Virtus Film Room: l’analisi video della partita contro Torino

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Torniamo sulla partita contro la FIAT Torino per andare a vedere qualche video su quelli che sono stati i temi principali della gara. E come sempre c’è parecchia roba su cui discutere.

Innanzitutto, come domenica scorsa a Cantù, si parte dalla prima azione della partita: se in Brianza era stata una pessima difesa su un pick&roll canturino, qui c’è il primo canestro della partita in cinque secondi, con lancio lungo di Lafayette che sorprende Torino e regala a Gentile un facile appoggio. Un sintomo della prontezza che avrebbe avuto la Virtus nel prosieguo della partita. E anche un anticipo del tema fondamentale della gara.

Dopo un buon inizio la Segafredo, però, si è bloccata. Specialmente in attacco, dove ha prodotto diverse azioni in cui la palla è rimasta ferma o quasi molto lontana da canestro per diversi secondi. Senza così impensierire una difesa come quella di Torino, che poi in situazioni statiche di uno contro uno da il meglio di sé.

Notare come nelle prime due azioni per dice secondi buoni non succede nulla nell’attacco bianconero. Un invito a nozze per gli ospiti.

Finita sotto anche in doppia cifra, la Virtus è rimasta a galla grazie alla marea di rimbalzi offensivi catturati (16). Qui i giocatori di Ramagli sono stati molto bravi a sfruttare la totale assenza di taglia fuori dei giocatori piemontesi, mandando sempre almeno un paio di uomini a cacciare palloni sotto il tabellone avversario. In certi frangenti la totale disattenzione dei rimbalzisti torinesi è davvero incredibile.

Nel secondo quarto la prima reazione virtussina, sfruttando molto bene il mismatch Lawson-Iannuzzi. Il lungo torinese si è accodato all’andazzo dei suoi compagni non dando una gran mano a rimbalzo e sui pick & roll ha sofferto molto. Brava, anche qui, la Virtus coinvolgerlo spesso in queste situazioni, mettendo in partita un Lawson che poi sarebbe stato fattore anche più avanti.

Prima dell’intervallo, comunque, è arrivato un nuovo parziale torinese. Coinciso, non casualmente, con il rientro di Mbakwe per Iannuzzi e con l’abbandono virtussino del quintetto leggero (Lawson più Gentile da quattro) per passare al duo Baldi Rossi-Slaughter. L’ex Trento, però, è finito sulle tracce prima di Patterson e poi di Okeke, due giocatori troppo complessi per lui da marcare. E ha pagato dazio con cinque punti subiti. Poi Lafayette ha complicato l’opera con due dormite su Garrett, costate anche qui cinque punti: rimanendo su un blocco e concedendo una tripla aperta e poi distraendosi in difesa uno contro uno. Con Garrett che è potuto andare al ferro in tranquillità. Per un pericoloso 38-45 a metà partita.

Il secondo tempo, poi, è stata tutta un’altra musica. Intanto la Virtus ha definitivamente capito lo spartito della gara: correre o provare a farlo il più possibile, per giocare contro una difesa non ancora schierata o comunque in recupero e quindi più facile da sbilanciare. Stante le difficoltà incontrate nell’affrontare la difesa ospite schierata. Già nel primo tempo si erano visti brani di questo (anche nelle situazioni di canestro sbagliato arrivano rimbalzi in attacco, conseguenza di una difesa che fatica a trovare gli accoppiamenti). E le cose sono poi proseguite nel secondo.

Davvero fantastico, poi, l’inizio di terzo quarto di Ale Gentile, che ha interpretato al meglio questa necessità di correre, dando assist in transizione e poi aggiungendo la chicca del dietro schiena per Aradori.

Aradori che, a sua  volta, ha messo un paio di giocate molto importanti sul finire di quarto, gestendo con calma due possessi che sembravano ormai morti e sepolti e da cui, invece, la Virtus ha tirato fuori quattro punti preziosissimi. Possessi che, forse, in altre partite sarebbero finiti in tiri da tre punti affrettati. Qui, invece, sono stati gestiti al meglio, cercando la debolezza della difesa avversaria fino all’ultimo secondo disponibile.

La differenza, però, ovviamente, l’ha fatta la difesa. Che nel secondo tempo è salita di tono in maniera evidente. A metà campo, complice anche forse un po’ di stanchezza altrui, la Segafredo ha lentamente stritolato Torino con una serie di difese di energia e collaborazioni di squadra davvero notevoli.

Pressione sulla palla. Gambe pronte a reagire. Corpo sempre davanti all’attaccante. E quando non è stato così, compagno pronto ad arrivare in aiuto. La sensazione, per una domenica, che la difesa abbia esaltato l’attacco e non viceversa.

 

Infine, un piccolo appunto. La Virtus, nonostante l’ottima difesa del secondo tempo, continua a dimostrare di avere la brutta tendenza a forzare gli anticipi sul perimetro. Bucandoli puntualmente e regalando canestri facili agli avversari. Contro Torino è accaduto ben tre volte. Per sei punti facili. Un difetto da curare rapidamente. Perché è anche su questi dettagli che si costruisce la crescita di un gruppo.

Nickfiumi

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