Virtus Film Room: l’analisi della partita con Varese

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Vittoria di grande peso specifico quella di Santo Stefano contro Varese. Non bellissima ma fondamentale per continuare la corsa, tutt’altro che semplice, alle Final Eight di Coppa Italia. E che ha mostrato il miglior Alessandro Gentile della stagione.

La gara in sè ha avuto diversi risvolti tattici al suo interno, con Caja che, dalla parte di Varese, ha dovuto giocare con i quintetti per ovviare, dapprima, ai problemi di infortuni con cui i suoi si sono presentati, e poi ai guai coi falli personali di diversi suoi giocatori. Ne è scaturita una gara dove le squadre si sono rincorse opponendo schieramenti con quattro piccoli o due lunghi. E su questo tema la partita ha vissuto le sue curve più interessanti.

Nel corso del secondo quarto i padroni di casa hanno cominciato a schierare Giancarlo Ferrero (vera spina nel fianco) come quattro tattico, mentre, dall’altra parte, Ramagli ha preferito rimanere “grande” con in campo Slaughter/Lawson e Filippo Baldi Rossi. Mossa che non ha pagato dividendi.

In difesa, infatti, Baldi Rossi, come gli era accaduto anche con Torino, ha pagato abbastanza gli accoppiamenti con esterni più veloci di piedi.

Nel primo caso finisce su un cambio difensivo contro Okoye, che lo porta in un pick & roll dove è coinvolto anche Slaughter. L’esterno varesino lo batte dal paleggio e va agevolmente al ferro. Pur sbagliando. La difesa, però, ormai è mossa e Norvel Pelle ha gioco facile a schiacciare a canestro in tap in.

Nel secondo lo stesso Baldi Rossi, su un pick & roll che questa volta coinvolge Lawson su Cain, è costretto a stare lontano dall’area per coprire Ferrero in angolo e un suo possibile tiro. Così la Virtus perde il vantaggio potenziale della maggiore copertura in area data da una coppia di lunghi veri. Aggiungiamoci le difficoltà di Lawson a difendere il pick & roll dinamico e la frittata è fatta.

Anche in attacco non è andata meglio.

Con Slaughter e Baldi Rossi in campo contemporaneamente l’area era già piena di suo. Aggiungendoci la presenza di Ale Gentile, su cui i difensori si sono regolarmente staccati per sfidarlo al tiro, ne sono venuti fuori attacchi senza spaziature e statici.

Nessuno spazio per le penetrazioni degli esterni. E altrettanti pochi pertugi per servire i due lunghi dentro, che peraltro hanno fatto abbastanza fatica a prendersi le misure per non pestarsi i piedi nel prendere posizione.

La situazione si è diametralmente ribaltata nel terzo quarto, quando Attilio Caja, per i problemi di falli dei suoi, è stato obbligato a schierare assieme Cain e Pelle. E lì Slaughter e, soprattutto, Baldi Rossi hanno fatto danni veri.

Nel primo spezzone Baldi Rossi punisce subito la tendenza di Cain a rimanere in area per proteggere il ferro con una tripla. Nella seconda azione, quindi, il lungo varesino resta con lui sul perimetro, aprendo l’area a Alessandro Gentile, che sfrutta un pick & roll con Slaughter per andare al ferro senza trovare aiuti. Infine è lo stesso Baldi Rossi a punire Cain direttamente dall’uno contro uno.

Lo schieramento con i quattro piccoli che tornerà d’attualità anche nei momenti più concitati della partita. Questa volta a favore della Virtus. In particolare a fine regolamentari, quando Ramagli decide di andare con Alessandro Gentile da quattro, per affrontare il quintetto piccolo ormai sistematico presentato dagli avversari (alternativamente con Ferrero o Natali da finta ala grande).

L’area si spalanca. Il pick & roll centrale con Slaughter diventa il grimaldello per scardinare la difesa. Se il lungo varesino resta con l’ex Real Madrid Gentile può giocare di fisico contro avversari più leggeri e più bassi, affidandosi ai suoi classici tiri da distanza ravvicinata. Quando, come nel secondo spezzone, la difesa si lancia in un cambio affrettato (Cain va su Gentile e Slaughter rimane sotto canestro marcato da Okoye) basta buttare la palla sotto all’uomo col numero 44 per raccattare due liberi comodi.

Passaggi cruciali per il destino della gara questi. In quel momento la Virtus ha preso fiducia, ma soprattutto Alessandro Gentile ha preso fiducia. Tradottasi poi nel finale arrembante di supplementare che ha portato la squadra alla vittoria.

Tra le note sparse della partita, da segnalare la fatica difensiva del duo Umeh-Lawson, in particolare contro la coppia di omologhi Avramovic-Cain. Una situazione che Varese, furbamente, ha cercato spesso. Umeh, pur facendo un’ottima partita offensiva, ha sofferto molto dietro le accelerazioni dell’esterno slavo. E Lawson ha nuovamente palesato le sue difficoltà a gestire la difesa sui pick & roll. Difficoltà ingigantite dalla stazza di Cain e dalla sua capacità di portare buoni blocchi pur mantenendo una discreta mobilità per rollare a canestro.

La partita di Ale Gentile è stata da favola. Ma non sono mancati dei passaggi a vuoto. Specie nella propria metà campo, dove molto della prestazione eccellente di Giancarlo Ferrero è passato da sue difese parecchio morbide. Qua ne possiamo vedere tre esempi, in cui di fatto concede due triple (una a Ferrero e una a Okoye) e un piazzato allo stesso Ferrero dove in difesa si limita ad arretrare per poi finire a contestare il tiro in maniera abbastanza leggera. Certo, in una prestazione da 32 punti è voler cercare il pelo nell’uovo. Ma Gentile è un giocatore con un tale potenziale da poter correggere questi difetti ed essere difensore di livello quanto meno sufficiente (e nel finale ci sono un paio di sue ottime giocate difensive infatti).

Infine, la sensazione che la Virtus abbia trovato, se non una soluzione, un piccolo rimedio alle difficoltà contro la zona. Varese, infatti, l’ha presentata praticamente subito. Ma i bianconeri hanno risposto mettendo Alessandro Gentile in cabina di regia. Questo ha risolto il problema della difesa adeguata su di lui, che di conseguenza toglie spazio e margine di manovra agli altri quattro. Nel primo caso la scelta libera spazio per una tripla di Baldi Rossi, nel secondo un Gentile palla in mano e attivo nel cercare l’area favorisce la ricezione profonda di Slaughter che segna. Da lì i primi cinque punti della partita per le V Nere e zona riposta definitivamente nel cassetto dai padroni di casa.

Per oggi è tutto. Si avvicina la fine dell’anno ed è assai probabile che ci si risenta direttamente nel 2018. Come avrete visto in questi giorni non siamo stati sempre presenti. Classica conseguenza delle festività natalizie.

Col passare dei giorni torneremo al nostro solito flusso di approfondimenti. Nel frattempo auguriamo già ora un felice anno nuovo a tutti quanti i nostri lettori!

Nickfiumi

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