarà comunque una partita da cui trarre insegnamenti importanti in ottica futura. Se la partecipazione a una coppa europea si concretizzerà diventerà sempre più probabile affrontare avversari, se non di pari livello a quello di Milano, comunque di caratura maggiore rispetto a quanto possa proporre il campionato italiano.

E per evitare di nuovo un gap fisico/tecnico così pronunciato occorrerà mettere a disposizione dello staff un roster con più frecce al proprio arco.

Nickfiumi

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