Virtus Film Room: l’analisi video della partita contro Cantù

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Eccoci qua con il nostro appuntamento per un po’ di analisi video dell’ultima partita giocata dalla Virtus. Eh, beh, questa settimana c’è stato da lavorare…

Tra errori difensivi, tiri sbagliati, scelte errate e cattiva gestione dei falli la partita avrebbe offerto materiale per i prossimi due mesi. Gioco forza, però, bisogna fare un po’ di sintesi e quindi abbiamo cercato di circoscrivere un po’ il discorso agli argomenti più rilevanti e ad alcuni momenti specifici e decisivi per l’esito dell’incontro.

Intanto, che sarebbe stata una domenica difficile lo si era intuito praticamente subito (come detto anche ieri da Baraldi in conferenza stampa. Spoiler alert: in questo pezzo troverete parecchia roba che dà sostegno alle sue parole). Prima azione della partita. Pick & roll per Culpepper. Alessandro Gentile resta sul blocco, Slaughter esce a mani basse e in un attimo è 3-0 per la Red October.

Come detto e letto un po’ dappertutto, la Virtus ha dato l’impressione di entrare in campo impreparata al gioco di Cantù. I lombardi sono squadra che corre e in casa tende a farlo ancora di più, alzando al massimo i ritmi. Inoltre hanno due giocatori come Charles Thomas e Christian Burns, lunghi che guardano volentieri il canestro anche da oltre l’arco: tre conclusioni a partita per il nazionale italiano, 2.4 per Thomas. Ciò nonostante dalle loro mani sono arrivati tre cesti da dietro l’arco con la difesa che, in sostanza, ha concesso loro la conclusione.

Nel primo caso Lawson si stacca da Burns per impedire il pallone dentro a Crosariol. Scelta già di per se poco sensata, visto l’accoppiamento uno contro uno con Slaughter, che di certo non era un miss match sfavorevole per la Segafredo. Così facendo si apre completamente la visuale di tiro per Burns, che non si fa pregare e segna. Nelle altre due situazioni, prima Ale Gentile e poi Slaughter (con la parziale scusante di un aiuto sullo stesso Gentile finito accoppiato a Burns) ignorano Thomas dietro l’arco, concedendogli il tiro. Sono nove punti pesanti. Per correttezza va anche segnalato come Burns e Thomas non siano esattamente dei cecchini. Prima della partita Burns era 5/26, Thomas addirittura 2/17. Ma tiri così aperti concessi a giocatori di serie A sono sempre un rischio.

 

Ceto, al momento la Virtus non può dire la stessa cosa di sè. Perché se già nella trasferta di Brindisi erano arrivati una marea di errori su tiri da tre punti completamente aperti, contro Cantù è andata ancora peggio. Vedere per credere.

Cinque tiri aperti sbagliati da tiratori in linea di massima affidabili (Lafayette, Lawson, Aradori, Umeh). 9/31 il dato finale da tre punti per la Virtus. Sarebbero bastati un paio di tiri a segno per cambiare la storia della partita.

Tornando al discorso difensivo, giornata da dimenticare per Klaudio Ndoja, che ha subito tantissimo dal duo Burns-Thomas di cui sopra, in un mix di dormite difensive e azioni in cui ha palesato quelle difficoltà fisiche direttamente imputabili al salto di categoria
Nei primi tre spezzoni la difesa non è nemmeno terribile, semplicemente i due di Cantù hanno troppi chili e centimetri per subire la marcatura. Negli ultimi due casi, invece, arrivano un paio di distrazioni fatali. Prima, su una difesa di squadra positiva, perde alla proprie spalle Cournooh sulla linea di fondo. Poi non tiene il taglio di Burns che si conquista due liberi, convertiti.

 

Nel secondo quarto la Virtus subisce il break che spacca l’incontro, facendola andare al riposo sotto 50-38 dopo aver messo il naso avanti sul 32-31. Il parziale comincia quando Ramagli ha in campo un quintetto composto da Stefano Gentile, Michael Umeh, Ale Gentile, Klaudio Ndoja e Kenny Lawson, che attacca una zona 3-2 proposta da Sodini.

Nella prima azione del video, che è anche il primo attacco a questa zona, prima Ndoja e poi Gentile sbagliano la lettura, andando a penetrare contro Kenny Lawson, in area a prendere posizione. Poi vengono fuori problemi di bilanciamento. Con Ndoja e Lawson, lunghi a proprio agio dietro l’arco, e Alessandro Gentile, al contrario, più portato ad attaccare in post o dal palleggio per andare al ferro, ci si aspetterebbe di trovare un attacco abbastanza arioso, con area aperta e tiratori pronti a ricevere eventuali scarichi sulle penetrazioni dello stesso Gentile. Invece, prima Ndoja e Lawson vanno a occupare spazio in area, facilitando il lavoro di due giocatori fisicamente ingombranti come Crosariol e Burns. Poi, su una presa di posizione in post basso di Gentile, Kenny Lawson a centro area manda in automatico la pre rotazione di Crosariol a centro area. Gentile esita per questo motivo e si fa portar via palla. In questo caso, volendo appuntare qualcosa a Ramagli, si può dire che abbia tenuto questo quintetto in campo abbastanza a lungo nonostante le difficoltà mostrate.

 

Al ritorno in campo dall’intervallo, se non altro, i bianconeri hanno mostrato una faccia diversa, approcciando meglio la gara. Subito una palla rubata da Lafayette per due punti in contropiede e una persa forzata dalla difesa fisica di Alessandro Gentile. A quel punto ci si è messa anche un po’ di sfortuna, mixata anche al gran talento di Randy Culpepper.

Il primo spezzone mostra un’ottima difesa dove una palla quasi recuperata si trasforma in un gran canestro in sospensione di Culpepper, che poi inventa uno step back da tre punti su cui Gentile, onestamente, non può fare meglio di così, difensivamente. L’ultimo frangente è un canestro annullato a Lawson, su rimessa dal fondo con un secondo a cronometro. A vederlo così sembra buono, ma, effettivamente, l’arbitro avverte, prima della rimessa (si vede nelle riprese tv), come in realtà manchi meno di un secondo (il cronometro dei 24” non può segnalarlo) e quindi ci sia il tempo, da regolamento, solo per un tap in. La rimessa Virtus è eccellente, la palla di Gentile per Lawson pure. Kenny le tiene nelle mani una frazione di secondo di troppo e i due punti vengono correttamente annullati. Ridendo e scherzando, anche qui ballano sette punti.

Conto che aumenta se si aggiungono questi due contropiedi sbagliati incredibilmente da Gentile e Aradori (con il disturbo di Lawson che gli taglia sulla linea di penetrazione) e che, in entrambi i casi, portano a due ribaltamenti di campo su cui Cantù segna quattro punti. Nel primo caso difficile non notare il rientro molto pigro dello stesso Aradori (che anche in altri di questi video si può vedere spesso con atteggiamenti fisici non proprio impeccabili).

 

Ramagli, ancora una volta, poi, ha dovuto fare i conti con i problemi di falli di Marcus Slaughter, nuovamente incappato in penalità personali del tutto evitabili.

Errori di foga certo, dati anche dal suo modo di giocare molto attivo. Ma assolutamente da evitare per il peso che l’ex Real ha negli equilibri difensivi della squadra. Sì, perché al posto suo è dovuto entrare Kenny Lawson, che ha fisicità e mobilità completamente diversa, in particolare su pick & roll e rotazioni difensive. I due aspetti che più hanno punito la Virtus.

Come si vede, sui primi due pick & roll Lawson difende indietreggiando e cercando più che altro di limitare i danni, rendendosi, di fatto, vulnerabile alle volontà dell’attaccante. Una presenza fisica completamente diversa rispetto a quella di Slaughter. Come mostra l’ultimo passaggio del video, dove un suo aiuto difensivo con tempismo perfetto impedisce due punti comodi a Chappell.

 

Finita poi per inseguire a lungo ma mai fuori partita, la Virtus ha provato fino alla fine a riacchiappare il match. Con un Alessandro Gentile che ha guidato i compagni in attacco, e per un attimo la rimonta è sembrata possibile. Poi, però, errori difensivi marchiani (insieme ai tanti tiri ravvicinati sbagliati) hanno messo i chiodi sulla bara bolognese.

Prima possiamo vedere una ritardata rotazione di Stefano Gentile da lato debole, che concede due punti facili a Salvatore Parrillo, un giocatore da cui non vorresti mai subire canestro, figurarsi in un quarto quarto. Poi una dormita colossale di Pietro Aradori che si dimentica di Christian Bruns, libero di tagliare, ricevere e mettere nel canestro virtussino altri due punti sanguinosi.

 

Come detto, il materiale è davvero tanto. Gli errori sono stati svariati, da parte di tutti. E a questi ci si è assommata anche un po’ di mala sorte. Sicuro la colpa non è solo dell’allenatore. Anzi.

Troppo giocatori hanno avuto un atteggiamento passivo. Linguaggio del corpo brutto da vedere. Braccia allargate in segno di resa. Teste basse. Sguardi che non si sono incrociati.

Di sicuro questa partita è il punto più basso, al momento, di questa stagione. La proprietà ha parlato e, giustamente, messo i giocatori di fronte alle proprie responsabilità. Ora sta a loro dimostrare di voler tornare ad essere la squadra bella e grintosa vista fino a un mese e mezzo fa. Per non mandare a rotoli una stagione che doveva essere decisamente più divertente.

Nickfiumi

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